{"id":31441,"date":"2012-04-22T22:56:47","date_gmt":"2012-04-22T20:56:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=13881"},"modified":"2012-04-22T22:56:47","modified_gmt":"2012-04-22T20:56:47","slug":"la-distruzione-dei-monumenti-simbolo-la-cappella-della-santa-sindone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=31441","title":{"rendered":"La distruzione dei monumenti-simbolo: la Cappella della Santa Sindone"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-13887\" style=\"margin-left: 5px; margin-right: 5px;\" title=\"dom_97a\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/dom_97a.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"130\" \/>Una delle notti pi\u00f9 inquietanti della storia recente del Piemonte \u00e8 quella fra l\u201911 e il 12 aprile 1997, quando a Torino prese fuoco la Cappella della Santa Sindone,<span style=\"color: #888888;\">1<\/span> il Duomo<span style=\"color: #888888;\"> 2<\/span> e Palazzo Reale.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Nella Cappella, dove si conserva da secoli uno dei pi\u00f9 grandi tesori spirituali dell\u2019umanit\u00e0,<span style=\"color: #888888;\">3<\/span> si stavano ultimando lavori di restauro: circostanza che nella Torino <em>\u201citaliana\u201d<\/em> pu\u00f2 anche essere l\u2019annuncio di un disastro.<span style=\"color: #888888;\">4 <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Le \u201cmisure di sicurezza\u201d furono insignificanti e sarebbero state adeguate al massimo per il restauro di una cascina: nessun sistema antincendio nella Cappella, soltanto un sistema antintrusione e una telecamera; rilevatori di fumo solo a Palazzo Reale.<span style=\"color: #888888;\">5<\/span> L\u2019allarme infatti scatt\u00f2, alle 23,35,<span style=\"color: #888888;\">6<\/span> quando il fumo invase il Palazzo, anche se curiosamente mezz\u2019ora prima era gi\u00e0 squillato il telefono del centralino dei pompieri.<span style=\"color: #888888;\">7<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La Santa Sindone, nel 1993 provvisoriamente spostata &#8211; causa restauri &#8211; nel coro della cattedrale dietro l\u2019altare maggiore e protetta da una robusta teca di cristallo, rimase in pericolo per ore, minacciata dal possibile crollo della sovrastante struttura in pietra di Frabosa e dai getti d\u2019acqua degli antincendio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Torino quella notte sment\u00ec una volta di pi\u00f9 \u00a0i soliti \u201cstorici\u201d giornalisti politicizzati che strumentalmente\u00a0la vogliono <em>calvinista<\/em>, riversandosi in piazza San Giovanni a innalzare suppliche al Cielo. Quattro suore cominciarono il Rosario nel parcheggio, e all\u2019una di notte pregavano tutti. All\u20191 e <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-13890\" style=\"margin-left: 5px; margin-right: 5px;\" title=\"1997_rogo_sindone_vvff\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/1997_rogo_sindone_vvff1.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/1997_rogo_sindone_vvff1.jpg 417w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/1997_rogo_sindone_vvff1-300x236.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/>35, dopo un\u2019ora di colpi di mazza sulla teca <span style=\"color: #888888;\">8<\/span> e malgrado allarmi, crolli fragorosi e la tempesta dei frammenti delle antiche vetrate che esplodevano per il calore (la temperatura super\u00f2 i mille gradi), il pompiere Mario Trematore (il Guillaume Pussod del ventesimo secolo) <span style=\"color: #888888;\">9<\/span> port\u00f2 in salvo la Reliquia, accolto sul sagrato dall\u2019applauso di tremila torinesi trepidanti. <span style=\"color: #888888;\">10<\/span> Dopo fu investito dal crollo del soffitto della Galleria, e rimase miracolosamente illeso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Il parroco, don Francesco Cavallo, sospir\u00f2: \u00abSe perdevamo questo (il Santo Sudario), perdevamo il Duomo e la citt\u00e0\u00bb.<span style=\"color: #888888;\">11<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019incendio si estinse, praticamente da solo, dopo le cinque del mattino. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-13892\" style=\"margin-left: 5px; margin-right: 5px;\" title=\"1997_rogo_sindone\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/1997_rogo_sindone.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/1997_rogo_sindone.jpg 400w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/1997_rogo_sindone-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/>Non ci furono vittime; la Sindone, esaminata due giorni dopo in Arcivescovado,<span style=\"color: #888888;\">12<\/span> non sub\u00ec danni. Papa Giovanni Paolo II, in viaggio verso Sarajevo, elogi\u00f2 i pompieri ringraziando Dio,<span style=\"color: #888888;\">13<\/span> e lo stesso fece Torino con una solenne Messa alla Consolata.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Il fuoco aveva per\u00f2 infierito per otto ore e fatto scempio di fede, di storia, cultura e identit\u00e0, portando via un irripetibile patrimonio non solo a Torino e al Piemonte, ma a tutto il mondo. Fu colpito un complesso di memorie e di affetti che si legano all\u2019antica cristianit\u00e0, il cuore pi\u00f9 sacro e pi\u00f9 antico;<span style=\"color: #888888;\">14<\/span> <em><strong>\u00abcatastrofe per le memorie storiche di Torino\u00bb<\/strong><\/em>.