{"id":19065,"date":"2014-01-02T19:27:51","date_gmt":"2014-01-02T18:27:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=19065"},"modified":"2018-06-26T19:35:56","modified_gmt":"2018-06-26T17:35:56","slug":"federi-garel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=19065","title":{"rendered":"Feder\u00ec Garel"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_19080\" aria-describedby=\"caption-attachment-19080\" style=\"width: 204px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-19080 \" title=\"federi_garel2\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/federi_garel2.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/federi_garel2.jpg 425w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/federi_garel2-255x300.jpg 255w\" sizes=\"auto, (max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19080\" class=\"wp-caption-text\">Feder\u00ec Garel<br \/>(1831-1885)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Di Federico Garelli, senza dubbio uno dei pi\u00f9 significativi e fecondi autori del teatro piemontese, non era possibile fino a poco meno di un ventennio fa delineare un tracciato che con rigore scientifico fornisse elementi precisi atti a comprovare gli essenziali momenti di una vita intensamente vissuta sotto la spinta di una passione per la scrittura che si misur\u00f2 soprattutto col teatro, ma che non disdegn\u00f2 di cimentarsi con pari entusiasmo in campo giornalistico o in quello della prosa e della poesia satiriche o d&#8217;occasione.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Di non sicura identificazione era (ma forse lo \u00e8 ancora) il luogo di nascita, che alcuni volevano, e vogliono, a Torino e altri a Villanuova di Mondov\u00ec, nel 1827, senza peraltro che nessuno di essi puntualizzasse dell&#8217;anno indicato il mese e il giorno; incerta parimenti era la data della morte che avvenne nell&#8217;agosto del 1885 a Roma, non si sapeva per\u00f2 se il 5 o il 6; insicure o almeno non correttamente precisate alcune date di<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">&#8220;prime&#8221; che hanno fatto storia (e ancora la fanno), e non sorretta da documenti la sua collaborazione alla stesura e alla realizzazione della famosissima <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Cichin-a &#8216;d Moncal\u00e9<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, testo ispirato alla <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Francesca da Rimini<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> di Silvio Pellico, redatto probabilmente ed esclusivamente dall&#8217;avvocato torinese Tommaso Villa su suggerimento e sotto la guida di Giovanni Toselli, il pi\u00f9 grande attore e capocomico dell&#8217;Ottocento teatrale piemontese.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Solo nel 1982, nella presentazione dell&#8217;edizione critica di tre commedie del Nostro edita dal <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Centro Studi Piemontesi<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, Gualtiero Rizzi, con la perizia che tutti gli riconoscono, ebbe modo di colmare le molte lacune, correggere i refusi, accertare date e luoghi che la vincessero sulla superficialit\u00e0 di alcuni estensori di &#8220;storie&#8221; che in esse s&#8217;avventurarono troppo spesso con approssimazione d&#8217;intenti, anche se per nobili finalit\u00e0, e sulle fantasiose &#8220;memorie&#8221; di attori che ebbero con lui comunanza di vita, vuoi per necessit\u00e0 di mestiere vuoi per non sospetta amicizia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">[\u2026] Il Nostro nato dunque nel Monregalese, nel 1827 appunto, da famiglia borghese, dopo gli studi primari e secondari, si iscrive a Torino alla Facolt\u00e0 di Medicina pi\u00f9 per volere del padre che per sua personale scelta e convinzione; per questo nella capitale sabauda, attratto dal teatro e dal suo ambiente, inizia a frequentare subito, e con assiduit\u00e0, non tanto i corsi universitari quanto &#8220;una societ\u00e0 filodrammatica&#8221; denominata <em>L\u2019Unione<\/em>: qui scrivendo testi in lingua italiana e guidando in veste di direttore I&#8217;allestimento dei medesimi, sperimenta le sue possibilit\u00e0 di drammaturgo con esiti pi\u00f9 che discreti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00c8 da notare per inciso che, anche quando gli arrider\u00e0 il successo pieno, non abbandoner\u00e0 mai del tutto l&#8217;attivit\u00e0 in favore del mondo che oggi diremmo amatoriale non tanto per motivi economici (la percentuale sugli incassi) quanto per tastare le reazioni del pubblico di fronte a un