{"id":8688,"date":"2012-12-01T02:08:19","date_gmt":"2012-12-01T01:08:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=8688"},"modified":"2012-12-01T02:08:19","modified_gmt":"2012-12-01T01:08:19","slug":"governo-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=8688","title":{"rendered":"Governo Mondiale (di Vittorio Messori) &#124; la fratellanza non annulla n\u00e9 cancella le diversit\u00e0 dei popoli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Vittorio Messori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[Da &#8220;Le cose della vita&#8221;, San Paolo, Milano 1995]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-8689\" style=\"margin: 10px;\" title=\"babel\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/babel.jpg\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/babel.jpg 390w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/babel-300x235.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 312px) 100vw, 312px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019uscita di scena dell\u2019Urss e del sistema di regimi che aveva imposto a tanti Paesi, ha riacceso la fantasia degli utopisti (non mancano neppure tra i cattolici) che <strong>vagheggiano un mondo anche politicamente unito, che si entusiasmano all\u2019idea di un governo planetario<\/strong>. Gli &#8220;Stati Uniti del Mondo&#8221; sarebbero, stando a costoro, una nobile m\u00e8ta cui dedicare impegno ed energie. In realt\u00e0, basta la sana (e cristiana) virt\u00f9 del realismo per rendersi conto che &#8211; alla pari di tante utopie <strong>il sogno di un unico governo mondiale, se realizzato, potrebbe rovesciarsi in un incubo.<\/strong> Un simile progetto, pur partendo da un ideale di fratellanza, finirebbe certamente per trasformarsi nella tirannia di alcune caste, culture, popoli, su tutte le altre. Tirannia, per giunta, probabilmente pi\u00f9 spietata e soffocante di quelle &#8220;esplicite&#8221;, perch\u00e9 mascherata di ipocrisia, di pelosi &#8220;lo facciamo per il bene dell\u2019umanit\u00e0&#8221;&#8230; <strong>Viviamo tra l\u2019altro, proprio in questi anni, la fine della messianica attesa illuministica, stando alla quale il Progresso, la Scienza, l\u2019Istruzione, l\u2019Informazione &#8211; e tutti gli altri miti che si scrivevano con la maiuscola &#8211; avrebbero infallibilmente unito i popoli, livellando le differenze e, alla fine, affratellandoli in un grande abbraccio comune.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00c8 successo giusto il contrario: casi come quello dell\u2019Urss e della Jugoslavia, ma come anche quelli del risorgere della coscienza nazionale, del <strong>desiderio di indipendenza all\u2019interno di Stati unificati magari da secoli (la Gran Bretagna, la Spagna, il Belgio, l\u2019Italia stessa<\/strong>) mostrano che <strong>la consapevolezza della diversit\u00e0 prevale sempre, alla fine, sul tentativo di unit\u00e0.<\/strong> Ma, lasciando da parte le considerazioni &#8220;politiche&#8221;, ha qualcosa di specifico da dire, qui, la prospettiva religiosa, cristiana in particolare? Tutto il profetismo dell\u2019Antico Testamento, ma anche il culmine e il termine del Nuovo Testamento stesso, l\u2019Apocalisse, <strong>sono una costante invettiva contro i grandi imperi<\/strong>. Il messaggio biblico fonda si l\u2019unit\u00e0 radicale del genere umano, rivelando un Padre comune per tutti, ma <strong>questa fratellanza profonda non annulla n\u00e9 cancella le diversit\u00e0<\/strong>. Come nota ogni lettore attento, quel Dio della Bibbia, che tutti ha creato e sostiene, <strong>parla a popoli, genti, etnie, culture, sempre al plurale<\/strong>. Forse, l\u2019opera d\u2019arte che pi\u00f9 ama \u00e8 il mosaico: un insieme unitario e armonico, ma composto di tante tessere, ciascuna eguale e al contempo diversa dalle altre, per forma, colore, dimensione&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Ma, di questi tempi, andr\u00e0 forse rimeditato con nuova attenzione l\u2019inizio dell\u2019undicesimo capitolo della Genesi, il primo libro della Bibbia. Vi si narra il caso di <\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">Babele<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">, quasi sempre creduto &#8211; abusivamente &#8211; come una punizione della superbia umana, mentre appare in realt\u00e0 un intervento divino (davvero misterioso) per <\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">evitare un\u2019unione politica e culturale di genti diverse<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><br \/>\n<em style=\"font-size: 13px;\">\u00abTutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall\u2019oriente, gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> (&#8230;) <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">poi dissero: &#8220;Venite, costruiamoci una citt\u00e0 e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra&#8221;. Ma il Signore scese a vedere la citt\u00e0 e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: &#8220;Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo \u00e8 l\u2019inizio della loro opera; e ora, quanto avranno in progetto di fare non sar\u00e0 loro impossibile. Scendiamo, dunque, e confondiamo la loro lingua perch\u00e9 non si comprendano pi\u00f9 l\u2019un l\u2019altro&#8221;. Il Signore li disperse di l\u00e0 su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la citt\u00e0. Per questo la si chiam\u00f2 Babele&#8230;\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0(Gen 11,1-9).