<span style=\"color: #888888;\">15<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Nessuno lo ricorda pi\u00f9, a distanza di tre lustri \u00e8 stato tutto rimosso. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 13px;\">La cupola centrale della Cappella della Santa Sindone, sovrastante l\u2019altare del Sacro Telo, il pi\u00f9 insigne monumento barocco al mondo, opera del padre Guarino Guarini:<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"color: #888888;\">16<\/span><\/span><strong><span style=\"font-size: 13px;\"> sparita, con tutti i segni e le allegorie dell\u2019architettura guariniana;<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"color: #888888;\">17<\/span><\/span><strong><span style=\"font-size: 13px;\"> rest\u00f2 in piedi soltanto la struttura.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong> <span style=\"font-size: 13px;\">Stucchi, decorazioni, bronzi, balaustre, svaniti per sempre. Pietre e marmi della struttura del timpano e del tamburo portante calcificati in profondit\u00e0; bruciati il colonnato, il coro, l\u2019organo, i tetti; esplosi i finestroni, danneggiati gli archi, lesionate, quando non polverizzate, le colonne. La parte contigua alla Cappella interamente scomparsa.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong> <span style=\"font-size: 13px;\">I quattro mausolei dei grandi sovrani sabaudi Amedeo VIII, Emanuele Filiberto, Carlo Emanuele II e del Principe Tomaso di Savoia-Carignano, gravemente danneggiati: i marmi bianchi diventati rosa, la statua di Carlo Emanuele II in pezzi.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong> <span style=\"font-size: 13px;\">Il torrione ovest, soffitte e ultimo piano di Palazzo Reale, completamente distrutto, le volte crollate. Qui era immagazzinata (e occultata al pubblico, in perenne \u201cattesa di restauro\u201d) addirittura la quadreria di Palazzo Reale: il 60 per cento \u00e8 finito in cenere (un centinaio di preziose tele, seppur danneggiate, sono state tratte in salvo dai pompieri) insieme a tutti i mobili antichi col\u00e0 ammassati, fra i quali il baldacchino del letto della Regina Margherita.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"color: #888888;\">18<\/span><\/span><br \/>\n<strong> <span style=\"font-size: 13px;\">Danneggiato l\u2019altare maggiore del Duomo (di Antonio Bertola, fine XVII Secolo) sul quale sono crollate le impalcature dei restauri, rovinati gli arazzi, la tribuna reale, bruciati tutti gli elementi decorativi lignei, tutti i marmi rivolti verso la navata.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong> <span style=\"font-size: 13px;\">Il Palazzo Reale, opera del Castellamonte voluta da Madama Cristina nel Seicento, distrutto per un quinto; danneggiato lo scalone d\u2019onore della reggia; crollata una parte dell\u2019affresco di Rodolfo Morgari sulla volta \u2013 e il restante infradiciato \u2013 e tre cariatidi che erano sulle pareti.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong> <span style=\"font-size: 13px;\">Problemi di stabilit\u00e0 per le strutture di Palazzo Reale, per la manica d\u2019ingresso alla Cappella della Sindone, per il Salone degli Svizzeri, invaso dall\u2019acqua che ha bagnato i grandi affreschi secenteschi dei maestri chieresi Gian Francesco e Antonio Fea.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 13px; color: #888888;\">19<\/span><br \/>\n<strong> <span style=\"font-size: 13px;\">Non ha alcun senso fornire una valutazione materiale dei danni: incalcolabili, perch\u00e9 ci\u00f2 che and\u00f2 distrutto \u00e8 irripetibile.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-13888\" style=\"margin-left: 5px; margin-right: 5px;\" title=\"palassreal_97\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/palassreal_97.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"248\" \/>Dopo l\u2019incendio tutta una corte di assessori, questori, direttori generali, industriali, sottosegretari, consiglieri, presidenti, soprintendenti, candidati, deputati, eurodeputati, sindaco, prefetto, ministri (tutti italiani o italianizzati) sfil\u00f2 in processione davanti alle rovine annerite e ai giornalisti microfonati \u2013 separati dai torinesi normali da una muraglia di transenne \u2013 e strappandosi i capelli dichiararono che probabilmente era colpa dell\u2019elettricista, del maggiordomo o del destino cinico e baro (che presenta il grande vantaggio di non potere essere processato e condannato) e che si ricostruir\u00e0 tutto com\u2019era prima.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">I torinesi dietro la muraglia di transenne, che avevano passato la notte in strada, non si lasciarono infinocchiare, dimostrando un buonsenso che solitamente dimenticano a casa il giorno delle elezioni: <em>\u00abSono ipotesi assurde\u00bb; \u00abuna spiegazione di comodo: la solita risposta all\u2019italiana, dove non si riesce mai a venire a capo delle responsabilit\u00e0\u00bb; \u00abinsabbieranno tutto\u00bb<\/em>.<span style=\"color: #888888;\">20<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La Cnn inform\u00f2 tutto il mondo, e qualcuno cominci\u00f2 a capire cos\u2019era successo veramente. <em>\u00abVergogna.<\/em> \u2013 ebbe a dire Alberto Arbasino\u00a0<span style=\"color: #888888;\">21<\/span> \u2013 <em>In Italia, per\u00f2, le cose vanno cos\u00ec. Anche a Venezia ci furono segnali premonitori<\/em>.