{"id":34568,"date":"2018-05-20T23:43:44","date_gmt":"2018-05-20T21:43:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=34568"},"modified":"2018-07-12T22:07:21","modified_gmt":"2018-07-12T20:07:21","slug":"lincendio-della-regia-biblioteca-nazionale-nel-1904","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=34568","title":{"rendered":"L&#8217;incendio della Regia Biblioteca Nazionale del 1904"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Incendio-Biblioteca-di-Torino-1904.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-34592\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Incendio-Biblioteca-di-Torino-1904.gif\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"618\" \/><\/a><\/p>\n<p>Molti Torinesi ne hanno perso la memoria, ma nel 1904 accadde un evento che segn\u00f2 profondamente la Storia della citt\u00e0: l\u2019incendio della Biblioteca Nazionale.<\/p>\n<p>A quei tempi, la Biblioteca Nazionale (o, meglio, la \u201cRegia Biblioteca Nazionale\u201d), aveva sede in via Po, in un edificio accanto a quello dell\u2019Ateneo. Essa era sorta nel 1720, per volont\u00e0 di Vittorio Amedeo II, che aveva deciso di riunire in un&#8217;unica istituzione i volumi gi\u00e0 presenti nella biblioteca dell\u2019Universit\u00e0, con quelli della biblioteca ducale. La biblioteca ducale possedeva un\u2019ampia collezione di manoscritti e codici miniati, acquisiti soprattutto da Amedeo VIII. Amedeo VIII era ambizioso, e vedeva (come molti principi del suo periodo) il possesso di una ricca biblioteca come uno strumento sia di potere che di credito politico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34569\" aria-describedby=\"caption-attachment-34569\" style=\"width: 207px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Vittorio-Amedeo-II-di-Savoia-fondatore-nel-1720-della-Regia-Biblioteca-Universitaria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-34569\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Vittorio-Amedeo-II-di-Savoia-fondatore-nel-1720-della-Regia-Biblioteca-Universitaria.jpg\" alt=\"\" width=\"207\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Vittorio-Amedeo-II-di-Savoia-fondatore-nel-1720-della-Regia-Biblioteca-Universitaria.jpg 669w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Vittorio-Amedeo-II-di-Savoia-fondatore-nel-1720-della-Regia-Biblioteca-Universitaria-209x300.jpg 209w\" sizes=\"auto, (max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34569\" class=\"wp-caption-text\">Vittorio Amedeo II di Savoia, fondatore nel 1720 della Regia Biblioteca Universitaria<\/figcaption><\/figure>\n<p>Negli anni successivi, la Biblioteca Universitaria divenne sempre pi\u00f9 ampia ed acquist\u00f2 sempre maggior prestigio, grazie ai numerosissimi lasciti, e alle numerose acquisizioni di valore. Per fare un esempio, la Biblioteca ricevette in dono, da Tommaso Valperga di Caluso, 621 antichi e rarissimi manoscritti talmudici in ebraico, e in dono dal conte Carlo Alfieri di Sostegno, ben 1.500 volumi stampati a Venezia nel XV-XVI secolo dalla bottega di Aldo Manuzio.<\/p>\n<p>Nel 1749, il patrimonio della Biblioteca era gi\u00e0 enorme, e l\u2019Abate padovano Giuseppe Pasini, nominato Prefetto della Regia Biblioteca Universitaria, assieme ai bibliografi Francesco Berta e Antonio Rivautella, si incaric\u00f2 di compilare il repertorio di tutti i manoscritti conservati. Questo repertorio richiese pi\u00f9 volumi, e venne pubblicato dalla Stamperia Reale, con il titolo <em>Codices Manuscripti Bibliothecae Regii Taurinensis Athenaei, per Linguae Digesti &amp; Binas in parte distribuiti, in quarum prima Hebraei, &amp; Graeci, in altera Latini, Italici &amp; Gallici<\/em>. Come si vede, la biblioteca di Torino possedeva antichi manoscritti ebraici, greci, bizantini, latini, italici e francesi, a partire dall\u2019epoca altomedievale. Le acquisizioni di questi testi preziosi erano continuate: per esempio, nel 1824, il ministro Prospero Balbo incaric\u00f2 il filologo Amedeo Peyron di raccogliere i manoscritti altomedievali dello <em>Scriptorium<\/em> dell\u2019Abbazia di San Colombano a Bobbio, i quali, dopo la soppressione di tutti i monasteri voluta nel 1810 da Napoleone, correvano il rischio di finire dispersi.