{"id":9552,"date":"2013-01-05T20:27:08","date_gmt":"2013-01-05T19:27:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=9552"},"modified":"2013-01-05T20:27:08","modified_gmt":"2013-01-05T19:27:08","slug":"govone-un-degrado-lungo-piu-di-un-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=9552","title":{"rendered":"Govone, un degrado lungo pi\u00f9 di un secolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><em>Fonte: blog di <a href=\"http:\/\/paolocuniberti.wordpress.com\/2013\/01\/31\/govone-un-degrado-lungo-piu-di-un-secolo-2\/\" target=\"_blank\">Paolo Ferruccio Cuniberti<\/a>, \u00a031.1.2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/interno-stanze-reali_govon_cunibert.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-9553\" style=\"margin: 10px;\" title=\"interno-stanze-reali_govon_cunibert\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/interno-stanze-reali_govon_cunibert.jpg\" alt=\"\" width=\"309\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/interno-stanze-reali_govon_cunibert.jpg 2555w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/interno-stanze-reali_govon_cunibert-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/interno-stanze-reali_govon_cunibert-768x606.jpg 768w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/interno-stanze-reali_govon_cunibert-1024x808.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 309px) 100vw, 309px\" \/><\/a>La storia del declino del castello comincia nel 1870, l\u2019anno in cui i Savoia vendono i possedimenti govonesi alla Banca Tedeschi di Genova. La banca a sua volta nel 1895 vende alla famiglia Ovazza-Segre, che completa il frazionamento della propriet\u00e0 terriera creando le premesse per la nascita delle piccole aziende agricole familiari che tuttora contraddistinguono l\u2019economia locale. Non si pu\u00f2 escludere che nel frattempo vi sia stata una prima spoliazione di oggetti d\u2019arredo di particolare interesse e pregio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1897 il castello e il parco vengono acquistati dal Municipio, dopo un\u2019accorta analisi costi\/benefici del consigliere provinciale Sebastiano Lissone, e si d\u00e0 cos\u00ec inizio al doloroso seguito. Nel 1898 l\u2019intero patrimonio di mobili, statue, e addirittura infissi, va all\u2019asta ed \u00e8 definitivamente disperso. Ancora oggi qualcuno asserisce a Govone che il castello deve restare alla propriet\u00e0 municipale perch\u00e9 fu acquistato con i sacrifici dei bisnonni, ma non \u00e8 del tutto vero. La somma di 100.000 lire che venne sborsata fu almeno in parte recuperata spogliando l\u2019edificio di tutto quanto era asportabile. Inoltre l\u2019investimento fu utilizzato per dare impropria ospitalit\u00e0 alle scuole, all\u2019asilo infantile, agli uffici comunali, ad alloggi per i dipendenti, eccetera, risparmiando sui costi di costruzione altrimenti necessari. \u00c8 deplorevole, ma non sorprende per l\u2019epoca; ed \u00e8 purtroppo storia comune a tanti altri beni monumentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel 1921 Sebastiano Lissone, l\u2019artefice principale dell\u2019idea dell\u2019acquisto, pubblica un opuscolo sulla storia di Govone dove, lodando la magnificenza del sito, scrive gi\u00e0 con evidente preoccupazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>affinch\u00e9 queste bellezze durino (\u2026) \u00e8 necessario che tutti i cittadini ne siano gelosi tutori, difendano il Castello e le sue adiacenze dai vandalismi e che le Amministrazioni, che si succedono al governo del Comune, siano sollecite nell\u2019eseguire anno per anno le necessarie opere di manutenzione (\u2026). Un decreto del Ministero della Pubblica Istruzione intimato al Sindaco add\u00ec 26 agosto 1909 dichiara il Castello di Govone monumento pregevole di arte e di storia, ma pi\u00f9 che i decreti del Governo deve influire per la conservazione dello storico edificio e del parco annesso il senno dei cittadini<\/em>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, scorrere tutti gli interventi e le lamentazioni che si sono succeduti nei decenni, e con sempre maggior frequenza a partire dall\u2019ultimo dopoguerra, fa tristemente sorridere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1951 Mons. Vittorio Cauda, parroco di Govone dal 1925 al 1960, dopo un piccolo incidente occorsogli nella discesa dello scalone principale, fu promotore di una sottoscrizione finalizzata al restauro dello stesso, lavori ultimati nell\u2019inverno del 1953. Un articolo in sua memoria apparso sul bollettino parrocchiale del 1988 ricorda:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cDesideroso che i visitatori e villeggianti che facevano tappa a Govone vi potessero ammirare non solo le bellezze panoramiche, ma anche quelle artistiche, non cess\u00f2 mai di invitare l\u2019amministrazione comunale ad interessarsi ai restauri dello storico castello e fece lui il primo passo verso la ristrutturazione in attesa di pi\u00f9 ampi interventi.