<span style=\"color: #888888;\">22<\/span> <em>[&#8230;] Ma le autorit\u00e0 [&#8230;] non fecero nulla\u00bb<\/em>. Rincar\u00f2 Giulio Einaudi:<span style=\"color: #888888;\">23<\/span> <em>\u00abCi si accorge solo dopo di quanto si sarebbe dovuto fare. Vengono le alluvioni, gli incendi, crollano i palazzi. Si sapeva gi\u00e0 tutto prima e non si \u00e8 fatto nulla. La cappella del Guarini \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella della citt\u00e0 e <strong>adesso anche quel monumento paga la maledizione del nostro paese<\/strong>\u00bb.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La gente comune si rese anche conto che anche le cartoline, come i giornali, raccontano bugie: il monumento pi\u00f9 importante e simbolico di Torino non era la massonica Mole Antonelliana, ma quel capolavoro di fede e di arditezza architettonica che era la Cappella della Sindone. Per la seconda volta (la prima fu quando i rivoluzionari francesi atterrarono il <em>Gioanet<\/em>, la Torre di San Gregorio) la capitale piemontese perdeva il simbolo principale della propria identit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Al sollievo per il nuovo salvataggio della Sindone dalle fiamme si un\u00ec il rammarico da parte dei cristiani di tutto il mondo per l\u2019inestimabile tesoro perduto. I piemontesi, da Vercelli ad Alessandria a Novara, aderirono a sottoscrizioni per l\u2019immediata ricostruzione.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">I credenti non hanno dubbi che il Sacro Telo testimone della Risurrezione sia perseguitato dalle fiamme e che ne esca sempre e comunque illeso;<span style=\"color: #888888;\">24<\/span> ma tutti, credenti e non, si scandalizzano di come la Sindone di Torino in quell\u2019aprile 1997 si trovasse in pratica <strong>nel retro di una cucina<\/strong> dove si preparavano i manicaretti che dovevano soddisfare i palati dei ricchi e dei potenti invitati alla corte del sindaco Castellani.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_13899\" aria-describedby=\"caption-attachment-13899\" style=\"width: 383px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13899  \" style=\"margin-left: 5px; margin-right: 5px;\" title=\"quadreria_1870\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/quadreria_1870.jpg\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"299\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/quadreria_1870.jpg 708w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/quadreria_1870-300x235.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13899\" class=\"wp-caption-text\">La Quadreria di Palazzo Reale nel 1870<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">S\u00ec: la sera prima dell\u2019incendio a Palazzo Reale c\u2019era una <em>cena di corte<\/em> \u2013 pardon: di gala \u2013 in onore del segretario dell\u2019Onu Kofi Annan, con tanto di cucine elettriche volanti installate proprio vicino alla cupola e sei riscaldatori d\u2019aria nel Salone delle Guardie Svizzere e nella Galleria.<span style=\"color: #888888;\">25<\/span> L\u2019incendio fu infatti scoperto verso le 23 dagli uomini del servizio ristorazione che, sentendo odore di fumo, spalancarono la porta fra la Galleria e la Cappella e videro le fiamme.<span style=\"color: #888888;\">26<\/span> Non c\u2019erano forse a Torino ottimi ristoranti dove portare Kofi Annan e gli ospiti del sindaco (che si presentarono in trenta pi\u00f9 del previsto) senza dover \u201ccampeggiare\u201d a Palazzo? A chi venne questa bella idea da <em>parvenu<\/em>?<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Reboanti luoghi comuni sui giornali: <em>riscatto, la citt\u00e0 che sapr\u00e0 reagire, il recupero dell\u2019antico splendore il pi\u00f9 in fretta possibile<\/em>; e lacrime di coccodrillo di politici e intellettuali italiani e ex-piemontesi italianizzati, con anche qualche dichiarazione di cattivo gusto. <em>\u00abL\u2019amarissima realt\u00e0<\/em> \u2013 scrivevano Fruttero e Lucentini in quei giorni <span style=\"color: #888888;\">27<\/span> \u2013 <em>\u00e8 che non siamo pi\u00f9 capaci di conservare niente che non si trovi nel nostro raggio immediato di consumazione. [&#8230;] una delle cupole pi\u00f9 belle del mondo l\u2019abbiamo lasciata andare in fumo in una notte\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Ventiquattr\u2019ore dopo il disastro il Cardinale di Torino Saldarini scrisse: <em>\u00abIl fuoco distruttore, i gravissimi danni materiali a monumenti di fede e di arte, rappresenta [&#8230;] per tutti noi torinesi \u2013 e per tutto il mondo che in queste ore ha guardato a Torino \u2013 una prova, un richiamo, una grazia. Una prova della nostra fede e, anche, della nostra capacit\u00e0, come credenti e come cittadini, di essere \u201cattaccati\u201d a quei tesori che stanno alle radici della nostra cultura e del nostro vivere associato. Quelle fiamme sono anche un richiamo: un richiamo preciso alla responsabilit\u00e0 che tutti noi abbiamo di difendere e tutelare il patrimonio religioso, artistico, storico cos\u00ec intimamente legato a tutta la nostra esperienza, di Chiesa, e di citt\u00e0\u00bb<\/em>.