{"id":32179,"date":"2017-10-04T15:58:53","date_gmt":"2017-10-04T13:58:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=32179"},"modified":"2017-10-04T15:58:53","modified_gmt":"2017-10-04T13:58:53","slug":"40-agn-dij-tre-martelli-la-gran-musica-piemonteisa-ai-4-ed-november-a-lissandria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=32179","title":{"rendered":"40 agn dij \u00abTre Martelli\u00bb. La gran m\u00f9sica piemont\u00e8isa ai 4 \u00ebd Nov\u00e8mber a Lissandria"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Tre-Martelli-40-gir-4.11.2017.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-32180\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Tre-Martelli-40-gir-4.11.2017.jpg\" alt=\"Tre Martelli 40 gir 4.11.2017\" width=\"598\" height=\"854\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Tre-Martelli-40-gir-4.11.2017.jpg 1434w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Tre-Martelli-40-gir-4.11.2017-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Tre-Martelli-40-gir-4.11.2017-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Tre-Martelli-40-gir-4.11.2017-717x1024.jpg 717w\" sizes=\"auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: right;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.tremartelli.it\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.tremartelli.it\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\"><strong>Storia sintetica degli inizi del folk revival piemontese<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">di Enzo G. Conti<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Giunti all&#8217;approssimarsi della data in cui i <strong>Tre Martelli<\/strong> compiranno 40 anni dal loro primo concerto (data che sar\u00e0 celebrata il 4 novembre 2017 con una festa\/concerto al teatro Ambra di Alessandria) ho pensato di fare cosa gradita ripubblicando un breve riassunto sulla nascita e primi sviluppi del folk-revival in Piemonte avendone fatto parte anche noi a pieno titolo.<br \/>\nOvviamente faccio riferimento alle mie conoscenze e memorie e non pretendo di essere esaustivo. Qualunque apporto, appunto e correzione sar\u00e0 ben accetta.<br \/>\nTrattando del folk-revival piemontese per\u00f2 non si pu\u00f2 prescindere dal ricordarne le basi storiche.<br \/>\nPrima fra tutte l&#8217;esperienza dei <strong>Cantacronache<\/strong>, gruppo di intellettuali, letterati ed artisti sorto a Torino nel 1957. Il loro repertorio era costituito soprattutto da canzoni sociali, politiche e d&#8217;autore ma da molti osservatori sono considerati gli anticipatori del folk-revival piemontese. Del gruppo fecero parte: Sergio Liberovici, Michele L. Straniero, Emilio Jona, Fausto Amodei, Giorgio De Maria, Margot Galante Garrone, Mario Pogliotti. Con essi collaborarono anche Italo Calvino e Umberto Eco. In quel periodo, che molti definiscono come \u201cla prima fase\u201d, l&#8217;attenzione era posta quasi esclusivamente al canto e gli strumenti, quando venivano utilizzati, si limitavano alla chitarra e talvolta alla fisarmonica. Altri importanti artisti che al tempo operarono a cavallo tra il folk e la canzone d&#8217;autore furono <strong>Roberto Balocco<\/strong>, <strong>Gipo Farassino<\/strong> ed il gruppo <strong>I Cantastorie<\/strong> mentre rimangono fondamentali anche gruppi corali come <strong>La Grangia<\/strong> (dal 1954) e il <strong>Coro Bajolese<\/strong> (dal 1966) ed esperienze territoriali come Il <strong>Gruppo Spontanero di Magliano Alfieri<\/strong> (dal 1963) tra gli unici che si occuparono gi\u00e0 allora delle danze locali.<br \/>\nLa seconda fase del folk-revival piemontese nasce a met\u00e0 degli anni settanta sulla spinta del crescente interesse per il folk revival francese e britannico (e in particolare per gruppi come La Bamboche, Lo Bachas, Alan Stivell, Malicorne, Cheftains, Steeleye Span, Fairport Convention, ecc) e a differenza della prima si distingue per una maggiore attenzione nell&#8217;utilizzo degli strumenti musicali tradizionali e alle musiche per danza.<br \/>\nTrait d&#8217;union tra i due periodi sono indubbiamente due gruppi torinesi i <strong>Cantambanchi<\/strong> (operativi dal 1969) e il <strong>Cantovivo<\/strong> di <strong>Alberto Cesa<\/strong> nati nel 1974 con un repertorio di canti sociali e politici e in seguito passati al folk-revival piemontese (il fondamentale album \u201cLeva la gamba\u201d \u00e8 del 1979).<br \/>\nNel 1977 il polo torinese genera altri due gruppi seminali: <strong>La Lionetta<\/strong> e I <strong>Prinsi Raimund<\/strong> e agli inizi degli &#8217;80 i <strong>Burabacio<\/strong>.<br \/>\nAltro polo essenziale fu l&#8217;Alessandrino: nel 1977 nascono <strong>La Ciapa Rusa<\/strong> e <strong>Tre Martelli<\/strong>, nel 1978 il <strong>Canzoniere Popolare Tortonese<\/strong> e inoltre, bench\u00e9 originari della cosidetta area delle 4 province (AL-PC-GE-PV) posta solo parzialmente entro i confini piemontesi, \u00e8 indispensabile citare i <strong>Musetta<\/strong> (con Ettore \u201cBani\u201d Losini) in attivit\u00e0 dagli inizi &#8217;70 e i <strong>Suonatori delle Quattro Province<\/strong> (con Stefano Valla) dagli inizi degli &#8217;80.<br \/>\nTerzo polo le valli occitane piemontesi. A met\u00e0 degli anni settanta generano <strong>I Sunaires Usitan<\/strong> (con Gianrenzo Dutto e Sergio Berardo) e <strong>Li Troubaires de Coumboscuro<\/strong>, in seguito, agli inzi degli ottanta, i <strong>Lou Dalfin<\/strong>, gli <strong>Artezin<\/strong>, <strong>La Sourcino<\/strong> (con Silvio Peron) e il Gruppo di Musica Popolare di Pinerolo che successivamente cambier\u00e0 il nome in <strong>Cantarana<\/strong>.<br \/>\nMa in tale fecondo periodo nascono nuovi importanti gruppi anche nel resto del Piemonte: l&#8217;<strong>Astrolabio<\/strong> (canavesani), i <strong>Refol\u00e8<\/strong> (biellesi), <strong>La Sornette<\/strong> (novaresi) e gli astigiani <strong>La Ghironda<\/strong> e <strong>Arch\u00ebnsiel<\/strong>.<br \/>\nQuesta seconda fase, che ha indubbiamente dato indimenticabili risultati artistici e discografici, \u00e8 attualmente ancora in parte attiva, ma ad essa, da oltre un decennio, si \u00e8 sovrapposta una terza fase la cui tendenza \u00e8 data dalla costituzione di molti gruppi musicali quasi esclusivamente specializzati nella riproposta di danze popolari tradizionali di varie estrazioni geografiche tra le quali quelle piemontesi spesso sono solo una parte. Quando avverr\u00e0 e come sar\u00e0 la quarta fase?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.tremartelli.it\/ Storia sintetica degli inizi del folk revival piemontese di Enzo G. Conti Giunti all&#8217;approssimarsi della data in cui i Tre Martelli compiranno 40 anni dal &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=32179\"> <span class=\"screen-reader-text\">40 agn dij \u00abTre Martelli\u00bb. 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