{"id":16066,"date":"2013-09-11T14:21:51","date_gmt":"2013-09-11T12:21:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=16066"},"modified":"2013-09-11T14:21:51","modified_gmt":"2013-09-11T12:21:51","slug":"la-scuola-svuotateste-la-laicite-imposta-agli-studenti-francesi-non-e-solo-un-tic-nazionale-ma-fa-tendenza-ovunque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=16066","title":{"rendered":"La scuola svuotateste &#124; La la\u00efcit\u00e9 imposta agli studenti francesi non \u00e8 solo un tic nazionale, ma fa tendenza ovunque"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-16067\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"hollande\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/hollande.png\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"185\" \/><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"><strong>Una ventata di mentalit\u00e0 totalitaria vestita di politicamente corretto sta distruggendo il sistema dell\u2019istruzione<\/strong> che ha governato l\u2019occidente per un paio di secoli: non pi\u00f9 creazione di conoscenze e cultura come strumenti di libert\u00e0 dell\u2019individuo, ma <strong>meccanismo standardizzato per plasmare gli individui entro ideologie preconfezionate.<\/strong> Certo, il mondo \u00e8 complesso, standardizzare \u00e8 difficile, le differenze nazionali persistono, pur indebolite, e Giulio Meotti (<em>\u201cL\u2019abracadabra del pol. corr.\u201d<\/em>, il Foglio, 29 agosto) ha bene descritto la realt\u00e0 francese, le sue inveterate tendenze laiciste e giacobine. Ma il motto \u201cla scuola non deve trasmettere conoscenze ma forgiare i valori dell\u2019individuo\u201d non esce solo dalla cucina francese: circola ovunque. Un professore mi racconta di un consiglio di classe aperto dal dirigente con la perentoria indicazione: <em><strong>\u201cE\u2019 prioritario stabilire il modello di persone che vogliamo formare\u201d<\/strong><\/em>. E non \u00e8 roba che esce solo dalla cucina della \u201cgauche\u201d. Si pensi a Monsieur Claude Th\u00e9lot, uno dei massimi esperti mondiali di problemi scolastici, che presiedette nel 2003, su mandato di Jacques Chirac (un \u201cgauchiste\u201d?) una commissione sul futuro della scuola.<\/span><\/span><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Tre anni fa, invitato in Italia con tutti gli onori, dichiar\u00f2 che i professori insistono sulle conoscenze e invece dovrebbero occuparsi meno di trasmettere il sapere e di pi\u00f9 della formazione della personalit\u00e0 degli allievi. Del resto, tanti docenti francesi da anni si battono contro questa visione totalitaria e si scontrano con i poteri enormi della burocrazia centralista: hanno subito ispezioni, ammonimenti, tagli di stipendi perch\u00e9 \u201cinsegnavano\u201d invece di \u201cformare le teste\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Nel 2005, il celebre matematico Laurent Lafforgue entr\u00f2 a far parte dell\u2019Alto Consiglio dell\u2019Educazione francese. Inorridito dalle prescrizioni di funzionari ed \u201cesperti\u201d, scrisse al presidente del Consiglio che \u201cper me \u00e8 esattamente come se fossimo un Alto Consiglio dei Diritti dell\u2019Uomo e decidessimo di fare appello ai Khmer rossi per costituire un gruppo di esperti per la promozione dei Diritti Umani\u201d. Fu cacciato su due piedi. Va detto che la critica di Edgar Morin del provvedimento di Peillon (<em>\u201cL\u2019uguaglianza imposta uccide la libert\u00e0, non pu\u00f2 essere stabilita per decreto\u201d<\/em>) \u00e8 una manifestazione sesquipedale di ipocrisia. Proprio lui ha proposto l\u2019ideologia della \u201ccostruzione delle persone\u201d con il libro-manifesto <em>\u201cLa testa ben fatta\u201d<\/em>, che ha distorto il senso del detto di Montaigne contro il nozionismo \u2013 <em>\u201cE\u2019 meglio una testa ben fatta che una testa ben piena\u201d<\/em> \u2013 in un proclama contro la trasmissione delle conoscenze.