{"id":26529,"date":"2011-08-06T13:12:56","date_gmt":"2011-08-06T11:12:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=26529"},"modified":"2011-08-06T13:12:56","modified_gmt":"2011-08-06T11:12:56","slug":"il-grattacielo-di-piazza-solferino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=26529","title":{"rendered":"Turin. Il grattacielo di piazza Solferino"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/gr-psolf1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-26530\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/gr-psolf1.jpg\" alt=\"gr-psolf1\" width=\"537\" height=\"403\" \/><\/a><br \/>\n\u00abSgherri madornali e balordi, i due grattacieli rubano luce, libert\u00e0 e senso alla sconsolata via Santa Teresa. Due torracce insulse e predone, un maremoto di calcestruzzo e di follia in una citt\u00e0 che forse non meritava Jack lo Squartatore camuffato da sindaco. Qui per esternargli doverosa osservanza i sindaci hanno da essere scordati, non ricordati. A nuoto, a stento, tirando l\u2019anima coi denti, tentano di salvarsi Guarini, Juvarra, Costaguta (e Lanfranchi junior). Salvi sono salvi ma gocciolano e rabbrividiscono scuotendosi l\u2019acqua di dosso\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Valdo Fusi, 1976<\/p>\n<\/blockquote>\n<figure id=\"attachment_26531\" aria-describedby=\"caption-attachment-26531\" style=\"width: 549px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/gr-psolf-reum1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-26531\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/gr-psolf-reum1.jpg\" alt=\"Piazza Solferino, deturpata dal &quot;grattacielo&quot;, dal lato sud-ovest.\" width=\"549\" height=\"412\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26531\" class=\"wp-caption-text\">Piazza Solferino, deturpata dal &#8220;grattacielo&#8221;, dal lato sud-ovest.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abGrattacielo, <em>skyscraper<\/em> in inglese, in tedesco <em>hochhaus<\/em>, in francese <em>gratte-ciel<\/em>, in spagnolo <em>rascacielos<\/em>. In piemontese non si dice\u00bb, nota Renato Scagliola su <em>Stampa Sera<\/em> del 17\/7\/1991. Non \u00e8 proprio cos\u00ec, in lingua piemontese esiste il termine <em>gratacel<\/em>, ed anche &#8211; pi\u00f9 simile al tedesco e pi\u00f9 appropriato a Torino &#8211; <em>ca-\u00e0uta<\/em>. \u201cGrattacieli\u201d sono quegli edifici che si innalzano oltre i 100 metri, che a Torino, per ora, sono solo due, a riprova della vocazione \u201corizzontale\u201d della nostra capitale barocca. \u00c8 chiaro come Scagliola intendesse proprio riferirsi al fatto che il \u201cgrattacielo\u201d non si addice a Torino. \u00abGrattacieli per modo di dire. Dal punto di vista architettonico per decenni a Torino sono state sfornate opere di rara bruttezza, o meglio insignificanti&#8230;\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26532\" aria-describedby=\"caption-attachment-26532\" style=\"width: 554px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/gr-psolf-cern1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-26532\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/gr-psolf-cern1.jpg\" alt=\"Arrivando da via Cernaia.\" width=\"554\" height=\"485\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26532\" class=\"wp-caption-text\">Arrivando da via Cernaia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i Torinesi, infatti, \u00e8 gi\u00e0 uno sproporzionato <em>gratacel<\/em> il palazzo di 50 metri che dal 1950 incombe sulla piazza Solferino e attrista tutta l\u2019area sottostante e circostante, frutto della speculazione edilizia ai limiti della legalit\u00e0 innescatasi nel periodo della ricostruzione. Non servono troppe parole per definire tale costruzione sorta sul limite dell\u2019antica citt\u00e0, dove un tempo c\u2019erano le prime case di fronte alla Cittadella del Duca Emanuele Filiberto. E neppure \u00e8 necessaria troppa fantasia per augurarsi che sia tolto di mezzo il prima possibile. E non si venga nuovamente ad argomentare che anche questo sarebbe il \u201csimbolo\u201d di un\u2019epoca; \u00e8 semplicemente invasivo, fuori luogo, cresciuto in circostanze poco chiare, ed ancora nel 2002 un sondaggio lo indicava come il quinto edificio meno amato dai Torinesi. Semplicemente un monumento all\u2019arroganza, all\u2019ignoranza e alla speculazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/gr-psolf2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-26533\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/gr-psolf2.jpg\" alt=\"gr-psolf2\" width=\"508\" height=\"677\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">_________________________________________________________________<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">La