{"id":7582,"date":"2012-01-30T18:39:00","date_gmt":"2012-01-30T17:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=7582"},"modified":"2018-06-29T16:04:12","modified_gmt":"2018-06-29T14:04:12","slug":"la-regione-volta-definitivamente-le-spalle-al-piemontese-a-scuola-che-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=7582","title":{"rendered":"La Regione volta definitivamente le spalle al piemontese a scuola. Che fare?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"aso\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/aso-150x300.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"300\" \/>Il programma ARBUT per il piemontese a scuola \u00e8 probabilmente l\u2019azione pi\u00f9 incisiva che Gioventura Piemont\u00e8isa ha realizzato nei suoi diciotto anni di attivit\u00e0. Partendo dall\u2019esperienza delle maestre preparate da Camillo Brero, nell\u2019ambito di ARBUT si \u00e8 strutturato e coordinato l\u2019insegnamento della lingua e della cultura piemontese nelle scuole. All\u2019intervento nelle classi si \u00e8 affiancato un vasto programma di formazione che ha coinvolto tutte le province del Piemonte e lo studio e la realizzazione di una innovativa collana di mezzi didattici.<\/p>\n<p>Grazie ad ARBUT, a partire dal 1999, migliaia di studenti di tutte le et\u00e0 e di ogni provenienza hanno avuto la possibilit\u00e0 di entrare in contatto con la nostra cultura, possibilit\u00e0 che era loro preclusa dal razzismo e dall\u2019ostracismo della scuola italiana e dall\u2019informazione asservita. L\u2019evoluzione di ARBUT avrebbe dovuto portare (come era nelle intenzioni, con un adeguato sostegno delle istituzioni e con la sinergia di tutte le forze in campo) all\u2019insegnamento diffuso nelle scuole del Piemonte delle nostre lingue storiche.<\/p>\n<p>In quanto sostenuto \u2013 sebbene non continuativamente \u2013 dalla Regione Piemonte, ARBUT \u00e8 stato poi anche imitato e la sua impostazione \u00e8 servita ad altri progetti che hanno comunque contribuito ad aumentare la sensibilit\u00e0 verso l\u2019identit\u00e0 piemontese.<\/p>\n<p><strong>Cercare di consapevolizzare la classe politica ha significato allora, per Gioventura Piemont\u00e8isa, impegnarsi in una battaglia solitaria che l\u2019ha logorata a lungo e le ha fatto perdere tempo prezioso per difendersi da una campagna di calunnie e minacce, che ha pi\u00f9 volte tentato di dividerla e di alleggerire il peso della sua azione<\/strong>. Il tempo ha invece dimostrato che avevamo ragione noi, anche se abbiamo faticato a toglierci di dosso i pregiudizi diffusi ad arte per farci scomparire e per permettere ad altri di cogliere i frutti del nostro lavoro.<\/p>\n<p>Purtroppo la classe politica piemontese non ha saputo neanche difendere i risultati ottenuti dal nostro impegno. Salvo alcuni esponenti che si sono adoperati sinceramente (eccezioni, soltanto eccezioni che confermano la regola) i nostri \u201crappresentanti\u201d si sono lasciati portare via da sotto il naso lo sviluppo dell\u2019insegnamento delle lingue storiche a scuola e addirittura si sono lasciati \u201cabrogare\u201d la legge regionale a tutela del piemontese.<\/p>\n<p>Logica conseguenza, oppure epilogo di una strategia ben precisa: <strong>oggi la Regione smobilita<\/strong>. Il sostegno all\u2019insegnamento della lingua, della storia e della cultura piemontese nelle scuole non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. La \u201cnotizia\u201d non ci coglie di sorpresa, <strong><em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em> gi\u00e0 nel febbraio 2001\u00a0scrisse\u00a0che saremmo arrivati a questo punto<\/strong>.<br \/>\nChe fare ora? O chiudiamo la baracca, oppure resistiamo, proseguendo con l\u2019insegnamento del piemontese nelle scuole confidando in quei tanti insegnanti che gi\u00e0 si sono resi disponibili a svolgere la loro opera volontariamente. Ma non possiamo approfittarne a lungo: benzina, libri da fornire ai ragazzi, materiali, tempo, formazione, organizzazione&#8230; tutto ha un costo.<\/p>\n<p>Se i Piemontesi si dimostreranno interessati saranno loro stessi a sostenere il progetto, senza mediazioni. I sondaggi dicono che il 75% delle famiglie \u00e8 favorevole all\u2019insegnamento del piemontese a scuola: \u00e8 giunto il momento di dimostrarlo concretamente.<\/p>\n<p><strong>Non dobbiamo permettere a nessuno di farci tacere<\/strong>.\u00a0Per questo torniamo a chiedere a tutti di sostenere adesso Gioventura Piemont\u00e8isa.<\/p>\n<p>Fate finta che questa sia una (piccola) tassa in pi\u00f9, stavolta, per\u00f2, per il futuro della nostra identit\u00e0 e dei nostri valori. \u00c8 l\u2019unico modo per non interrompere, forse per sempre, l\u2019insegnamento della nostra cultura nelle scuole.<br \/>\nCi proviamo con questa formula, banale ma concreta, a non dissipare tanto lavoro, tanta passione e tanti sacrifici. Se non ci riusciremo\u00a0avremo\u00a0almeno la coscienza tranquilla, consapevoli di aver tentato ogni strada.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il programma ARBUT per il piemontese a scuola \u00e8 probabilmente l\u2019azione pi\u00f9 incisiva che Gioventura Piemont\u00e8isa ha realizzato nei suoi diciotto anni di attivit\u00e0. Partendo dall\u2019esperienza &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=7582\"> <span class=\"screen-reader-text\">La Regione volta definitivamente le spalle al piemontese a scuola. 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