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Certo, Morin avrebbe applaudito se avessero scelto la sua versione del costruttivismo. <strong>I fabbricanti di teste hanno vedute differenziate ma sono liti in famiglia.<\/strong> Li unisce il proposito fondante dell\u2019<strong>internazionale della \u201cnuova\u201d istruzione: basta con le conoscenze e con la cultura, basta con i \u201csaperi del passato\u201d, l\u2019istruzione deve essere un sistema di fabbricazione di individui \u201cnuovi\u201d, dotati di capacit\u00e0 adatte alle esigenze della societ\u00e0 contemporanea.<\/strong> In sintesi: basta con le conoscenze, viva le \u201ccompetenze\u201d, nel linguaggio della convenzione di Lisbona. Qualcuno parla addirittura, ridicolmente, di \u201ccompetenze della vita\u201d, le sfumature sono tante, ma \u00e8 comune la pretesa totalitaria di fare dell\u2019istruzione un sistema di \u201cformazione di teste\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Chi non fosse convinto che <strong>la distruzione della cultura passata sia vista come la chiave per imporre la dittatura del politicamente corretto<\/strong>, pu\u00f2 leggere <em>\u201cHumanism and Democratic Criticism\u201d<\/em> (2004), dell\u2019intellettuale americano-palestinese Edward Said (il celebre autore di \u201cOrientalism\u201d). Said descrive le universit\u00e0 statunitensi prima degli anni Ottanta: culle della tradizione culturale e letteraria dell\u2019occidente, in cui si leggevano con devozione Omero, Erodoto, Eschilo, Platone, Aristotele, la Bibbia, Virgilio, Dante, Cervantes, sant\u2019Agostino e Dostoevskij. Racconta compiaciuto come nel giro di un ventennio questa tradizione fu distrutta per creare un nuovo \u201cumanesimo\u201d libero dagli efferati \u201cessenzialismi\u201d e razzismi della letteratura classica; e cita come modello la \u201crigenerazione\u201d della Columbia University, di cui era diventato professore. Fu un gigantesco svuotamento di teste per rifarle daccapo. Manco a dirlo, nelle teste venne messo qualcos\u2019altro. Difatti, \u00e8 un gigantesco imbroglio far credere che si possano confezionare teste \u201cben fatte\u201d senza metterci nulla dentro: il modo con cui le si confeziona presuppone il contenuto auspicato. Ma \u00e8 la pretesa in s\u00e9, l\u2019idea di \u201csvuotare\u201d e rifare il recipiente che costituisce l\u2019aberrazione primaria. Voler rifare le teste secondo i principi del laicismo giacobino \u00e8 aberrante, ma non sarebbe meglio se si trattasse di principi religiosi integralisti, o dell\u2019ateismo di stato che veniva praticato in Urss, o delle ideologie nazi-fasciste.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Piaccia o non piaccia, la Francia \u00e8 un paese molto importante in ambito culturale: un tempo si diceva che \u201cogni uomo colto deve passare per Parigi\u201d. L\u2019antica gloria \u00e8 ormai scolorita \u2013 anche se il postmodernismo statunitense \u00e8 frutto di una colonizzazione del pensiero di Foucault e Derrida \u2013 ma il suo passato ha molto da insegnare. Prendiamo, ad esempio, il riferimento al 1789. Di per s\u00e9 non vuol dir molto: nel 1789 vi sono molte cose diverse. A quale 1789 si riferisce il ministro Peillon quando dice di volerne realizzare gli ideali? Pensa alle visioni dell\u2019istruzione del marchese di Condorcet o alle teorie educative di Jean-Jacques Rousseau? Non c\u2019\u00e8 dubbio: <strong>Jean-Jacques \u00e8 il profeta del ministro Peillon, e di tanti rifacitori di teste di altri paesi<\/strong>, anche di tendenze tutt\u2019altro che laiciste.