Spina di piazza Solferino<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;angolo fra via Pietro Micca e via Santa Teresa c&#8217;era una casa che chiamavano <em>La Spin-a. <\/em>Era stata costruita proprio in punta al tracciato della nuova &#8220;diagonale&#8221; Pietro Micca (1886\/1897) per mettere in comunicazione diretta piazza Solferino con piazza Castello. La forma quasi triangolare della <em>Spin-a<\/em> era necessaria per raccordare l\u2019incontro fra la \u201cdiagonale\u201d e via Santa Teresa all\u2019altezza di piazza Solferino, e questa sua forma \u201cappuntita\u201d le era valso il soprannome.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26535\" aria-describedby=\"caption-attachment-26535\" style=\"width: 543px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/mag-grat-fr1941.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-26535\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/mag-grat-fr1941.jpg\" alt=\"L'elegante e torinesissima &quot;Spin-a&quot; nel 1941 (Comune di Torino)\" width=\"543\" height=\"407\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26535\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;elegante e torinesissima &#8220;Spin-a&#8221; nel 1941 (Comune di Torino)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi venne la guerra. Nella sola Torino morirono sotto i bombardamenti 2069 civili ed altre 2695 restarono feriti. Anche sotto l&#8217;aspetto edilizio la nostra capitale pag\u00f2 un prezzo altissimo alle velleit\u00e0 &#8220;imperiali&#8221; italiane: il 40% circa delle abitazioni fu distrutto o danneggiato (82.077 su\u00a0217.562). Furono colpite 10.424 attivit\u00e0 commerciali\u00a0su un totale di 29.016, oltre a 1018 industrie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l&#8217;incursione aerea angloamericana del 21 novembre 1942 una bomba cadde proprio sull\u2019angolo della <em>Spin-a<\/em>, che croll\u00f2 verso piazza Solferino restando in piedi sul lato prospiciente via San Francesco d&#8217;Assisi. Finita la guerra i cond\u00f2mini manifestarono subito la loro intenzione di ricostruirla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quell\u2019incrocio si doveva rivelare, con l\u2019aumento delle auto, sempre pi\u00f9 problematico per il traffico &#8211; con esiti, negli anni \u201940, talora tragici \u2013 e la presenza sporgente della <em>Spin-a<\/em> venne pi\u00f9 volte indicata fra i responsabili degli ingorghi. Pertanto, quando nel 1947 (Sindaco Celeste Negarville, comunista) il Comune band\u00ec un concorso per la risistemazione urbanistica di quell&#8217;angolo, colse l\u2019occasione per prevedere un maggiore spazio alla circolazione, imponendo di arretrare il fronte della nuova casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto vincitore, se realizzato, sarebbe stato un altro disastro: la trasformazione in piazza del primo tratto di via Botero e lo sventramento dei vecchi edifici, fra cui proprio la casa \u201cMaggia\u201d (progetto dep. 1887, ing. Gilodi) &#8211; quella dove ha avuto sede fino ai primi anni \u201990 del secolo scorso l&#8217;Hotel Fiorina, storico ritrovo di artisti dello spettacolo &#8211; anch\u2019essa gravemente danneggiata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito delle trattative con i proprietari dell\u2019area della <em>Spin-a <\/em>questi ottennero di potere recuperare in altezza la metratura che avrebbero perso con l&#8217;arretramento del fabbricato. \u00c8 qui venne fuori l\u2019idea del \u201cgrattacielo\u201d di 14 piani. A supporto di questi brillanti colpi di genio in luglio un convegno di ingegneri e architetti torinesi giudic\u00f2 positivamente l\u2019opportunit\u00e0 di erigere grattacieli in centro, purch\u00e9 i progetti prevedessero demolizioni tutt\u2019intorno per creare spazi adeguati al maggiore flusso di persone che simili edifici avrebbero convogliato. Si stava consolidando quell\u2019alleanza fra architetti e imprese edilizie volta ad approfittare delle opportunit\u00e0 speculative legate alla ricostruzione, alleanza sostenuta da gruppi finanziari in cerca di affari. Come sempre accade in questi casi, le voci critiche vengono zittite e accusate di essere antiche e fuori moda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 a met\u00e0 del \u201949 (Sindaco Domenico Coggiola, comunista) il progetto del \u201cgrattacielo\u201d (Ing. Gualtiero Casalegno) fu approvato dalla commissione edilizia e, da allora, si fece di tutto per portare a termine la costruzione il pi\u00f9 in fretta possibile. Si autorizz\u00f2 anche il restauro di casa Maggia (Hotel Fiorina), quasi a dimostrare come il Comune avesse altro per la testa che non lo sventramento degli isolati di via Botero previsto dal progetto sortito dal concorso (che peraltro il Comune ora diceva essere stato soltanto un modo per individuare progetti ispiratori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certi consiglieri comunali iniziarono, apparentemente in modo acritico, a definire i grattacieli \u201cuna necessit\u00e0 moderna\u201d; a questi facevano eco le preoccupazioni della cittadinanza, interpretate dalla Societ\u00e0 piemontese di archeologia e belle arti, <em>\u00abper le ferite che di frequente, con il consenso e la tolleranza delle autorit\u00e0, si sono arrecate in questi ultimi tempi al volto caratteristico di numerosi ambienti architettonici torinesi\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo approdo in Consiglio comunale sollev\u00f2 un coro di critiche, la proposta di autorizzazione venne rinviata ad una commissione consiliare che la respinse all\u2019unanimit\u00e0. Ma, di l\u00ec a un mese (la sera del 28 novembre 1949), su proposta dell\u2019assessore all\u2019edilizia Guido Casalini, la proposta fu <em>improvvisamente<\/em> approvata. Il grattacielo si sarebbe potuto costruire \u201cin deroga al regolamento edilizio\u201d. I piani dell\u2019edificio erano saliti a 15; la fronte era arretrata di 13 metri rispetto alla\u00a0<em>Spin-a<\/em>, e ci\u00f2 fu giudicato sufficiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u201cderoga al regolamento edilizio\u201d cre\u00f2 un brutto e pericoloso precedente. <em>\u00abE non si verificherebbe allora un vero e proprio caos urbanistico, con queste torri svettanti qua e l\u00e0 a rompere la tradizionale armonia architettonica di Torino?\u00bb<\/em>, aveva gi\u00e0 segnalato <em>La Stampa<\/em> nel giugno precedente; segno evidente che l\u2019affare era nell\u2019aria<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dibattito consiliare, dai banchi dell\u2019opposizione l\u2019avv. Cravero, liberale, denunci\u00f2 un altro aspetto della speculazione in atto. Le modifiche che il Comune aveva intenzione di apportare al piano regolatore \u2013 che tuttavia non si decideva a varare &#8211; stavano bloccando la ricostruzione. Sulla base di queste intenzioni il Comune cassava le richieste dei proprietari i quali, di fronte a questa situazione stagnante, si disfavano delle loro propriet\u00e0, nelle quali spesso subentravano gruppi di speculatori che riuscivano ad ottenere dal Comune concessioni illegittime o, addirittura, cominciavano a costruire abusivamente. <em>\u00abDa ci\u00f2 \u00e8 nato il fenomeno dei \u201cgrattacieli\u201d\u00bb<\/em>. Di fronte all\u2019abusivismo dilagante il Comune faceva semplicemente sapere che <em>\u00able costruzioni gi\u00e0 abusivamente eseguite ed in corso si intendono intraprese a totale rischio della societ\u00e0 proprietaria, fatta salva ogni responsabilit\u00e0 dell\u2019amministrazione civica anche per quanto riguarda i diritti di terzi\u00bb.<\/em> Capito?<\/p>\n<figure id=\"attachment_26536\" aria-describedby=\"caption-attachment-26536\" style=\"width: 264px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1950-09-15.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26536\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1950-09-15.jpg\" alt=\"Settembre 1950: il &quot;grattacielo&quot; fu costruito in fretta e furia per mettere tutti davanti al fatto compiuto (foto Moinio, Arch. La Stampa)\" width=\"264\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26536\" class=\"wp-caption-text\">Settembre 1950: il &#8220;grattacielo&#8221; fu costruito in fretta e furia per mettere tutti davanti al fatto compiuto (foto Moinio, Arch. La Stampa)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le famose \u201cderoghe al regolamento edilizio\u201d finirono poi sotto esame della Commissione d\u2019inchiesta sulle irregolarit\u00e0 edilizie. Il 17\/2\/1950 il prefetto inform\u00f2 il Comune dell\u2019avvenuta sospensione dei provvedimenti della delibera del 28\/11\/1949, in attesa di determinazioni ministeriali. Ciononostante la costruzione fu intrapresa e il grattacielo venne edificato a tempo di record. L\u2019Impresa Cravotto inizi\u00f2 i lavori a Pasqua del \u201950 procedendo al ritmo di un piano la settimana. In luglio aveva gi\u00e0 raggiunto il quattordicesimo. Pur di non sospendere la costruzione durante i lavori vennero conciliate due contravvenzioni. Il 2 agosto, festa dei muratori, il lavoro poteva dirsi concluso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26537\" aria-describedby=\"caption-attachment-26537\" style=\"width: 584px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1900.