{"id":34622,"date":"2018-07-17T20:16:13","date_gmt":"2018-07-17T18:16:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=34622"},"modified":"2018-07-17T21:03:15","modified_gmt":"2018-07-17T19:03:15","slug":"1936-lincendio-del-teatro-regio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=34622","title":{"rendered":"1936: l&#8217;incendio del Teatro Regio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il_teatro_in_fiamme1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il_teatro_in_fiamme1.jpg\" alt=\"\" width=\"451\" height=\"331\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gi\u00e0 dai primi anni del Novecento, parallelamente all\u2019evoluzione tecnologica, andava via via sviluppandosi la cultura della prevenzione incendi, una sorta di profilassi sociale applicata alla sicurezza e alla difesa dagli incendi, scaturita dall\u2019esperienza e dagli studi dei tecnici addetti ai servizi di soccorso. Essi, vivendo a stretto contatto con gli incendi (ed incidenti in genere), e con le relative cause-effetto, avevano pi\u00f9 di ogni altro la possibilit\u00e0 di studiare le forme migliori per prevenirlo tanto nelle strutture particolarmente esposte, quali le industrie, i magazzini, i laboratori, le sale cinematografiche, i teatri e le autorimesse, quanto negli edifici di civile abitazione.<\/p>\n<p>In tal senso fu preziosissimo l\u2019impegno della Federazione Tecnica italiana dei Corpi dei Pompieri, che dalla sua nascita ebbe un ruolo attivo nella diffusione e nello sviluppo delle tematiche legate alla prevenzione degli incendi. Essa si impegn\u00f2 attraverso numerosi convegni e articoli, a promuovere un\u2019efficace azione di denuncia di una situazione non pi\u00f9 sostenibile per l\u2019assenza di adeguate forme di sicurezza, sollecitando nel contempo gli amministratori pubblici ad un maggiore impegno, senza risparmiare loro continui richiami alle responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Una delle tematiche pi\u00f9 dibattute \u00e8 stata quella della sicurezza nei luoghi di pubblico spettacolo, in particolare nei teatri, dove l\u2019incendio sempre in agguato, spesso era non solo la causa di gravi danni al patrimonio artistico e architettonico, nonch\u00e9 economico, ma purtroppo era anche la causa di ingenti perdite di vite umane.<\/p>\n<p>E\u2019 impressionante analizzare i dati delle vittime avutesi dal 1772 al 1887: ben 8100 persone che perdettero la vita per incendi o cause dipendenti da esso in diversi teatri del mondo.<\/p>\n<p>Anche Torino con i suoi numerosi teatri conobbe pi\u00f9 di una volta la violenza del fuoco. Il teatro Alfieri venne distrutto per ben tre volte: nel 1863, 1868 e nel 1927. Nel 1828 fu distrutto il Teatro Rossini e nel 1868 il Teatro Nota. Sono esclusi da tale elencazione i teatri distrutti dai bombardamenti del 1940\/\u201945.<\/p>\n<p>Ma l\u2019incendio pi\u00f9 grave che colp\u00ec il patrimonio teatrale torinese, fu quello del 1936, che distrusse completamente il Teatro Regio Una gravissima perdita non solo dal punto di vista artistico, ma anche architettonico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34645\" aria-describedby=\"caption-attachment-34645\" style=\"width: 887px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2001\/07\/Fotografie-dellincendio-8-febbraio-1936.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2001\/07\/Fotografie-dellincendio-8-febbraio-1936.jpg\" alt=\"\" width=\"887\" height=\"426\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34645\" class=\"wp-caption-text\"><em>L&#8217;incendio dell&#8217;8 febbraio 1936<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Poco dopo la mezzanotte del 8 febbraio 1936, esattamente alle ore 00, 49, al centralino telefonico della Caserma dei Pompieri a Porta Palazzo, giunse una chiamata per un incendio al Teatro Regio di Torino.<\/p>\n<p>Poco prima un passante not\u00f2 alcuni bagliori che filtravano attraverso le finestre del teatro. Riavutosi dallo sgomento di uno spettacolo per lui certamente insolito, ma alquanto \u201caffascinante\u201d, corse ad avvertire il custode che a sua volta immediatamente compose il numero telefonico di emergenza dei pompieri.