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Storico o no che sia l\u2019episodio, qui poco importa: ci\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019insegnamento che, attraverso questi versetti la Parola di Dio vuole farci giungere. Tutta l\u2019esegesi moderna \u00e8 d\u2019accordo sul fatto che l\u2019intervento divino non \u00e8 determinato dall\u2019orgoglio che starebbe dietro il progetto di costruire una torre &#8220;la cui cima tocchi il cielo&#8221;. Dietro l\u2019iperbole orientale del &#8220;toccare il cielo&#8221; per indicare una grande altezza, sta non la superbia, ma un lodevole intento religioso: per gli antichi popoli orientali (ebrei compresi), la divinit\u00e0 si manifesta sulle alture. Le ziggurat babilonesi rispondevano al desiderio di dare a Dio un trono elevato. Infatti, il testo della Genesi dice che, dopo l\u2019intervento del Signore, gli uomini &#8220;cessarono di costruire la citt\u00e0&#8221;, non la torre. Come annota un autorevole commento: <em><strong>&#8220;La confusione delle lingue non \u00e8 presentata come un castigo, ma come un mezzo per impedire agli uomini di realizzare un piano di unit\u00e0 politica e culturale tra loro. Dio ottiene il suo scopo operando dall\u2019interno, facendo sorgere tra gli uomini la causa della loro disgregazione in popoli differenti: la diversit\u00e0 delle lingue&#8221;<\/strong><\/em>. N\u00e9 a questo porr\u00e0 rimedio la redenzione operata dal Cristo, con la Pentecoste. <strong>Il prodigio di quel giorno, come dicono chiaramente gli Atti degli Apostoli, non \u00e8 il ritrovamento di una lingua comune, ma il fatto che <em>\u00abnella folla di osservanti di ogni nazione che \u00e8 sotto il cielo, ciascuno sentiva (gli apostoli) parlare la propria lingua\u00bb<\/em>.<\/strong> E tutti &#8220;stupefatti dicevano: li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio&#8221; (Atti, 2). <strong>Ogni popolo, dunque, ha diritto di ricevere nel suo idioma l\u2019annuncio salvifico<\/strong>; il quale, certamente, porter\u00e0 a un\u2019unione pi\u00f9 profonda ma, al contempo, <strong>Babele rester\u00e0 un punto senza ritorno, la diversit\u00e0 delle lingue sar\u00e0 il segno di una diversit\u00e0 socio-culturale che \u00e8 destinata a permanere.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Il progetto di Dio, quale appare dalla Scrittura, sembra obbedire anche qui, insomma, alla logica dell\u2019<em>et-et<\/em>: un\u2019umanit\u00e0 unica e al contempo divisa; una comunione e al contempo una diversit\u00e0. In effetti, nel suo millenario agire concreto, la Chiesa mai si \u00e8 stancata di predicare la fraternit\u00e0 tra stirpi e popoli, contribuendo potentemente ad essa con la comunione nei medesimi sacramenti; <strong>ma mai, sino ai recenti utopisti, ha teorizzato la possibilit\u00e0 di passare da una simile unit\u00e0 profonda a un\u2019unione in un solo organismo politico, a un mitico Governo Mondiale.<\/strong> Perch\u00e9 poi questa &#8220;confusione delle lingue&#8221; sembri rientrare nel progetto divino, non sta certo a noi scoprire. \u00c8 un enigma che non ci \u00e8 dato di sondare (anche se pu\u00f2 darci qualche luce l\u2019immagine del mosaico, la bellezza dell\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0). A noi spetta soltanto rispettare il mistero, non correndo dietro ai sogni che a Babele furono dissolti dal Creatore stesso una volta per tutte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a9 <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Edizioni San Paolo<\/em><br \/>\n<em style=\"font-size: 13px;\">(grassetti a cura della redazione)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vittorio Messori [Da &#8220;Le cose della vita&#8221;, San Paolo, Milano 1995] L\u2019uscita di scena dell\u2019Urss e del sistema di regimi che aveva imposto a tanti &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=8688\"> <span class=\"screen-reader-text\">Governo Mondiale (di Vittorio Messori) &#124; la fratellanza non annulla n\u00e9 cancella le diversit\u00e0 dei popoli<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8689,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[7],"class_list":["post-8688","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","tag-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8688"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8688\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}