{"id":22883,"date":"2014-12-01T22:35:36","date_gmt":"2014-12-01T21:35:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=22883"},"modified":"2014-12-01T22:35:36","modified_gmt":"2014-12-01T21:35:36","slug":"per-le-istituzioni-i-piemontesi-non-valgono-uno-sputo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=22883","title":{"rendered":"Per le istituzioni i Piemontesi non valgono uno sputo"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-22885\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/apart.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/apart.jpg 640w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/apart-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><span style=\"color: #800000;\"><em style=\"font-size: 13px;\"><strong>Apartheid in Piemonte &#8211; Prima puntata<\/strong><\/em><\/span><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Qualcuno ogni tanto domanda <strong>a che punto siano le proposte di legge per la lingua piemontese<\/strong>. Per chi si \u00e8 perso nelle scatole cinesi all\u2019italiana ricorderemo che, anche secondo i trattati e il Diritto internazionali, le lingue minoritarie sono tutte patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 e necessitano di provvedimenti legislativi e di adeguati finanziamenti pubblici che ne garantiscano la tutela, la valorizzazione e la promozione.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La prima proposta di questo genere per il piemontese risale al 1972, all\u2019alba dell\u2019istituzione delle Regioni. Lo Stato italiano si oppose con forza alla volont\u00e0 di promuovere il piemontese e una prima legge regionale \u201cdecente\u201d non si ebbe che nel 1990. Diciotto anni: questi sono i tempi che ci impone chi non aspetta altro che il nostro silenzio e la nostra scomparsa.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">La legge del \u201990, considerate le condizioni, non era una cattiva legge, per\u00f2 in molti si impegnarono affinch\u00e9 rimanesse in gran parte inapplicata e le sue disposizioni restassero parole sulla carta. Con gli emendamenti del 1997 divenne perfino la legge pi\u00f9 avanzata in materia fra le Regioni a statuto ordinario, ma sempre soltanto a parole.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Frattanto in Parlamento, su sollecitazione europea, nel 1999 venne approvata una legge a tutela delle lingue minoritarie di tutto lo Stato italiano, ma la lingua piemontese ne venne strumentalmente esclusa.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">In Regione alla fine degli anni Duemila la legge regionale fu posta sotto assedio da incompetenti speculatori elettorali di tutti i partiti \u2013 a cui nulla interessava della nostra lingua \u2013 che, alla fine, riuscirono ad abolirla e a sostituirla, nel 2009, con un testo volutamente inapplicabile e confuso, scaturito da indefinibili compromessi volti (?) a sollecitarne una solenne bocciatura da parte degli organi dello Stato che mettesse finalmente una pietra sopra la questione.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\"><strong>Bocciatura di Roma che puntualmente arriv\u00f2:<\/strong> una <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=1130\" target=\"_blank\">incredibile sentenza<\/a> della corte costituzionale italiana \u201ccensur\u00f2\u201d la lingua piemontese dalla legge regionale, ne proib\u00ec l\u2019utilizzo pubblico e <em>de facto<\/em> ne sanc\u00ec la futura estinzione per consunzione. Il fatto ebbe almeno il merito di chiarire una volta per tutte anche ai pi\u00f9 scettici l\u2019impossibilit\u00e0 di una convivenza tra la cultura piemontese e quella italiana.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Le conseguenze sul piano pratico di queste ripetute discriminazioni sono state disastrose. L\u2019attivit\u00e0 di promozione della lingua piemontese da allora si \u00e8 praticamente azzerata. La \u201cpietra sopra\u201d non \u00e8 stata pi\u00f9 rimossa n\u00e9, in generale, ci si \u00e8 scaldati troppo per rimuoverla: <strong>cinque anni di totale inattivit\u00e0<\/strong>, cadenzati da sterili dichiarazioni di principio, riunioni inconcludenti, inutili ordini del giorno, proposte di legge mai discusse.