<\/p>\n<p>Ma questi quando giunsero, seppur vicinissimi al luogo del grave evento, trovarono l\u2019intero edificio completamente avvolto dalle fiamme e per la limitata efficacia dei mezzi a disposizione, anche se numerosi, i pompieri non poterono salvare il teatro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34630\" aria-describedby=\"caption-attachment-34630\" style=\"width: 529px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Incendio-palcoscenico.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Incendio-palcoscenico.jpg\" alt=\"\" width=\"529\" height=\"396\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34630\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il palcoscenico<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_34631\" aria-describedby=\"caption-attachment-34631\" style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Incendio-platea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Incendio-platea.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"365\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34631\" class=\"wp-caption-text\">La platea<\/figcaption><\/figure>\n<p>Inoltre la loro opera di estinzione, soprattutto della squadra giunta per prima, venne resa pi\u00f9 lenta dal salvataggio della famiglia del custode, rimasta intrappolata all\u2019interno del teatro. Furono necessarie due scale aeree per poter portare in salvo le sette persone, delle quali quatto erano bambini, poich\u00e9 ogni passaggio interno del teatro era precluso ad ogni tentativo di fuga. Ormai tutta la sala era avvolta dalle fiamme e l\u2019unica via di salvezza era rappresentata dalle scale dei pompieri che con grande difficolt\u00e0 riuscirono comunque a raggiungere il quarto piano, dove si trovava l\u2019alloggio del custode, proprio sopra la biglietteria.<\/p>\n<p>Il salvataggio venne definito dalla cronaca di quei giorni, eroico e ardimentoso a causa delle difficilissime condizioni nelle quali si trovarono ad operare i pompieri: \u00abCos\u00ec il salvataggio fu compiuto, in modo rapido e coraggioso. I pompieri si sono comportati fedeli alle loro tradizioni, superbamente. Con coraggio inimitabile si son lanciati sui tetti pericolanti, hanno sfidato le fiamme entro cui trascorrevano per portare pi\u00f9 oltre i torrenti d\u2019acqua rovesciati dagli idranti, hanno dato, in una parola, una magnifica dimostrazione di perizia, di valore, di sprezzo della vita\u00bb.<\/p>\n<p>Ai pompieri si deve anche la salvezza dell\u2019Archivio di Stato, che conservava e conserva tutt\u2019ora dei veri tesori d\u2019arte, e dell\u2019Accademia Militare, semidistrutto pochi anni dopo per un bombardamento aereo. Infatti vista l\u2019impossibilit\u00e0 a salvare qualcosa del teatro, la loro opera di estinzione si indirizz\u00f2 soprattutto all\u2019isolamento dei due preziosi edifici.<\/p>\n<p>Ma lasciamo la descrizione dell\u2019evento al Comandante Provinciale del Corpo Pompieri di Torino: Ing. Giulio Viterbi, che in una sua relazione ricostruisce non solo l\u2019evento, ma aggiunge alcune sue amare considerazioni: \u00ab<em>I teatri vengono costruiti per offrire spettacoli al pubblico, e quando bruciano offrono ancora per l\u2019ultima volta un episodio dell\u2019Eterna Commedia della Vita.\u00a0Il Teatro Regio di Torino non \u00e8 pi\u00f9, e intorno alle rovine fumanti i cittadini piangono, le Autorit\u00e0 ricercano le cause e le responsabilit\u00e0, i giornali quotidiani fanno festa con abbondante e interessante materiale di cronaca.\u00a0L\u2019interesse dei Pompieri e dei Comuni spinge a visite istruttive di valenti funzionari delle principali Citt\u00e0.\u00a0Il Comandante dei Pompieri di Torino manda a \u00abIl Pompiere Italiano\u00bb una relazione ricca di grafici e di fotografie.\u00a0I Pompieri italiani e stranieri leggono e commentano in attesa di altre relazioni, di altri incendi in altre Citt\u00e0.