{"id":14422,"date":"2009-10-09T22:45:26","date_gmt":"2009-10-09T20:45:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=14422"},"modified":"2009-10-09T22:45:26","modified_gmt":"2009-10-09T20:45:26","slug":"gianduismo-malattia-infantile-del-piemontesismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=14422","title":{"rendered":"Gianduismo: malattia infantile del piemontesismo?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><em>Cerea, neh? B\u00f2ja f\u00e0uss!!<\/em> Quante volte vi \u00e8 capitato di leggere testi in piemontese farciti di intercalari di questo tipo. Magari inconsapevolmente, spesso chi si trova a scrivere nella nostra lingua, o anche solo quando tratta di Piemonte, sembra avverta l\u2019esigenza di infiorettare il discorso con queste \u201cfrasi fatte\u201d, quasi che in questo modo diventi pi\u00f9 spigliato, pi\u00f9 sincero, pi\u00f9 \u201cgenuino\u201d. Basta collegarsi ad uno dei vari forum su internet per accorgersi subito di quanto la prosa piemontese scritta correntemente sia sovente ripiena di questi motteggi, o come spesso essa si rifaccia a una mitologia <em>\u201cdella b\u00f2ita\u201d<\/em> o <em>\u201cdij sold\u00e0 ch\u2019a tramblo nen\u201d<\/em>, che dovrebbe richiamare e descrivere fantastici \u201ctempi andati\u201d di un Piemonte guerriero, lavoratore, tutto d\u2019un pezzo, abitato da persone <em>\u00ebd cole \u2018d na v\u00f2lta<\/em>, abituate a <em>rusch\u00e9<\/em> senza farsi tante (troppe) domande. Insomma: una specie di et\u00e0 dell\u2019oro, che pi\u00f9 che alla realt\u00e0 assomiglia al libro <em>Cuore<\/em>, modellata su un tipo umano un po\u2019 scontroso ma sincero, burbero ma onesto, forse non troppo studiato ma fedele. Tutte qualit\u00e0 che, \u00e8 sottinteso, sono andate perdute, ma per le quali si continua a provare una profonda nostalgia, intese come le uniche che possano costituire l\u2019essenza del Piemonte \u201cvero\u201d. Anzi: queste qualit\u00e0 vengono a volte identificate con il Piemonte stesso, quasi che ne siano consustanziali e senza le quali esso non potrebbe esistere. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">In base a questa identificazione tra il Piemonte e alcune sue presunte virt\u00f9 o caratteristiche va da s\u00e9 che \u00e8 assai diffusa un\u2019immagine del nostro Paese che, partendo dalla battaglia dell\u2019Assietta va al lavoro d\u2019officina (la <em>b\u00f2ita<\/em>, con tutto il suo gergo), passando per il piemontese testardo e un po\u2019 rude, tipo certe commedie teatrali di fine Ottocento \u2013 modello \u201cnon capisco ma mi adeguo\u201d \u2013 fino a giungere al piemontese ligio e fedele alle leggi, anche \u2013 anzi meglio \u2013 se ingiuste.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Questo mitico Piemonte non \u00e8 mai esistito (e la prova provata \u00e8 la realt\u00e0 che viviamo: se mai ci fosse stato vivremmo tutti in una specie di paese dei balocchi), ma la sua immagine deformata e deformante rischia di essere assai pericolosa e di condurre a una percezione distorta della realt\u00e0, delle cause e dei rimedi ai problemi che si trova a dover affrontare e risolvere il nostro popolo. Ci pare infatti che certa prosa tradisca una certa visione delle cose, e quindi una certa mentalit\u00e0 che, a nostro giudizio, ha giocato una parte non irrilevante nel condurci alla triste situazione attuale; \u00e8 quindi necessario affrontare e superare certi ostacoli di carattere ideale e certi problemi di ordine psicologico se si vuole progredire nella risoluzione del problema che affligge il Piemonte di oggi, vale a dire <strong>la necessit\u00e0 non pi\u00f9 dilazionabile della presa di coscienza razionale e completamente elaborata di possedere una chiara e ben definita identit\u00e0 nazionale. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Che parte da un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 verso la propria lingua, che certamente deve venire ufficializzata e posta a fianco della lingua di Stato, ma che prima di tutto deve venire rispettata e onorata dai Piemontesi stessi, anche nelle occasioni che possono sembrare meno importanti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Troppo spesso i Piemontesi hanno l\u2019abitudine di non darsi importanza, quasi volessero mettere le mani avanti quando parlano di loro stessi, della propria lingua, della propria cultura e del proprio Paese: a questo scopo cercano di buttarla sul ridere, quasi a volersi scusare in maniera preventiva e a giustificarsi per essere al mondo. Di questa attitudine ne \u00e8 un chiaro esempio la prosa, quando cominciano a fiorire le parole ridicole (o che tali vorrebbero essere): <em>ciamp\u00f2rgna, torolo, babacio<\/em> e via di questo passo. Associare la nostra lingua a questi vocaboli (tutti in disuso, riferiti a mondi scomparsi, o addirittura volgari) significa