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Condorcet e Rousseau: da tempo si dibatte in Francia sui due pensatori, individuando la contrapposizione tra \u201cistruzione\u201d ed \u201ceducazione\u201d come il nodo da dirimere. Non intendiamo riproporre tal quale lo scientismo di Condorcet che \u2013 lo ricordavamo su queste pagine contro le teorie della democrazia temperata dal governo dei tecnici \u2013 pretendeva che <em>\u201cuna nazione che non \u00e8 governata da filosofi cade in mano ai ciarlatani\u201d<\/em>. Ma la visione dell\u2019istruzione di Condorcet \u00e8 una delle espressioni pi\u00f9 alte della democrazia liberale. E\u2019 l\u2019idea moderna di un sistema di istruzione di massa garantito dallo stato che offra pari opportunit\u00e0 a tutti. Lo scopo non \u00e8 affatto indottrinare i cittadini, bens\u00ec fornire cultura e conoscenza come strumento di libert\u00e0, con cui essi decideranno autonomamente le forme della loro presenza nella realt\u00e0 sociale. La scuola non educa ma \u201cistruisce\u201d, formando con la cultura capacit\u00e0 critiche autonome. Da questo punto di vista, la \u201ctrasmissione\u201d della conoscenza \u00e8 fondamentale e fa dell\u2019insegnante una figura centrale nella societ\u00e0. E\u2019 una funzione che \u00e8 stata mirabilmente descritta da Hannah Arendt: l\u2019insegnante <em>\u201csi qualifica per conoscere il mondo e per essere in grado di istruire altri in proposito, mentre \u00e8 autorevole in quanto, di quel mondo si assume la responsabilit\u00e0. Di fronte al ragazzo \u00e8 una sorta di rappresentante di tutti i cittadini della terra che indica i particolari dicendo: ecco il nostro mondo\u201d<\/em>. E\u2019 evidente che \u2013 come spiega la filosofa \u2013 questo richiede un fondo di atteggiamento \u201cconservatore\u201d: solo cos\u00ec, offrendo gli strumenti per la comprensione critica del mondo in cui entra il giovane si dimostra <em>\u201cche noi amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro mondo lasciandoli in balia di se stessi, se li amiamo tanto da non strappargli di mano l\u2019occasione di intraprendere qualcosa di nuovo\u201d.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ora dilaga l\u2019opposto: non bisogna fornire conoscenze, ma forgiare gli individui, secondo i precetti di Rousseau, che nell\u2019\u201cEmile\u201d definisce l\u2019istruzione \u201ceducazione a vivere\u201d, insegnamento al giovane dell\u2019uso delle facolt\u00e0 che danno il sentimento dell\u2019esistenza. Parlando dei giovani e, in particolare, dei suoi figli, Rousseau esclama: <em>\u201cVivere \u00e8 il mestiere che voglio insegnargli!\u201d<\/em>. <strong>Peccato che ai suoi cinque figli abbia insegnato questo mestiere abbandonandoli tutti nella ruota\u2026<\/strong> scacco dell\u2019arrogante pretesa di volere nientemeno che insegnare agli altri a vivere, invece di attenersi all\u2019intento di fornire gli strumenti critici per decidere liberamente come costruire la propria vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ma i rousseauiani di ogni sponda rovesciano la frittata: secondo loro, la scuola come istruzione sarebbe \u201cimpositiva\u201d in quanto \u201ctrasmette\u201d conoscenze. Loro, si \u201climiterebbero\u201d a fornire i metodi per fare da s\u00e9, come se imporre la metodologia del vivere non fosse ci\u00f2 che di pi\u00f9 impositivo si possa immaginare. Predicano le virt\u00f9 dell\u2019autoformazione: ognuno ricomincia da zero, ricostruendo il sapere e l\u2019insegnante fa solo l\u2019allenatore, il \u201cfacilitatore\u201d (come si dice oggi). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">E\u2019 faticoso confutare una visione tanto irragionevole e ridicola: <strong>\u00e8 la fatica che prova il buon senso di fronte al muro dell\u2019ideologia.<\/strong> Il trionfo postumo dell\u2019educatore ginevrino si manifesta nel dilagare universale del costruttivismo. Dopo gli orrori dell\u2019eugenetica si credeva ingenuamente che la pretesa di \u201ccostruire l\u2019individuo perfetto\u201d fosse un brutto ricordo del passato: e invece la vediamo riemergere in ogni ambito, dalla genetica alle scienze sociali. Si credeva che il ricordo degli asili infantili sovietici di Aleksandra Kollontaj, in cui si costruiva il nuovo uomo socialista, potessero destare soltanto ilarit\u00e0 e la pena, e invece pullulano pedagogisti che citano come la Bibbia il poema pedagogico di Makarenko. Ed ecco che il ministro di uno stato democratico si propone di formare l\u2019 \u201cuomo nuovo\u201d laico, facendo fare una figura da ultraliberale a Jules Ferry.