<span style=\"color: #888888;\">28<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Da bravi giallisti, Fruttero e Lucentini rivelarono subito il nome della colpevole:<span style=\"color: #888888;\">29\u00a0<\/span><em>\u00ab&#8230;l\u2019incenerimento del capolavoro di Guarini colpisce (ancora una volta!) la famosa \u201cimmagine\u201d dell\u2019Italia, di cui tanto si blatera in questi mesi. \u00c8 l\u2019immagine sempre pi\u00f9 <strong>penosa, disfatta, discinta<\/strong>, di un Paese in mano a inetti pasticcioni, del tutto immeritevoli di possedere tanti incredibili tesori d\u2019arte, di storia, di devozione\u00bb.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Accuse precise anche da parte del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello: <strong>il colpevole \u00e8 lo Stato<\/strong>, incapace di mettere in pratica le misure di sicurezza.<span style=\"color: #888888;\">30<\/span> Tanto pi\u00f9 che, denunci\u00f2 Guariniello, il viceprimoministro Veltroni in autunno <strong>aveva esonerato dall\u2019applicazione della legge sulla sicurezza musei, archivi, biblioteche, aree archeologiche e scuole pubbliche!<\/strong><span style=\"color: #888888;\">31<\/span>\u00a0Il procuratore si domand\u00f2 anche se fosse giusto che i nostri figli frequentassero simili scuole, e cos\u00ec fu anche profeta.<span style=\"color: #888888;\">32<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-13896\" style=\"margin-left: 5px; margin-right: 5px;\" title=\"interior\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/interior.gif\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"237\" \/>Contro lo Stato italiano si espresse con veemenza perfino il comando dei pompieri di Torino: nel 1824, quando nacque il corpo, c\u2019erano di turno sessanta uomini; in quella notte del 1997, con una citt\u00e0 grande quasi dieci volte tanto, dieci in meno.<span style=\"color: #888888;\">33<\/span> Gi\u00e0 \u2013 aggiungiamo noi \u2013 ma nel 1824 il Piemonte era uno Stato sovrano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\"><strong>Se in Italia le cose vanno cos\u00ec, l&#8217;unica soluzione per i Piemontesi \u2013 che italiani non sono \u2013 \u00e8 semplice: togliersi dall\u2019Italia, da quella maledizione evocata da Giulio Einaudi.<\/strong><span style=\"color: #888888;\">34<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Dopo molti anni, come previsto e prevedibile, \u00e8 finito tutto all\u2019italiana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Del <em>recupero dell\u2019antico splendore il pi\u00f9 in fretta possibile<\/em> nessuno parl\u00f2 o scrisse pi\u00f9. Anzi, nel 2010 erano ancora l\u00ec a discutere se restituirla al culto come era nata o se lasciarla cos\u00ec com\u2019era ora,<span style=\"color: #888888;\">35<\/span> come un\u2019opera di <em>arte contemporanea.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La Cappella \u00e8 chiusa dal 1993. Architetti e ingegneri hanno accuratamente nascosto i propri studi e rilievi.<span style=\"color: #888888;\">36<\/span> Il restauro sar\u00e0 un\u2019impresa titanica; basti pensare che la cava di Frabosa Soprana, dalla quale provenivano le pietre originali e che dovranno in qualche modo essere sostituite perch\u00e9 danneggiate, fu chiusa gi\u00e0 alla fine del Seicento. La prima impresa che vinse l\u2019appalto era (ovviamente) di Napoli e fu sollevata dall&#8217;incarico perch\u00e9 non si rivel\u00f2 all\u2019altezza di un lavoro tanto complesso e delicato.<span style=\"color: #888888;\">37<\/span> Fra annunci, contenziosi, disegni scomparsi, intoppi burocratici e manifesta incapacit\u00e0, <strong>tutto \u00e8 italianamente fermo, incerto, inefficiente, senza risultati, senza cambiamenti.<\/strong> <strong>\u00abInsabbieranno tutto\u00bb<\/strong>: risuonano le parole sconsolate di quella signora dietro le transenne, dopo l\u2019incendio.<span style=\"color: #888888;\">38<\/span> Chi ancora ricorda, <strong>aspetta da un giorno all\u2019altro il crollo definitivo<\/strong>. Mancano ancora i fondi.<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_13895\" aria-describedby=\"caption-attachment-13895\" style=\"width: 384px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13895  \" style=\"margin-left: 5px; margin-right: 5px;\" title=\"duomo 1934\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/duomo-1934.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/duomo-1934.jpg 640w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/duomo-1934-300x214.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13895\" class=\"wp-caption-text\">Il Duomo di Torino nel 1934<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><strong>L\u2019Italia continua a farla da padrona sulle memorie della storia dei Piemontesi e dei Savoiesi, e \u2013 nel susseguirsi delle sue \u201crepubbliche\u201d \u2013 \u00e8 sempre pi\u00f9 <em>penosa, disfatta, discinta.<\/em><\/strong> Nel 1997 era <em>governata da inetti pasticcioni, del tutto immeritevoli di possedere tanti incredibili tesori d\u2019arte, di storia, di devozione.<\/em> Dopo tutti questi anni \u00e8 ancora peggio.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La quadreria: mentre le tele andate in fumo erano stipate nelle soffitte di Palazzo Reale in attesa di restauro, in altri musei, in sontuose e luminose sale espositive regolarmente <strong>disertate<\/strong> dai visitatori, erano ben visibili centinaia di \u201copere\u201d di <em>arte contemporanea<\/em>, esposte a suon di milioni di euro pagati dai Piemontesi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Quell\u2019anno una mostra di queste, allestita a Carignano, pubblicava addirittura la fotografia muta del rogo del Duomo sul volantino: per certa \u201ccultura\u201d cinque mesi erano bastati a trasformare l\u2019incendio in un\u2019 \u201cinstallazione inattesa\u201d e in un veicolo pubblicitario.