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Con la nuova Giunta regionale la solfa \u00e8 ricominciata: ci sono gi\u00e0 tre proposte di legge. L\u2019una, seria e avanzata (Cons. Motta) che, visti i precedenti, verrebbe nuovamente bocciata dall\u2019italia; un\u2019altra che relega la lingua piemontese nell\u2019ambito degli antichi mestieri scomparsi (Cons. Motta), sulla quale noi e altre associazioni piemontesi interpellate abbiamo dato un giudizio <em>tranchant<\/em>, auspicandone il ritiro senza condizioni; e una terza (Cons. Gancia) che, se applicata, toglierebbe di mezzo la stessa lingua piemontese: il suicidio giuridico di un\u2019identit\u00e0 linguistica.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Allora cercheremo di essere chiari. La Regione Piemonte ha dimostrato, con tutte le sue giunte, di non volere portare avanti in nessun modo la battaglia per la lingua piemontese n\u00e9 di attuare alcuna forma di politica linguistica. La Regione \u00e8 un Ente che ha da tempo rinunciato a qualsiasi forma di autonomia o di assunzione di responsabilit\u00e0. Per loro si tratta esclusivamente di mantenere lo <em>status quo:<\/em> stipendi, propaganda, voti; <strong>pi\u00f9 competenze = pi\u00f9 responsabilit\u00e0 = pi\u00f9 grane<\/strong>. \u00c8 pi\u00f9 comodo star buoni e ubbidire. <strong>\u00c8 una battaglia che nessuno ha il coraggio e la voglia (e la capacit\u00e0) di intraprendere.<\/strong> Pertanto l\u2019eventuale approvazione della prima proposta Motta oggi risulterebbe semplicemente inutile; di avere una legge sul modello delle altre due proposte, francamente ne facciamo a meno: meglio nulla che la polvere e la confusione, almeno conteniamo i danni.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Quel che manca \u00e8 la volont\u00e0 istituzionale di intraprendere una politica linguistica sulla scorta di quanto attuato in altri paesi europei (Catalunya, Galles, Friuli-Venezia Giulia&#8230;) e ci\u00f2 <strong>si potrebbe benissimo fare a legislazione invariata<\/strong>: <em>Artissima, Marcovaldo, Sandretto Re Rebaudengo<\/em> \u2013 tanto per citare alcuni casi \u2013 non hanno mai avuto bisogno di una legge specifica per portare avanti le proprie iniziative, eppure negli anni sono stati finanziati dall\u2019Ente con milioni di Euro. La lingua piemontese, soltanto gioved\u00ec scorso, nel bilancio regionale \u00e8 passata financo dietro la lotta alle zanzare: tanto per dire la considerazione che i nostri \u201crappresentanti\u201d hanno per la nostra identit\u00e0. <strong>Ci troviamo di fronte a una discriminazione di tipo Sudafricano.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">I Piemontesi non possono stare a girare nel bicchiere per altri quattro anni. Non ne avranno il tempo. Delle vostre leggi inutili non ci interessa pi\u00f9 nulla: in uno Stato che conta dalle 300 alle 500mila leggi (nessuno sa in realt\u00e0 quante siano, ma sono circa venti volte quelle della Gran Bretagna), una in pi\u00f9 o in meno non fa alcuna differenza.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: 13px;\">In realt\u00e0 i nostri \u201crappresentanti\u201d non vogliono toccare i soldi gi\u00e0 assegnati dai loro partiti ai loro \u201camici\u201d. Intanto il piemontese muore di parole e di proposte inutili, e i Piemontesi sono sempre gli ultimi della fila, presi in mezzo tra i nemici e i falsi-amici.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong> <span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Non abbiamo pi\u00f9 il tempo di aspettare: lascino pure perdere i loro iter, le loro commissioni e le loro liturgie. Facciano conto che siamo zingari, che siamo un circolo di lettori, che siamo l\u2019<em>arte contemporanea<\/em>\u00a0\u2013 per la quale si spendono regolarmente milioni e milioni di Euro. I Piemontesi valgono forse meno di tutto questo? Fino ad oggi per loro \u00e8 stato cos\u00ec: non valiamo uno sputo in terra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Vogliamo promuovere l\u2019identit\u00e0 piemontese? Allora ci vanno investimenti importanti, e subito, senza perdere tempo e senza nascondersi dietro a un dito. Vogliono che il piemontese sparisca? Lo capiremo dai fatti, non dalle parole. Questo genocidio ha dei responsabili ben individuabili.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Da oggi ne parleremo con regolarit\u00e0. A presto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #888888;\"><em style=\"font-size: 13px;\">1.12.2014<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apartheid in Piemonte &#8211; Prima puntata Qualcuno ogni tanto domanda a che punto siano le proposte di legge per la lingua piemontese. 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