{"id":31421,"date":"2011-10-05T19:26:23","date_gmt":"2011-10-05T17:26:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=7000"},"modified":"2011-10-05T19:26:23","modified_gmt":"2011-10-05T17:26:23","slug":"e-ora-di-disfare-litalia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=31421","title":{"rendered":"\u00c8 ora di disfare l&#039;Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fabrizio Rondolino su \u00abIl Foglio\u00bb &#8211; Mercoled\u00ec 5 Ottobre <strong>2011<\/strong><\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7001\" style=\"margin: 10px;\" title=\"Italia 1820\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Italia-1820-272x300.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019Italia non va salvata dalla crisi, ma da se stessa: l\u2019Italia va disfatta. Disfare l\u2019Italia significa due cose: secessione e autogoverno delle comunit\u00e0, drastica riduzione dei poteri e degli \u00e0mbiti del governo ad ogni livello.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 13px;\">Il diritto alla secessione \u00e8 un\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">diritto naturale<\/em><\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">, perch\u00e9 scaturisce dal diritto a disporre liberamente della propria persona. Il diritto alla secessione ha la medesima origine e la stessa sacralit\u00e0 del <strong>diritto all\u2019autogoverno<\/strong>. Se posso decidere\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">chi<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> mi governa, devo anche poter decidere\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">che cosa<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> mi governa. Ne consegue che ogni comunit\u00e0 \u2013 dal singolo nucleo familiare a intere regioni del Paese \u2013 ha il diritto, in ogni momento, di secedere dal corpo politico di cui fa parte (senza peraltro averlo mai scelto n\u00e9 deciso) per autogovernarsi come meglio crede. <strong>Quando una <span style=\"color: #ff0000;\">\u25ba<\/span>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=16814\">Costituzione<\/a> nega un diritto naturale, \u00e8 da considerarsi nulla e illegittima, e come tale decaduta.<\/strong> Ne consegue che il diritto naturale alla secessione e all\u2019autogoverno <strong>\u00e8 anche un\u00a0<\/strong><\/span><strong><em style=\"font-size: 13px;\">diritto costituzionale<\/em><\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"><strong>, indipendentemente da ci\u00f2 che la Costituzione attuale contiene<\/strong>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Disfare l\u2019Italia, in questa prima accezione, significa dunque consentire alle comunit\u00e0 di organizzarsi come preferiscono. Attraverso successive secessioni, e secessioni di secessioni, il governo nazionale cessa spontaneamente di esistere per lasciare il posto ad una pluralit\u00e0 di comunit\u00e0 e di corpi politici liberi di interagire e cooperare spontaneamente tra loro e con il resto del mondo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Questa, del resto, \u00e8 stata la sola grandezza dell\u2019Italia: \u00e8 dalla sua pulviscolare frammentazione politica che sono nati l\u2019Umanesimo, il Rinascimento, le banche e il capitalismo, Leonardo e Dante. <strong>Soltanto da centocinquant\u2019anni la Penisola \u00e8 ridotta in schiavit\u00f9 da una gabbia artificiale e posticcia, storicamente ingiustificata, frutto delle mode nazionaliste di un pugno di letterati di provincia e, da ogni punto di vista, del tutto inefficiente.<\/strong> Disfare l\u2019Italia significa dunque liberarla e restituirla alla propria millenaria tradizione di territori, regioni e citt\u00e0 libere.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019altro modo per disfare l\u2019Italia \u00e8<strong> la rivolta fiscale. Anche questo \u00e8 un diritto naturale<\/strong>, poich\u00e9 discende dal diritto di propriet\u00e0 (tutte le rivoluzioni liberali, del resto, sono nate come rivolte fiscali). Seppur prelevati forzosamente dallo Stato, i miei soldi restano infatti i miei soldi, e <strong>se ho la ragionevole convinzione che vengano dissipati, \u00e8 mio diritto fare di tutto per metterli al sicuro.<\/strong> Fino alla Grande guerra l\u2019aliquota sul reddito non superava in Occidente l\u20198%; oggi \u00e8 dappertutto oltre il 40%. <strong>\u00c8 nostro diritto riprenderci quel terzo del nostro patrimonio che lo Stato ha incamerato con la forza nel corso dell\u2019ultimo secolo.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Meno soldi allo Stato significa abbattere la mostruosa burocrazia istituzionale e politica che ci soffoca e ci impedisce di lavorare. Meno soldi allo Stato significa che lo Stato dovr\u00e0 privatizzare \u2013 cio\u00e8 restituire alla libert\u00e0 di scelta dei cittadini \u2013 settori pubblici oggi del tutto anacronistici, come la radiotelevisione, la sanit\u00e0 e l\u2019istruzione. Meno soldi allo Stato significa che la pubblica amministrazione dovr\u00e0 drasticamente dimagrire perch\u00e9 non ci sar\u00e0 di che pagare gli stipendi; di conseguenza, non dovendosi pi\u00f9 giustificare l\u2019esistenza di un esercito sterminato di funzionari incaricato di ostacolarci la vita, diminuiranno sensibilmente anche le leggi, i regolamenti e le circolari. Meno soldi allo Stato significa, in generale, che lo Stato si occuper\u00e0 sempre meno di noi, e che ogni singolo e ogni comunit\u00e0 potranno scegliere liberamente sul mercato i servizi e le opportunit\u00e0 che preferiscono.