<\/p>\n<p>Nel 1900, (come riportava Georges Bourgin, ne <em>L&#8217; incendie de la biblioth\u00e8que nationale et universitaire de Turin<\/em>), essa possedeva 1.095 incunaboli, 10.321 incisioni (tra le quali rare carte geografiche), 4.500 manoscritti su papiro o pergamena (suddivisi nei fondi ebraico, arabo, persiano, copto, greco e latino), oltre a centinaia di codici miniati, che la rendevano una delle biblioteche di respiro europeo. Molti di questi manoscritti erano appartenuti al celebre Cardinale Della Rovere, altri provenivano dallo <em>Scriptorium<\/em> dell\u2019Abbazia di Staffarda.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34579\" aria-describedby=\"caption-attachment-34579\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Secolo-Illustrato-della-Domenica-7-febbraio-1904.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-34579\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Secolo-Illustrato-della-Domenica-7-febbraio-1904.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"373\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Secolo-Illustrato-della-Domenica-7-febbraio-1904.jpg 629w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Secolo-Illustrato-della-Domenica-7-febbraio-1904-209x300.jpg 209w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34579\" class=\"wp-caption-text\"><em>\u201cL\u2019incendio della Biblioteca dell\u2019Universit\u00e0 di Torino\u201d<\/em>. (Il \u201cSecolo Illustrato della Domenica\u201d; Domenica 7 febbraio 1904)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1904, del tutto imprevisto, l\u2019incendio: in una sola notte, tra il 25 e il 26 gennaio, and\u00f2 perduto irrimediabilmente un patrimonio paleografico inestimabile.<\/p>\n<p>Come dimensioni generali, l\u2019incendio distrusse circa un terzo del materiale posseduto, ma il danno fu molto pi\u00f9 grave, perch\u00e9 distrusse la met\u00e0 dei materiali pi\u00f9 rari e preziosi, che costituivano il tesoro vero e proprio della biblioteca , ossia gli incunaboli, i codici miniati e i manoscritti.<\/p>\n<p>Ma come pot\u00e8 accadere, tutto questo? Le cause esatte dell\u2019incendio non furono mai precisate, anche se fu ipotizzato un corto circuito dell\u2019impianto elettrico. Esso, come scrissero i giornali dei giorni successivi, si origin\u00f2 nel cuore della notte, trovando facile esca sia nei volumi, sia nelle strutture lignee, estendendosi con grande rapidit\u00e0. I Vigili del Fuoco, subito allertati, accorsero dalla Caserma di Corso Regina, con le autopompe, inondando d\u2019acqua le finestre. Sciaguratamente l\u2019acqua, pur fermando il fuoco, imbevendo carta e pergamena, provoc\u00f2 anch\u2019essa a volte dei danni irreparabili nei volumi. Oltre all\u2019oltraggio del fuoco, altri danni furono prodotti dalla buona volont\u00e0 delle persone inesperte: per esempio i guardiani, pensando di far bene, lanciarono dalle finestre i pezzi pi\u00f9 rari, che si sbriciolarono nell\u2019impatto con il selciato.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 celebre foto del rogo di via Po, venne scattata alle prime ore di quel 26 gennaio, quando il fuoco era ormai spento. \u00c8 l\u2019immagine che venne riprodotta anche nelle prime pagine dei giornali, in Italia e all\u2019estero. Essa, ripresa dall\u2019alto di una via Po deserta, mostra un\u2019infilata di arcate di portici, mentre un solitario vigile del fuoco indirizza un getto d\u2019acqua all\u2019interno di una finestra di un edificio il quale ha il tetto in parte scoperchiato, che mostra l\u2019ossatura composta da travi annerite. Ma ci\u00f2 che colpisce l\u2019osservatore \u00e8 una grande quantit\u00e0 di quella che sembrerebbe cartaccia gettata a terra, che ingombra la strada per quasi un isolato.