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\"><strong>La manifestazione forse pi\u00f9 importante di tale rigurgito di totalitarismo \u00e8 l\u2019ossessione di introdurre nella gestione sociale, e nell\u2019educazione, i concetti (rozzamente mutuati dalle scienze esatte) di \u201coggettivit\u00e0\u201d e \u201cstandardizzazione\u201d.<\/strong> Il risultato, nell\u2019istruzione, \u00e8 la progressiva riduzione della figura dell\u2019insegnante a <strong>un burocrate votato ad applicare le direttive che vengono da centri esterni: amministrazioni statali, enti di valutazione, aziende private \u2013 tutti autoreferenziali e fuori controllo \u2013<\/strong> sia pure entro differenti tradizioni nazionali: in Francia prevale il centralismo statalista, in America l\u2019invadenza di imprenditori privati come Bill Gates, che propongono di mettere un bracciale elettronico agli studenti per stimare il grado di attenzione in classe e cos\u00ec \u201cvalutare\u201d gli insegnanti. Ci vorrebbe un libro per analizzare le varie forme che assume il dilagante costruttivismo sociale. Ora \u00e8 sotto i riflettori quello francese. Ma merita attenzione il modo con cui, negli Stati Uniti, il crollo della diga rappresentata dal legame con la tradizione umanistica classica ha trasformato il costruttivismo pedagogico di John Dewey <strong>in un\u2019ideologia violenta che definisce l\u2019insegnamento dell\u2019ortografia e della fonetica come una \u201cviolenza su minori\u201d da rimpiazzare con i precetti del politicamente corretto.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Limitiamoci a dare un\u2019occhiata in casa nostra. Strano paese l\u2019Italia, in cui la gran variet\u00e0 di opinioni e l\u2019individualismo sembrano escludere la presenza di tendenze orientate in una direzione definita. Eppure il costruttivismo sociale pedagogico dilaga anche qui. Nessun proclama laicista, nessun manifesto ideologico esplicito, ma <strong>l\u2019idea di trasformare la scuola in un luogo in cui si \u201ccostruiscono le persone\u201d \u00e8 diffusa, coperta dietro la maschera \u201cbuona\u201d dell\u2019assistenzialismo agli \u201cesclusi\u201d.<\/strong> E\u2019 il progetto dell\u2019ex ministro Profumo di trasformare la scuola da centro d\u2019istruzione a <em>\u201cambiente d\u2019interazione allargata\u2026 aperto agli studenti e alla cittadinanza, centro di coesione territoriale e di servizi alla comunit\u00e0, un vero e proprio centro civico\u201d<\/em>. Avete un problema, vi fa male la pancia, vi ha lasciato la fidanzata, avete un disagio psico-fisico o la vostra famiglia \u00e8 un disastro? Andate a scuola. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Esagerazioni? Si legga la normativa del diluvio che sta per cadere sulla scuola, i <em>Bes<\/em> (Bisogni educativi speciali). Prevede che <em>\u201cogni alunno, con continuit\u00e0 o per determinati periodi, possa manifestare Bes: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali \u00e8 necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta\u201d<\/em>. E per farlo si ricorre a strutture pesanti, come i <em>\u201cGruppi di lavoro per l\u2019inclusione\u201d<\/em> formati da <em>\u201ceducatori culturali\u201d, \u201cassistenti alla comunicazione\u201d<\/em>, esperti istituzionali o in convenzione, genitori e, by the way, insegnanti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">La capacit\u00e0 di questi <em>\u201cesperti\u201d<\/em> di imporre la loro dittatura \u00e8 collaudata. Mi limito a citare il caso di un dipartimento universitario di Psicologia che, ottenuta una convenzione con un plesso scolastico elementare per esplorare le <em>\u201ccaratteristiche cognitive e psicologiche di bambini che presentano ritardo mentale\u201d<\/em>, infil\u00f2 nelle cartelle dei bambini una richiesta ai genitori di autorizzare uno screening di massa, <strong>con l\u2019avvertimento intimidatorio che la mancata collaborazione avrebbe avuto \u201cgravi conseguenze a livello sociale\u201d.