{"id":8003,"date":"2012-05-30T17:22:04","date_gmt":"2012-05-30T15:22:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=8003"},"modified":"2018-03-31T17:28:06","modified_gmt":"2018-03-31T15:28:06","slug":"chi-ha-paura-della-lingua-piemontese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=8003","title":{"rendered":"Chi ha paura della lingua piemontese?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px;\"><em>Cercano di confonderla con i dialetti per negarle le stesse possibilit\u00e0 di sviluppo e gli stessi diritti del catalano, del ladino e del tedesco del S\u00fcdtirol. La realt\u00e0 \u00e8 che la nostra rimane una lingua con grandi potenzialit\u00e0, mentre il basso giornalismo, megafono di una mentalit\u00e0 gretta e provinciale, non produce che chiusura e ignoranza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-8005\" style=\"margin: 8px 10px;\" title=\"Gatinera\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Gatinera.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Gatinera.jpg 1293w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Gatinera-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Gatinera-768x597.jpg 768w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Gatinera-1024x796.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Sarebbe troppo facile ironizzare sullo screditato giornalismo italiano, sulle sue faide e sui suoi pruriti. Non lo facciamo, di certo, per non scimmiottarne l\u2019arroganza e la supponenza, ma soprattutto perch\u00e9 ormai sappiamo cosa si nasconde dietro il suo districarsi sornione fra una dichiarazione di un politico e un\u2019occhiata dal buco della serratura. Dietro tanta superficialit\u00e0 e ignoranza ci sono scopi malevoli perseguiti con lucidit\u00e0. I media sono sostenuti dal potere per spegnere le coscienze e per manipolare consensi e consumi. Le loro \u201cnotizie\u201d sono sempre e immancabilmente inattendibili, poich\u00e9 inframmezzate da falsit\u00e0, commenti subdoli, messaggi subliminali e mezze verit\u00e0. Sempre e immancabilmente, oltre la malafede del redattore, affogata fra i pregiudizi e le opinioni indotte, sorvegliata da titolisti, direttori e padroni. Propaganda (ed anche peggio) travestita da informazione: secondo una felice definizione, vere \u00abarmi di \u201cdistrazione\u201d di massa\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abDell\u2019abbassamento della falda morale ne sa senz\u2019altro qualcosa la potenza incontenibile dei mass-media, ma essi restano pur sempre una semplice cinghia di trasmissione, sia pure efficacissima, di ben altri circoli superiori. Le idee da mettere in circolazione per attivare il processo di insabbiamento delle coscienze sono elaborate altrove, nel silenzio di riservati cenacoli e centri di pensiero [&#8230;]: non per nulla la massoneria, tra le numerose sue definizioni, annovera anche quella di \u201csociet\u00e0 di pensiero\u201d o, pi\u00f9 estesamente, stando alla definizione di quel grande studioso della sovversione che fu Augustin Cochin, di \u201corgano democratico che parla per il popolo\u201d\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.\u00a0<span style=\"color: #888888;\">[1]<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019informazione manipolata indirizza l\u2019opinione pubblica verso il pensiero unico, dando autorevolezza a vere e proprie balle mediatiche e proponendo come modelli situazioni ai limiti della normalit\u00e0 o addirittura patologiche.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">Cancellare le identit\u00e0 attraverso la manipolazione delle coscienze<\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #800000; font-size: 13px;\">I \u201ccentri di pensiero\u201d hanno evidentemente stabilito che le masse debbano percepire come giusta e inevitabile l\u2019aspirazione a una \u201crepubblica mondiale\u201d nella quale le differenze culturali siano eliminate in nome di un presunto pratico e funzionale utilitarismo, le coscienze vengano addormentate e, conseguentemente, le preferenze, i gusti, i pensieri siano livellati verso il basso e, cos\u00ec degradati, facilmente indirizzabili.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">I piccoli popoli, con le loro lingue, le loro culture originali e le loro legittime rivendicazioni intralciano questo disegno. Ecco allora il ruolo delle cinghie di trasmissione, messe in funzione anche contro di loro: la tv, la stampa, la scuola periodicamente ci martellano con notizie alterate e mezze verit\u00e0, fino a farle penetrare inconsciamente nel sentire comune.