{"id":29713,"date":"2016-04-14T06:41:12","date_gmt":"2016-04-14T04:41:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=29713"},"modified":"2016-04-14T06:41:12","modified_gmt":"2016-04-14T04:41:12","slug":"bloc-notes-un-tavolo-e-dvd-cosi-il-maestro-di-walser-tramanda-la-lingua-del-monte-rosa-alle-lezioni-partecipano-adulti-e-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=29713","title":{"rendered":"Bloc notes, un tavolo e dvd: cos\u00ec il maestro di walser tramanda la lingua del Monte Rosa &#124; Alle lezioni partecipano adulti e bambini"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_29714\" aria-describedby=\"caption-attachment-29714\" style=\"width: 329px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Walser-La-Stampa-20160414.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-29714\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Walser-La-Stampa-20160414.jpg\" alt=\"(F\u00f2to: La Stampa)\" width=\"329\" height=\"186\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-29714\" class=\"wp-caption-text\">(F\u00f2to: La Stampa)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\">La lingua delle genti del Rosa non morir\u00e0. Continuer\u00e0 a vivere nell\u2019<em>\u00abalpa\u00bb<\/em>, sulle montagne degli alpeggi, grazie a maestri come Davide Fili\u00e8, 50 anni impiegati a conoscere il mondo attraverso i suoi idiomi, che cerca di mantenere vivo il walser insegnandone le due varianti del territorio, quelle di Alagna Valsesia e di Rimella. I suoi strumenti di lavoro? Un bloc-notes grande come una\u00a0lavagna, sui fogli parole che somigliano al tedesco e che raccontano la storia delle popolazioni di alta quota; un tavolo attorno a cui siedono donne, uomini e qualche bambino. In gran parte sono adulti, della zona ma anche lombardi, che spesso partono da zero nella comprensione di questo idioma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\">Le lezioni sono basate soprattutto sulla conversazione. A parlare walser nei due piccoli centri di montagna sono rimaste poche decine di persone e cos\u00ec Fili\u00e9, che ha iniziato ad appassionarsi a questa lingua una decina di anni fa, per poi insegnarla dal 2010, prova ad aiutare a mantenerla viva prima che si estingua. La regia dei corsi \u00e8 degli Sportelli Walser, le lezioni sono ad Alagna e a Varallo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\">I walser hanno origini germaniche, sono le popolazioni che dall\u2019Alto Vallese, intorno all\u2019anno 1000, iniziarono a spostarsi per arrivare nei territori di montagna tra Francia, Svizzera, Austria, Germania, Liechtenstein e Italia. Pastori, boscaioli e contadini, erano abituati a lottare contro il rigore delle stagioni e contro la povert\u00e0 del terreno. La loro migrazione fu possibile grazie a condizioni climatiche pi\u00f9 favorevoli rispetto ai periodi successivi, quando invece furono in parte costretti ad abbandonare i loro villaggi ad alta quota. In Valsesia, dove gli insediamenti iniziarono tra il XII e XIII secolo, la cultura e le tradizioni del popolo del Monte Rosa si possono trovare in un gruppo di piccoli centri: ad Alagna e Rimella, a Riva Valdobbia, Rima San Giuseppe, Carcoforo e Rimasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\"><em>\u00abOgni comunit\u00e0 ha una sua parlata tipica, dovuta all\u2019isolamento, in passato, dei paesi montani<\/em> &#8211; spiega Fili\u00e9 -. <em>La matrice comune \u00e8 riconoscibile nel tedesco dell\u2019Alto Vallese, che per\u00f2 ogni centro ha sviluppato in maniera differente. Infatti Alagna Valsesia e Rimella hanno vocaboli in gran parti differenti; la stessa parola che sta ad indicare la lingua walser si scrive <\/em>tiztschu<em> nel primo caso e <\/em>tittschu<em> nel secondo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\"><em>\u00abA Rimella<\/em> &#8211; spiega ancora Fili\u00e8 &#8211; <em>la lingua walser \u00e8 rimasta arcaica, tanto che, ad esempio, non esiste neanche il termine forchetta. Ad Alagna invece c\u2019\u00e8 stata un\u2019evoluzione. Il paese vanta la prima grammatica walser scritta d\u2019Europa: la scrisse nella seconda met\u00e0 del 1800 Giovanni Giordani, medico: cap\u00ec che la lingua stava morendo e decise di fissarne le caratteristiche principali\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\">Durante le lezioni con il \u201cprof Fili\u00e9\u201d, che lavora nel settore commerciale di una ditta tedesca e parla sei lingue oltre all\u2019italiano, si guardano dvd con scenette recitate, si ascolta la pronuncia esatta dei vocaboli e si conversa. Benvenuti a Im Land (Alagna Valsesia) e a Remmalju (Rimella), aspettando il Walsertreffen, il raduno itinerante delle genti walser che si tiene ogni tre anni e che a settembre far\u00e0 tappa ad Arosa, in Svizzera. Il popolo del Rosa \u00e8 ancora qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\"><em>Maria Cuscela, Im Land\/Alagna | La Stampa 14.4.2016<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Walser-La-Stampa-2016.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-29731\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Walser-La-Stampa-2016.jpg\" alt=\"Walser La Stampa 2016\" width=\"624\" height=\"477\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lingua delle genti del Rosa non morir\u00e0. 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