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">\u25ba<\/span> <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=12705\"><strong>12 d\u2019avril d\u00ebl 1997: La d\u00ebstrussion \u00ebd la Capela d\u00ebl Sant Sudari a Turin | \u00cbl silensi dla v\u00ebrgogna<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"color: #ff0000;\">\u25c4<\/span>\u00a0<\/span><a style=\"font-size: 13px;\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=13699\">Storia degli Stati di Savoia<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<em><strong><span style=\"font-size: 13px;\">Note:<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">1. Un filmato \u00e8\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">visibile sul sito: www.sindone.org (consultato <\/span><span style=\"font-size: 13px;\">il 30.4.2012).<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">2.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">La prima pietra della Cattedrale di San Giovanni di Torino fu posta da Bianca di Monferrato, vedova del duca Carlo I, il 21 luglio 1491, di fron<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">te alle tre chiese paleocristiane preesistenti (San Salvare, San Giovanni e Santa Maria de Dompno) che saranno abbattute l<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019anno dopo\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2013 e delle quali restano visibili\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">i\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">resti de<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">lla\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">paviment<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">azione.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">3.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Dichiarazione di Ernesto Olivero. Cfr G. Favro, G. Padovan<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">i,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">La Sindone, simbolo di tutti<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 13.4.1997.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">4. Citiamo a mo&#8217; di esempio, restando a Torino, il Palazzo degli Stemmi di <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Contr\u00e0 &#8216;d P\u00f2<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> e il Teatro Regio.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">5. Angelo Conti,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Duomo, due piste per un disastro<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 13.4.1997.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">6. Angelo Conti,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Duomo, due piste per un disastro<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, <em>cit<\/em><\/span><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">7.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Angelo Conti,\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\"><em>Duomo, due piste per un disastro<\/em>,\u00a0<em>cit<\/em>.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">8. M. Accossato,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Ho sfidato l<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019inferno per fede\u00bb<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 13.4.1997.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">9 Il fabbro Guillaume Pussod, due frati francescani e il consigliere ducale Philippe\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Lambert furono quelli che, a rischio della vita, salvarono la Sacra Reliquia dall<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019incendio della Sainte-Chapelle di Chamb\u00e9<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">ry nella notte fra il 3 e il 4 dicembre 1532.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">10. Angelo Conti,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Duomo, due piste per un disastro<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">cit<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">11.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Ore 23,\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">35: inferno nel cuore di Torino<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 12.4.1997.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">12. Gino Moretto,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Sindone. La Storia: 1416-2000<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, Leumann 2000, p. 82.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">13. Marco Tosatti,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Grazie Dio per averla salvata<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 13.4.1997.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">14. Dichiarazione del prof. Franco Bolgiani, docent<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">e di Storia del Cristianesimo a Torino. Cfr G. Favro, G. Padovani,\u00a0<em>La Sindone, simbolo di tutti, cit.