<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/LA-STAMPA-Mercoled\u00ec-27-Gennaio-1904-Un-gravissimo-incendio-alla-Biblioteca-Nazionale.-Diecimila-volumi-perduti.-Manoscritti-preziosissimi-inceneriti.-La-grande-emozione-in-citt\u00e0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-34572\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/LA-STAMPA-Mercoled\u00ec-27-Gennaio-1904-Un-gravissimo-incendio-alla-Biblioteca-Nazionale.-Diecimila-volumi-perduti.-Manoscritti-preziosissimi-inceneriti.-La-grande-emozione-in-citt\u00e0.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/LA-STAMPA-Mercoled\u00ec-27-Gennaio-1904-Un-gravissimo-incendio-alla-Biblioteca-Nazionale.-Diecimila-volumi-perduti.-Manoscritti-preziosissimi-inceneriti.-La-grande-emozione-in-citt\u00e0.jpg 729w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/LA-STAMPA-Mercoled\u00ec-27-Gennaio-1904-Un-gravissimo-incendio-alla-Biblioteca-Nazionale.-Diecimila-volumi-perduti.-Manoscritti-preziosissimi-inceneriti.-La-grande-emozione-in-citt\u00e0-300x249.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/a>La Stampa<\/em> del giorno successivo, usc\u00ec con un grande titolo: <em>Un gravissimo incendio alla Biblioteca Nazionale. Diecimila volumi perduti. Manoscritti preziosissimi inceneriti. La grande emozione in citt\u00e0<\/em>. Il <em>Corriere della Sera<\/em>, di Milano, titol\u00f2 invece: <em>L\u2019incendio della Biblioteca Nazionale a Torino. Preziosissimi cimeli distrutti dall\u2019acqua e dal fuoco<\/em>.<\/p>\n<p>Dopo <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il-CORRIERE-DELLA-SERA-Mercoled\u00ec-27-Gennaio-1904-L\u2019incendio-della-Biblioteca-Nazionale-a-Torino.-Preziosissimi-cimeli-distrutti-dall\u2019acqua-e-dal-fuoco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-34574\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il-CORRIERE-DELLA-SERA-Mercoled\u00ec-27-Gennaio-1904-L\u2019incendio-della-Biblioteca-Nazionale-a-Torino.-Preziosissimi-cimeli-distrutti-dall\u2019acqua-e-dal-fuoco.jpg\" alt=\"\" width=\"271\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il-CORRIERE-DELLA-SERA-Mercoled\u00ec-27-Gennaio-1904-L\u2019incendio-della-Biblioteca-Nazionale-a-Torino.-Preziosissimi-cimeli-distrutti-dall\u2019acqua-e-dal-fuoco.jpg 535w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il-CORRIERE-DELLA-SERA-Mercoled\u00ec-27-Gennaio-1904-L\u2019incendio-della-Biblioteca-Nazionale-a-Torino.-Preziosissimi-cimeli-distrutti-dall\u2019acqua-e-dal-fuoco-269x300.jpg 269w\" sizes=\"auto, (max-width: 271px) 100vw, 271px\" \/><\/a>qualche giorno, si cerc\u00f2 di fare un primo punto dei danni, e la situazione si dimostr\u00f2 ancora peggiore di quanto si fosse ipotizzato in un primo momento. Un articolo su <em>La Stampa<\/em> descriveva cos\u00ec la situazione: <em>Le sezioni pi\u00f9 danneggiate risultarono quelle dei manoscritti orientali, di quelli francesi e di quelli italiani [&#8230;]. Nei codici membranacei, le modificazioni strutturali delle pergamene, provocate dall\u2019effetto del calore, si aggravarono a causa dei getti d&#8217;acqua fredda che arrivarono su di essi; sotto l\u2019effetto del calore, si ebbero drastiche riduzioni delle dimensioni dei codici, e l\u2019agglutinamento delle pergamene: il risultato fu la trasformazione di molti codici in blocchi compatti.<\/em><\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo effetto fisico veniva spiegato su <em>La Stampa<\/em>, dallo studioso Pietro Giacosa: <em>\u00abLa massa dei codici si \u00e8 ridotta in una specie di mattone, di quelli cosiddetti ferrigni che escono dalla fornace storti e bruciati. I margini dei fogli si sono saldati in uno strato catramoso, fatto di fumo e di colla di gelatina impastati insieme. Sotto la pressione poi dello scaffale, accresciuta per la dilatazione conseguente al riscaldarsi, l\u2019insieme del libro che non trovava spazio si accartocci\u00f2 e si contorse come in uno spasimo. Dove il caldo era maggiore e la pergamena perdeva l\u2019umidit\u00e0 sua naturale, essa si ritraeva, s\u2019aggrinziva, seccava e diventava fragile come biscotto. Quando si aggiunga l\u2019azione dell\u2019acqua gettata su queste masse di membrane calde, il crogiolarsi di questa congerie di cose, carta, legno, inchiostro, gomme, colori, ori, cuoj in una lenta combustione, in una carbonizzazione, ora in un ambiente saturo di vapor acqueo caldissimo, ora in spazii secchi, si comprender\u00e0 l\u2019aggravarsi delle condizioni\u00bb.