\u00a0In qualche altro teatro si apportano perfezionamenti alle previdenze contro gli incendi suggerite o ricercate per tema che esso subisca la stessa sorte\u00bb.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_34638\" aria-describedby=\"caption-attachment-34638\" style=\"width: 493px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sala_palco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sala_palco.jpg\" alt=\"\" width=\"493\" height=\"348\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34638\" class=\"wp-caption-text\"><em>La sala palco<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il Teatro Regio verr\u00e0 ricostruito sulle sue rovine, fondate 200 anni or sono, pi\u00f9 moderno, pi\u00f9 sicuro.<\/p>\n<p>Un passante, visti i bagliori di fiamme attraverso le finestre dell\u2019edificio, ne ha avvertito il custode, questi i Pompieri, e quest\u2019ultimi, impotenti a spegnere l\u2019incendio, hanno data la precedenza all\u2019isolamento salvando del teatro tizzoni inservibili.<\/p>\n<p>Sono rimasti in piedi i muri, mentre le coperture furono fortemente danneggiate.<\/p>\n<p>Il presidente della Societ\u00e0 che gestisce il teatro, ne era uscito per ultimo alle ore 0,35. Alle 0,49 i Pompieri venivano avvertiti, e superata la distanza di circa 500 metri trovavano il fuoco troppo esteso per poterlo vincere con una sola squadra di 10 uomini, mentre altra squadra provvedeva contemporaneamente ai salvataggi con autoscala. Le squadre sopraggiunte di rinforzo trovavano il fuoco tenuto a bada dalla prima, ma ormai troppo esteso.<\/p>\n<p>Interessante la rapidit\u00e0 di propagazione del fuoco.\u00a0Interessante il rilievo dei mezzi che avrebbero potuto rallentare la propagazione e favorire la estinzione se fossero stati predisposti.\u00a0Interessante il riconoscimento della insufficiente sorveglianza dopo lo spettacolo.\u00a0Lo svolgimento delle manovre non offre particolarit\u00e0, salvo l\u2019entit\u00e0 dei mezzi che furono messi in azione per spegnere ed isolare.<\/p>\n<p>Il Teatro \u00e8 contiguo all\u2019edificio dell\u2019Archivio di Stato e a quello dell\u2019Accademia Militare.\u00a0Nella Piazza Castello abbondano le bocche d\u2019incendio predisposte, e di pi\u00f9 la piazza \u00e8 attraversata da un canale sotterraneo.Il primo attacco fu diretto al palcoscenico entrandovi al sottopalco, e contemporaneamente veniva effettuato il salvataggio della famiglia del custode al 3\u00b0 piano mediante scala aerea.<\/p>\n<p>Giungevano quindi i rinforzi dalla Caserma Centrale e dalla Caserma succursale del Lingotto con Pompieri di guardia, Pompieri fuori servizio e richiamati, e Militari del Corso Pompieristico, complessivamente 126 uomini con 7 autopompe ed una motopompa, con stendimento di mtl. 4.500 di tubi e n. 23 lance e due scale aeree.\u00a0Vennero iniziate le operazioni di isolamento col taglio del tetto verso l\u2019Archivio di Stato e verso l\u2019Accademia Militare.\u00a0Venne rinforzato il personale alla estinzione dell\u2019incendio attaccando il fuoco anche dal cortile dell\u2019accademia Militare dal quale si spinse anche una squadra a completare l\u2019isolamento verso l\u2019Archivio.<\/p>\n<p>L\u2019incendio fu spento verso le ore 4.<\/p>\n<p>Il fuoco ha avuto inizio o sulla ribalta del palcoscenico o all\u2019orchestra estendendosi sul palco stesso e nell\u2019orchestra fino a raggiungere i palchi di proscenio. Il tiraggio era chiamato all\u2019inizio verso la copertura in cemento armato del palcoscenico, immediatamente sotto alla quale erano disposte numerose finestre provviste di apertura automatica con fusibile.\u00a0Successivamente il tiraggio si \u00e8 spostato verso la sala chiamato dal lucernario centrale i cui vetri avevano ceduto all\u2019effetto del calore. La copertura della sala, in ferro, si \u00e8 abbattuta su se stessa arrestandosi sui travi di ferro principali portanti.\u00a0I Pompieri Militari gareggiarono in perizia e sveltezza coi Pompieri Civici ed alcuni di essi rimasero leggermente feriti.