{"id":13954,"date":"2012-04-23T23:07:36","date_gmt":"2012-04-23T21:07:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=13954"},"modified":"2018-07-14T13:46:23","modified_gmt":"2018-07-14T11:46:23","slug":"22-aprile-1345-la-bataja-del-gamnari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=13954","title":{"rendered":"22 Aprile 1345. La Bataja d\u00ebl Gamnari"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_13957\" aria-describedby=\"caption-attachment-13957\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"el-gamnari\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/el-gamnari.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"251\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13957\" class=\"wp-caption-text\">\u00cbl Gamnari come appariva ancora nell&#8217;Ottocento<em> (disegno di Clemente Rovere).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Questo nome non dir\u00e0 nulla a molti, ce ne spiace, ma non \u00e8 colpa loro: la storia del Piemonte precedente l\u2019Ottocento \u2013 cio\u00e8 prima dell\u2019Italia \u2013 \u00e8 stata cancellata dai libri di storia e dalla memoria.<\/em><br \/>\n<em> Ragione in pi\u00f9 per impegnarci affinch\u00e9 torni ad essere considerata (e magari promossa con articoli e film nell\u2019\u00e0mbito di mezzi di comunicazione finalmente liberi).<\/em><br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Nella prima met\u00e0 del Trecento <em>\u00cbl Gamnari<\/em> era un castello sito nel territorio di Santena <em>(San-na)<\/em>, localit\u00e0 della Repubblica di Chieri <em>(Ch\u00e9r)<\/em>.1<br \/>\n\u00a0<br \/>\nAlla morte dell\u2019imperatore Arrigo VII, nel 1313, il guelfo \u201cribelle\u201d Roberto d\u2019Anjou, conte di Provenza, re di Napoli e di Sicilia, pareva non avere pi\u00f9 rivali che potessero fermare la sua espansione. Invece l\u2019avanzata angioina fu arrestata nel 1327 dal nuovo imperatore Lodovico IV \u201cil Bavaro\u201d, e re Roberto si dovette accontentare di sottomettere una gran parte del Piemonte meridionale.<\/p>\n<p>I tre grandi Stati del Piemonte erano Savoia, Monferrato e Saluzzo. Le nostre citt\u00e0 erano dilaniate dalle lotte fra guelfi e ghibellini i quali, senza che nessun trattato riuscisse a fermarli, alleandosi ora all\u2019uno ora all\u2019altro angustiavano in continuazione le popolazioni.2<\/p>\n<p>Dal 1339 Chieri si era sottomessa agli Angioini e ne era diventata una roccaforte strategica che subiva i continui attacchi\u00a0dei suoi\u00a0ghibellini\u00a0fuoriusciti,\u00a0del Monferrato e di Saluzzo, senza che gli aiuti di Re Roberto e di Giacomo d\u2019Acaja risultassero risolutivi.3 Proprio i fuoriusciti erano particolarmente insidiosi: ponendo le proprie basi nei castelli di loro propriet\u00e0 sul territorio chierese, ne uscivano per compiere scorrerie, assassin\u00ee e occupazioni grazie al sostegno di Moncucco, che era passato dalla parte del Monferrato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13960\" aria-describedby=\"caption-attachment-13960\" style=\"width: 274px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Gioann II Pale\u00f2logh\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Gioann-II-Pale\u00f2logh.jpg\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"216\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13960\" class=\"wp-caption-text\">Mezzo Grosso di Giovanni II del Monferrato,<br \/>coniato a Civass\/Chivasso.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1343 re Roberto mor\u00ec, e sul trono di Napoli sal\u00ec la diciassettenne Giovanna d\u2019Anjou.\u00a0Il marchese del Monferrato, Giovanni II Paleologo, era divenuto il capo della lega ghibellina; cacciati i guelfi da Asti ora minacciava nuovamente di rovesciare Chieri.<br \/>\nI guelfi astesi fuoriusciti avevano assunto un ruolo di primo piano in Alba e, con l\u2019appoggio degli Angioini, attendevano l\u2019occasione favorevole per riprendere il controllo di Asti. La citt\u00e0 chiese allora la protezione di Luchino Visconti offrendogli la signoria4 e, forte di questo appoggio, ruppe una tregua impadronendosi di alcune terre degli Acaja (guelfi), di Poirino, Masio e Tegerone;5 dovette intervenire il papa Clemente VI a chiedere lo sgombero e a far concludere un\u2019altra tregua per tutto il Piemonte, sollecitando i Visconti a tenere tranquilli Asti e il marchese del Monferrato, che fremeva per intervenire nell\u2019Alessandrino.