<\/em><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">15. Dichiarazione del direttore del Centro internazionale di Sindonologia, Pierluigi Baima Bollone. Cfr G. Favro, G. Padovani,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">La Sindone, simbolo di tutti, cit.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">16. Guarino Guarini (1624-1683), padre teatino e architetto fra i maggiori dell<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019epoca, era nato a Modena nel 1624. Lavor\u00f2 in Piemonte dal 1666 al 1690 (<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Chiesa Reale di San Lorenzo, Palazzo Carignano, rifacimento del Reale Castello di Racunis\/Racconigi e altre opere oggi perdute). Oltre che architetto e scienziato fu teologo, filosofo, letterato, m<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">atematico, astronomo.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">17. Cfr.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Maurizio Lupo,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Una ferita che non si pu\u00f2\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">rimarginare<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 13.4.1997.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Il soprintendente Lino Malara dichiar\u00f2:\u00a0<\/span><strong style=\"font-size: 13px;\"><em><span style=\"font-size: 13px;\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Per quanto si possa lavorare la cappella non potr\u00e0\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">mai ritornare quello che era\u00bb<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">18. Maurizio Lupo,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Una ferita che non si pu\u00f2\u00a0rimarginare<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">cit.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">19. Maurizio Lupo,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Una ferita che non si pu\u00f2\u00a0rimarginare<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">cit.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">20. Cfr. Gianni Armand-Pilon,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Non parlate di incidente<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 13.4.1997.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">21.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">r.cri.,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Un disastro a<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">nnunciato<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 13.4.1997.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">22. Arbasino fa riferimento alle voci preoccupate che circolarono qualche settimana prima dell<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019incendio che distrusse completamente il teatro La Fenice il 29 gennaio 1996.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">23. r.cri.,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Un disastro annunciato<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">cit.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">24. Si ricordano l<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019incendio di Chamb\u00e9<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">ry del 1532 e l<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019incendio del 1811, quando il padiglione ligneo utilizzato per l<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019esposizione della Sindone fu arso a causa dei fuochi d<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019artificio sparati per festeggiare la nascita del figlio di Napoleon<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">e, il\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">re di Roma\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">(sic!). Cfr.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Giorgio Tessiore, Rodolfo Filipello,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00cb<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">l Sant Sudari. Da Gerusalem a Turin an bataja contra\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2018l feu<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, Turin 2009, p. 107<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">25. Angelo Conti,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Duomo, due piste per un disastro<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">cit<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">26. f.cor,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Cos\u00ec\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">ho salvato la\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">teca dal fuoco<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 12.4.1997.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">27. Carlo Fruttero, Franco Lucentini,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">La vergogna di chi non riesce a difendere il suo passato<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 13.4.1997.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">28.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Card. Giovanni Saldarini,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Disgrazia terribile ma \u00e8\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">un segno di fede<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">13.4.2012.