{"id":16289,"date":"2013-09-22T11:14:05","date_gmt":"2013-09-22T09:14:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=16289"},"modified":"2013-09-22T11:14:05","modified_gmt":"2013-09-22T09:14:05","slug":"sui-mutilati-e-invalidi-della-grande-guerra-linguistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=16289","title":{"rendered":"Sui mutilati e invalidi della grande guerra linguistica (e non vale solo per la Sardegna&#8230;)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-16290\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"SAR\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/SAR.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"245\" \/>Il problema sollevato da Cinzia \u00e8 un problema molto serio:\u00a0<\/span><a style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\" title=\"Permalink to Il problema di Cinzia: premiare la maggioranza discrimina la\u00a0minoranza?\" href=\"http:\/\/bolognesu.wordpress.com\/2013\/09\/27\/il-problema-di-cinzia-premiare-la-maggioranza-discrimina-la-minoranza\/\" rel=\"bookmark\" target=\"_blank\">Il problema di Cinzia: premiare la maggioranza discrimina la\u00a0minoranza?<\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Esiste una minoranza consistente di Sardi che ha soltanto una competenza passiva della nostra lingua e che reclama il proprio \u201cdiritto all\u2019ignoranza\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Questa minoranza non pu\u00f2 essere ignorata per tre ordini di motivi: 1) la sua consistenza numerica: circa un terzo dei Sardi si trova in questa situazione; 2) La sua aggressivit\u00e0: si tratta, in genere, di individui che finora hanno goduto dei privilegi che, paradossalmente, il monolinguismo assicurava loro e che si \u00e8 dotata di un ideologia molto articolata e pervasiva per giustificare questi privilegi; 3) si tratta di vittime: questa minoranza \u00e8 costituita dai mutilati e invalidi della guerra linguistica combattuta in Sardegna a partire dagli anni \u201960 del secolo scorso.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">L\u2019evidenza dei numeri (i Sardi che dichiarano di avere una competenza attiva della loro lingua sono 1l 68.4%) chiarisce abbondantemente il primo punto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Per quanto riguarda il secondo punto (l\u2019ideologia e i propagatori di questa) faccio copia e incolla dal mio libro: \u201cChiarito questo punto, l\u2019analisi compiuta da Anna Oppo sull\u2019insieme dei dati si pu\u00f2 riassumere nel modo seguente: \u00abL\u2019insieme di questi dati ha evidenziato tanto il declino delle parlate locali in ambito familiare man mano che si passa dalle generazioni pi\u00f9 anziane a quelle pi\u00f9 giovani quanto l\u2019uso maggioritario dell\u2019italiano nelle cerchie extra-familiari e nelle situazioni comunicative pi\u00f9 formali e pi\u00f9 alte. E, come si \u00e8 gi\u00e0 descritto, l\u2019uso dei due diversi codici sembra segnare delle \u201cfratture\u201d: fra generi ed et\u00e0, fra bassa e alta istruzione, fra rurale e urbano, fra ceti e classi sociali\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Se da un lato \u00e8 doveroso rimandare alla ricerca sociolinguistica coordinata da Anna Oppo, sia per la mole di dati che presenta, sia soprattutto per definire quelle che lei chiama \u201cfratture\u201d (\u00abfra generi ed et\u00e0, fra bassa e alta istruzione, fra rurale e urbano, fra ceti e classi sociali\u00bb), bisogna anche osservare che diverse delle analisi di questi dati e delle differenze nel comportamento linguistico dei vari gruppi sociali, effettuate dai vari curatori, compresa la stessa Oppo, sono viziate da preconcetti ideologici: l\u2019abbandono del sardo viene continuamente presentato come strettamente legato all\u2019emancipazione culturale e sociale dei sardi. In questo \u00e8 testimonianza dell\u2019adesione ideologica del ceto accademico al paradigma della modernizzazione, al cui interno il passaggio dal sardo all\u2019italiano \u00e8 visto come un passaggio fra l\u2019arretratezza e la modernit\u00e0, come se fosse un dato oggettivo e non da sottoporre almeno a verifica empirica (posto che si possano definire \u201carretratezza\u201d e \u201cmodernit\u00e0\u201d in termini scientifici, oggi poi). La scelta per l\u2019italiano sarebbe determinante per il raggiungimento di questa emancipazione, senza fare riferimento, per esempio, al fatto che, malgrado ormai la stragrande maggioranza dei giovani (92% delle ragazze, 86% dei ragazzi) apprenda l\u2019italiano come L1, la dispersione scolastica in Sardegna si presenta ancora in proporzioni gravissime, oscillando sempre intorno al doppio della media italiana, anche questa altissima rispetto alla media europea. Come vedremo al Cap. 3, in effetti, la lingua che i ragazzi sardi apprendono a casa e dall\u2019ambiente circostante \u00e8 molto lontana dall\u2019italiano standard, che la scuola pretende che loro conoscano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">I fattori che hanno portato molti sardi \u2013 ma sempre, comunque, una minoranza di essi \u2013 ad abbandonare almeno in parte la loro lingua, si ritrovano in tutto il mondo e in tutto il mondo stanno mettendo a rischio l\u2019esistenza di migliaia di lingue minoritarie.