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Chi rifiuta il pensiero pensato e sceglie di orientarsi verso il pensiero pensante inevitabilmente viene messo in ridicolo, trattato come un matto, un esaltato, affinch\u00e9 l\u2019opinione comune ne prenda le distanze. Questa \u201copinione comune\u201d, una volta risintonizzata sul pensiero pensato e preconfezionato, non volendo avere nulla a che fare con i \u201cmatti\u201d, diviene la prima propalatrice delle falsit\u00e0 elaborate dai circoli superiori, e ci\u00f2 avviene senza che pi\u00f9 se ne renda conto: la sua coscienza si \u00e8 addormentata. L\u2019 \u201copinione comune\u201d creder\u00e0 in buona fede di esprimere opinioni sue; in realt\u00e0 si rivolta alla propria stessa dignit\u00e0 ed agisce contro i suoi stessi interessi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Cosa c\u2019entra questo con i piccoli popoli? Avete mai incontrato una madama che, pur di origini piemontesi plurisecolari rifiuta \u2013 per la prima volta in mille anni \u2013 di esprimersi nella lingua propria della sua famiglia e altezzosamente vanta l\u2019ignoranza dei propri figli in merito alla lingua dei propri genitori? Paradossale, eppure questo tipo esiste: se non l\u2019avete ancora incontrata provate ad affrontare in pubblico certi argomenti e presto la incontrerete.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">Informazioni inventate <\/strong><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">per annientare la nostra cultura<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La scuola ha propagandato la storiella del popolo di Parigi che, il 14 luglio 1789, assalt\u00f2 la Bastiglia e restitu\u00ec la libert\u00e0 alle perseguitate vittime dell\u2019assolutismo. Ancora oggi quel \u201cglorioso\u201d avvenimento \u00e8 celebrato ogni anno con parate e fanfare e strumentalizzato a fini ideologici. In realt\u00e0 quel giorno poche centinaia di facinorosi liberarono in tutto quattro falsari, un maniaco sessuale e due pazzi pericolosi che, scambiati per \u201cfilosofi\u201d, finirono in manicomio non appena chiarito l\u2019equivoco. <span style=\"color: #888888;\">[2]<\/span> Ecco come una notizia manipolata si \u00e8 sovrapposta alla verit\u00e0 e l\u2019ha poco alla volta soppiantata. Gli esempi sono legione, ma qui il richiamo alla Francia \u201crivoluzionaria\u201d non \u00e8 casuale. Alla Convenzione l\u2019abb\u00e9 Gr\u00e9goire (scomunicato) tuonava: <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abdentro i suoi \u201cconfini naturali\u201d<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> (altra invenzione rivoluzionaria che doveva poi creare cataste di morti) <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">la Nazione<\/em><em style=\"font-size: 13px;\"> aveva il dovere di \u201cannientare\u201d \u2013 questo il verbo esatto da lui usato \u2013 le lingue locali, i dialetti e, con essi, i modi di vita, in una parola le culture differenti da quelle di Parigi. Tutta la Nazione doveva fondersi in un solo blocco i cui crogiuoli erano la scuola di Stato, unica e obbligatoria per tutti, e l\u2019esercito, luogo dove ogni giovane doveva confluire con la leva di massa\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. <span style=\"color: #888888;\">[3]<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Ecco chiaramente svelata l\u2019origine del farneticare odierno di giornali e tv sul \u201cdialetto\u201d. Si torna cos\u00ec ai circoli superiori che gi\u00e0 tennero la regia della \u201crivoluzione\u201d dell\u201989; e poi del cosiddetto \u201crisorgimento\u201d, che oggi si cerca di ripropagandare come monumento di ideali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">L\u2019Italia non rispetta i trattati internazionali<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019Italia non ha ancora desistito dal volere <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">fondere tutto in un unico blocco dentro i suoi \u201cconfini naturali\u201d<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. La realt\u00e0 che ci vogliono nascondere \u00e8 che in tutto il mondo il plurilinguismo \u00e8 una condizione normale, e che il negarlo \u00e8 innanzitutto immorale. Data l\u2019importanza sociale e culturale delle lingue locali e il rispetto che si deve al diritto delle popolazioni di mantenere e sviluppare la propria cultura, nei Paesi a democrazia avanzata questo diritto \u00e8 tutelato per legge sulla base di accordi internazionali.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Invece in Italia i media cercano di farlo passare come contro natura. L\u2019Italia rimane spocchiosamente indifferente a tutte le sollecitazioni (Unesco, Nazioni Unite, Consiglio d\u2019Europa) scivolando una volta di pi\u00f9 nell\u2019isolamento, nel provincialismo e nell\u2019arretratezza culturale. Ci\u00f2 che per uno Stato dovrebbe costituire una ricchezza culturale viene sacrificato sull\u2019altare della patria inseguendo i fantasmi di stupide e sorpassate ideologie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">Questi piemontesi non vogliono tacere!