disprezzarla e associarla a qualcosa di inutile, pittoresco e desueto: non a caso \u00e8 ci\u00f2 che sempre fanno coloro che vogliono eliminare il piemontese \u2013 si pensi a certi \u201cgiornalisti\u201d in bicicletta che hanno fatto un mestiere della loro attitudine a passare (ma a volerci far passare tutti) per <em>bad\u00f2la<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><strong>Ci\u00f2 va combattuto nel modo pi\u00f9 fermo<\/strong>, e basti pensare ai grandi della Storia che hanno cambiato il mondo parlando e pensando in piemontese (<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=14157\"><strong>San Pio V<\/strong><\/a>, Gioann Vigo, Paul Rev\u00e8re, <strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/galile-ferraris-livorn-piemont-30-10-1847-turin-7-2-1897\/\" target=\"_blank\">Galileo Ferraris<\/a><\/strong>, Ascanio Sobrero, <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=23053\"><strong>Don Bosco<\/strong><\/a>, tanto per citarne solo alcuni). Altro che complesso di inferiorit\u00e0! Anche per questo bisogna voler bene alla lingua, che non vuol dire andare a ricercare parole strampalate per il puro gusto di farlo, magari poi vantandosi che <em>iosopi\u00f9paroledite-ti\u00e9!<\/em>, ma, prima di tutto, considerarla per quel che merita e cercare di usarla come si deve e in tutti gli \u00e0mbiti, parlandola ai bambini e insistendo perch\u00e9 venga insegnata a scuola. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Cominciando per\u00f2 col darle (almeno!) la medesima dignit\u00e0 dell\u2019italiano, a partire dalla scrittura: via quindi quegli insopportabili <em>b\u00f2ja f\u00e0uss<\/em> e <em>neh!<\/em>, che ci rendono soltanto ridicoli, tradiscono un complesso di inferiorit\u00e0 e denunciano un\u2019impotenza intellettuale che \u2013 in ultima analisi \u2013 \u00e8 la causa di tutti i nostri mali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Anche per quel che riguarda lo stereotipo del piemontese tutto d\u2019un pezzo-rude-onesto-lavoratore-taciturno-serio-incorruttibile, che tanto sovente affiora dall\u2019immaginazione dei Piemontesi e di chi scrive in piemontese, vale lo stesso discorso. In altre parole, basta con questa retorica d\u2019accatto sul \u201ctipo piemontese\u201d contrapposto all\u2019uomo normale, che cos\u00ec sovente si sente evocare da coloro che dovrebbero tenerci di pi\u00f9 all\u2019identit\u00e0 del proprio Paese, e che proprio per questo dovrebbero essere i pi\u00f9 realisti (non i pi\u00f9 gretti), quindi quelli di pi\u00f9 ampie vedute. Cio\u00e8: \u00e8 inutile, dannoso, fuorviante, oltre a costituire un comodo alibi per l\u2019inazione, il ritirarsi nella contemplazione di un tipo umano mai esistito, l\u2019additarlo come un modello (che in quanto tale \u00e8 irraggiungibile, quindi tanto vale non far nulla per imitarlo, tanto \u00e8 impossibile&#8230;) e poi limitarsi a lagnarsi che <em>Turin a l\u2019\u00e9 p\u00ec nen col \u00ebd na v\u00f2lta<\/em>, o che <em>tant a cambia mai n\u00e8n<\/em>&#8230; Sicuro che cos\u00ec non cambier\u00e0 mai niente, almeno in meglio: ma ci\u00f2 \u00e8 la diretta conseguenza di questo atteggiamento passivo, rinunciatario e negativo, questa specie di filosofia e di prassi di vita del bicchiere mezzo vuoto che pare aver contagiato buona parte dei Piemontesi dal dopoguerra in qua. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Atteggiamento mentale che, tra l\u2019altro, ma non solo, ha indotto molti dei nostri padri e dei nostri nonni ad <strong>abbandonare il piemontese per l\u2019italiano (cos\u00ec ci capiamo <em>tuuutti<\/em>&#8230;), con ci\u00f2 che ne consegue (disagio sociale, rovina del territorio, decadenza economica, ecc.).<\/strong> E non basta un <em>b\u00f2ja f\u00e0uss<\/em> \u201cspatarato\u201d qua e l\u00e0 per risolvere i problemi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Da questo ci pare inoltre che derivi il pressapochismo che cos\u00ec sovente si riscontra nel Piemonte di oggi, unito ad un\u2019anglofilia davvero provinciale, che ha come conseguenza quella di svilire ancor pi\u00f9 la nostra identit\u00e0 e di sminuire ancor pi\u00f9 il nostro orgoglio personale e di popolo (e senza questo non si va da nessuna parte). \u00c8 vero che le parole sono pietre: come si fa a ideare lo slogan <em>Torino, always on the move<\/em>? Bisogna studiarci la notte, e volersi male. E non essere neanche troppo furbi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Tutto ci\u00f2 genera inoltre un\u2019indolenza e una mancanza di concretezza nell\u2019affrontare i problemi che non fa che peggiorare la situazione, col risultato che si ingenera spesso un movimento al ribasso che fa in modo che sia sempre pi\u00f9 difficile uscire dalla situazione in cui ci siamo venuti a trovare. \u00c8 vero che da noi mancano gli uomini \u201cliberi e forti\u201d, senza i quali non si pu\u00f2 sperare che le cose possano migliorare: <strong>il cambiamento dipende da ognuno di noi, dalla sua consapevolezza, dalla sua coerenza e anche dal suo coraggio.