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Con meno tasse e meno vincoli, in un ambiente privo della mastodontica burocrazia politico-statale, dove le persone, le merci e i capitali circolano liberamente, la prosperit\u00e0 e il benessere sono alla portata di chiunque abbia voglia di provare a raggiungerli. Fermo restando il diritto di ciascuno a scegliere la propria strada alla felicit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\"><strong>La crisi aiuta a disfare l\u2019Italia perch\u00e9 colpisce al cuore lo Stato sociale-assistenziale, di cui mette a nudo il carattere intrinsecamente truffaldino.<\/strong> A far cadere le borse e a far aumentare lo\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">spread<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> non sono i fantomatici \u201cspeculatori\u201d\u00a0evocati dalla propaganda politico-burocratica, ma i cittadini-risparmiatori che mettono al riparo i propri soldi. Il cuore della crisi \u00e8 tanto semplice quanto definitivo: il debito pubblico, che ha finanziato negli anni un Welfare sempre pi\u00f9 inefficiente e sempre pi\u00f9 spendaccione, consentendo cos\u00ec ad una classe politica parassitaria di <strong>comprare ogni volta il consenso degli elettori<\/strong>, ha superato il livello di guardia e sta implodendo sull\u2019economia del mondo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Per questo la crisi \u00e8 epocale, e probabilmente <strong>irreversibile<\/strong>. Lo Stato sociale \u2013 cio\u00e8 lo Stato che prende i soldi dalle tasche dei cittadini per imporre loro una serie di servizi non richiesti, che redistribuisce la ricchezza a propria insindacabile discrezione, e che interviene sistematicamente nell\u2019economia \u2013 <strong>\u00e8 la peggior invenzione del Novecento, ed \u00e8 il degno figlio naturale della peggior invenzione dell\u2019Ottocento, il nazionalismo<\/strong>. Fascismo, comunismo, New Deal, nazionalsocialismo, socialdemocrazia, cattolicesimo democratico e sociale sono altrettante declinazioni (certo non tutte uguali) dello stesso principio ipertrofico, dirigista e impiccione dello Stato.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Ma qualsiasi economia alterata dall\u2019intervento pubblico \u00e8 destinata prima o poi a implodere e a trascinare con s\u00e9 il sistema politico di cui \u00e8 espressione. \u00c8 successo con il socialismo reale, che \u00e8 crollato per un fallimento\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">economico <\/em><span style=\"font-size: 13px;\">(quello politico era gi\u00e0 evidente da mezzo secolo); sta succedendo con il socialismo occidentale, finalmente prossimo alla bancarotta.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Il mondo del futuro pu\u00f2 dipendere anche da noi. Il crollo dello statalismo democratico sotto il peso di un debito abnorme s\u2019accompagna non per caso alla frantumazione politica e istituzionale. Anche qui vale il precedente dell\u2019Est. <strong>Dove c\u2019era l\u2019Urss, oggi ci sono una dozzina di paesi; la guerra \u201ccivile\u201d in Iugoslavia \u00e8 finita quando finalmente ogni comunit\u00e0 ha potuto secedere dalla Serbia; la Cecoslovacchia \u00e8 stata sciolta<\/strong>. Con il crollo dello statalismo democratico, nulla potr\u00e0 impedire alla Catalogna o alla Baviera, alla Lombardia o al Tirolo di <strong>proclamare l\u2019indipendenza<\/strong>. Le nazioni non esistono: sono per met\u00e0 una teoria politica fra le tante, e per l\u2019altra met\u00e0 un accordo fra le case regnanti di due secoli fa. Le nazioni non esistono: in natura esistono le persone, le comunit\u00e0 che si formano e si autogovernano liberamente, e il grande mondo. Non abbiamo bisogno di altro per vivere liberi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019Italia, per la sua gloriosa tradizione di frammentazione politica, \u00e8 nei fatti all\u2019avanguardia del processo di dissoluzione degli Stati nazionali-assistenziali. La possibilit\u00e0 che il\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">default<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> del Paese, oltre a travolgere una classe politica parassitaria e un apparato burocratico-assistenziale impiccione, inefficace e costosissmo, faccia anche esplodere l\u2019artificiosa unit\u00e0 \u201cnazionale\u201d che ci \u00e8 stata imposta centocinquant\u2019anni or sono dal Re di Sardegna, restituendo cos\u00ec agli italiani le loro\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">libert\u00e0 naturali<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, \u00e8 oggi una possibilit\u00e0 pi\u00f9 concreta. <strong>Disfare l\u2019Italia sta diventando qualcosa di pi\u00f9 di una speranza.<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabrizio Rondolino su \u00abIl Foglio\u00bb &#8211; Mercoled\u00ec 5 Ottobre 2011 L\u2019Italia non va salvata dalla crisi, ma da se stessa: l\u2019Italia va disfatta. 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