<\/em> [&#8230;]. <em>\u00abI codici cartacei non hanno avuto difesa; il fuoco li ha carbonizzati; l\u2019acqua li ha inzuppati. Sono una poltiglia di fango e carbone. I codici membranacei, invece, si aggrovigliarono contro alla fiamma in una crosta ribelle e aspra, che assorbiva per s\u00e9 il calore senza trasmetterlo all\u2019interno, che offriva se stessa bruciandosi e carbonizzandosi, ma sotto di s\u00e9 manteneva intatto il deposito affidatogli\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Insomma, come abbiamo detto sopra, un danno incalcolabile, e irrimediabile. Svanirono, in un attimo, dei pezzi preziosissimi: per esempio, andarono perduti per sempre dei rarissimi manoscritti bizantini, come le <em>Chron\u012dcas<\/em> dello storico Giorgio Sincello (IX secolo) e quelle del patriarca Niceforo I di Costantinopoli (IX secolo), e il <em>Diplomaire<\/em>, un codice miniato e decorato con oro, composto da 258 fogli di pergamena, e risalente al 1286.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34577\" aria-describedby=\"caption-attachment-34577\" style=\"width: 174px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Liber-Messahala.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-34577\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Liber-Messahala.jpg\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Liber-Messahala.jpg 629w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Liber-Messahala-173x300.jpg 173w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Liber-Messahala-591x1024.jpg 591w\" sizes=\"auto, (max-width: 174px) 100vw, 174px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34577\" class=\"wp-caption-text\">La pagina consumata e annerita dal fuoco del <em>Liber Messahala<\/em>, manoscritto di carattere astronomico dell\u2019astronomo ed astrologo persiano Masha&#8217;Allah ibn Athar\u012b , vissuto tra l\u2019VIII e il IX secolo.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Torino conservava anche alcuni antichi manoscritti persiani di carattere astronomico, che andarono anch\u2019essi perduti: per esempio, una mezza pagina dai bordi anneriti \u00e8 tutto ci\u00f2 che rimane del <em>Liber Messahala<\/em>, manoscritto dell\u2019 VIII-IX secolo dell\u2019astronomo ed astrologo persiano Masha&#8217;Allah ibn Athar\u012b.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34581\" aria-describedby=\"caption-attachment-34581\" style=\"width: 186px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34581\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-1.jpg\" alt=\"\" width=\"186\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-1.jpg 605w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 186px) 100vw, 186px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34581\" class=\"wp-caption-text\"><em>Les Heures de Savoie ou Le Livre d&#8217;Heures de la Comtesse de Savoie<\/em>, (Yale University, Beinecke Rare Books &amp; Manuscript Library).<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_34582\" aria-describedby=\"caption-attachment-34582\" style=\"width: 174px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34582\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-2.jpg\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-2.jpg 1179w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-2-217x300.jpg 217w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-2-768x1062.jpg 768w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-2-741x1024.jpg 741w\" sizes=\"auto, (max-width: 174px) 100vw, 174px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34582\" class=\"wp-caption-text\"><em>Les Heures de Savoie ou Le Livre d&#8217;Heures de la Comtesse de Savoie<\/em>, (Yale University, Beinecke Rare Books &amp; Manuscript Library).