<\/p>\n<p>CONSIDERAZIONI<\/p>\n<p>La perdita del teatro \u00e8 dovuta alla insufficienza dei primi mezzi di soccorso inviati rispetto alla gravit\u00e0 e rapidit\u00e0 dell\u2019incendio, non previsti a causa dell\u2019ora di poco successiva alla fine dello spettacolo, e dalla laconicit\u00e0 della chiamata. Anche se una delle due prime squadre inviate non fosse stata distratta dai salvataggi, il fuoco non sarebbe stato fermato.\u00a0I successivi mezzi richiesti e giunti sull\u2019incendio trovarono il fuoco esteso oltre le loro possibilit\u00e0 di immediata estinzione.\u00a0Nessuna previdenza esisteva per la sorveglianza notturna del teatro, ne a mezzo di custodi, ne a mezzo di segnalatori automatici.<\/p>\n<p>I mezzi per ritardare l\u2019incendio si riducevano alla ignifugazione del palcoscenico e del sottopalco. Essa \u00e8 servita a ritardare l\u2019incendio del sottopalco ove, l\u2019incendio stesso non si sarebbe propagato rapidamente dall\u2019alto in basso. La stessa ignifugazione non \u00e8 servita a ritardare l\u2019incendio del pavimento del palcoscenico perch\u00e9 \u00e8 stata neutralizzata e peggio da una unzione di petrolio eseguita per preservare dalla polvere la gola di un tenore. Le scene e materiale scenico non erano ignifugati, e nemmeno i palchi tutti in legno.\u00a0Non esisteva telone metallico.\u00a0Le bocche da incendio interne con tubi e lancia erano disposte nei posti assegnati ai Pompieri di guardia durante lo spettacolo e risultarono inaccessibili durante l\u2019incendio. Si \u00e8 riconosciuta cos\u00ec la opportunit\u00e0 di disporre bocche da incendio anche in prossimit\u00e0 degli ingressi degli edifici adibiti a teatro.<\/p>\n<p>Queste sono le risultanze offerte dall\u2019esperienza che \u00e8 costata la vita ad un teatro bicentenario al quale succeder\u00e0 un altro pi\u00f9 moderno e razionale, ma al quale i Torinesi erano attaccati memori dei gloriosi avvenimenti di cui il Teatro fu teatro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34629\" aria-describedby=\"caption-attachment-34629\" style=\"width: 527px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Demolizione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Demolizione.jpg\" alt=\"\" width=\"527\" height=\"354\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34629\" class=\"wp-caption-text\"><em>Una fase della demolizione. Si intravvede la torretta dell&#8217;orologio della Regia Accademia Militare, la pi\u00f9 antica d&#8217;Europa, che in seguito verr\u00e0 in parte distrutta dai bombardamenti, poi dal Comune per la costruzione del nuovo Regio.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma i pompieri non si occuparono solo dell\u2019estinzione dell\u2019incendio. Il loro lavoro dur\u00f2 ancora per moltissimi giorni, almeno fino a quando non vennero completamente demolite le strutture pericolanti. Le operazioni di demolizione, proibitive per qualunque altra persona, vennero compiute dai pompieri pi\u00f9 esperti e smaliziati nel muoversi acrobaticamente tra muri instabili, la ragnatela dei tralicci e delle travi in ferro deformate dal fuoco e pericolanti, che tenevano su il tetto dell\u2019enorme volta della sala. Un lavoro compiuto a molti metri di altezza.<\/p>\n<p>La grande griglia contorta doveva essere smantellata e portata gi\u00f9 dentro la fossa nera della sala. A dirigere tali operazioni fu il famoso, almeno per noi pompieri, maresciallo Ressia, gi\u00e0 protagonista di altri \u201cardimentosi\u201d interventi come quello di alcuni anni prima compiuto dall\u2019alto dei 160 metri della Mole Antonelliana, per riparare la stella posta sulla sommit\u00e0 del simbolo torinese.<\/p>\n<p>Il Regio, costruito nel 1738 su progetto dell\u2019architetto di corte Benedetto Alfieri Bianco dei conti di Cortemilia (era lo zio del celebre tragediografo Vittorio) e inaugurato solo due anni dopo, il 26 dicembre 1740, alla presenza di tutta la corte con l&#8217;opera Arsace.