{"id":22598,"date":"2013-11-23T22:14:57","date_gmt":"2013-11-23T21:14:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=22598"},"modified":"2013-11-23T22:14:57","modified_gmt":"2013-11-23T21:14:57","slug":"giovanni-zoppis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=22598","title":{"rendered":"Giovanni Zoppis"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Nato a Torino il 13 agosto 1830 da Giuseppe Zoppis e Carolina Piatti, Giovanni Zoppis, dopo i primi studi, fu costretto a impiegarsi come commesso in un negozio di stoffe all&#8217;ingrosso, ove \u2013 dicono le biografie \u2013 svolse i suoi compiti con puntiglio e serier\u00e0, tanto da diventare in breve tempo un punto di forza di un&#8217;attivit\u00e0 commerciale che se gli permetteva di sbarcare il lunario (e nel contempo di studiare, attraverso il quotidiano contatto con una clientela varia per modi di vita, per censo e per grado di istruzione, i molti aspetti dell&#8217;umana natura), non poteva confarsi per\u00f2 all\u2019uomo di cultura, che amava partecipare anche in veste di attore agli spettacoli delle accademie filodrammatiche, frequentare gli ambienti artistici, presenziare a tutte le \u201cprime\u201d che la Citt\u00e0 offriva, entrare in amicizia con giovani o pi\u00f9 anziani e gi\u00e0 affermati scrittori, pittori, musicisti, giornalisti e critici, dai quali tutti risulta essere stato stimato e benvoluto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Una malattia a quei tempi del tutto incurabile (una forma degenerativa di artrite reumatoide), che gi\u00e0 lo aveva colpito in ancor giovane et\u00e0, lo obblig\u00f2 vicino ai trent\u2019anni ad una dolorosa scelta: quella di abbandonare un lavoro che gli permetteva comunque di vivere con un qualche agio e con la prospettiva di migliori guadagni, per sceglierne un altro che comportasse una minor fatica fisica e gli consentisse di non lavorare all&#8217;impiedi e soprattutto di non salire e scendere, pi\u00f9 volte al giorno, scalette e scale per prendere e riporre negli scaffali pezze di stoffa, come necessariamente sono adusi fare i commessi per esigenze di lavoro. Con applicazione e forte volont\u00e0 studi\u00f2 stenografia, super\u00f2 il concorso che gli avrebbe permesso di ottenere un posto alla Camera dei Deputati, Io vinse, e anche nel nuovo impiego, seguendo la Capitale prima a Firenze e poi a Roma, si distinse per lo zelo con cui assolse ai suoi doveri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Al teatro, non certo dissuaso dalla famiglia, che anzi lo incoraggiava a cimentarsi come attore prima e che lo incoraggi\u00f2 poi quando mosse i primi passi sulla strada che lo avrebbe portato a diventare uno dei pi\u00f9 significativi autori dell&#8217;Ottocento teatrale piemontese, si era accostato giovanissimo; e il primo successo lo aveva ottenuto con \u00abLa paja vzin al feu\u00bb nel 1860 (seguito subito da \u00abMarioma Clarin\u00bb, da \u00abClarin mari\u00e0\u00bb e da \u00abChi ch&#8217;as pija d&#8217;amor as lassa &#8216;d rabia\u00bb) dando cos\u00ec inizio alla sua felice stagione di drammaturgo; che passando attraverso alcune altre rilevanti opere come \u00ab\u00cbl pap\u00e0 dla maestra\u00bb, \u00ab\u00cbl sistema &#8216;d sor Dumini\u00bb, \u00abA tuti j&#8217;uss s\u00f2 tabuss\u00bb, \u00ab\u00cbl diav ch\u2019a pr\u00e9dica a I&#8217;eremita\u00bb, \u00abIj cons\u00e8j \u00ebd barba Andrea\u00bb, \u00abIj malcontent\u00bb, \u00abCativ cons\u00e8j\u00bb, \u00abJ&#8217;amis a la preuva\u00bb, \u00abLa neuja\u00bb, \u00abS&#8217;i fusso sgnori\u00bb, e altre di non minore importanza, si concluse nel 1870 con il dramma \u00abOloferne\u00bb, quasi sicuramente L&#8217;ultima sua fatica, prima che lo cogliesse la morte che avvenne in Roma all&#8217;et\u00e0 di soli quarantasei anni nel 1876.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Lasci\u00f2, certo non in buone condizioni economiche, la moglie e sei figli: la prima \u2013 lo precisiamo per dovere di cronaca \u2013 sposata nel 1864, era quella Giuseppina Morino che aveva interpretato la parte di Brigida nella prima edizione delle \u00abMiserie &#8216;d Mons\u00f9 Travet\u00bb del Bersezio, allestita dalla Compagnia Toselli, e che abbandon\u00f2 le scene giovanissima ancora per assolvere esclusivamente al suo ruolo di moglie e madre, ma che certo fu in grado di essergli compagna nei vari momenti di una vita non facile, contrassegnata da disguidi economici e malattie; i secondi non lasciarono invece traccia di s\u00e9 in campo artistico e non ci \u00e8 dato di sapere quale sorte di vita il destino serb\u00f2 loro, ma si pu\u00f2 ragionevolmente supporre che, orfani, furono aiutati a trovare una sistemazione lavorativa dalla di lui