<\/figcaption><\/figure>\n<p>La Biblioteca di Torino era famosa per i suoi i codici miniati: lo studioso francese Georges Bourgin, nel suo articolo del 1904 <em>L&#8217; incendie de la biblioth\u00e8que nationale et universitaire de Turin<\/em>, scriveva : <em>\u00abR\u00e9cemment, une \u00e9tude de M. Durrieu dans la Chronique des Arts, rappelait l&#8217;importance exceptionnelle d&#8217;un grand nombre des manuscrits de Turin, et dans chaque fonds, pour l&#8217;histoire des arts en g\u00e9n\u00e9ral et de la miniature en particulier\u00bb<\/em>. Tra questi codici, esistevano alcuni <em>Livres d\u2019Heures<\/em>, che testimoniavano l\u2019affinit\u00e0 del nostro territorio, durante il Medioevo, con il mondo culturale d\u2019Oltralpe.<\/p>\n<p>I <em>Livres d\u2019Heures<\/em>\u00a0infatti, sono espressioni artistiche tipiche del gotico francese, del XIII, XIV e XV secolo: si tratta di testi devozionali finemente miniati, che contengono salmi, preghiere e brani delle sacre scritture, redatti in base al calendario liturgico, che non erano usati dagli ecclesiastici ma dai fedeli in generale. assieme ad un calendario della liturgia durante l\u2019anno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34584\" aria-describedby=\"caption-attachment-34584\" style=\"width: 186px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-34584\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-3.jpg\" alt=\"\" width=\"186\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-3.jpg 620w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Les-Heures-de-Savoie-ou-Le-Livre-dHeures-de-la-Comtesse-de-Savoie-3-217x300.jpg 217w\" sizes=\"auto, (max-width: 186px) 100vw, 186px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34584\" class=\"wp-caption-text\"><em>Les Heures de Savoie ou Le Livre d&#8217;Heures de la Comtesse de Savoie<\/em>, (Yale University, Beinecke Rare Books &amp; Manuscript Library).<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel rogo di Torino, finirono inceneriti due preziosi <em>Livres d\u2019Heures<\/em>\u00a0che facevano parte della collezione del Duca di Savoia, <em>Les Heures de Savoye<\/em>, e <em>Les Heures de Turin<\/em>. Il primo di essi, <em>Les Heures de Savoie, ou le Livre d&#8217;Heures de la Comtesse de Savoie<\/em>, era stato realizzato, negli anni tra il 1335 e il 1340, dalla bottega di Jean le Noir, su commissione della contessa Bianca di Borgogna. Dopo essere passato di mano in mano durante i secoli, ed essere stato smembrato in due parti, una di queste era finita a Torino, in possesso di Vittorio Amedeo II, che l&#8217;aveva conferita alla Biblioteca. Nessuno sapeva pi\u00f9 dove fosse finita l&#8217;altra parte del codice, cos\u00ec, quando <em>Les Heures de Savoye<\/em>\u00a0furono ridotte in cenere nel 1904, tutti credettero di averle perdute per sempre. Ma nel 1910 accadde un fatto inaspettato: un monaco benedettino che stava compiendo delle ricerche nella biblioteca della diocesi di Portsmouth, ebbe la ventura di scoprire un manoscritto gotico miniato di 26 fogli, che venne identificato dagli esperti proprio come l&#8217;altra parte del codice delle <em>Heures de Savoye<\/em>. Questo codice, \u00e8 oggi conservato nella\u00a0biblioteca dell&#8217;Universit\u00e0 di Yale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34586\" aria-describedby=\"caption-attachment-34586\" style=\"width: 188px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il-codice-miniato-tardogotico-delle-Heures-de-Turin-Milan-esposto-oggi-a-Palazzo-Madama..jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-34586\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il-codice-miniato-tardogotico-delle-Heures-de-Turin-Milan-esposto-oggi-a-Palazzo-Madama..jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il-codice-miniato-tardogotico-delle-Heures-de-Turin-Milan-esposto-oggi-a-Palazzo-Madama..jpg 801w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il-codice-miniato-tardogotico-delle-Heures-de-Turin-Milan-esposto-oggi-a-Palazzo-Madama.