<\/p>\n<p>Il Teatro Regio era degno di una grande capitale europea come lo era Torino nel periodo. Venne costruito in tempi rapidissimi, con una spesa complessiva, enorme per quell&#8217;epoca, di Lire 822.606 lire. Aveva ben 139 palchetti distribuiti su cinque ordini, assegnati in base a gerarchie ben delineate in seno alla corte, con una capienza complessiva di circa 2500 posti.<\/p>\n<p>La sua ricostruzione, nonostante i buoni propositi, purtroppo dovette attendere non solo il passaggio della Seconda Guerra Mondiale, ma ancora gli anni \u201950 e \u201960.<\/p>\n<p>Dopo diverse vicissitudini e a causa della recessione del dopo guerra, l\u2019Amministrazione Comunale band\u00ec un ulteriore concorso \u2013 il primo era del 1937 ma non ebbe fortuna \u2013 ritenuto pi\u00f9 consono con il nuovo riassetto urbanistico della zona e con le mutate condizioni socioeconomiche, affidando il nuovo incarico all&#8217;architetto Carlo Mollino. I lavori iniziarono nel settembre del 1967.<\/p>\n<p>Il nuovo Teatro Regio venne inaugurato il 10 aprile del 1973 con l&#8217;opera di Giuseppe Verdi \u201cI vespri siciliani\u201d.<\/p>\n<p>Il Regio, oggi come allora, \u00e8 uno dei maggiori teatri europei, sia per la qualit\u00e0 acustica, sempre oggetto di nuovi e periodici perfezionamenti, sia per le produzioni teatrali sempre di prima qualit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.vvf.torino.it\/storia_VVF\/luoghi\/1936.02.09%20-%20Incendio%20Teatro%20Regio\/incendio_regio.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Archivio Storico dei Vigili del Fuoco di Torino<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>NOTA DI GIOVENTURA PIEMONT\u00c8ISA<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;incendio del 1936 cancell\u00f2 il <\/em>Teatro Grand<em>\u00a0del 1740, e lo scheletro della facciata rimase uno sfregio per piazza Castello per\u00a0 circa un trentennio dopo la fine della guerra, monumento all&#8217;ignavia dello stato italiano e delle amministrazioni comunali.\u00a0 Torino non perse soltanto uno dei teatri pi\u00f9 importanti d&#8217;Europa (La Fenice di Venezia e il Petruzzelli di Bari, anch&#8217;essi distrutti da un incendio, verranno per\u00f2 ricostruiti com&#8217;erano); spar\u00ec anche l&#8217;adiacente secentesca Regia Accademia Militare di Amedeo di Castellamonte, che fu un centro formativo militare tra i pi\u00f9 importanti d&#8217;Europa. Danneggiata dai bombardamenti, il Comune prefer\u00ec abbattere la superstite\u00a0<\/em><em>ala prospiciente la <\/em>contr\u00e0 dla Z\u00ebcca<em> (oggi via Verdi) <\/em><em>per assecondare\u00a0<\/em><em>la speculazione del nuovo Teatro progettato da<\/em><em>l massone Carlo Mollino e inaugurato nel 1973. L&#8217;attuale teatro alter\u00f2 la volumetria della piazza (malgrado una capienza inferiore di mille posti rispetto al Teatro storico) e\u00a0<\/em><em>tutta l&#8217;antica &#8220;area di comando&#8221; ne venne snaturata. Quanto accaduto si inserisce nella politica italiana volta a cancellare il pi\u00f9 possibile l&#8217;identit\u00e0 piemontese.\u00a0 Ci si augura in futuro di potere ricostruire il Teatro Regio di Torino &#8220;dov&#8217;era e com&#8217;era&#8221; insieme all&#8217;annesso edificio dell&#8217;Accademia Militare.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_34627\" aria-describedby=\"caption-attachment-34627\" style=\"width: 603px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Boccascena.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Boccascena.jpg\" alt=\"\" width=\"603\" height=\"850\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34627\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il boccascena<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_34637\" aria-describedby=\"caption-attachment-34637\" style=\"width: 601px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sala-e-palcoscenico.