{"id":2549,"date":"2010-05-15T14:34:58","date_gmt":"2010-05-15T12:34:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=2549"},"modified":"2010-05-15T14:34:58","modified_gmt":"2010-05-15T12:34:58","slug":"le-reazioni-allincredibile-sentenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=2549","title":{"rendered":"Le prime reazioni all&#039;incredibile sentenza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2835 aligncenter\" style=\"margin: 4px;\" title=\"Palazzo_Chigi\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Palazzo_Chigi.jpg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"332\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Lo Stato italiano rifiuta nuovamente il riconoscimento alla lingua piemontese<\/strong><\/p>\n<h2>\u00abLingua piemontese? No grazie\u00bb<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abLingua piemontese? No grazie\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, gongola il comunicato \u201cufficiale\u201d ANSA, premurandosi di scrivere sempre <\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">fra virgolette<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"> l\u2019espressione \u201clingua piemontese\u201d. <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abLa Consulta ha cos\u00ec accolto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei ministri secondo la quale la legge regionale \u201ceccede dalla competenza regionale\u201d attribuendo alla \u201clingua piemontese\u201d un valore \u201cnon solo culturale\u201d. Ma la Regione Piemonte si \u00e8 costituta in giudizio sostenendo che lo stesso Statuto riconosce alla Regione \u201cil potere di tutelare e promuovere l\u2019originale patrimonio linguistico della comunit\u00e0 piemontese, nonch\u00e9 quello delle minoranze occitana, francoprovenzale e walser\u201d e che nella normativa impugnata l\u2019espressione \u201clingua piemontese\u201d andrebbe intesa come \u201cqualsiasi altro bene artistico e culturale e come patrimonio linguistico da tutelare e valorizzare\u201d\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. Questa considerazione del ricorso della Regione \u00e8 <\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">debole e inconsistente<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">: il piemontese non \u00e8 lingua di serie B rispetto alle altre tre che si parlano in Piemonte. Gi\u00e0 il distinguo \u201cpatrimonio linguistico\/minoranze\u201d non sta n\u00e9 in cielo n\u00e9 in terra, e implicitamente tende a stilare una \u201cclassifica\u201d sulla scorta dei \u201csuggerimenti\u201d di Roma: \u00e8 chiaro che prima o poi bisogner\u00e0 intervenire anche sullo Statuto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px;\">Ma il \u201cpiemontese\u201d<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, prosegue l\u2019ANSA, <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">secondo il governo, \u201c\u00e8 solo un dialetto\u201d e comunque la questione, in base all\u2019articolo 117 della Costituzione \u00e8 una questione attribuita alla esclusiva competenza dello Stato. Motivazioni che hanno fatto decidere i giudici per l\u2019incostituzionalit\u00e0, anche facendo notare che la tutela dell\u2019identit\u00e0 culturale non consente al legislatore regionale un \u201cpotere autonomo\u201d per identificare \u201cuna propria lingua oltre a quelle riconosciute e stabilite dal legislatore statale, come nel caso della legge 482 del \u201899 che consente alle regioni la stipula di convenzioni con la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per trasmissioni nelle \u201clingue ammesse a tutela\u201d, tra le quali, per\u00f2, non \u00e8 compreso il \u201cpiemontese\u201d\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Il comunicato, tuttavia, omette la parte pi\u00f9 interessante della sentenza, quella che afferma che <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abLe disposizioni impugnate sarebbero, in conclusione, costituzionalmente illegittime sia perch\u00e9 avrebbero esteso al \u201cpiemontese\u201d, \u00abche \u00e8 solo un dialetto\u00bb (\u00abuna variante cio\u00e8 della lingua italiana rappresentativa di una cultura e di una tradizione sviluppatesi in una delimitata area geografica, senza per\u00f2 integrare un \u201cgruppo etnico\u201d\u00bb) \u00abla qualit\u00e0\u00bb o \u00abla natura di lingua minoritaria\u00bb (\u00abpatrimonio di una minoranza etnica\u00bb); sia perch\u00e9 ad esso avrebbero attribuito \u00abprocedure e forme di tutela che la legge 482\/1999 riserva alle sole lingue minoritarie individuate nell\u2019art. 2\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">In poche parole: <\/span><span style=\"font-size: 13px; color: #ff0000;\"><strong>se i Piemontesi<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 13px;\"> &#8211; salvo trasferimenti di competenze &#8211;\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px; color: #ff0000;\"><strong>vogliono vedere riconosciuta la loro lingua con il suo nome, devono riprendere coscienza di ci\u00f2 che sono, vale a dire \u00abminoranza etnica\u00bb esattamente come i Sudtirolesi. Non c\u2019\u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di scelta, n\u00e9 altra strada per proseguire in questa giusta rivendicazione del nostro diritto alla lingua<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 13px;\">; altrimenti continueranno a diffondere false informazioni quali \u00abvariante della lingua italiana rappresentativa di una cultura e di una tradizione sviluppatesi in una delimitata area geografica\u00bb.