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Nella disattenzione generale la scuola viene trasformata in un sistema di costruzione e controllo sociale, in cui l\u2019apprendimento \u00e8 marginale rispetto alla creazione di una coscienza politicamente corretta dell\u2019\u201cinclusione\u201d.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Come mai si \u00e8 giunti a questo punto in un paese per decenni dominato dalle culture comunista e cattolica? Certo, il costruttivismo sociale era costitutivo della cultura comunista. Ma, la tradizione italiana, ha difeso a oltranza l\u2019importanza dello studio rigoroso e \u201cfaticoso\u201d e, in particolare, il valore degli studi classici. Si pensi alle celebri pagine di Gramsci sul valore del latino, di sapore quasi gentiliano, o al culto per la letteratura e il rigore linguistico di Togliatti. Negli anni Settanta, Luigi Berlinguer attaccava duramente le tendenze nella comunit\u00e0 europea verso un\u2019istruzione praticistica e difendeva il sapere disinteressato e il primato della conoscenza. Con il muro \u00e8 crollato tutto e l\u2019antico costruttivismo ha assunto vesti postmoderne, in cui primeggiano i dogmi del politicamente corretto, e la scuola va trasformata nel senso descritto da Profumo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Sul versante della cultura cattolica, un\u2019opera decisiva di demolizione \u00e8 stata compiuta dal \u201cdonmilanismo\u201d \u2013 uso questo termine per venire incontro a chi dice che don Milani non \u00e8 mai giunto alle aberrazioni dei suoi interpreti pi\u00f9 fanatici. Ma c\u2019era anche un altro polo, rappresentato da don Giussani, cui si deve una critica chiara, diretta e devastante dell\u2019ideologia dell\u2019autoformazione, contro la distruzione della figura del \u201cmaestro\u201d. Ma \u00e8 sconcertante vedere che parecchi suoi seguaci, mentre ribadiscono l\u2019adesione ai suoi insegnamenti, perseguono forme di costruttivismo educativo, esibendo una singolare schizofrenia tra una visione che mette al centro la persona e i valori umani e una visione tecnocratica, tra l\u2019educazione centrata sulla trasmissione della cultura e l\u2019educazione come ingegneria sociale. <strong>Ci si chiede come possa un cattolico proporre l\u2019\u201cEmilio\u201d di Rousseau come vangelo della pedagogia. Eppure anche questo accade.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Cos\u00ec, nello sbandamento e sgretolamento culturale, capita in Italia che si operi per il trionfo di qualcosa che, per altro verso, viene additato come un nemico:<strong> un relativismo e un politicamente corretto che non si presenta con un manifesto esplicito ma avanza per via ministerial-burocratica<\/strong>, meno clamorosa di quella francese ma non meno insidiosa.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Giorgio Israel, 11.9.2013\u00a0\u00a9 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.ilfoglio.it\/soloqui\/19772#.UjVuJ-HcqW8.facebook\" target=\"_blank\">FOGLIO QUOTIDIANO<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una ventata di mentalit\u00e0 totalitaria vestita di politicamente corretto sta distruggendo il sistema dell\u2019istruzione che ha governato l\u2019occidente per un paio di secoli: non pi\u00f9 creazione &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=16066\"> <span class=\"screen-reader-text\">La scuola svuotateste &#124; La la\u00efcit\u00e9 imposta agli studenti francesi non \u00e8 solo un tic nazionale, ma fa tendenza ovunque<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16067,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[7],"class_list":["post-16066","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","tag-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16066"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16066\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}