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Oppo ne \u00e8 cosciente e infatti cita, tra gli altri, in una nota a pag. 10 il seguente passaggio di Labov, scritto a proposito del comportamento linguistico delle donne negli Stati Uniti: \u00abLe donne [\u2026] sono pi\u00f9 sensibili degli uomini al modello di prestigio. Esse mostrano cio\u00e8 una pi\u00f9 netta inclinazione del mutamento di stile, specialmente all\u2019estremo pi\u00f9 formale dello spettro\u00bb. (Labov 1972:335)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ciononostante, Oppo cerca di attribuire a cause \u201cspecificamente\u201d sarde \u2013 in effetti si tratta di stereotipi \u2013 il comportamento analogo delle donne isolane: \u00abCome non capire la prontezza delle donne che, nell\u2019impadronirsi, per prime, dell\u2019italiano e della scuola, pensavano di liberarsi contemporaneamente dagli scialli, dal confinamento nella casa, dai gesti di deferenza quotidiana nei confronti di padri e mariti come quello di sfilare loro gli stivali e di lavargli i piedi una volta che questi rientravano a casa? E magari di non dover svolgere pi\u00f9 il ruolo di coloro che piangono il figlio morto ammazzato?\u00bb. (<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Le lingue dei Sardi<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">:6)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Quante donne portano ancora lo scialle in Sardegna? Chiss\u00e0, ma le donne che dichiarano di parlare il sardo sono ancora il 62,6%.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">[&#8230;]<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Nel rapporto ragazzo\/ragazza, i ragazzi sardi \u2013 ma, sebbene in misura minore, anche le ragazze \u2013 assumono un\u2019identit\u00e0 linguistica molto differente da quella che li connota come membri del gruppo dei pari e questa, nella stragrande maggioranza dei casi, esclude qualsiasi componente sarda.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">In proposito, Anna Oppo propone la spiegazione seguente: \u00abMa sono soprattutto le differenze socio anagrafiche degli intervistati a pesare in modo deciso. In primo luogo a prediligere le parlate locali sono gli uomini, soprattutto se adulti. Inoltre diventa estremamente significativo il peso del titolo di studio, della posizione professionale e del ceto sociale di riferimento: la parlata locale \u00e8 preferita nelle relazioni amicali dai meno giovani, i meno istruiti e coloro che hanno professioni di tipo manuale. Sar\u00e0 forse in ragione della giovane et\u00e0, ma all\u2019interno delle coppie la lingua prevalentemente usata sembra essere l\u2019italiano, e solo in una percentuale piccolissima si usa la parlata locale ed entrambi i codici. Quest\u2019ultima tendenza sembra condivisa solo per lo pi\u00f9 da coloro che vivono nei comuni pi\u00f9 piccoli\u00bb. (<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Le lingue dei Sardi<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">: 28)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">L\u2019accademica cagliaritana Anna Oppo spiega in questo modo i motivi che porterebbero i giovani ad adottare l\u2019italiano come lingua del rapporto uomo-donna: chi parla in sardo \u00e8 vecchio e socialmente poco competitivo, insomma, poco istruito, poco abbiente e abitante di un paesino arretrato. Con la sua generalizzazione, Anna Oppo esprime i pregiudizi dei ceti dominanti sui sardoparlanti, forse interiorizzati dalle giovani donne sarde.\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Il ceto rappresentato da Anna Oppo lotter\u00e0 con le unghie e coi denti per difendere i propri privilegi e la propria visione del mondo che questi privilegi giustifica.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Meglio prepararsi: i gorgeggi isterici di Gianluca Floris sono soltanto l\u2019overture.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ma circa un terzo dei Sardi, soprattutto donne, \u00e8 rimasto escluso dall\u2019interazione linguistica nella nostra lingua e non ha avuto la possibilit\u00e0 di apprenderla: sarebbe troppo facile liquidare queste persone come \u201cmandrone\u201d: costoro sono vittime della guerra psicologica esercitata dalle classi dirigenti sarde nei confronti dei bambini, prima a scuola, poi anche a casa e nel gruppo dei pari:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u201cQuesta tabella \u2013 per la quale non si indica con precisione l\u2019et\u00e0 degli intervistati, ma dovrebbe riguardare i bambini dai 6 agli 8 anni, visto che i dati, grosso modo, coincidono \u2013 mostra come, gi\u00e0 all\u2019interno della famiglia (allargata) e del gruppo dei vicini\/compagni di giochi e di scuola, le ragazze tendano ad essere escluse dalle interazioni in sardo, molto pi\u00f9 che non i ragazzi. L\u2019unica eccezione \u00e8 costituita dai nonni, che ormai sono diventati l\u2019agente principale della trasmissione generazionale del sardo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">I pi\u00f9 resoluti nell\u2019escludere le bambine dalle pratiche linguistiche in sardo (o almeno da quelle esclusivamente in sardo) sono proprio i membri del gruppo dei pari: fratelli e sorelle, compagni di scuola e di giochi: gi\u00e0 presto il sardo sembra delinearsi come lingua che determina un\u2019identit\u00e0 prettamente maschile.