-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il-codice-miniato-tardogotico-delle-Heures-de-Turin-Milan-esposto-oggi-a-Palazzo-Madama.-768x1077.jpg 768w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Il-codice-miniato-tardogotico-delle-Heures-de-Turin-Milan-esposto-oggi-a-Palazzo-Madama.-730x1024.jpg 730w\" sizes=\"auto, (max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34586\" class=\"wp-caption-text\">Il codice miniato tardogotico delle <em>Heures de Turin-Milan<\/em>, esposto oggi a Palazzo Madama.<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_34596\" aria-describedby=\"caption-attachment-34596\" style=\"width: 171px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Una-delle-fotografie-fatte-nel-1899-di-alcune-delle-pagine-del-codice-miniato-delle-Heures-de-Turin-andato-perduto-nel-1904.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34596\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Una-delle-fotografie-fatte-nel-1899-di-alcune-delle-pagine-del-codice-miniato-delle-Heures-de-Turin-andato-perduto-nel-1904.jpg\" alt=\"\" width=\"171\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Una-delle-fotografie-fatte-nel-1899-di-alcune-delle-pagine-del-codice-miniato-delle-Heures-de-Turin-andato-perduto-nel-1904.jpg 604w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Una-delle-fotografie-fatte-nel-1899-di-alcune-delle-pagine-del-codice-miniato-delle-Heures-de-Turin-andato-perduto-nel-1904-195x300.jpg 195w\" sizes=\"auto, (max-width: 171px) 100vw, 171px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34596\" class=\"wp-caption-text\">Una delle fotografie, fatte nel 1899, di alcune delle pagine del codice miniato delle <em>Heures de Turin<\/em>, andato perduto nel 1904.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il secondo dei <em>Livres d&#8217;Heures<\/em> veniva chiamato <em>Les Heures de Turin<\/em>, e corrispondeva alla met\u00e0 delle pagine di un codice originario, le <em>Tr\u00e8s Belles Heures de Notre-Dame du Duc de Berry<\/em>. Queste <em>Tr\u00e8s Belles Heures de Notre-Dame<\/em>, erano state realizzate, attorno al 1380, dalla bottega del celebre Jan van Eyck, su commissione, appunto, del Duca Jean de Berry. Qualche decennio dopo, anche questo codice venne smembrato in due parti, che passarono entrambe di mano in mano, nel corso dei secoli. La prima parte, nel 1720, si trovava in possesso di Vittorio Amedeo II con il nome di <em>Les Heures de Turin<\/em>, e fin\u00ec anch&#8217;essa nei conferimenti alla Biblioteca, perduti nel rogo del 1904. La seconda parte, dopo lo smembramento, fin\u00ec in Baviera, e l\u00ec venne acquistata dal patrizio milanese Gian Giacomo Trivulzio, all&#8217;inizio del XIX secolo, per arricchire la sua ricchissima biblioteca. Queste 28 pagine miniate, denominate <em>Les Heures de Milan<\/em>, fecero parte della Collezione Trivulzio fino al 1935, anno nel quale furono cedute al Museo Civico di Arte Antica di Palazzo Madama, presso il quale si trovano attualmente. Da quel momento, esse vennero ridenominate\u00a0<em>Les Heures de Turin-Milan<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34588\" aria-describedby=\"caption-attachment-34588\" style=\"width: 252px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-pagina-contorta-e-annerita-dal-fuoco-della-copia-torinese-del-Livre-du-Chevalier-Errant.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-34588\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-pagina-contorta-e-annerita-dal-fuoco-della-copia-torinese-del-Livre-du-Chevalier-Errant.