{"id":20555,"date":"2014-04-07T12:08:46","date_gmt":"2014-04-07T10:08:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=20555"},"modified":"2014-04-07T12:08:46","modified_gmt":"2014-04-07T10:08:46","slug":"cadono-calcinacci-dalla-torre-di-versej-il-piemonte-si-sbriciola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=20555","title":{"rendered":"Cadono calcinacci dalla Torre di V\u00ebrsej &#124; Il Piemonte si sbriciola"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_20556\" aria-describedby=\"caption-attachment-20556\" style=\"width: 214px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-20556\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"2014 torre_Vercelli - La Stampa\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/2014-torre_Vercelli-La-Stampa.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/2014-torre_Vercelli-La-Stampa.jpg 214w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/2014-torre_Vercelli-La-Stampa-202x300.jpg 202w\" sizes=\"auto, (max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-20556\" class=\"wp-caption-text\">(La Stampa-Vercelli)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">7.4.2014 &#8211; &#8220;Mancano i fondi&#8221;, come al solito per noi. Ma quando un monumento crolla rischia di fare vittime. E poi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, nessuno ce lo pu\u00f2 restituire. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Ieri mattina sono venuti gi\u00f9 calcinacci dall&#8217;alto della Torre di Citt\u00e0 di V\u00ebrsej\/Vercelli, e l&#8217;area sottostante \u00e8 stata transennata.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; text-align: justify;\">L&#8217;allarme suona da un anno: le torri di Vercelli sono in pericolo.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00abLo stato di conservazione non \u00e8 per niente buono\u00bb, diceva l\u2019architetto Caldera della Soprintendenza ai Beni artistici del Piemonte (che a questo punto ci domandiamo a cosa serva).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Il Piemonte si sta sbriciolando. I beni architettonici e artistici, i testimoni della nostra storia e della nostra identit\u00e0 piemontese stanno scomparendo e il paesaggio \u00e8 ormai compromesso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Per noi Piemontesi i finanziamenti pubblici per i beni culturali non ci sono mai. Dov&#8217;\u00e8 lo stato italiano, che si arroga la competenza esclusiva sui beni culturali e poi non fa nulla per tutelarli , ma si ingegna anzi per farli sparire il prima possibile? La verit\u00e0 \u00e8 che questo crollo (come tutti gli altri: si pensi a <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=20376\"><strong>Frinco<\/strong><\/a>) \u00e8 colpevole.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Lo stato nemico italiano vuol fare consapevolmente scomparire la nostra identit\u00e0 nazionale, somministrandoci una lenta e continua eutanasia. Con la scusa della mancanza di finanziamenti (che per qualcun&#8217;altro, per\u00f2, ci sono sempre) si aspetta che la nostra memoria storica vada in briciole e scompaia per sempre. In verit\u00e0 siamo al dunque: o accettiamo la situazione o noi Piemontesi ce ne dobbiamo andare il prima possibile da questo paese corrotto, marcio, mafioso e irriformabile che chiamano &#8220;italia&#8221;.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<hr size=\"2\" \/>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-20573\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"Tor_v\u00ebrsej\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Tor_v\u00ebrsej.jpg\" alt=\"\" width=\"288\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Tor_v\u00ebrsej.jpg 600w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Tor_v\u00ebrsej-220x300.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px\" \/><span style=\"font-size: 13px;\">A Vercelli un orologio esistette gi\u00e0 nel XIV secolo.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019antica sede del Comune, il Broletto, fin dal 1377 ebbe un orologio a bilanciere sulla sua torre di via degli Spadari (ora &#8220;Gioberti&#8221;). [&#8230;] In un documento dell\u2019ottobre 1377 dell\u2019Archivio Civico \u00e8 ricordata la spesa mensile per la manutenzione dell\u2019orologio affidata al \u201cdorerio Simone de Gaya\u201d. Le quattro lire terzuole corrispostegli per tale incombenza non erano poche se si pensa che che un professore di lettere ne riceveva appena otto in pi\u00f9. I \u201cdoreri\u201d, verso il XV secolo, diedero nome alla via, ora Foa, nella quale esercitavano la loro professione di orefici.