<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Sulle lingue locali sono bastate un paio di dichiarazioni strumentali per attivare le \u201ccinghie di trasmissione\u201d da tutte le redazioni, da Genova a Palermo; ovviamente\u00a0 scrivendo tutti la stessa cosa, cio\u00e8 cercando di far passare per \u201cassurdo\u201d, \u201canacronistico\u201d, non funzionale e \u201cridicolo\u201d il volere promuovere le lingue e le identit\u00e0 locali, innanzitutto nella scuola. Come? In maniera subliminale, mescolando falsit\u00e0 e mezze verit\u00e0, facendo leva su luoghi comuni e paure inconscie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Pure lo stile \u00e8 riconoscibile: l\u2019arroganza delle argomentazioni, il martellamento nevrotico (la versione a stampa delle notizie urlate e allarmate dei tigg\u00ec che non devono lasciare tempo alla riflessione), l\u2019opinione dei personaggi della tiv\u00f9, di un paio di tromboni di regime e di qualche figlio di pap\u00e0, l\u2019ironia di chi si abbassa a dire la sua su robetta da popolino, le solite meschinit\u00e0, i finti dibattiti, le finte inchieste e le lettere al direttore \u2013 con perfino qualche incursione nel cattivo gusto e addirittura nell\u2019esplicito incitamento all\u2019odio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Il messaggio che deve \u201cpassare\u201d, secondo i persuasori occulti che tirano i fili di questa ennesima campagna denigratoria, \u00e8: in Italia la lingua unica \u00e8 e deve essere (per legge e per venerazione costituzionale) <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">solo<\/span><span style=\"font-size: 13px;\"> l\u2019italiano. Un caso quasi unico di imposizione di un monolinguismo virtuale, perch\u00e9 la realt\u00e0 \u00e8 quella del paese occidentale dove c\u2019\u00e8 pi\u00f9 variet\u00e0 linguistica!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">La sola finestra aperta \u00e8 riservata all\u2019inglese, uno \u201csconosciuto\u201d gabellato come <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">status symbol<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> e chiave \u201cindispensabile\u201d per un non meglio identificato lavoro \u2013 che non c\u2019\u00e8. Una finestra su quella \u201crepubblica mondiale\u201d di cittadini \u201cliberi\u201d e telecomandabili. Triste ed arretrato paese, che mira a educare un bimbo dell\u2019asilo insegnandogli qualcosa per \u201ctrovare lavoro\u201d (e facendo passare un simile ragionamento per normale!)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Le altre lingue, quelle locali, reali, presenti, parlate e testimoni di identit\u00e0 autentiche, quelle che servono ad \u201cessere\u201d \u2013 condizione essenziale per \u201cfare\u201d&#8230;sono doverosamente da annientare. Anzi, non sono neppure lingue: sono solo \u201cdialetti\u201d. Li parlavano quando morivano di fame e ne siamo tutti affezionati, ma ora abbiamo il carrello pieno e il suv: basta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">Cabine di simulazione di realt\u00e0 virtuali<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Le argomentazioni dei media cavalcano volutamente i luoghi comuni. Devono essere terra-terra perch\u00e9 anche il lettore pi\u00f9 affrettato e superficiale possa interiorizzare il pregiudizio, dimenticando di analizzarle criticamente. Una per tutte: i dialetti sono migliaia = impossibile insegnarli a scuola. Peccato per loro che si insegnino nelle scuole di tutta Europa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abBisogna ammettere che oggi spesso ci sembra di vivere in una specie di realt\u00e0 virtuale, che non corrisponde alla verit\u00e0 e all\u2019evidenza delle cose, ma che viene prodotta dalla cabina di simulazione degli opinionisti e degli operatori dei mass media. Si crea cio\u00e8 un ologramma che non esiste nella realt\u00e0 delle cose, ma che \u00e8 frutto della manipolazione delle persone, degli eventi, della storia\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. <span style=\"color: #888888;\">[4]<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">La realt\u00e0 dei fatti \u00e8 l\u2019esatto contrario<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Ai redattori viene richiesto di propagandare strumentali ovviet\u00e0 senza la bench\u00e9 minima preparazione di base. Con il solo bagaglio delle proprie opinioni questi sono sempre esposti al rischio brutta-figura \u2013 specialmente in Piemonte \u2013 ma soltanto di fronte al lettore competente, che comunque non \u00e8 il destinatario principale della propaganda. Certi di avere un pubblico medio superficiale e incompetente, ai giornali basta una raccolta di slogan avallati da qualche \u201cesperto\u201d di comodo. Una volta chiarito che i \u201cbuoni\u201d sono dalla parte della \u201cscienza\u201d e della \u201cragione\u201d, si cerca di confinare tutti gli altri nell\u2019irrealt\u00e0: \u00e8 cos\u00ec che le lingue locali vengono