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-pagina-contorta-e-annerita-dal-fuoco-della-copia-torinese-del-Livre-du-Chevalier-Errant.jpg 739w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-pagina-contorta-e-annerita-dal-fuoco-della-copia-torinese-del-Livre-du-Chevalier-Errant-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-pagina-contorta-e-annerita-dal-fuoco-della-copia-torinese-del-Livre-du-Chevalier-Errant-721x1024.jpg 721w\" sizes=\"auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34588\" class=\"wp-caption-text\">La pagina contorta e annerita dal fuoco della copia torinese del <em>Livre du Chevalier Errant.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma la Biblioteca di Torino, possedeva anche, tra i manoscritti francesi, dei codici miniati relativi ai Poemi Cavallereschi: tra essi, Torino conservava cinque manoscritti del <em>Roman de la Rose<\/em>\u00a0(quattro del XIV secolo, e uno del XV), anch&#8217;essi ridotti in cenere.<\/p>\n<p>Torino possedeva poi (assieme a Parigi), una delle due uniche copie esistenti del <em>Livre du Chevalier Errant<\/em>, uno dei testi pi\u00f9 importanti della <em>chevalerie m\u00e9di\u00e9vale<\/em>. Come sappiamo, il <em>Livre du Chevalier Errant<\/em> fu composto proprio a Torino, tra il 1394 e il 1396, da Tommaso III di Saluzzo, mentre era tenuto prigioniero a Palazzo Madama dai suoi nemici Acaja. Del meraviglioso <em>Livre du Chevalier Errant<\/em> torinese, il fuoco non ha risparmiato che qualche frammento di pagina, con i bordi bruciati: se si vuole avere idea di come potesse essere, si pu\u00f2 confrontare l&#8217;altra copia di Parigi, presso la Biblioth\u00e8que Nationale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34590\" aria-describedby=\"caption-attachment-34590\" style=\"width: 177px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Paul-Meyer-Lincendie-de-la-Biblioth\u00e8que-Nationale-de-Turin..jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-34590\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Paul-Meyer-Lincendie-de-la-Biblioth\u00e8que-Nationale-de-Turin..jpg\" alt=\"\" width=\"177\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Paul-Meyer-Lincendie-de-la-Biblioth\u00e8que-Nationale-de-Turin..jpg 771w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Paul-Meyer-Lincendie-de-la-Biblioth\u00e8que-Nationale-de-Turin.-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Paul-Meyer-Lincendie-de-la-Biblioth\u00e8que-Nationale-de-Turin.-768x1110.jpg 768w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Paul-Meyer-Lincendie-de-la-Biblioth\u00e8que-Nationale-de-Turin.-709x1024.jpg 709w\" sizes=\"auto, (max-width: 177px) 100vw, 177px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-34590\" class=\"wp-caption-text\">Paul Meyer, <em>L&#8217;incendie de la Biblioth\u00e8que Nationale de Turin<\/em>. In <em>Comptes Rendus des S\u00e9ances de l&#8217;Acad\u00e9mie des Inscriptions et Belles-Lettres<\/em>, 48\u1d49 ann\u00e9e, N. 1, 1904. pp. 31-32;<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019impressione destata dalla catastrofe del 26 gennaio 1904 fu enorme, sia in Italia che all\u2019estero. La \u00absventura mondiale\u00bb, l\u2019\u00abincalcolabile danno\u00bb colpendo \u00abTorino madre dell\u2019Italia nuova\u00bb avevano ferito \u00abil cuore stesso della nazione\u00bb. Tutti giornali esteri diedero ampio risalto alla notizia, e tutte le Universit\u00e0 e le Istituzioni d\u2019Europa organizzarono convegni di studi per capire fino a che punto la Cultura fosse stata ferita (per esempio, nella prima seduta dell\u2019Acad\u00e9mie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi, uno dei membri, Paul Meyer, cos\u00ec relazionava ai soci in apprensione: <em>\u00abVoglio richiamare l&#8217;attenzione dell&#8217;Accademia sul disastro irreparabile che ha appena colpito non solo l&#8217;Italia, ma tutta la cultura mondiale. Non abbiamo ancora molti dettagli: sappiamo soltanto che il fuoco ha distrutto interamente quattro saloni, con