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-26537\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1900.jpg\" alt=\"L'infilata della diagonale Pietro Micca verso piazza Castello nei primi anni del '900. A destra La Spina, a sinistra la casa Maggia con l'Hotel Fiorina.\" width=\"584\" height=\"374\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26537\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;infilata della diagonale Pietro Micca verso piazza Castello nei primi anni del &#8216;900. A destra La Spina, a sinistra la casa Maggia con l&#8217;Hotel Fiorina.<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_26538\" aria-describedby=\"caption-attachment-26538\" style=\"width: 586px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/pietro-micca2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-26538\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/pietro-micca2.jpg\" alt=\"Un'altra cartolina ripresa dalla medesima angolazione (www.mepiemont.net)\" width=\"586\" height=\"381\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26538\" class=\"wp-caption-text\">Un&#8217;altra cartolina ripresa dalla medesima angolazione (www.mepiemont.net)<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_26539\" aria-describedby=\"caption-attachment-26539\" style=\"width: 533px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/2011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26539\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/2011.jpg\" alt=\"Lo stesso luogo nel 2011, con a destra il &quot;grattacielo&quot; (e, in fondo, la Torre Littoria).\" width=\"533\" height=\"410\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26539\" class=\"wp-caption-text\">Lo stesso luogo nel 2011, con a destra il &#8220;grattacielo&#8221; (e, in fondo, la Torre Littoria).<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Giunta Coggiola, sotto pressione, il 28 luglio prese in esame le proposte di varianti al regolamento edilizio le quali, se approvate, avrebbero potuto annullare tutte le autorizzazioni \u201cin deroga\u201d e, conseguentemente, far considerare irregolari tutti i \u201cgrattacieli\u201d che con questo escamotage si stavano costruendo a Torino, fino a giungere alla sospensione dei lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 18 novembre la commissione d\u2019inchiesta sulle irregolarit\u00e0 edilizie ne riscontr\u00f2 una definita \u201cmolto grave\u201d: il grattacielo sarebbe stato costruito senza tener conto delle soluzioni adottate dai tecnici per piazza Solferino, vale a dire avrebbe occupato parte di un\u2019area destinata a viabilit\u00e0. Infatti, secondo il progetto-guida vincitore del famoso concorso del \u201947, il \u201cgrattacielo\u201d non avrebbe dovuto sporgere sulla piazza bens\u00ec risultare allineato al palazzo Fiat accanto (quello dove oggi c\u2019\u00e8 il ristorante Brek). Le autorizzazioni concesse \u201cin deroga\u201d per la costruzione del grattacielo come per la ricostruzione di casa Maggia (ma siamo convinti che non fu quest\u2019ultima la prima delle preoccupazioni del Comune) avevano pregiudicato l\u2019intero piano. La commissione d\u2019inchiesta defin\u00ec irregolari entrambi i permessi concessi ma, all\u2019inizio di dicembre, si limit\u00f2 a constatare come gli organi del Comune fossero semplicemente incorsi in \u201cleggerezze\u201d; non emersero responsabilit\u00e0 e l\u2019istruttoria venne chiusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ottobre del \u201951, con l\u2019apertura della galleria pedonale fra via Pietro Micca e via Santa Teresa, tutti i lavori terminarono. I piani fuori terra erano ormai saliti a 17, ma nessuno se ne lament\u00f2, salvo i titolari dell\u2019Hotel Fiorina, che denunciarono l\u2019Impresa Cravotto, la Societ\u00e0 immobiliare Spina e alcuni proprietari, ritenendo abusivi gli ultimi due piani, e chiedendo il pagamento dei danni poich\u00e9 il grattacielo privava l\u2019albergo di luce, aria e impediva l\u2019utilizzo del solarium, in quanto la sua mole opprimente lo lasciava permanentemente in ombra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel marzo del \u201952 ci si lamentava di come, dopo la costruzione del grattacielo, il traffico fra piazza Solferino e via Santa Teresa fosse diventato ancora pi\u00f9 caotico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel \u201955, sotto la Giunta del democristiano Amedeo Peyron, viene finalmente varato il nuovo piano regolatore. A descriverlo c\u2019\u00e8 da tremare, ma non \u00e8 qui la sede. Tuttavia, fra i previsti sventramenti (grazie a Dio mai effettuati) e a varie amenit\u00e0 (gli \u201celiport-taxi\u201d su piattaforme sopraelevate a fianco di ogni stazione delle corriere&#8230;), nel centro storico viene limitata l\u2019altezza massima degli edifici a 21 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive Marziano Bernardi (La Stampa del 12\/11\/1955): \u00abPurtroppo il malfatto, quei due o tre ridicoli \u201cgrattacieli\u201d, nessuno lo potr\u00e0 riparare; e la stupidaggine di quei baracconi rimarr\u00e0 a documentare una smania di \u201cmetropolismo\u201d dinamico e avveniristico risoltosi in provincialismo\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26540\" aria-describedby=\"caption-attachment-26540\" style=\"width: 585px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/psolf.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-26540\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/psolf.jpg\" alt=\"L'originale fisionomia, l'ambientazione e l'identit\u00e0 di piazza Solferino (in alto - www.mepiemont.net) oggi snaturate (sotto).\" width=\"585\" height=\"371\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26540\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;originale fisionomia, l&#8217;ambientazione e l&#8217;identit\u00e0 di piazza Solferino (in alto &#8211; www.mepiemont.net) oggi snaturate (sotto).<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/psolf2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-26541\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/psolf2.jpg\" alt=\"psolf2\" width=\"584\" height=\"438\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, in fondo, cos\u2019era per Torino quel triangolo di terra fra la <em>Piassa d\u00ebl b\u00f2sch<\/em>, la <em>Contr\u00e0 \u2018d Santa <\/em>Teresa e quella <em>\u2018d San Martinian<\/em>? All\u2019inizio del Novecento nella <em>Spin-<\/em>a (Casa avv. Giuseppe De Vecchi &#8211; prog. dep. 22 gennaio 1887, ing. Costantino Gilodi) i fratelli Aschieri gestivano il ristorante \u201cMolinari\u201d, uno dei pi\u00f9 rinomati di Torino. Ancor prima, l\u2019antico edificio del 1650, sacrificato alla diagonale Pietro Micca, si trovava sull\u2019amplissimo Corso della Cittadella, di fronte a una delle fortificazioni pi\u00f9 ammirate d\u2019Europa (anch\u2019essa vittima di una speculazione edilizia, nel 1852). In quella casa abitava il Barone Friederich von Leutrum (1692-1755), nato tedesco, divenuto piemontese a 14 anni, protagonista dell\u2019assedio di Cuneo del 1744, eroe della riconquista di Asti, della Cittadella di Alessandria e della piazzaforte di Valenza nel 1746. Fu talmente amato dai Piemontesi al punto da essere ricordato ancora oggi dalla celebre canzone patriottica <em>Baron Litron<\/em>, testimone giunto fino a noi dell\u2019affetto popolare per questo personaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 sufficiente per avere un po\u2019 pi\u00f9 di rispetto per la nostra identit\u00e0?<\/p>\n<figure id=\"attachment_26543\" aria-describedby=\"caption-attachment-26543\" style=\"width: 569px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/pietro-micca1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-26543\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/pietro-micca1.jpg\" alt=\"(www.mepiemont.net)\" width=\"569\" height=\"403\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26543\" class=\"wp-caption-text\">(www.mepiemont.net)<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/mag-grat-fr1-cfr.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-26544\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/mag-grat-fr1-cfr.jpg\" alt=\"mag-grat-fr1-cfr\" width=\"564\" height=\"424\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>(NoiAmiamoTurin, 2011)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSgherri madornali e balordi, i due grattacieli rubano luce, libert\u00e0 e senso alla sconsolata via Santa Teresa. Due torracce insulse e predone, un maremoto di calcestruzzo &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=26529\"> <span class=\"screen-reader-text\">Turin. Il grattacielo di piazza Solferino<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":26533,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[],"class_list":["post-26529","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-noiamiamoturin"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26529","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26529"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26529\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26529"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26529"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26529"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}