relegate nel regno delle favole, bollate come <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">superate, anacronistiche, ridicole e assurde<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. E la cosa viene periodicamente ripetuta su ogni genere di mass media, fino a farla diventare pensiero pensato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Chiarito che si tratta di un\u2019operazione di propaganda volta a mistificare la realt\u00e0 e a far passare il bianco per il nero, la controdeduzione corrisponder\u00e0 all\u2019esatto contrario. Le lingue locali sono vitali, e dovrebbero essere insegnate a scuola anche nei Paesi dove ci\u00f2 ancora non avviene. Pensare ad uno Stato che possa negare il valore culturale del plurilinguismo per imporre una lingua unica (peraltro in profonda crisi di espressivit\u00e0 e di identit\u00e0 e il cui prestigio \u00e8 in declino) \u00e8 proprio ridicolo, assurdo, anacronistico. Pensare ad uno Stato che possa negare il diritto alla lingua e alla cultura dei popoli che lo compongono significa evocare i peggiori totalitarismi. Il plurilinguismo, condizione essenziale per una formazione culturale equilibrata (e condizione diffusa e naturale nel mondo intero), parte necessariamente dalla lingua pi\u00f9 vicina e pi\u00f9 significativa per l\u2019identitificazione di un dato territorio: quella locale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Questo Stato, del plurilinguismo reale (non virtuale), ha una paura matta, cos\u00ec come delle potenzialit\u00e0 dirompenti di tutte le identit\u00e0 (reali, non virtuali) che lo compongono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">Nelle identit\u00e0 inventate <\/strong><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">il Piemonte non ci sta<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Qui i giornali arrancano nel voler contenere il Piemonte in un\u2019identit\u00e0 virtuale che le va stretta, in un monolinguismo che gli \u00e8 innaturale, in una chiusura mentale che storicamente non ha mai mostrato di possedere.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Contrariamente ai colleghi delle altre redazioni, di regola i giornalisti delle grandi testate \u201cpiemontesi\u201d non sanno articolare una sola frase in lingua locale e sono costretti a prendere il volo prima di inciampare in una semivocale e farsi ridere dietro. Ma, poich\u00e9 in mancanza di cavalli devono trottare gli asini, chi fra loro conosce almeno un paio di <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">par\u00f2le dr\u00f2le <\/em><span style=\"font-size: 13px;\">\u00e8 gi\u00e0 l\u2019uomo giusto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Purtroppo per loro la teoria dei \u201cseimila\u00a0 dialetti\u201d in Piemonte non \u00e8 applicabile. Qui, oltre ai dialetti, ci sono le lingue, e ci vogliono competenze \u201cparticolari\u201d (che\u00a0 \u2013 per fortuna loro, non nostra \u2013 non hanno) per dimostrare che da noi chi parla \u201canche\u201d un\u2019altra lingua \u00e8 un essere inferiore (pi\u00f9 dei tre quarti dei cittadini).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">E dire che da un po\u2019 di tempo in qua anche i giornalisti avevano imparato a scrivere\u00a0 \u201clingua piemontese\u201d, ma oggi \u2013 guarda il caso \u2013 hanno ricominciato col \u201cdialetto\u201d. Eppure sono anni che glielo si va ripetendo che il piemontese \u00e8 una lingua, supportando questa realt\u00e0, se ancora ce ne fosse bisogno, con tutti i dati, le prove e le argomentazioni. Niente. Si vede che di recente hanno ricevuto un\u2019aggiornamento dai \u201ccircoli superiori\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">Ci sono i dialetti e ci sono le lingue<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Il piemontese \u00e8 una lingua. Come tutte le lingue anche il piemontese ha i suoi dialetti. Un giornalista ligure scrive che \u201ci dialetti non possono servire per rispondere a domande di algebra o per stilare ricette mediche\u201d, e su questo non piove. Ma col piemontese si pu\u00f2; d\u2019altronde si pu\u00f2 anche col friulano, e si pu\u00f2 \u2013 e si fa \u2013 col catalano, col romancio, con il gaelico. Come la mettiamo? Si vuole di nuovo prendere i Piemontesi per stupidi?