sorella, di nome Clementina, che era andata a nozze con quel Giovanni Lanza \u2013 lo precisiamo sempre per dovere di cronaca \u2013 che fu uno degli uomini di maggior rilievo della giovane nuova Italia (prima Deputato al Parlamento subalpino e poi, con il trasferimento della Capitale a Firenze e quindi a Roma, Presidente della Camera e Capo del Governo): al\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">quale ultimo il Nostro esemplarmente non volle mai fare richiesta di aiuto alcuno, per un avanzamento nella carriera ad esempio, o altro, che in quei momenti difficili di cui prima si \u00e8 detto avrebbe potuto essergli di giovamento e a recargli un qualche vantaggio soprattutto di natura economica. <em>Rara avis!<\/em>, ma indice in particolar modo di uno stile di vita, di una maniera di essere, di un comportamento eticamente sempre corretto, che oggi pu\u00f2 apparire anacronistico, ingenuo, se non del tutto sprovveduto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Uomo dunque di struttura morale solida e dalla conformazione modellata su principi che difficilmente avrebbero ammesso trasalimenti o sussulti dell&#8217;anima troppo intensi; pi\u00f9 gli si confacevano, nel tratteggiare situazioni o nel raccontare vicende, la pennellata lieve dell&#8217;acquarellista, le sfumature del dialogo che vuole alludere pi\u00f9 che chiaramente denunciare, la parola che sottende forti passioni ma quasi ha timore di alzare troppo la voce per narrarle: e infatti i personaggi dei suoi drammi e delle sue commedie paiono essere specchio di tale modo di sentire e di essere, e affascinano proprio per la loro &#8220;signorilit\u00e0&#8221; (non tutti ovviamente, ch\u00e8 il teatro ha le sue regole!); per il linguaggio limpido e fresco (quale accurato piemontese!), anche quando una forte vena di malinconia prende a tratti il sopravvento; per il loro essere autenticamente veri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Saranno queste le ragioni per cui la &#8220;lettura&#8221; della sua vasta produzione teatrale lascia in noi una cos\u00ec profonda traccia, quasi che trasferisca pi\u00f9 direttamente, attraverso quell&#8217;intenso a tu per tu che \u00e8 proprio del succitato esercizio, la sua visione di vita? Una visione per la cui comprensione abbisogniamo pi\u00f9 di silenzi e di meditata riflessione che non di ribalte accese, con tutto ci\u00f2 che luce, parole e rumori &#8220;di&#8221; e &#8220;fuori&#8221; scena comportano? Forse. Ma \u00e8 ovvio che non vorremmo che tale interrogativo inficiasse il giudizio di indiscutibile &#8220;teatralit\u00e0&#8221; che tutte le sue opere, anche le pi\u00f9 modeste, hanno dimostrato di possedere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Dell&#8217;uomo, che amici e conoscenti descrissero di modi gentili, schivo e misurato anche nei momenti di grande successo che avrebbero potuto giustificare un suo qualche atto di fierezza, parco di parole ma partecipe accorato di ogni avvenimento umano, abbiamo, sia pure sinteticamente detto. Dell&#8217;Autore meglio diranno nelle pagine a venire, critici e teatranti del suo e del nostro tempo. Anche loro, secondo lo spirito della presente collana, attraverso rapidi essenziali cenni.<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 510px;\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=3891\"><em><strong><span style=\"font-size: 13px;\">p.g.g.<\/span><\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Gav\u00e0 da: <a href=\"http:\/\/astilibri.com\/cultura\/paglia_fuoco.htm\" target=\"_blank\"><strong>Giovanni Zoppis, <em>La paja vzin al feu<\/em><\/strong><\/a>, Ed. Il Punto\/Gioventura Piemont\u00e8isa, Turin 2003<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<hr size=\"2\" \/>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u25c4<\/span>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=2895\">Mila agn \u00ebd Literatura Piemont\u00e8isa<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato a Torino il 13 agosto 1830 da Giuseppe Zoppis e Carolina Piatti, Giovanni Zoppis, dopo i primi studi, fu costretto a impiegarsi come commesso in &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=22598\"> <span class=\"screen-reader-text\">Giovanni Zoppis<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":22602,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,10,31],"tags":[],"class_list":["post-22598","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-literatura-2","category-scritor","category-teater"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22598"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22598\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/22602"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}