<\/span><\/p>\n<h2>L\u2019assessore Coppola: \u00abIl piemontese \u00e8 a tutti gli effetti una lingua\u00bb<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px;\">\u00ab\u00c8 parlata da almeno due milioni di persone, e annovera vocabolari, grammatiche e un\u2019ampia letteratura\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. Lo dichiara l\u2019assessore alla Cultura della Regione, Michele Coppola, affermando di non capire le ragioni per cui la Corte Costituzionale ha bocciato la legge. <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abSono stupito perch\u00e9 in realt\u00e0 in questi anni noi come Regione Piemonte abbiamo riconosciuto e tutelato la lingua piemontese, e anche lo Statuto regionale ribadisce questa volont\u00e0. C\u2019\u00e8 una legge regionale del Veneto che riconosce e tutela la lingua veneta. Faccio quindi fatica a comprendere le motivazioni per cui quella piemontese non debba essere altrettanto tutelata\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">In realt\u00e0 sia il \u201criconoscimento\u201d del piemontese nello Statuto della Regione sia quello del veneto nella legge regionale richiamata dall\u2019assessore sono espressi in maniera implicita, e la protagonista dei due testi rimane ancora la generica, incomprensibile e fumosa espressione \u201cpatrimonio linguistico\u201d: il riconoscimento esplicito del piemontese nello Statuto venne accuratamente evitato proprio per mettersi al riparo da un contenzioso con lo Stato italiano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Solo due giorni prima l\u2019assessore aveva ricordato che la Regione <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abha tentato anche la strada della proposta di legge al parlamento per chiedere di inserire il piemontese fra le minoranze linguistiche storiche da tutelare. (&#8230;) Il piemontese, si spiega nel documento, \u00e8 parlato da met\u00e0 dei quattro milioni di abitanti presenti sul territorio regionale, ed \u00e8 capito da tre milioni di persone. Il dato, frutto di un\u2019indagine fatta dall\u2019Ires nel 2007, ne fa la minoranza linguistica maggiormente parlata in Italia. (&#8230;) \u00c8 stata la lingua non di un municipio, ma dell\u2019intero regno sabaudo. Ha quindi, si sostiene, \u201cpieno diritto di cittadinanza nell\u2019ambito di una legge di tutela\u201d<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">\u00bb.<\/span><\/p>\n<h2>Il PD: \u00abIl centrodestra autonomista a Torino e centralista a Roma\u00bb<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abLa decisione della Consulta, che ha dato ragione al governo dichiarando incostituzionale la legge regionale (&#8230;) evidenzia un paradosso, quello del centrodestra che gioca due parti in commedia: autonomista a Torino e centralista a Roma\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Regione, Aldo Reschigna.<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"> \u00abLa legge \u00e8 stata approvata dalla maggioranza di centrosinistra e dall\u2019allora opposizione nell\u2019aprile del 2009. In giugno \u00e8 stata impugnata a nome del governo Pdl-Lega dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, sostenendo che il consiglio regionale non pu\u00f2 legiferare a tutela di una lingua che per il governo \u00e8 solo un dialetto e non \u00e8 considerata dalla legge nazionale una lingua da tutelare. La Consulta ha dato ragione al governo. Il risultato \u00e8 che la Regione non pu\u00f2 tutelare il piemontese. Ancora una volta la Lega e il Pdl giocano due parti in commedia: a parole autonomisti e attenti alle esigenze delle tradizioni locali in Piemonte, in realt\u00e0 centralisti e disinteressati alle richieste locali a Roma. Per risolvere il problema sarebbe bastato evitare il ricorso e introdurre il piemontese tra le lingue da tutelare, come avevano proposto i nostri consiglieri regionali. Si \u00e8 preferito rivolgersi alla Consulta e far bocciare la legge. Alla faccia di ogni discorso di rappresentanza locale e delle legittime aspettative dei cittadini piemontesi\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/p>\n<h2>Il presidente Cota: \u00abRipresenteremo una proposta di legge\u00bb<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Il presidente della Giunta regionale del Piemonte Roberto Cota: <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abLa Regione Piemonte non intende fermarsi di fronte alla bocciatura della Corte