{"id":19326,"date":"2009-07-31T23:05:02","date_gmt":"2009-07-31T21:05:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=19326"},"modified":"2009-07-31T23:05:02","modified_gmt":"2009-07-31T21:05:02","slug":"piemonte-sovrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=19326","title":{"rendered":"Piemonte sovrano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-19329\" title=\"r1\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/r1-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"144\" height=\"95\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/r1-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/r1.jpg 577w\" sizes=\"auto, (max-width: 144px) 100vw, 144px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Nell\u2019ultima ventina d\u2019anni si sono moltiplicate a non finire le riletture e\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">le critiche del cosiddetto\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Risorgimento<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. Sono ormai centinaia i saggi, gli studi e i volumi che analizzano tutti gli aspetti di quel periodo cos\u00ec importante, complesso e al tempo stesso oscuro della Storia d\u2019Italia. Quello che fino alla fine degli anni Ottanta era un totem e un tab\u00f9 \u00e8 stato via via dissacrato, fino ad arrivare alla situazione del giorno d\u2019oggi, dove a una visione totalmente agiografica e idealizzata ne \u00e8 stata sostituita un\u2019altra dove non solo i \u00abpadri della patria\u00bb fanno la figura di ladri, profittatori e puttanieri, ma dove la stessa\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">ratio<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0del processo storico che port\u00f2 all\u2019unificazione statuale italiana viene messa in discussione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Da un punto di vista del tutto unilaterale e irreale tipo libro <em>Cuore<\/em> si \u00e8 scesi a una brutta e sporca storia a met\u00e0 tra \u00abAl\u00ec Bab\u00e0 e i quaranta ladroni\u00bb e \u00abl\u2019uomo che guarda dal buco della serratura\u00bb. Quelli che per oltre cent\u2019anni furono presentati come semidei senza paura, dalla triade Cavour-Mazzini-Garibaldi a Vittorio Emanuele, vengono ora ridotti \u2013 quando va bene \u2013 a delle macchiette. Quando va male, a dei loschi figuri e a dei trafficanti senza scrupoli \u2013 negrieri, assassini, terroristi e fedifraghi. Insomma, ormai, parlar male del <em>Risorgimento<\/em> e del modo in cui venne \u00abfatta l\u2019Italia\u00bb va decisamente di moda. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Gli Italiani forse non si avvedono che cos\u00ec facendo segano il ramo dell\u2019albero sul quale riposano: certamente le modalit\u00e0 con cui venne cucito lo Stivale non furono le migliori possibili, ma resta il fatto che ci\u00f2 che storicamente si determin\u00f2 fu la creazione del Regno d\u2019Italia sotto Casa Savoia, nei modi e nelle forme che si realizzarono. Altri modi non ce n\u2019erano. Da un punto di vista italiano aveva certamente ragione Amendola, quando affermava che il processo che port\u00f2 allo stato unitario costituiva <em>\u00abl\u2019eredit\u00e0 pi\u00f9 rivoluzionaria della nostra storia\u00bb<\/em>. Attaccare il <em>Risorgimento<\/em> e dissacrarlo significa mettere in discussione la stessa ragion d\u2019essere e la necessit\u00e0 storica dell\u2019esistenza dell\u2019Italia in quanto Stato. \u00c8 per questo motivo che esso \u00e8 stato sempre messo al riparo dalle critiche. Di pi\u00f9: \u00e8 sempre stato presentato come un\u2019epopea irripetibile, una sorta di saga nazionale popolata di eroi. Tanto pi\u00f9 preziosa perch\u00e9 gli Italiani per <em>\u00abfare l\u2019Italia\u00bb<\/em> non fecero proprio nulla, tanto che per mascherare la completa apatia degli italiani verso quello che avrebbe invece dovuto essere un processo che li coinvolgeva direttamente e che non avrebbe dovuto limitarsi a un\u2019operazione politico-militare giocata tra l\u2019Inghilterra e il Piemonte a fini religiosi e dinastici, si dovettero pompare all\u2019inverosimile episodi senza alcun momento come le \u00abcinque giornate di Milano\u00bb o la scaramuccia di Curtatone e Montanara, al fine di poter costruire almeno un simulacro di un\u2019epopea davvero \u00abnazionale\u00bb e non limitata soltanto al Piemonte e a Casa Savoia \u2013 sostenuta, per giunta, dalla Francia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Oggi che il <em>Risorgimento<\/em> \u00e8 ormai inguardabile la linea di difesa di coloro che vogliono tener in vita a tutti i costi la vacca sacra dell\u2019idea dell\u2019Italia \u00abuna