{"id":23495,"date":"2014-09-20T13:31:40","date_gmt":"2014-09-20T11:31:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=23495"},"modified":"2014-09-20T13:31:40","modified_gmt":"2014-09-20T11:31:40","slug":"gioventura-piemonteisa-critica-il-conferimento-del-sigillo-della-regione-piemonte-ai-carabinieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=23495","title":{"rendered":"Gioventura Piemont\u00e8isa critica il conferimento del sigillo della Regione Piemonte ai Carabinieri"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 13px;\">Dovrebbero chiedere scusa pubblicamente e ufficialmente per i morti torinesi del 21 e del 22 settembre 1864<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Milo Julini | <a href=\"http:\/\/www.bdtorino.eu\/sito\/articolo.php?id=13398\" target=\"_blank\">Civico20News<\/a>, 19 Settembre 2014<\/span><\/em><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Strage-di-Torino-1864.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-23499\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"Strage di Torino 1864\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Strage-di-Torino-1864-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Strage-di-Torino-1864-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Strage-di-Torino-1864.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le celebrazioni del bicentenario dei carabinieri a Torino, sostenute dalla Regione Piemonte, hanno causato aspre critiche da parte dell\u2019associazione piemontesista Gioventura Piemont\u00e8isa.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 13px;\">Volete chiarire ai torinesi il motivi delle vostre critiche?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Chi ha promosso questi \u201cfesteggiamenti\u201d ha finto di dimenticare che proprio i carabinieri si resero responsabili, esattamente 150 anni fa, di un eccidio di piazza ai danni dei Piemontesi che protestavano pacificamente per il trasferimento della capitale. I fatti si svolsero il 21 e del 22 settembre 1864.<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 13px;\">Da cosa nascono i fatti del 21 e del 22 settembre 1864?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La nascita improvvisata dello Stato unitario italiano aveva portato con s\u00e9 allo sviluppo di una classe politica irresponsabile e corrotta. Un peccato originale destinato a svilupparsi col tempo e a giungere fino ai nostri giorni. All&#8217;epoca il sottosegretario agli interni era il napoletano Silvio Spaventa, colui che traghett\u00f2 la camorra nelle stanze del potere e che, sostenendo le camarille tosco-emiliane (ricordiamo il ministro degli interni Ubaldino Peruzzi, allora definito \u201cbandiera dell\u2019antipiemontesismo\u201d) guid\u00f2 insieme a queste la cosiddetta \u201clotta al piemontesismo\u201d, vale a dire il tentativo \u2013 riuscito \u2013 di togliere potere al Piemonte. Il rigorismo subalpino, infatti, mai si sarebbe accordato con l\u2019intrallazzatrice politica italiana.<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 13px;\">Ma l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia non \u00e8 partita proprio da Torino?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La realt\u00e0 \u00e8 che lo Stato di Savoia \u00e8 stato la prima vittima dell&#8217;avventura italiana. Essendo l&#8217;unico provvisto delle fondamentali capacit\u00e0 militari, diplomatiche e organizzative, era il solo in grado di venire utilizzato per portare avanti il progetto di rivoluzione italiana (il cosiddetto \u201crisorgimento\u201d) guidato dai banchieri Rothschild e dalla massoneria.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">I primi a pagare per questo disastro furono proprio i Piemontesi, che divennero stranieri in casa propria. Senza pi\u00f9 proprie istituzioni e assoggettati a un potere straniero e ostile, in milioni furono costretti a emigrare. Quando non vennero mandati a morire inutilmente sul Carso &#8211; sempre per completare il fantomatico \u201crisorgimento\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Non dimentichiamo, poi, che le elezioni del 1857 videro Cavour e la sua maggioranza soccombere e che, proprio per questo, vennero invalidate. Un vero e proprio golpe, senza il quale il processo di aggressione agli stati italiani non avrebbe potuto realizzarsi.<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 13px;\">Cosa successe il 21 e 22 settembre 1864?