<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Tutte le lingue hanno i loro dialetti. Li ha l\u2019inglese, il cinese, l\u2019arabo, l\u2019italiano&#8230; Basta risalire l\u2019Engadina (che parla romancio \u2013 una delle quattro lingue ufficiali della Svizzera) per vedere come sulle insegne dei negozi nella stessa parola in pochi chilometri certe e diventino a, e come ciononostante tutti capiscano ugualmente. Sono gli Svizzeri pi\u00f9 intelligenti oppure la realt\u00e0 \u00e8 che una lingua pu\u00f2 essere tale pure in presenza di varianti locali? Anche da noi in pochi chilometri\u00a0 si pu\u00f2 stringere una <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">a<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, retroflettere la lingua per pronunciare una <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">r<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, mutare una <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">e<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> in <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">i<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> ma, piaccia o no, in 3 milioni ci capiamo tutti. E questo, a quelli a cui piace mettere in giro la voce che siamo moribondi, d\u00e0 fastidio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">I giornali pescano nel torbido<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Anche a Torino si sono messe in moto le \u201ccinghie di trasmissione\u201d. Un giornalista di qui, dopo avere accampato le solite credenziali che lo legittimano a fare affermazioni autorevoli (cio\u00e8 fa parte di una giuria), ha proposto anche ai (pochi) lettori di casa nostra la vecchia storia del piemontese che \u201cnon esiste\u201d perch\u00e9 ci sono i dialetti. Sai la fantasia&#8230; Ma certo, \u00e8 proprio la fantasia che non deve esserci. Questa reiterazione puntuale e insistente di certe affermazioni, fino a farle diventare \u201cluoghi comuni\u201d fa parte della strategia: guai a pensare, guai alla fantasia! Come diceva il loro maestro J.J. Rousseau \u00ablo stato di riflessione \u00e8 uno stato contro natura\u00bb<\/span> <span style=\"font-size: 13px; color: #888888;\">[5]<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Questa sospetta convergenza di articoli che insistono, su tutte le edizioni locali, sulla presunta mancanza di unitariet\u00e0 del piemontese rivela un obiettivo preciso: togliergli dignit\u00e0; dignit\u00e0 di \u201clingua\u201d. Non pi\u00f9 la lingua di un popolo, ma dei \u201cdialetti\u201d che servono soltanto a \u201cricordare il passato perduto\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Chiss\u00e0 in base a quale principio il carattere distintivo di una \u201clingua\u201d sarebbe l\u2019assenza di varianti locali? Questo non lo dicono.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Questo principio non c\u2019\u00e8: hanno solo di nuovo messo su il banchetto delle tre campanelle e sono l\u00ec che ci vogliono fregare. Se tale ipotesi corrispondesse a realt\u00e0 non dovrebbe esistere neanche l\u2019italiano, e neppure il francese, l\u2019inglese, il tedesco, poich\u00e9 anche queste lingue hanno i loro dialetti, e spesso assai diversificati.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La presenza di una variante comune \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 in pi\u00f9 per capirci meglio e per difenderci da quelli come loro, che vorrebbero ridurci a ologrammi, frutti di manipolazioni.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Certi giornalisti fingono di non sapere che, comunque, il piemontese comune esiste, che si \u00e8 formato in modo naturale \u2013 senza bisogno di promessi sposi n\u00e9 di attendere Lascia o raddoppia \u2013 e che da almeno quattro secoli convive in armonia con i dialetti, le varianti e le altre lingue del Piemonte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00abIl piemontese costituisce una <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">koin\u00e8<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, una comune lingua regionale e non un dialetto municipale come, per esempio, il napoletano o il bolognese. Tale <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">koin\u00e8<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> si venne fissando, sulla base del dialetto di Torino, ampliato e arricchito da apporti di altre parlate (&#8230;), usata normalmente anche a corte, in epoca sabauda dalla fine del Seicento in poi, e la prima codificazione di una norma scritta risale alla Grammatica Piemontese (1783) del medico Maurizio Pipino\u00bb. <\/span><span style=\"font-size: 13px; color: #888888;\">[6]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">In pi\u00f9 \u2013 e ci\u00f2 \u00e8 fondamentale \u2013 la nostra lingua piemontese non ha mai preteso di sostituirsi ai suoi dialetti o alle altre lingue, ma si \u00e8 affiancata ad essi naturalmente. Non come l\u2019italiano, che pretenderebbe di soppiantare d\u2019autorit\u00e0 tutto quanto \u00e8 esistito prima e per secoli. L\u2019invasivo italiano guidato dai giornalisti ha il carattere focoso di chi passa col rosso e poi tenta ancora di aggredirci a colpi di bloster perch\u00e9 non gli abbiamo dato la precedenza; oltretutto confidando nell\u2019impunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">TGTi\u00e8: anche tra gli asini <\/strong><strong style=\"font-size: 13px; color: #800000;\">ci sono i purosangue<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Due parole sul TG regionale del Piemonte che, come tutti sanno, \u00e8 sempre stato solo un siparietto folcloristico (forse per\u00f2 non tutti sanno che in Trentino-Sud Tirolo, Valle d\u2019Aosta e a Trieste e Gorizia ci sono i TG regionali in lingua locale).