nuovo testo e, in vista di future realiizazioni &#8220;professionali&#8221; apporre le modifiche del caso (l\u2019intuizione, che ci piace far nostra, \u00e8 di Domenico Seren Gay: non \u00e8 suffragata da documenti, quindi pu\u00f2 sembrare azzardata. Diciamo allora che se non \u00e8 &#8220;vera&#8221;, \u201cverosimile&#8221; sicuramente lo \u00e8). [\u2026]<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Nel 1848 trova impiego come stenografo presso il Parlamento Subalpino, posto che terr\u00e0 anche quando la Capitale viene trasferita prima a Firenze e poi a Roma (1865 e 1871). Contrarr\u00e0 nel corso della sua vita due matrimoni: il primo nel 1851 con tale Virginia Brunetti, che muore, pare, di colera tre anni dopo lasciandogli un figlio; il secondo con Paolina Cappa, dalla quale ebbe tre figli. L\u2019una e I&#8217;altra erano state attrici dilettanti. Collabora, parallelamente alla sua attivit\u00e0 di drammaturgo, in veste di pubblicista, a giornali locali, soprattutto al Fischietto (giornale satirico torinese con rubrica dalla Citt\u00e0 Eterna), con lo pseudonimo di Fra Lapisteno [\u2026]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019incontro con Giovanni Toselli fu determinante per la sua carriera artistica: su suggerimento di quest&#8217;ultimo (scartata ormai l\u2019ipotesi di una sua collaborazione all&#8217;allestimento della <em>Cichin-a<\/em>, della quale alcuni studiosi come <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/albina-malerba\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Albina Malerba<\/strong><\/a> e Giovanni Tesio, oltre al gi\u00e0 nominato Rizzi, retrodatano l&#8217;esecuzione della prima messa in scena al 1857), scrisse il dramma <em>Margritin dle viol\u00ebtte<\/em> (opera che non fu possibile rappresentare data la giovane et\u00e0 della Tessero che avrebbe dovuto interpretare la parte della protagonista, una donna &#8220;di vita&#8221;: il testo si ispira \u00ednfatti alla <em>Signora delle camelie<\/em> di Alexandre Dumas!) e poi di getto quello che da molti viene considerato non soltanto il suo capolavoro ma il primo e pi\u00f9 significativo testo del teatro piemontese, e che di quest&#8217;ultimo inaugura nel contempo la pi\u00f9 felice stagione: <em>Gu\u00e8ra o pas?<\/em> [\u2026]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 90px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Qui, in questa rapida carrellata sulla vita e l&#8217;opera dell&#8217;autore piemontese, \u00e8 forse d&#8217;uopo fare riferimento al suo mondo poetico, permeato da sottile ironia, non disgiunta mai da malinconia, anche quando gli argomenti vengono trattati con i modi e la tecnica della farsa; alla sua abilit\u00e0 non soltanto nel delineare la consequenzialit\u00e0 delle scene per conquistare il finale in lento crescendo, ma anche per abbozzare caratteri dai tratti psicologici forse non troppo approfonditi ma certo di sicura efficacia scenica, subito decifrabili dal pubblico, che ne pu\u00f2 rilevare, proprio attraverso le varie forzature, pregi, virt\u00f9 e, quando occorra, gli inevitabili difetti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Tai qualit\u00e0 ci pare vengano messe in luce anche soltanto ad una prima lettera dei testi (che ancora oggi potrebbero reggere ad una realizzazione accurata proprio per lo scorrevole meccanismo scenico e la sempre accattivante ricerca della \u201csituazione\u201d che di ogni spettacolo \u00e8 perno fondamentale), attraverso cui possono altres\u00ec essere evidenziati la molteplicit\u00e0 degli argomenti trattati (spesso d&#8217;occasione; ma nobili, volutamente didascalici, di intenti morali), che trascorrono da tematiche patriottiche (la gi\u00e0 ricordata <em>Gu\u00e8ra o pas?; La scola d\u00ebl sold\u00e0, La caban-a d\u00ebl r\u00e8 galant\u00f2m<\/em> (che \u00e8 ovviamente Vittorio Emanuele II) a quelle d&#8217;argomento sociale (<em>La carit\u00e0 l\u2019\u00e8 nen tuta &#8216;d pan; L\u2019invern dij p\u00f2ver; Delfina l&#8217;ovriera; Da la povert\u00e0 a la rich\u00ebssa<\/em>) o contadino (<em>\u00cbl camp\u00e9 e la marghera<\/em>) ai vari ritratti del mondo piccolo borghese (<em>Ij pciti fastidi, <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/LA-FELICIT\u00c0-\u2018D-MONSU\u2019-GUMA.