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">29. Carlo Fruttero, Franco Lucentini,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">La vergogna di chi non riesce a difendere il suo passato, cit.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">30. M. Accossato, N. Pietropinto,\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\"><em>Guariniello: colpevole lo Stato<\/em><\/span><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Stampa del 13.4.2012.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">31. M. Accossato, N. Pietropint<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">o,\u00a0<em>Guariniello:\u00a0colpevole lo Stato, cit.<\/em><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; color: #808080;\">32. Il 21 novembre 2008 croller\u00e0 il controsoffitto in un&#8217;aula del liceo \u00abDarwin\u00bb (sic!) di Rivoli, uccidendo uno studente.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">33. M. Accossato, N. Pietropinto,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Guariniello:\u00a0colpevole lo Stato, cit.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">34.<strong>\u00a0<\/strong><\/span><strong style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Quello stesso 13 aprile il Movimento\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Gioventura Piemont\u00e8<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">isa\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">denunci\u00f2\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">c<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">ome lo Stato italiano, proprietario del complesso andato a fuoco, non fosse pi\u00f9\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">moralmente autorizzato ad occuparsi dei beni culturali piemontesi\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2013 memorie storiche sopravvissute ai secoli e parte fondamentale dell<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019identit\u00e0\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">del Piemonte\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2013 avendo\u00a0<\/span><em><span style=\"font-size: 13px;\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">definitiv<\/span><span style=\"font-size: 13px;\"><em>amente<\/em> dimostrato di essere incapace a gestirli\u00bb<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">,\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">e richiam\u00f2\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">le pi\u00f9\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">attive organizzazioni culturali al <em>\u00ab<\/em><\/span><em><span style=\"font-size: 13px;\">dovere di assumere una chiara posizione per informare l<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u2019opinione pubblica sulle vere cause del disastro e per pretendere dalle istituzioni una svolta ne<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">lla politica di gestione dei beni culturali in Piemonte\u00bb<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. In poche parole: i beni culturali piemontesi siano gestiti dai piemontesi, non da Roma. Il comunicato venne censurato.<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">35. Cfr.\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">S.Sindone, il cantiere di restauro e riabilitazione della cappella<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, La S<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">tampa, 9.4.2010, sulla pagina internet: www3.lastampa.it\/torino\/sezioni\/ostensione\/ articolo\/lstp\/184132\/ (consultato <\/span><span style=\"font-size: 13px;\">il 30.4.2012).<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">36. Cfr. P. Griseri, M. Paglieri,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Cappella della Sindone ricorsi, scandali e misteri<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">La Repubblica\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">del 28.3<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">.2012.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">37. Cfr.<em>\u00a0<\/em><\/span><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">La cappella della Sindone? Sar\u00e0\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">pronta nel Tremila<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, su La Repubblica del 17.3.2012.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">38 Cfr. Gianni Armand-Pilon,\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Non parlate di incidente, cit.<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle notti pi\u00f9 inquietanti della storia recente del Piemonte \u00e8 quella fra l\u201911 e il 12 aprile 1997, quando a Torino prese fuoco la Cappella &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=31441\"> <span class=\"screen-reader-text\">La distruzione dei monumenti-simbolo: la Cappella della Santa Sindone<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13887,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[74,45],"tags":[],"class_list":["post-31441","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-el-piemont-a-toch","category-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31441","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31441"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31441\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/13887"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}