<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa un decennio dopo, nel \u200e1962, Giuseppe Luigi Marini pubblica un articolo sul Castello di Govone sulla rivista Epoche \u2013 cahiers di storia e costume del Piemonte:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cUn recente restauro ha sanato le piaghe pi\u00f9 evidenti, ma (\u2026) che rimane dell\u2019antico sfarzo oltre le strutture murarie, lo scalone di rappresentanza che due cariatidi, con diversa evidenza di sforzo, reggono? L\u2019ala del piano nobile, (\u2026) raccoglie gli uffici del Comune, ove \u00e8 superstite quanto non fu possibile asportare: pavimenti con scomparti a stella, le pitture dei soffitti, alcune porte e le lise tendine di una finestra (\u2026) Nell\u2019altra ala del castello, segregati in rispettoso abbandono, quattro locali conservano le originali pitture cinesi su carta da parato: per il loro acquisto cumulativo, sebbene in deplorevole stato d\u2019abbandono, furono recentemente offerti quattro milioni, lodevolmente respinti dal Comune (\u2026) Penzolano i lembi delle tappezzerie strappate, favorendo il vandalismo dei pochi visitatori. Uno di essi, affascinato dalla finissima pittura ad acquarello con contorni e risalti in tempera, trasfer\u00ec un rettangolo della carta da parato, certo con appropriata cornice, nel proprio salotto: rimane cos\u00ec, nella sala lunga con angoli arrotondati, uno scomparto d\u2019intonaco nella composizione. Se si pu\u00f2 recriminare su ci\u00f2 che \u00e8 perduto, \u00e8 doveroso denunciare quanto vediamo morire, essendo in grado di descrivere l\u2019oggetto e di giustificarne il rimpianto. Quel fauno infranto, abbandonato nel sotterraneo, insidiato dalla vegetazione e dalle ragnatele, \u00e8 il simbolo tristissimo di un\u2019ingloriosa decadenza.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0, che fine avr\u00e0 fatto quel fauno infranto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1983 \u00e8 la volta del sindaco Caterina Rossanino su \u200e La Stampa di venerd\u00ec 26 agosto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Fiore all\u2019occhiello dell\u2019attuale amministrazione, presieduto dall\u2019insegnante Caterina Rossanino, \u00e8 il restauro (in corso) del castello (\u2026) Secondo le previsioni \u2013 dice il sindaco \u2013 il restauro di tutta la parte esterna dovrebbe terminare entro l\u201985\u00a0<\/em>(sic!)<em>. Il progetto generale comprende anche interventi all\u2019interno per un maggior utilizzo. Si potrebbe farne la sede di una enoteca dei vini del Roero, se gli altri Comuni saranno d\u2019accordo. La spesa totale per il restauro \u00e8 prevista in due miliardi.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1990 si inaugura invece la sala convegni ricavata restaurando l\u2019antica citroniera, la cosiddetta \u201cSerra\u201d, gi\u00e0 utilizzata in passato come piccolo teatro, opera secondaria e forse superflua, sicuramente gi\u00e0 da risistemare, tuttavia presentata come importante evento sul bollettino parrocchiale da Luciano Ruella:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cIl sindaco dott. Giuseppe Cotto, introducendo l\u2019incontro ha voluto ricordare come questa ambiziosa iniziativa sia nata circa tre anni fa nel quadro del pi\u00f9 ampio progetto di recupero e rivalutazione del castello e del centro storico di Govone.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cosa \u00e8 successo ai restauri del castello previsti a conclusione per il 1985?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si arriva cos\u00ec al 1997, l\u2019importante anno del centenario dell\u2019acquisto del maniero da parte del Comune e dell\u2019inserimento nel circuito delle residenze sabaude, patrimonio Unesco. Interviene il sindaco Giuseppe Gonella con una \u201clettera aperta\u201d ai govonesi sul bollettino parrocchiale, recriminando qualcosa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c\u00c8 pur vero che, nel passato, si sarebbero potute dedicare maggiori attenzioni ad un bene che i visitatori ci invidiano, stupiti dalla bellezza e dalla grandiosit\u00e0 della struttura. Tuttavia tocca adesso a noi, che ci troviamo sulla scena in questo squarcio di secolo, la fatica e il piacere di valorizzarlo, di proteggerlo e di conservarlo per le prossime generazioni, sia per il suo ricco patrimonio storico-artistico, sia per il servizio che ha offerto ed offre alla comunit\u00e0 govonese.