tutti i libri che contenevano; che la sala dei manoscritti \u00e8 stata devastata sia dalle fiamme che dall&#8217;acqua delle pompe, perch\u00e9 non si \u00e8 potuto accedere ad essa in quanto sciaguratamente chiusa da un cancello di ferro, che si \u00e8 potuto abbattere solo dopo lunghi sforzi; che tutti i manoscritti greci e i manoscritti orientali sono bruciati nel rogo. Se siamo riusciti a salvare i manoscritti di Bobbio, pur intrisi d\u2019acqua, un numero enorme di manoscritti latini o in lingua romanza, che costituivano dei testi unici dal valore inestimabile, li dobbiamo considerare irrimediabilmente perduti\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>La perdita che ebbe a subire la Cultura fu cos\u00ec grande, che i festeggiamenti per il quinto centenario dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino, che cadeva proprio nel 1904, e per il quale erano gi\u00e0 state approntate fastose cerimonie, ed erano gi\u00e0 state invitate delegazioni di studenti e professori da tutte le Universit\u00e0 europee, non ebbero pi\u00f9 luogo, in segno di lutto.<\/p>\n<p><em><strong>Paolo Benevelli<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-di-Lettura-dopo-l\u2019incendio-del-1904-sui-tavoli-sono-raccolti-i-manoscritti-salvati-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34594\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-di-Lettura-dopo-l\u2019incendio-del-1904-sui-tavoli-sono-raccolti-i-manoscritti-salvati-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1141\" height=\"843\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-di-Lettura-dopo-l\u2019incendio-del-1904-sui-tavoli-sono-raccolti-i-manoscritti-salvati-2.jpg 1141w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-di-Lettura-dopo-l\u2019incendio-del-1904-sui-tavoli-sono-raccolti-i-manoscritti-salvati-2-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-di-Lettura-dopo-l\u2019incendio-del-1904-sui-tavoli-sono-raccolti-i-manoscritti-salvati-2-768x567.jpg 768w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-di-Lettura-dopo-l\u2019incendio-del-1904-sui-tavoli-sono-raccolti-i-manoscritti-salvati-2-1024x757.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1141px) 100vw, 1141px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-di-Lettura-dopo-l\u2019incendio-del-1904-sui-tavoli-sono-raccolti-i-manoscritti-salvati.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-34595\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-di-Lettura-dopo-l\u2019incendio-del-1904-sui-tavoli-sono-raccolti-i-manoscritti-salvati.jpg\" alt=\"\" width=\"359\" height=\"543\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-di-Lettura-dopo-l\u2019incendio-del-1904-sui-tavoli-sono-raccolti-i-manoscritti-salvati.jpg 484w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-di-Lettura-dopo-l\u2019incendio-del-1904-sui-tavoli-sono-raccolti-i-manoscritti-salvati-198x300.jpg 198w\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-dove-si-arrest\u00f2-l\u2019incendio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34598\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-dove-si-arrest\u00f2-l\u2019incendio.jpg\" alt=\"\" width=\"790\" height=\"587\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-dove-si-arrest\u00f2-l\u2019incendio.jpg 790w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-dove-si-arrest\u00f2-l\u2019incendio-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-Sala-dove-si-arrest\u00f2-l\u2019incendio-768x571.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Ricerca iconografica dell&#8217;Autore<\/em><\/p>\n<p>\u25c4\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=13699\">Storia degli Stati di Savoia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti Torinesi ne hanno perso la memoria, ma nel 1904 accadde un evento che segn\u00f2 profondamente la Storia della citt\u00e0: l\u2019incendio della Biblioteca Nazionale. 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