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Nel loro giro di \u201cinterviste\u201d a sedicenti \u201cesperti\u201d, politicanti, veline e ragazzi che passano per la strada i nostri giornalisti non potevano non far dire la sua a una collega della RAI la quale, chiamata in causa riguardo alla possibilit\u00e0 di fare un TG in lingua piemontese, snobisticamente si schermisce: <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abIn piemontese conosco giusto qualche modo di dire carino. Come Carla Bruni sa che cappellino si dice \u201ccaplin\u201d. Non sarei in grado di condurre in dialetto <\/em><span style=\"font-size: 13px;\">(sic)<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">, eppure sono piemontese purosangue e da ragazza ho imparato un po\u2019 di dialetto <\/em><span style=\"font-size: 13px;\">(sic)<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"> dalle canzoni di Gipo Farassino e Roberto Balocco\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Ma chi l\u2019ha chiamata? Ci sono decine di giovani preparati, che parlano un bellissimo piemontese (ed altri che lo stanno imparando ai nostri corsi) che troverebbero un\u2019ottima occasione professionale nella redazione di un telegiornale piemontese \u2013 se soltanto avessimo anche noi, come i Sudtirolesi, una Regione sulla quale poter contare. Non avremmo proprio bisogno di cercare chi fa della propria ignoranza un vezzo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La nostra \u201cpiemontese purosangue\u201d per\u00f2 precisa: <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abIn compenso sto imparando il napoletano: bisogna essere multilingue\u00bb.<\/em><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Sipario!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Robert J.M. Novero (Gioventura Piemont\u00e8isa, Ot\u00f3ber d\u00ebl 2009)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">1\u00a0Epiphanius, Prefazione a Walter Salin, <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Il canto di Satana &#8211; Il potere della musica e la manipolazione subliminale del pensiero<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, Fede e Cultura, Verona 2006.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">2\u00a0Vittorio Messori, <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Pensare la storia &#8211; Una lettura cattolica dell\u2019avventura umana<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, Ed. Paoline, 1992.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">3\u00a0Vittorio Messori, <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">ibid<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">4\u00a0Mons. Angelo Amato, <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Comunicare la fede<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, in Maria Ausiliatrice, Rivista del Santuario basilica di Maria Ausiliatrice, Torino, Anno XXVIII N. 9.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">5\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abDiscorso sull\u2019origine dell\u2019ineguaglianza\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">6\u00a0Cfr. Gianrenzo P. Clivio &#8211; Professore ordinario di Linguistica italiana Universit\u00e0 di Toronto &#8211;\u00a0 <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Dichiarazione &#8211; Agli Onorevoli Senatori e Deputati della Repubblica Italiana<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, 15 maggio 1999, pubblicata su Gioventura Piemont\u00e8isa, Ann 6 N. 5, Giugn 1999.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cercano di confonderla con i dialetti per negarle le stesse possibilit\u00e0 di sviluppo e gli stessi diritti del catalano, del ladino e del tedesco del S\u00fcdtirol. &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=8003\"> <span class=\"screen-reader-text\">Chi ha paura della lingua piemontese?<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8005,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,14,11,13],"tags":[7],"class_list":["post-8003","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","category-lenga-piemonteisa","category-la-memoria-sterma-la-destrussion-ed-piemont-savoja","category-politica_linguistica","tag-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8003"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8003\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33049,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8003\/revisions\/33049"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8005"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}