e indivisibile\u00bb si \u00e8 spostata dall\u2019intangibilit\u00e0 del processo storico alla critica del modo con cui si realizz\u00f2. Vale a dire che si accetta <em>obtorto collo<\/em> un\u2019interpretazione molto pi\u00f9 critica e meno romantica, ma non si mettono in discussione i motivi che portarono alla sua realizzazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><strong style=\"color: #000080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Un \u201cprocesso di sostituzione\u201d per mettere i Piemontesi dalla parte dei \u201ccattivi\u201d<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><strong><span style=\"font-size: 13px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-19331\" title=\"r5g\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/r5g-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"144\" height=\"95\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/r5g-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/r5g.jpg 577w\" sizes=\"auto, (max-width: 144px) 100vw, 144px\" \/><\/span><\/strong><\/span> <span style=\"font-size: 13px;\">Al di l\u00e0 delle critiche, anche feroci, a questo o quel protagonista o a singoli avvenimenti contingenti, si vuole in questo modo salvaguardare l\u2019idea dell\u2019ineluttabilit\u00e0 dell\u2019\u00abunificazione\u00bb italiana, cosa, invece, del tutto falsa. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Si \u00e8 passati dall\u2019assunzione di uno schema del tipo <em>Risorgimento s\u00ec\/Italia s\u00ec<\/em> a uno del tipo <em>Risorgimento no\/Italia s\u00ec<\/em>, non avvedendos\u00ec per\u00f2 che una tale conformazione logica, oltre a costituire una contraddizione in termini, condurr\u00e0 fatalmente all\u2019altra, e ultima, conclusione: <em>Risorgimento no\/Italia no<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Ed \u00e8 cos\u00ec, sulla linea di questo schema di pensiero, che si \u00e8 sviluppata negli ultimi anni tutta una pubblicistica che, nel tentativo di salvare il salvabile (il nocciolo dell\u2019idea della giustezza in s\u00e9 e della necessit\u00e0 storica dell\u2019unificazione della penisola) ha preso di mira il modo e i tempi e le forme con cui tale processo storicamente si realizz\u00f2. Giungendo anche a indicare dei precisi colpevoli, vale a dire i Piemontesi, nel tentativo di giustificare il fatto, sotto gli occhi di tutti, che in Italia non funziona niente: si cerca cos\u00ec di addossare al nostro popolo una sorta di peccato originale, che ci tenga in soggezione e di cui dover chieder scusa per sempre. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Si \u00e8 cos\u00ec assistito all\u2019esaltazione del massone milanese Carlo Cattaneo (che, al pari di molti suoi compari e a differenza dei nostri giovani soldati mandati a morire sui campi di battaglia preferiva il <em>buen retiro<\/em> in Svizzera, tranne poi criticare la Dinastia e i Piemontesi), alla riabilitazione dei briganti meridionali, fatti passare per martiri e per vittime di presunte atrocit\u00e0 e addirittura di \u201cpulizie etniche\u201d, all\u2019esaltazione di tutti i Regni preunitari (salvo il Regno di Sardegna, definito spregiativamente <em>\u201cda operetta\u201d<\/em>). In questi giorni, addirittura, risulta possibile presentare a Torino un film realizzato dal direttore del Teatro Stabile tutto girato in chiave pro-briganti e antipiemontese (si \u00e8 giunti al punto di disprezzare i nostri giovani mandati a combattere per esaltare rivolte organizzate dalle varie mafie e camorre&#8230;). Certo che non si pu\u00f2 mordere la mano del padrone che ti d\u00e0 da mangiare, in questo caso lo Stato italiano, ed \u00e8 quindi meglio procedere al processo di sostituzione, passando dalla critica al <em>Risorgimento<\/em> alla diffamazione dei Piemontesi (le due cose sono strettamente connesse, avendo a che fare con la difesa dell\u2019Italia a detrimento del Piemonte).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><strong style=\"color: #000080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Una falsa critica per ribadire\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">la stessa propaganda<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><strong><span style=\"font-size: 13px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-19332\" title=\"rp\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rp-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"144\" height=\"95\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rp-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rp.jpg 577w\" sizes=\"auto, (max-width: 144px) 100vw, 144px\" \/><\/span><\/strong><\/span> <span style=\"font-size: 13px;\">Assistiamo infatti in questi anni a un processo non solo di revisionismo storico, ma al tentativo di procedere alla sostituzione di una mitologia con una falsa critica, che va in realt\u00e0 nella stessa direzione celebratoria e agiografica della prima. Insomma, moltissime critiche al <em>Risorgimento<\/em> non sono altro che delle false critiche, un\u2019altra forma pi\u00f9 sottile di propaganda. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Quindi oggi \u00e8 non soltanto lecito ma quasi doveroso, per una certa \u00abintellighenzia\u00bb funzionale al disegno unitarista ad ogni costo, sputare addosso ai Piemontesi. Tanto pi\u00f9 se si considera che ci\u00f2 serve a un\u2019altra importante funzione, che \u00e8 quella dell\u2019auto assolvimento degli Italiani, che si sono trovati a gestire uno Stato creato da altri. Altro che balle: gli Italiani sono sempre stati <em>\u00abcalpesti e derisi\u00bb<\/em>, e anche nel caso dell\u2019unificazione nazionale non hanno combinato niente. Certo che in queste condizioni viene comodo un capro espiatorio con cui prendersela, altrimenti l\u2019autostima va sotto zero e, addirittura per loro, questo \u00e8 troppo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Sarebbe dunque questa la Storia da ricordare e da celebrare? \u00c8 questo il portato e l\u2019eredit\u00e0 del cosiddetto <em>\u00abRisorgimento\u00bb<\/em>? E ancora, <em>risorgimento<\/em> da cosa, visto che per risorgere, per necessit\u00e0 logica bisognerebbe prima essere morti e che l\u2019Italia non \u00e8 mai esistita prima del marzo 1861, creata, \u00e8 il caso di dirlo, ad opera dei tanto disprezzati Piemontesi, mentre i vari \u00abfratelli\u00bb tanto <em>\u00abpronti alla morte\u00bb<\/em> aspettavano di vedere come andava a finire per poi poter approfittare della situazione, fedeli al <em>\u00abFranza o Spagna purch\u00e9 se magna\u00bb<\/em>? Queste domande non sono n\u00e9 scontate n\u00e9 oziose, dato anche l\u2019ormai sempre pi\u00f9 insopportabile propaganda della ricorrenza del 150esimo anniversario della proclamazione del Regno d\u2019Italia.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Ricorrenza che dovrebbe spingere gli intellettuali piemontesi a un\u2019analisi serena e a una critica profonda delle vicende che portarono a quel processo storico, di quali ne furono le premesse e come valutarne le conseguenze \u2013 indicando, magari, delle vie alternative da percorrere per il futuro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><strong style=\"color: #000080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Il \u00ab<em>Risorgimento<\/em>\u00bb:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">una tragedia per i Piemontesi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><strong><span style=\"font-size: 13px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-19333\" title=\"rc\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rc-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"144\" height=\"95\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rc-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rc.jpg 577w\" sizes=\"auto, (max-width: 144px) 100vw, 144px\" \/><\/span><\/strong><\/span> <span style=\"font-size: 13px;\">Ora, da un punto di vista piemontese il \u00ab<em>Risorgimento<\/em>\u00bb \u00e8 stata una tragedia senza paragoni. Per dirla con Machiavelli, stando alla <em>\u201crealt\u00e0 effettuale della cosa\u201d<\/em> esso ha condotto, tra l\u2019altro, alla scomparsa dalla scena storica del Piemonte-Savoia, ha diviso il vecchio Stato tra Italia e Francia dopo oltre sette secoli di esistenza indipendente, ha causato la diaspora dei Piemontesi (milioni di nostri compatrioti sono stati costretti a scappare, cercando all\u2019estero la vita che veniva loro negata in patria), migliaia e migliaia sono stati ammazzati in guerra dallo Stato italiano \u2013 e basta farsi un giro nei nostri paesi per vedere gli esiti della pulizia etnica italiana: \u00e8 tutto una lapide, paesi e borgate che oggi contano poche anime sopportarono decine, quando non centinaia di morti <em>\u00abper la patria\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Cos\u2019abbiamo dunque da festeggiare, noi Piemontesi? A parte il fatto che la situazione non induce nessuna persona sana di mente a festeggiare alcunch\u00e9, a meno di non avere una buona dose di masochismo e\/o di sindrome di Stoccolma, limitandoci ai fatti e giudicando la pianta dai frutti che produce, possiamo affermare senza tema di smentita (i risultati sono sotto gli occhi di tutti \u2013 in tutti campi: dalla qualit\u00e0 della vita nelle nostre citt\u00e0, alla sanit\u00e0, alla cultura, all\u2019assoluta mancanza di speranza che ha preso la nostra gente) che la mala pianta italiana ha prodotto soltanto frutti marci. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Da un paese europeo e rispettato da tutti (e basta vedere quel che ne dicevano gli Inglesi) siamo scivolati in uno Stato-mafia fuori dal contesto civile, simile per molti aspetti a una realt\u00e0 come l\u2019Albania: dal \u00abbel paese che il monte, il mar e gli appenin circonda\u00bb siamo scivolati nello Stivale delle cinque mafie (nessun altro posto al mondo presenta cinque organizzazioni criminali autoctone, per giunta di valenza internazionale). Quella che era una cultura specifica e originale rischia oggi di scomparire sotto la pressione di un modello mediterraneo e levantino che ci si vuole imporre con la forza (basti pensare all\u2019omologazione forzata della lingua, della cultura e dei gusti a un modello romanesco-napoletano, sostenuto dalla televisione, in un contesto sociale e politico completamente egemonico e a noi estraneo ed ostile).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Per non parlare del drenaggio di intelligenze, di uomini, di idee e di risorse a cui i Piemontesi assistono impotenti da oltre un secolo e mezzo, che ha portato a un incredibile impoverimento di Torino e del Piemonte e a una loro marginalizzazione che sembra inarrestabile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00c8 inevitabile tutto ci\u00f2? Era necessario dare il via al processo di suicidio collettivo che port\u00f2 al trattato di Torino, con la relativa cessione di Nizza e della Savoia, e quindi all\u2019annullamento del nostro Stato, che port\u00f2 inevitabilmente all\u2019estinzione della Dinastia (la pi\u00f9 antica d\u2019Europa) con la quale, volenti o nolenti, il Piemonte si identificava?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><strong style=\"color: #000080;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Riconquistare la consapevolezza,\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">liberandoci uno ad uno\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">dai \u201cconsigli per gli acquisti\u201d<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><strong><span style=\"font-size: 13px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-19335\" title=\"rpms\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rpms-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"144\" height=\"95\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rpms-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/rpms.jpg 577w\" sizes=\"auto, (max-width: 144px) 100vw, 144px\" \/><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Qual \u00e8 il futuro del popolo piemontese \u2013 oltre tre milioni parlano ancora la lingua \u2013 in una realt\u00e0 mondiale incredibilmente complessa, policentrica e carica di incertezze? Cosa si pu\u00f2 fare per rimediare agli errori di allora?<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Sono solo alcune delle molte assai gravi e urgenti domande che i Piemontesi, o meglio le loro \u00e9lite culturali e politiche, dovrebbero porsi con urgenza, cercando di darsi delle risposte e di indicare delle strade percorribili che portino a uscire dalla situazione apparentemente senza scampo nella quale ci si \u00e8 venuti a trovare.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Risposte e strade che non possono trovarsi in un contesto italiano, dal momento che le condizioni al contorno entro le quali ci troveremmo a operare finirebbero inevitabilmente per ricondurci in una situazione che ci vedrebbe oppressi e soccombenti. La strada che ci porter\u00e0 al nostro domani dovr\u00e0 quindi necessariamente prendere avvio dall\u2019assumere coscienza della nostra specificit\u00e0 di popolo, per conseguire via via sempre nuovi spazi di libert\u00e0 e di sovranit\u00e0, nel quadro di un\u2019autonomia dinamica adatto alla realt\u00e0 dei nostri giorni. Ci\u00f2 potr\u00e0 essere realizzato esclusivamente facendo forza sul nostro glorioso passato e comprendendo quali sono stati i nostri errori: la nostra liberazione dovr\u00e0 quindi essere, prima di tutto, una conquista personale, frutto di una consapevolezza e di un orgoglio che nessuno potr\u00e0 pi\u00f9 toglierci.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 270px;\"><em style=\"font-size: 13px;\">Gioventura Piemont\u00e8isa | Ann XVI\u00a0 N\u00f9mer 3 | Luj d\u00ebl 2009<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultima ventina d\u2019anni si sono moltiplicate a non finire le riletture e\u00a0le critiche del cosiddetto\u00a0Risorgimento. 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