{"id":5244,"date":"2011-06-26T17:46:01","date_gmt":"2011-06-26T15:46:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=5244"},"modified":"2011-06-26T17:46:01","modified_gmt":"2011-06-26T15:46:01","slug":"dichiarazione-del-prof-gianrenzo-p-clivio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=5244","title":{"rendered":"Dichiarazione del prof. Gianrenzo P. Clivio"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><em style=\"font-size: 13px; color: #888888;\">Nel 1999 il Senato della Repubblica si apprestava ad approvare la legge di tutela delle minoranze linguistiche, che escludeva e discriminava la lingua piemontese. Riportiamo la dichiarazione che il compianto prof. Gianrenzo P.Clivio, docente all\u2019Universit\u00e0 di Toronto, invi\u00f2 ai parlamentari italiani, nel tentativo di prevenire tale ingiustificabile scelta politica.<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00abLa giustificazione pi\u00f9 cogente e inoppugnabile per il riconoscimento del Piemontese quale lingua minoritaria parlata sul territorio italiano va individuata nell\u2019esplicita volont\u00e0 manifestata in tal senso dal Consiglio e dalla Giunta della Regione Piemonte, rappresentanti democraticamente costituiti dal popolo piemontese: non trova spiegazione n\u00e8 discolpa l\u2019eventuale rifiuto di tale deliberazione tramite un progetto di legge gi\u00e0 approvato dalla Camera e attualmente in discussione al Senato, dato che molti Senatori e Deputati della Repubblica Italiana sono comprensibilmente ignari della situazione sociolinguistica del Piemonte e della sua storia linguistica e letteraria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019adozione di misure di ecologia linguistica a favore della lingua piemontese, parlata o per lo meno capita da milioni di persone, si impone per esorcizzare la graduale sparizione, cui contribuiscono noti fattori, quali i media e l\u2019alfabetizzazione dei bambini esclusivamente in italiano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Negli studi pi\u00f9 recenti di sociolinguistica si tende fortemente, comunque, a prestare autorit\u00e0 all\u2019opinione dei parlanti: nel caso del Piemonte, questi hanno gi\u00e0 espresso il loro desiderio di salvaguardia per via politica e continuano a ribadirlo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Considerazioni accessorie, che &#8211; prese singolarmente non hanno peso determinante, ma che assommandosi nel loro complesso assumono valore decisivo &#8211; sono quelle qui di seguito citate per sommi capi. Ciascuna di esse potrebbe essere agevolmente convalidata da una pi\u00f9 ampia illustrazione e da rinvii bibliografici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">1) Il piemontese costituisce una\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">koin\u00e8<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, una comune lingua regionale e non un dialetto municipale come, per esempio, il napoletano o il bolognese. Tale\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">koin\u00e8<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> si venne fissando, sulla base del dialetto di Torino, ampliato e arricchito da apporti di altre parlate (comprese quelle gallo-romanze e l\u2019italiano), usata normalmente anche a corte, in epoca sabauda dalla fine del Seicento in poi, e la prima codificazione di una norma scritta risale alla Grammatica Piemontese (1783) del medico Maurizio Pipino. La validit\u00e0 del piemontese comune si estende tuttora almeno alle province di Torino, Cuneo, Asti, Vercelli e Biella nella loro interezza. In esse, le poche migliaia di parlanti il franco-provenzale o il provenzale sono tutti in grado di parlare correntemente anche il piemontese, di cui in passato era comune la competenza attiva anche da parte di molti liguri, nizzardi, ecc., in parte almeno perch\u00e9 veicolato dall\u2019esercito sabaudo e dall\u2019amministrazione. Tale competenza si riscontra tuttora in parte della Valle d\u2019Aosta, dove era in passato generalizzata.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">2) Il piemontese ha attestazioni scritte molto antiche, a cominciare da una singolare raccolta di prediche in volgare, i\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Sermoni Subalpini<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, della fine del XII secolo. La letteratura in piemontese costituisce un\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">corpus<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> imponente, anche se fino ad alcuni decenni fa pressoch\u00e9 sconosciuto, specie fuori dal Piemonte. Tale letteratura continua a svolgersi in modo assai vitale e i concorsi di poesia e prosa che ogni anno si bandiscono in vari paesi e citt\u00e0 della Regione sono molto numerosi. Esistono periodici scritti interamente o in parte in piemontese (&#8230;), e pregevoli antologie. Si tiene ogni anno, dal 1983, un Convegno Internazionale di Studi sulla Lingua e la Letteratura Piemontese, seguito dalla pubblicazione dei relativi Atti, comprendenti contributi scientifici redatti in piemontese, italiano o francese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">3) Il piemontese pu\u00f2 vantare numerose grammatiche e dizionari. La grammatica normativa pi\u00f9 importante, e che codifica la grafia tradizionale adottata oggi praticamente da tutti coloro che scrivono nella lingua regionale, \u00e8 la Gram\u00e0tica piemont\u00e8isa di Camillo Brero (1969), un vero e proprio best-seller in Piemonte, comparso in pi\u00f9 edizioni e tradotto anche in italiano. Numerosissimi sono gli studi scientifici, redatti per lo pi\u00f9 in italiano ma anche in piemontese, sulla lingua in oggetto e sui suoi dialetti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">4) Il piemontese