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Torino divenne la malsopportata capitale italiana dal 1861. Da allora non si smise di pensare a \u201cscoronarla\u201d, come si diceva, per trasferire la capitale in una citt\u00e0 italiana. L&#8217;occasione venne fornita da quel trattato che oggi si ricorda col nome di \u201cConvenzione di Settembre\u201d firmata con Napoleone III: una sua clausola segreta, suggerita dall\u2019emiliano Gioacchino Napoleone Pepoli, parente dell\u2019imperatore, prevedeva proprio lo spostamento della capitale da Torino. Il gi\u00e0 citato ministro Peruzzi fece addirittura promuovere ai prefetti manifestazioni antipiemontesi in tutta Italia. La citt\u00e0, ovviamente reag\u00ec.<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 13px;\">Questo \u00e8 l\u2019antefatto, indispensabile per comprendere la situazione di Torino. Ma quale \u00e8 stato il ruolo dei carabinieri?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Le proteste furono delle civili e pacifiche manifestazioni, a cui parteciparono famiglie intere, con donne e bambini. Non avvenne alcuna rivolta, come la propaganda cerc\u00f2 poi di farle passare per giustificare i fatti. In realt\u00e0 il governo italiano si rese colpevole di un gran numero di provocazioni per esasperare gli animi e cercare lo scontro. Un&#8217;opera di infiltrazione e di sovversione di marca governativa per iniziare la repressione e indirizzare l\u2019opinione pubblica, affinch\u00e9 questa si facesse di Torino l\u2019idea di una citt\u00e0 immatura e impreparata a svolgere il ruolo di capitale.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Allo scopo si vietarono le riunioni del Consiglio Comunale, si esclusero tutti i generali piemontesi dal consiglio di difesa, venne vietata la convocazione della Guardia Nazionale (formata da torinesi) e si fecero affluire in citt\u00e0 soldati che, provenienti da tutt&#8217;Italia, non comprendevano la lingua dei manifestanti. I funzionari di polizia torinesi vennero esautorati e sostituiti con milanesi e palermitani. Si riemp\u00ec la citt\u00e0 di provocatori e si fecero pubblicare sui giornali articoli che incitavano alla violenza. I questurini assalirono, bastonarono e arrestarono i pacifici manifestanti, giungendo a inseguire e a malmenare anche i passanti che si trovavano casualmente sulla loro strada. Si pu\u00f2 ben dire che la \u201cstrategia della tensione\u201d degli anni Settanta sia nata in quel momento e che sia consustanziale all&#8217;Italia, non un fatto contingente o accidentale.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Il governo italiano invase militarmente Torino senza alcuna ragione apparente, in quanto non v\u2019era mai stato pericolo di incidenti. Le strade furono messe in assetto di guerra con ampio spiegamento di soldati, poliziotti e carabinieri.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La sera del 21 settembre in piazza Castello i carabinieri aprirono improvvisamente il fuoco su 300 persone in corteo, mirando deliberatamente anche ai monelli che fuggivano e ai passanti sotto i portici, uccidendo dodici persone e ferendone un centinaio.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La sera successiva la scena si ripet\u00e9 in Piazza San Carlo: i carabinieri spararono all\u2019impazzata sulla folla per cinque minuti di seguito, giungendo a colpire anche alcuni soldati che reagirono al fuoco. La carneficina prosegu\u00ec con inseguimenti per le strade. Morirono in quaranta fra uomini, donne incinte e ragazzi di tutto il Piemonte; oltre cento i feriti. In quelle ore si parl\u00f2 inoltre apertamente di un possibile \u201cbombardamento di Torino\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 13px;\">Cosa vuole Gioventura Piemont\u00e8isa in conclusione?<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Il minimo che i carabinieri possano fare \u00e8 quello di chiedere scusa pubblicamente e ufficialmente. Altro che ricevere premi!<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Se, poi, si vuol passare a proposte concrete: lo scioglimento dell&#8217;Arma in Piemonte e la creazione di una polizia piemontese. Proprio come in Baviera, nei Grigioni o in Scozia.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dovrebbero chiedere scusa pubblicamente e ufficialmente per i morti torinesi del 21 e del 22 settembre 1864\u00a0 Milo Julini | Civico20News, 19 Settembre 2014\u00a0\u00a0 Le celebrazioni &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=23495\"> <span class=\"screen-reader-text\">Gioventura Piemont\u00e8isa critica il conferimento del sigillo della Regione Piemonte ai Carabinieri<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23499,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-23495","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23495"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23495\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/23499"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}