{"id":31471,"date":"2013-01-06T09:11:14","date_gmt":"2013-01-06T08:11:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=12943"},"modified":"2013-01-06T09:11:14","modified_gmt":"2013-01-06T08:11:14","slug":"bertolino-aedo-del-piemontese-triste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=31471","title":{"rendered":"Bertolino aedo del piemontese triste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-12945\" style=\"margin-left: 5px; margin-right: 5px;\" title=\"remigio-bertolino\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/remigio-bertolino.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/remigio-bertolino.jpg 800w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/remigio-bertolino-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/remigio-bertolino-768x1132.jpg 768w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/remigio-bertolino-695x1024.jpg 695w\" sizes=\"auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/>Se il piemontese non \u00e8 un dialetto ma una lingua (come effettivamente \u00e8), Remigio Bertolino \u00e8 il suo aedo. Insegnante elementare, nato a Montaldo Mondov\u00ec nel 1948, vive a Vicoforte e ha iniziato a scrivere in piemontese negli anni Settanta con il racconto breve <em>Mia mare<\/em>. Appartiene a quella schiera di poeti che, pur di generazioni differenti, sono stati accomunati da Giovanni Tesio sotto la definizione di \u201cgruppo di Mondov\u00ec\u201d, vicini sia per gli aspetti linguistici (la parlata di Mondov\u00ec \u201csente\u201d di Langa e talora di Liguria, senza essere n\u00e9 langarola n\u00e9 ligure) sia per le scelte strutturali e stilistiche (in genere si prediligono testi brevi e rarefatti) sia per gli argomenti trattati. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Ora, dopo anni di riconoscimenti, la sua notoriet\u00e0 travalica i confini regionali e trova la sua consacrazione di uno dei pi\u00f9 illustri critici, Giorgio Barberi Squarotti, che ha curato la raccolta <em>\u201cVersi sciolti\u201d<\/em>. Come scrive nella prefazione il volume: <em>\u201c\u00e8 una fondamentale testimonianza di poesia lungo trentatr\u00e9 anni di rigorosa ed essenziale lezione di tragica verit\u00e0 della vita tradotta in parola\u201d.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La poesia di Bertolino \u00e8 poesia trasfigurale, ossia poesia che d\u00e0 figura a un mondo parallelo \u2013 un mondo \u201caltro\u201d dalla sua pura e semplice caratterizzazione fenomenica \u2013 fatto di incantamenti e di stupori, di epifanie e di lucori: <em>\u201cdirei addirittura di un\u2019unica e continuata alterit\u00e0<\/em> \u2013 scrive Tesio -, <em>di una consistenza realistica e insieme fantastica, di una accorata e ancorata fuggitivit\u00e0, di una sorprendente efficacia di collocazione e di spiazzamento, di realismo e di illusoriet\u00e0; di cose e corpi saldi, che diventano ombre e fantasmi impalpabili (proprio per questo, tra tutte, \u00e8 la parola<\/em> \u201cs\u00f2gn\u201d <em>a parlare pi\u00f9 di ogni altra). Tanto spazio hanno i bambini nella poesia di Bertolino, soprattutto gli orfani, figure reali (fino agli anni settanta a Mondov\u00ec c\u2019era un orfanotrofio) ma diventate simboliche, come i vecchi, i contadini poveri, le donne stanche e maltrattate, tutte \u201cvoci\u201d di una societ\u00e0 contadina impregnata di fatica e povert\u00e0, realmente esistita fino ad alcuni decenni fa. Al poeta sta a cuore trasformare la lontananza nella possibilit\u00e0 di osservare la realt\u00e0 trascorsa e presente da una diversa angolazione per coglierne quel nucleo davvero significativo che permane invariato nello scorrere delle stagioni e attende chi lo sappia percepire:<\/em> \u201cmia famija armonta \/ \u00ebnt la sava d\u00ebl castagne; \/ sent le vos \/ \u00ebnt \u00ebl feuje ch\u2019i balo al vent&#8230; \u2013 la mia famiglia risale \/ nella linfa dei castagni; \/ sento le voci \/ nelle fronde che danzano al vento&#8230;\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\"><em>Il senso intimo della vita, che resta imperscrutabile se osservato troppo da vicino, si \u00e8 conservato intatto dentro paesaggi di gelo e silenzio, protetto dalla coltre di neve che come<\/em> \u201cuna sarta \/ sapeva le misure \/ d\u2019alberi, guglie, tetti \/ e quelle dei miei sogni\u201d. <em>Si \u00e8 tutti abbandonati al mondo, orfani presi in affido dalla vita che ben poco riesce a offrire ma quel poco \u00e8 incommensurabile se riesce a fondersi nella percezione di un\u2019eternit\u00e0 in cui ritrovarsi con chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e di una luce che, per quanto flebile, traccia la sua scia come una lucciola nelle notti di maggio. Non si pu\u00f2 sfuggire alla costante presenza della morte, all\u2019oscurit\u00e0 della sofferenza e della perdita in un mondo dove le \u201capocalissi\u201d sono quotidiane esperienze di vita. Bisogna guardare in altre direzioni<\/em>, d\u00ebdl\u00e0 d\u00ebl cercc, <em>ed infatti c\u2019\u00e8 molta luce nelle poesie (come nei titoli di intere raccolte:<\/em> Sbaluch \u2013 <em>Splendore<\/em>, A lum \u00ebd fi\u00f2ca \u2013 <em>A lume di neve), la luminosit\u00e0 trasparente di un cielo terso, m\u00e8ta ultima di uno sguardo che si \u00e8 purificato attraverso<\/em> \u201cNeve, silenzi, lontananze spezzate\u201d <em>e ora pu\u00f2 scorgere ci\u00f2 che proviene del passato<\/em>, \u201cla luce dei tuoi occhi \/ \u00e8 un lampo tra veli di tempo\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 13px;\">(<\/span><a style=\"font-size: 13px;\" href=\"http:\/\/www.lospiffero.com\/tipi-da-oscar\/bertolino-aedo-del-piemontese-triste-9877.html\" target=\"_blank\">Lo Spiffero<\/a><span style=\"font-size: 13px;\">, 4.4.2013)<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #ff0000;\">\u25c4<\/span>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=2895\">Mila agn \u00ebd Literatura Piemont\u00e8isa<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se il piemontese non \u00e8 un dialetto ma una lingua (come effettivamente \u00e8), Remigio Bertolino \u00e8 il suo aedo. 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