presenta caratteri linguistici marcatamente diversi dall\u2019italiano, e gli abitanti delle altre regioni, eccetto in parte quelle contigue, non sono in grado di capirlo n\u00e9 in forma orale n\u00e9 in forma scritta. Sono lampanti le affinit\u00e0 con il francese e il provenzale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">5) Dopo i secolari vaneggiamenti puristici e la denigrazione politicamente e non scientificamente motivata, il parlare piemontese non comporta oggi alcuno stigma, come invece avviene in molte altre parti d\u2019Italia in cui, insensatamente, l\u2019uso del dialetto dichiara una collocazione culturalmente ed economicamente inferiore (vedi ad esempio la differenza tra quartieri alti e quartieri bassi di Palermo). In Piemonte, chi si esprime in piemontese non solo non viene socialmente penalizzato, ma anzi l\u2019interlocutore risponde volentieri in piemontese, se lo conosce.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">6) Pur essendosi affermato come comune lingua regionale, il piemontese non ha causato la totale sparizione dei dialetti locali, molti ancora parlati fra gli abitanti di un dato paese, i quali per\u00f2 tutti si servono agevolmente della\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">koin\u00e8<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> nelle interazioni con parlanti non paesani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">7) L\u2019opposizione al riconoscimento del piemontese quale lingua minoritaria, che ancora si registra anche fra talune persone colte, cui quindi non pu\u00f2 venire attribuita per mero complesso di inferiorit\u00e0, non \u00e8 dovuta a ragioni scientifiche ma a prese di posizione ideologiche, cieche alla realt\u00e0 dei fatti e sorde alle istanze popolari prevalenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">8) Laddove potessero godere di salvaguardia quali lingue minoritarie quelle proposte dal progetto di legge ora in esame\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">[maggio 1999, in occasione della discussione in Parlamento della proposta di legge statale a tutela delle minoranze linguistiche, NdR]<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, si imporrebbe un confronto fra il piemontese e quelle altre: andrebbe allora notato che, mentre il piemontese \u00e8 storicamente la lingua parlata di una nazione, per contrario il sardo &#8211; per quanto forse pi\u00f9 fortemente differenziato dall\u2019Italiano, almeno nelle sue varianti logudoresi &#8211; non possiede n\u00e9 a livello orale n\u00e9 a livello scritto una forma comune ed \u00e8 frammentato in innumerevoli parlate municipali, malgrado i tentativi di creazione di una\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">koin\u00e8<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> artificiale; il provenzale e il franco-provenzale, del Piemonte, senz\u2019altro degni di protezione, possiedono per\u00f2 una scarsissima letteratura e sono anch\u2019essi frammentati, n\u00e9 sono mai stati espressione comune di una nazione; i dialetti albanesi in Italia non occupano un territorio compatto, ma si configurano come piccole isole linguistiche e soffrono per lo scarso prestigio (inferiore perfino a quello dei dialetti calabresi limitrofi).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">9) Nessuna delle ragioni addotte nel precedente paragrafo va intesa come volta a dissuadere dalla salvaguardia di idiomi come quelli ricordati: lo scrivente ritiene anzi che l\u2019intero patrimonio linguistico dell\u2019Italia debba finalmente venire riconosciuto e apprezzato, nonch\u00e9 protetto secondo i modi e le forme volute dai parlanti di ciascun dialetto o lingua regionale, espresse tramite i loro rappresentanti politici. Purtroppo, molti linguisti italiani non sono ancora giunti &#8211; per inerzia e pregiudizio o per partito preso &#8211; a concordare con tale affermazione, che suona ovvia a molti studiosi fuori d\u2019Italia: valga a dimostrazione il fatto che il grande Lessico Etimologico Italiano, che prende in esame tutte le parlate non alloglotte d\u2019Italia, \u00e8 nato per iniziativa ed \u00e8 tuttora diretto da uno studioso tedesco (e a studiosi stranieri si debbono le principali grammatiche storiche italiane: Rohlfs e Tekavcic).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">In conclusione: la storia, la letteratura, la realt\u00e0 sociolinguistica, la volont\u00e0 politica dei Piemontesi rende inconcepibile l\u2019eventuale rifiuto di opportuni provvedimenti legislativi volti all\u2019ecologia linguistica a pieno riconoscimento della dignit\u00e0 della loro lingua, senza che un malinteso centralismo di odiosa memoria possa discriminatoriamente continuare a frapporvisi\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">(15.5.1999)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u2020\u00a0<\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">Gianrenzo P. Clivio<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">, Ph.D.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Professore ordinario di Linguistica italiana Universit\u00e0 di Toronto<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Dichiarazione &#8211; Agli Onorevoli Senatori e Deputati della Repubblica Italiana<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #888888;\"><em>Cfr. &#8220;Gioventura Piemont\u00e8isa &#8211; Gas\u00ebtta indipendenta p\u00ebr l\u2019Identit\u00e0 dla Minoransa Lengh\u00ecstica Piemont\u00e8isa&#8221; Ann 3 (6) n. 5, Giugn 1999.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1999 il Senato della Repubblica si apprestava ad approvare la legge di tutela delle minoranze linguistiche, che escludeva e discriminava la lingua piemontese. 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