[&#8230;] Alcuni di essi erano orologiai e anche fabbricanti di orologi come \u201cSigismondo de\u2019 Bacillini\u201d \u201cmaestro che fa horologi\u201d nel secolo XVI e, due secoli dopo, G.B. Laner; la manutenzione dell\u2019orologio della Torre, che per quasi cinquecento anni fu l\u2019unico orologio pubblico della citt\u00e0, fu perci\u00f2 sovente affidata a un \u201cdorerio\u201d. Alcuni custodi dell\u2019orologio sono ricordati nelle carte dell\u2019 Archivio Civico. Cos\u00ec Johanni Todesco che nel 1574 ricevette dodici fiorini e mezzo \u201cper aconzar una mola larga al horologio\u201d, Giacomo Almer al quale il 15 aprile 1637 vennero corrisposti sette ducatoni d\u2019argento \u201cper haver reffatto et accomodato l\u2019horologio \u2026del tutto guasto et rovinato\u201d, Giov.Ant. Primis che il 20 luglio 1669 per aver rifatto \u201cdue indici \u00f2 siano aguggie di ferro et quelle cuoprire di lottone\u201dricevette dodici ducatroni. Nel 1785 custode dell\u2019 orologio era Giov. Battista Riva che per 85 lire annue doveva lubrificare il meccanismo \u201ccon olio di ulivo buono\u201d e fornire \u201cle corde opportune per li pesi e similmente tutte le ferramenta necesarie alla cassa dello stesso orologio\u201d, per giungere al quale si doveva salire 160 scalini.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Il Laner, nel 1727, per incarico del Comune, provvide a sostituire il vecchio orologio con uno di sua fabbricazione che cost\u00f2 600 lire. Altre 287 lire e 10 soldi vennero pagate a Carlo Martinetti per la costruzione della cella dell\u2019orologio, nella spesa era compreso il compenso di dodici lire, tre soldi e quattro denari al pittore Pietro Eusebio Ferraris che dipinse \u201cLe quattro mostre esistenti ai quattro lati della Torre\u201d. Poco pi\u00f9 di un secolo dopo essendo l\u2019orologi fonte di continue lamentale \u201cstante la sua vetust\u00e0 e deterioramento \u201csi tent\u00f2 un curioso espediente cos\u00ec annunciato in un breve trafiletto di cronaca dell\u20198 agosto 1855: \u201c\u2026da alcuni giorni il suono delle ore si diffonde su Vercelli per mezzo di una suoneria della Vecchia Torre di citt\u00e0 messa in moto dalla scintilla elettrica la quale parte da un orologio Moderatore stabilito nel Palazzo di citt\u00e0. Congratulazioni col sig. Angelo Balduzzi che pose cos\u00ec diligente opera nell\u2019 attuazione della usoneria elettrica nella nostra citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Non conosciamo l\u2019accoglienza fatta dal pubblico singolare esperimento sappiamo per\u00f2 che l\u2019anno successivo l\u2019orologio della Torre di Palazzo era ancora preso di mira per i suoi capricci \u201ccreavano incalcolabili sconcerti nei laboratori, negli uffizzi e nelle famiglie che regolavano su di esso la loro attivit\u00e0\u201d. Il tempo era oramai considerato prezioso e frequenti apparivano sui giornali locali i richiami perch\u00e9 si provvedesse, tanto pi\u00f9 che, ormaai, urgeva anche il restauro del quadrante che segna le ore, divenuto illeggibile\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Le autorit\u00e0 non erano certe insensibili alle pubbliche lagnanze e da qualche anno, avevano deciso l\u2019istallazione di un nuovo orologio erano solo incerte se sostituire anche una volta quello della Torre o cercare una nuova sistemazione. Come vedremo, la nuova sistemazione venne nel 1857 con la posa del nuovo orologio di piazza Cavour. Pass\u00f2 cos\u00ec in secondo piano quello della Torre Maggiore che , come si osservava nella seduta comunale del 28\/2\/1864 offriva solo \u201cgrandi sproporzioni\u201d e non si riteneva opportuno perci\u00f2 \u201cL\u2019erogare la somma occorrente alla surrogazione del suo meccanismo\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019orologio della Torre di Citt\u00e0 doveva per\u00f2 godere di molte simpatie perch\u00e9 si tent\u00f2 un ultimo mezzo per renderlo passabilmente efficiente. Venne fatto da un \u201cun reputato fabbricante di orologi di Novara\u201d le cui conclusioni furono lette nella seduta del Consiglio Comunale del 24\/11\/1867. Purtroppo, mentre il consiglio, ancora una volta prendeva atto dello stato di \u201cmalattia cronica\u201ddell\u2019orologio incriminato, il perito novarese solennemente dichiar\u00f2 che l\u2019orologio aveva un \u201cmeccanismo eccellente\u201d! Malato cronico, dunque, ma con un organismo ( \u00e8 il caos di dirlo) di ferro! Si giunse cos\u00ec al 1931, anno in cui vennero rinforzate le fondamenta per frenare la progressiva pendenza della torre, la cui derivazione dalla verticale aveva quasi raggiunto il metro; causa non ultima, a nostro avviso, se non la maggiore, del cattivo funzionamento dell\u2019orologi che rimosso, non venne pi\u00f9 sostituito. Oggi sulla torre non rimane neppure pi\u00f9 traccia degli antichi quadranti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">Virginio Bussi 1968<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong style=\"font-size: 13px;\">NB.:\u00a0da notare che ne frattempo per\u00f2 sono stati istallati sopra dei ripetitori.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><em><span style=\"font-size: 13px;\">(con ij soen \u00ebd\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Comunit\u00e0 Nuova Piemontese\/Comunit\u00e0 Neuva Piemont\u00e8isa V\u00ebrs\u00e8j)<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>7.4.2014 &#8211; &#8220;Mancano i fondi&#8221;, come al solito per noi. Ma quando un monumento crolla rischia di fare vittime. 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