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolista Luciano Ruella ricostruisce la vicenda affermando:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cMa soprattutto il passaggio al Comune salvaguard\u00f2 il futuro del castello e permise alla popolazione di accedere alle sue preziose sale ed agli ampi giardini circostanti. A distanza di un secolo l\u2019Amministrazione Comunale, che sta portando avanti un ampio progetto di recupero e di rivalutazione del castello, vuole ricordare il passo compiuto dai nostri avi\u2026<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il parroco Don Massimo Novo ammonisce:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cMa quanto sarebbe desiderabile che quelle giornate facessero crescere decisamente nei govonesi il \u2018senso di comunit\u00e0\u2019 : la volont\u00e0 di essere pi\u00f9 uniti, pi\u00f9 aperti alla collaborazione, pi\u00f9 attenti ai beni del paese.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dello stesso anno \u00e8 la pubblicazione del volume Il Castello di Govone \u2013 L\u2019architettura, edito da Celid. La Prefazione del sindaco Gonella \u00e8 entusiastica:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cL\u2019impegno che ci siamo assunti (\u2026) conferma che il Castello patrimonio storico-artistico di inestimabile valore, appartiene a questa comunit\u00e0. E rappresenta, nel contempo, una risorsa che supera i confini locali e colloca il paese di Govone in un circuito connotato da riferimenti storico-culturali di grande rilievo.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il consigliere con delega alla cultura Ornella Ponchione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c\u2026 le iniziative si sono susseguite a ritmo incalzante (\u2026) La prospettiva adesso \u00e8 aperta: il Castello pu\u00f2 finalmente riappropriarsi della sua identit\u00e0, poich\u00e9 la strada della riscoperta \u00e8 tracciata.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriviamo al 2000 con la seconda pubblicazione Celid dedicata agli appartamenti. Scrive in Prefazione il sindaco Ornella Ponchione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Il Castello di Govone sta ritrovando il suo posto nella storia. Nella prospettiva, ormai imminente, di divenire \u2018museo di se stesso\u2019 (\u2026) offre le sontuose sale del piano nobile a un numero crescente di visitatori (\u2026). Il dialogo, tacito e rispettoso, che il paese da sempre intesse con il prezioso nucleo delle sue origini, viene scandito, nel tempo, dai rimandi della memoria alla storica sacralit\u00e0 dei luoghi\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E infine, la curatrice del volume Laura Moro della Soprintendenza:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cA Govone la sfida per amministratori, progettisti, operatori della tutela \u00e8 ancora problematica e impegnativa. Nasce dalla stessa dimensione, comunque rilevante per un piccolo Comune. Tuttavia il capitolo di studi che oggi si conclude e la parallela definizione di un compiuto percorso di visita, che assicura a un\u2019importante fetta degli spazi un utilizzo culturale adeguato, \u00e8 un nuovo motivo di speranza.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, la speranza \u00e8 sempre l\u2019ultima a morire. Nel frattempo, tra vandalismi, furti, distacchi di intonaci, crepe nei muri, cedimenti di balaustre, stravaganti installazioni e indecorose kermesse \u2013 alla faccia dell\u2019utilizzo culturale adeguato -, sono trascorsi altri tredici anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(Ringrazio Daniela Gerbo che ha conservato e reso disponibili molti dei documenti qui citati)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: blog di Paolo Ferruccio Cuniberti, \u00a031.1.2013 La storia del declino del castello comincia nel 1870, l\u2019anno in cui i Savoia vendono i possedimenti govonesi alla &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=9552\"> <span class=\"screen-reader-text\">Govone, un degrado lungo pi\u00f9 di un secolo<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":9553,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12,74],"tags":[48],"class_list":["post-9552","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bin-colturaj","category-el-piemont-a-toch","tag-bin-colturaj"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9552"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9552\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9553"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}