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Naturalmente, occorrerebbe uno studio longitudinale per stabilire se i dati corrispondenti alle diverse fasce di et\u00e0 corrispondano effettivamente a diverse fasi del percorso linguistico dei ragazzi sardi (come proposto in \u00a74.1), o se invece le differenze indichino un effettivo aggravarsi della situazione. Le piccole differenze di et\u00e0 tra gli intervistati sembrano comunque indicare che si tratti di fasi differenti del percorso di acquisizione del sardo da parte dei giovanissimi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Questi dati, nel loro insieme, sembrano indicare l\u2019esistenza di una \u201ccospirazione\u201d di tutta la societ\u00e0 sarda tendente a escludere le ragazze, molto pi\u00f9 che non i ragazzi, dalle interazioni linguistiche in sardo. Anche se le ragazze in buona parte recuperano le distanze negli anni successivi, lo stigma \u2013 non necessariamente verbalizzato: basta l\u2019evidenza abbondantissima del \u201cnon si fa\u201d \u2013 verso l\u2019uso del sardo da parte delle donne sembra persistere e trovare la sua massima realizzazione nel rapporto ragazzo\/ragazza: usare il sardo significa essere \u201c<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">grezzi<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u201d e questo pu\u00f2 andar bene per fare dell\u2019umorismo, per esprimere rabbia o per atteggiarsi a \u201cduri\u201d, ma non nel momento delicatissimo in cui si decide di corteggiare un potenziale partner o di accettarne o meno la corte. Ovviamente, una volta che il rapporto \u00e8 stato impostato in una lingua, diventa poi praticamente impossibile passare a un\u2019altra lingua.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">A queste considerazioni va poi aggiunto il fatto che, evidentemente, nel sardo si \u00e8 estinto il registro del corteggiamento, il linguaggio settoriale per l\u2019approccio dei rappresentanti dell\u2019altro sesso che suscitano interesse sessuale.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00c8 ovvio che questo linguaggio non si pu\u00f2 apprendere nel corso di una normale interazione linguistica, visto che il corteggiamento costituisce una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 private e delicate. I modelli di corteggiamento a cui siamo normalmente esposti sono costituiti dalla produzione di autori pi\u00f9 o meno specializzati di canzoni, film, libri, programmi televisivi in cui si rappresentano i rapporti privati tra un uomo e una donna. Nella societ\u00e0 sarda attuale, questi modelli sono in italiano e monopolio dell\u2019industria culturale italiana, mentre nella societ\u00e0 tradizionale i modelli erano forniti, per esempio, dai\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">mutos<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0e\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">mutetus<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0che praticamente tutti conoscevano e cantavano. Spariti dalla vita reale quei modelli, ai giovani sardi non rimane che adattarsi ai modelli proposti dall\u2019industria italiana della rappresentazione dei sentimenti, e lo fanno, ovviamente, in italiano.\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Tutta la societ\u00e0 sarda cospira nell\u2019escludere i bambini dalle interazioni nella nostra lingua.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Chi interiorizza lo stigma verso il sardo va allora aiutato a superare il trauma infantile, non condannato.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ma questo non pu\u00f2 voler dire che si debba continuare a premiare l\u2019ignoranza ai danni della conoscenza.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Sapere di p\u00f9 va premiato, non punito, come \u00e8 stato il caso finora.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">E come \u00e8 ancora il caso: dai dati della\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/www.sardegnacultura.it\/documenti\/7_88_20070514130939.pdf\" target=\"_blank\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"line-height: 19px;\">chirca sotziulinguistica<\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0risulta che ancora i bilingui in sardo e italiano hanno pi\u00f9 probabilit\u00e0 di non raggiungere un titolo di studio superiore.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">E poi ci sono quelli che parlano di discriminazione dei monolingui in italiano\u2026<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Comunque sia, \u00e8 ora che questi ignoranti militanti si rassegnino e \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 si mettano a studiare.<\/span><\/p>\n<p><a style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\" href=\"http:\/\/bolognesu.wordpress.com\/2013\/09\/28\/sui-mutilati-e-invalidi-della-grande-guerra-linguistica\/\" target=\"_blank\"><em>(Bolognesu: in sardu &#8211;\u00a0Limba e \u00e1teras cosas \/ Lingua sarda e altro)<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema sollevato da Cinzia \u00e8 un problema molto serio:\u00a0Il problema di Cinzia: premiare la maggioranza discrimina la\u00a0minoranza? 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