<\/strong> E, in modo fondamentale e niente affatto astratto, <strong>dal suo amore al Paese<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">L\u2019abito mentale che scaturisce dal mix di complesso di inferiorit\u00e0, atteggiamento rinunciatario, indolenza, esterofilia, pressapochismo, possiamo chiamarlo \u201cgianduismo\u201d, in quanto lo si pu\u00f2 identificare con la variante deteriore di un personaggio (che non a caso procede <em>con le braje an man<\/em>) che si vorrebbe rappresentativo di un certo tipo di piemontese di cui si parlava poc\u2019anzi, al quale si vorrebbero ricondurre tutti i nostri connazionali. Certo che sarebbe comodo \u2013 <em>in primis<\/em> per lo Stato italiano \u2013 se tutti i Piemontesi fossero come lui: pasticcioni, bonaccioni, un po\u2019 indietro di cottura, facili da tener buoni con due bicchieri di barbera, ignoranti <em>(\u201cricchi della sola arguzia popolare\u201d&#8230;)<\/em>, che non si ribellano mai e che non sanno manco pi\u00f9 chi sono. Ed infatti \u00e8 proprio cos\u00ec che ci dipingono i giornali e le televisioni italiane, che <strong>devono far in modo di perpetuare una caricatura dalla quale i piemontesi non devono poter uscire.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Il gianduismo \u00e8 pericoloso. <strong>\u00c8 pericoloso perch\u00e9 \u00e8 subdolo: lo si assimila a piccole dosi, senza accorgersene, e cos\u00ec diventa parte di noi e noi veniamo a recitare un ruolo scritto da altri e funzionale a interessi ben precisi.<\/strong> Magari proprio nel momento in cui si pensa di essersi liberati di certi pregiudizi e di essersi sbarazzati di certi luoghi comuni (come la sacralit\u00e0 dell\u2019Italia o l\u2019intangibilit\u00e0 della lingua italiana) eccolo l\u00ec che \u00e8 pronto a rialzare la testa e a farci sgambetto. Magari con un <em>B\u00f2ja f\u00e0uss!!<\/em> che, scappando, non fa altro che denotare il nostro complesso di inferiorit\u00e0. Con il che si ritorna al punto di partenza, dal momento che se \u00e8 cos\u00ec, non si \u00e8 individuato il problema da risolvere e non si pu\u00f2 pensare di indicare soluzioni e di percorrere vie d\u2019uscita: <strong>il problema \u00e8 la nostra identit\u00e0 nazionale<\/strong>; se si resta ancorati al gianduismo mancano le premesse minime per affrontarlo e si ricade nel folklore, nel nostalgicismo e nell\u2019inconcludenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Il gianduismo \u00e8 il nostro peggior nemico, perch\u00e9 rischia di diventare una nostra seconda natura, che ci vincola e ci condiziona senza che nemmeno ce ne accorgiamo, anzi, felici di essere oppressi e di vederci negati i nostri diritti linguistici, nell\u2019ambito della sindrome di Stoccolma che affligge cos\u00ec tanti piemontesi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px;\">Al gianduismo bisogna schiacciare la testa. Come? Dipende da noi. Con una buona dose di positivit\u00e0, con l\u2019entusiasmo, con la convinzione di essere nel giusto, con la consapevolezza che possediamo un tesoro (la nostra lingua) che nessuno ci pu\u00f2 rubare, col fare il bene operando per il bene del nostro popolo. A questo punto si riveler\u00e0 per quello che \u00e8: un\u2019ombra, un fantasma che ci siamo costruiti da soli, un verme, e si sar\u00e0 definitivamente liberata la strada verso il futuro che dovremo conquistarci e che ci condurr\u00e0 alla nostra libert\u00e0.<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em style=\"font-size: 13px;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Carlo Comoli<\/span><\/em><br \/>\n<span style=\"color: #888888;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Gioventura Piemont\u00e8isa |\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Ot\u00f3ber d\u00ebl 2009<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cerea, neh? B\u00f2ja f\u00e0uss!! Quante volte vi \u00e8 capitato di leggere testi in piemontese farciti di intercalari di questo tipo. Magari inconsapevolmente, spesso chi si trova &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=14422\"> <span class=\"screen-reader-text\">Gianduismo: malattia infantile del piemontesismo?<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":14425,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,11],"tags":[],"class_list":["post-14422","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","category-la-memoria-sterma-la-destrussion-ed-piemont-savoja"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14422"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14422\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/14425"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}