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La felicit\u00e0 &#8216;d mons\u00f9 Guma<\/a>; Na facessia al bal masch\u00e9, La cun-a &#8216;d Carlin<\/em>): testi attraverso i quali sperimenta non soltanto le molte possibilit\u00e0 del linguaggio riferite ad ambienti stati e condizioni di vita diversi, ma anche i molti generi teatrali: la commedia di costume, quella brillante, il dramma storico e quello borghese, la farsa (<em>La gabia d\u00ebl merlo, Ij f\u00f2j a b\u00e8ivo al cop<\/em>), l\u2019ormai affermato vaudeville (<em>Lena d\u00ebl R\u00f2cia-Mlon<\/em>), l&#8217;atto unico breve (<em>La partensa dij contingent p\u00ebr l&#8217;armada<\/em>), le molte traduzioni (dal <em>Ventaglio<\/em> e da <em>Gli innamorati<\/em> goldoniani che diventano <em>La vantajn-a<\/em> e <em>J&#8217;an-namor\u00e0<\/em>), e si potrebbe continuare. Ma per completare i titoli delle opere pi\u00f9 rilevanti vorremmo citare ancora <em>\u00cbl birichin \u00ebd Turin, Ij l\u00e0der an guant bianch, \u00cbl cioch\u00e9 d\u00ebl vilage e Compare Bon\u00f2m<\/em>, e concludere con i giudizi critici di due cultori del teatro in piemontese: il primo \u00e8 di Massimo Scaglione che nella sua <em>Storia<\/em> dichiara che il Garelli \u00abricopre ufficialmente il ruolo di primo autore del teatro piemontese. Al contrario dei toni forti e risentiti di un <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/luis-pietraqua-luigi-pietracqua\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Pietracqua<\/strong><\/a>, Garelli oppone un umorismo bonario, una felicissima predisposizione alla satira ed alla definizione sottile dei personaggi\u00bb; il secondo, di Gualtiero Rizzi, che cos\u00ec sintetizza, efficacemente, il significato di tutta l&#8217;opera del Nostro: \u00abForse quello che la \u201cmitezza\u201d in <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/giovanni-zoppis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Zoppis<\/strong><\/a> e la \u201crabbia\u201d anche ideologica in Pietracqua non hanno permesso di disegnare di Torino, \u00e8 \u201cschizzato\u201d &#8211; se non approfondito psicologicamente &#8211; dall&#8217;ironia bonaria di Garelli, il quale forse non ci tramanda di quei tempi \u2013 con quei nostri antichi &#8211; una stampa bavarese, ma un bell&#8217;album di ricordi per un &#8230;COME ERAVAMO\u00bb<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 300px;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/pier-giorgio-gili\/\"><strong>Pier Giorgio Gili<\/strong><\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Nota biografica a:<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"> Federico Garelli, <\/em><span style=\"font-size: 13px;\">La gabia d\u00ebl merlo<\/span><em style=\"font-size: 13px;\"> &amp; <\/em><span style=\"font-size: 13px;\">La vos dl\u2019onor<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">, Torino 2001.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<hr size=\"2\" \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px;\"><em><span style=\"color: #ff0000;\">\u25c4<\/span>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=2895\">Mila agn \u00ebd Literatura Piemont\u00e8isa<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Federico Garelli, senza dubbio uno dei pi\u00f9 significativi e fecondi autori del teatro piemontese, non era possibile fino a poco meno di un ventennio fa &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=19065\"> <span class=\"screen-reader-text\">Feder\u00ec Garel<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":19080,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,10,31],"tags":[474,475,84,85,86,21,22,37,38,39,23,61,40,24,62,88,89,97,100,98,99,101,217],"class_list":["post-19065","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-literatura-2","category-scritor","category-teater","tag-federi-garel","tag-federico-garelli","tag-identita-piemonteisa","tag-identita-piemontese","tag-identite-piemontaise","tag-langue-piemontaise","tag-lenga-piemonteisa","tag-letteratura-piemontese","tag-lettere-piemontesi","tag-lettres-piemontaises","tag-lingua-piemontese","tag-literatura-piemonteisa","tag-litterature-piemontaise","tag-piedmontese-language","tag-piedmontese-literature","tag-piemont","tag-piemonte","tag-piemontese-theatre","tag-teater-piemonteis","tag-teatro-piemonteis","tag-teatro-piemontese","tag-theatre-piemontais","tag-voghera"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19065","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19065"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19065\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34441,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19065\/revisions\/34441"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/19080"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19065"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19065"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19065"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}