Costituzionale (&#8230;) Non possiamo fare altro che ripresentare una proposta di legge, che tenga conto dei rilievi della Corte Costituzionale, ma che vada fortemente a tutelare il piemontese, che noi consideriamo a tutti gli effetti una lingua\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Ci auguriamo che, piuttosto di tenere troppo in conto certi strumentali \u201crilievi\u201d, la Regione voglia finalmente impegnarsi con determinazione nella battaglia contro la discriminazione dei Piemontesi, anche agendo a livello europeo, se necessario. Per tutelare il piemontese \u00e8 indispensabile che ne venga riconosciuto lo <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">status <\/em><span style=\"font-size: 13px;\">di lingua che gli spetta. La \u201ctutela\u201d ce l\u2019aveva gi\u00e0 prima, e si \u00e8 dimostrata ampiamente insufficiente.<\/span><\/p>\n<h2>Il presidente Cattaneo, desolato, s\u2019inchina deferente<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Sconcertante la dichiarazione del presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo. <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abCome piemontese e come presidente del consiglio regionale del Piemonte sono dispiaciuto, ma le sentenze della Corte Costituzionale non si commentano. Comunque, a parte lo specifico riferimento al piemontese come lingua, la nostra legge \u00e8 salvaguardata (&#8230;) \u00e8 una buona legge e resta vigente nella sua struttura\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. A parte che la nuova legge non era buona nemmeno prima (lo abbiamo gi\u00e0 chiarito) e che ora \u00e8 diventata proprio una schifezza, siamo noi ad essere \u201cdispiaciuti\u201d che il presidente creda che esista il dogma dell\u2019infallibilit\u00e0 sulle sentenze della Corte costituzionale, tanto che non sarebbe neppure permesso commentarle. Se poi in una legge a tutela delle lingue del Piemonte viene\u00a0 (paradossalmente) a mancare proprio il piemontese&#8230; dettagli. Lo spettacolo deve continuare: tutti a far festa al Salone del Libro.<\/span><\/p>\n<h2>Marco Travaglini: \u00abIl Piemontese \u00e8 una lingua:\u00a0\u00e8 giunto il momento di modificare la legge 482\u00bb<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abMeno di un anno fa, il 29 giugno del 2009, insieme alla collega Angela Motta, ho presentato in Consiglio regionale una proposta di legge al parlamento che aggiungeva il piemontese alla lingue delle minoranze storiche tutelate dalla legge 482 del 1999. Un\u2019iniziativa analoga era gi\u00e0 stata avviata da un gruppo di senatori piemontesi, con il sostegno della Gioventura Piemont\u00e8isa. Una proposta semplice, di un solo articolo, che oggi torna d\u2019attualit\u00e0 (&#8230;) Secondo il governo, prima, e la consulta oggi, il piemontese \u00e8 solo un dialetto e comunque la materia \u00e8 di esclusiva competenza dello Stato. (&#8230;) Quindi, non resta che modificare la legge nazionale 482, affiancando il piemontese alle lingue e culture che la Repubblica tutela, cio\u00e8 quelle delle popolazioni \u201calbanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il francoprovenzale, il friulano, il ladino, l\u2019occitano, il sardo\u201d\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. Cos\u00ec si esprime Marco Travaglini, uno dei presentatori della legge regionale che \u00e8 oggi stata respinta dalla Corte Costituzionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px;\">\u00abStando ad un Rapporto dell\u2019IRES del 2007, il piemontese \u00e8 noto al 77 per cento dei residenti: in Piemonte vi sono 2 milioni di adulti in grado di parlarlo, mentre oltre un milione sono in grado di capirlo! Il piemontese \u00e8 dunque la prima lingua minoritaria della Repubblica: oltre tre milioni di cittadini piemontesi parlano una lingua autoctona ben differenziata dall\u2019italiano. A ci\u00f2 si aggiunga che ben il 72,9 per cento afferma di essere favorevole all\u2019insegnamento facoltativo della lingua piemontese nelle scuole (52,4 per cento \u00abfavorevole\u00bb e 19,5 per cento \u00ababbastanza favorevole\u00bb).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px;\">Credo che sia giunto il momento di promuovere tutte le iniziative idonee a dimostrare che la lingua piemontese \u00e8 di fatto parte integrante dell\u2019insieme delle lingue regionali presenti nella Repubblica ed ha pieno diritto di cittadinanza\u00bb<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">.<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em style=\"font-size: 13px;\">(da Gioventura Piemont\u00e8isa, n. 1\/2010)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"color: #ff0000;\">\u25ba\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=2559\" target=\"_self\">Maggio 2010: Piemontesi, minoranza etnica<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo Stato italiano rifiuta nuovamente il riconoscimento alla lingua piemontese \u00abLingua piemontese? 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