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sala-e-palcoscenico.jpg\" alt=\"\" width=\"601\" height=\"428\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34637\" class=\"wp-caption-text\"><em>La sala e il palcoscenico<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Particolare-sala1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Particolare-sala1.jpg\" alt=\"\" width=\"593\" height=\"423\" \/><\/a><\/p>\n<figure id=\"attachment_34636\" aria-describedby=\"caption-attachment-34636\" style=\"width: 593px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Particolare-sala2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Particolare-sala2.jpg\" alt=\"\" width=\"593\" height=\"421\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34636\" class=\"wp-caption-text\"><em>La sala<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_34632\" aria-describedby=\"caption-attachment-34632\" style=\"width: 587px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Palco-Reale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Palco-Reale.jpg\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"817\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34632\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il Palco Reale<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_34638\" aria-describedby=\"caption-attachment-34638\" style=\"width: 585px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sala_palco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sala_palco.jpg\" alt=\"\" width=\"585\" height=\"412\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34638\" class=\"wp-caption-text\"><em>Sala palco<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_34639\" aria-describedby=\"caption-attachment-34639\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sottopalco2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Sottopalco2.jpg\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"425\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34639\" class=\"wp-caption-text\"><em>Sottopalco<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_34634\" aria-describedby=\"caption-attachment-34634\" style=\"width: 611px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Particolare-orchestra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Particolare-orchestra.jpg\" alt=\"\" width=\"611\" height=\"850\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34634\" class=\"wp-caption-text\"><em>Particolare dell&#8217;orchestra<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_34646\" aria-describedby=\"caption-attachment-34646\" style=\"width: 602px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2001\/07\/Teatro-Regio-1950.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2001\/07\/Teatro-Regio-1950.jpg\" alt=\"\" width=\"602\" height=\"414\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34646\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il Teatro Regio nel 1850<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2001\/07\/Teatro-Regio-dnans-1936.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2001\/07\/Teatro-Regio-dnans-1936.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"436\" \/><\/a><\/p>\n<figure id=\"attachment_34647\" aria-describedby=\"caption-attachment-34647\" style=\"width: 596px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2001\/07\/Teatro-Regio-apress-1936-La-Stampa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2001\/07\/Teatro-Regio-apress-1936-La-Stampa.jpg\" alt=\"\" width=\"596\" height=\"374\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34647\" class=\"wp-caption-text\"><em>Dopo l&#8217;incendio (foto La Stampa)<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_34650\" aria-describedby=\"caption-attachment-34650\" style=\"width: 596px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2001\/07\/Teatro-Regio-la-facciata.-\u00a9-Fondazione-Torino-Musei-Archivio-fotografico..jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2001\/07\/Teatro-Regio-la-facciata.-\u00a9-Fondazione-Torino-Musei-Archivio-fotografico..jpg\" alt=\"\" width=\"596\" height=\"358\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34650\" class=\"wp-caption-text\"><em>La facciata prima dell&#8217;incendio \u00a9 Fondazione Torino Musei<\/em><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 dai primi anni del 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