<\/p>\n<p>I Monferrini, cacciati i guelfi da Alba, tornarono a intimorire Chieri, che invoc\u00f2 l\u2019aiuto della regina Giovanna. La regina invi\u00f2 quindi en Lombardye un proprio siniscalco, Renforsa d\u2019Agoult, con i suoi nobili ed esperti cavalieri provenzali.<\/p>\n<p>Il 13 maggio 1344 il Renforsa, dopo diciannove giorni di assedio, prese Verzuolo; l\u2019anno dopo, sostenuto dai fuoriusciti guelfi chieresi e albesi, attacc\u00f2 la stessa Alba &#8211; che cadde per tradimento &#8211; e fece tagliare la testa ai principali avversari<em> (\u00abDe ceulx, qui plus vous on grev\u00e9, \/ Prenez en trois pu cinq, ou quatre, \/ Et leur faictes la teste abattre \/ Ius des espaulez. Il me plaise, \/ Ceulx respondirent, se soit fait\u00bb).<\/em><\/p>\n<p>Non appena conquistata Alba i guelfi proposero di dirigersi subito su Chieri <em>(\u00abAlons vers Quier nostre pays\u00bb) <\/em>e, certi che il marchese del Monferrato non avrebbe fatto in tempo a radunare le proprie forze, cavalcarono verso <em>le Gamenaire<\/em> dove i ghibellini di Chieri avevano trovato rifugio, e vi posero l\u2019assedio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13976\" aria-describedby=\"caption-attachment-13976\" style=\"width: 298px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Giorgio\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Giorgio.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"210\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13976\" class=\"wp-caption-text\">San Gi\u00f2rs, Patrono del Monferrato, in un affresco\u00a0nella chiesa di Santa Maria di Viatosto ad Asti.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli assediati seppero respingere i primi attacchi e mandarono una richiesta di aiuto al marchese:6<em>\u00abSecourrez nous sans demourrance, \/ Gentil marquis de Montferra, \/ Venez voir l\u2019ost de Renforza, \/ Le quel veult vostre honneur abbatre; \/ Venez vous tost \u00e0 lui combattre\u00bb. <\/em>La battaglia si annunciava pi\u00f9 ostica del previsto, tanto che i ghibellini di Chieri, rinchiusi nel castello, e i cavalieri del Renforsa giunsero addirittura a un patto: se i Monferrini non fossero accorsi entro il vespro del 22 aprile \u2013 vigilia di San Giorgio, protettore del Monferrato \u2013 gli assediati di Gamenario si sarebbero arresi.<\/p>\n<p><em>Iehan, le noble marquiz de Montferra<\/em>, venuto a conscenza del patto, mosse subito verso Santena insieme con il suo giovane cugino Ottone di Brunswick-Grubenhagen e i suoi cavalieri e vassalli di\u00a0<em>Casal, Gabian, Moncucco, Camaigne\u00a0<\/em>(Camagna)<em>, Chiresy\u00a0<\/em>(Ciarzin \/ Cereseto) e con i cavalieri ghibellini di\u00a0<em>Ast, Pavie, Coconay\u00a0<\/em>(Cocn\u00e0 \/ Cocconato),\u00a0<em>La Rochette\u00a0<\/em>(Roch\u00e8ta \/ Rocchetta),\u00a0\u00a0<em>Ancise\u00a0<\/em>(Ansisa \/ Incisa),\u00a0<em>Dazel\u00a0<\/em>(Z\u00e8j \/ Azeglio),\u00a0<em>Septem\u00a0<\/em>(Seto \/ Settimo),\u00a0<em>Valperghie\u00a0<\/em>(Valperga),\u00a0<em>Ponson&#8230;<\/em><br \/>\nLa mattina del 22 Aprile 1345 giunsero in prossimit\u00e0 dell\u2019accampamento angioino7 e un araldo consegn\u00f2 <em>les gants de battaille<\/em> al Renforsa.<\/p>\n<p>Ma questi cerc\u00f2 di gabbare gli assediati facendo suonare la campana del vespro alle tre del pomeriggio per costringerli alla resa promessa, minacciando di <em>copper la teste a vous hostaiges <\/em>che si erano consegnati per suggellare il patto. Mentre ancora fervevano le trattative, gli angioini, con un colpo di mano, gettarono un ponte sul fossato e presero il castello di sorpresa. Stavano ancora apprestando le difese che comparvero i Monferrini i quali, gridando\u00a0<em>Rome reiter, sus Rome reiter!\u00a0<\/em>8 si gettarono in battaglia.<\/p>\n<p>La battaglia in campo aperto fu violenta. I fanti monferrini di fronte alla forza dei provenzali furono in un primo tempo costretti a <em>une retraicte<\/em>; poi le sorti volsero a loro favore e infine prevalsero. Gli angioini, sopraffatti, si sbandarono e lo stesso Renforsa perse la vita combattendo con valore (con gran rammarico di Giovanni II, che cavallerescamente avrebbe voluto risparmiargliela).<br \/>\nIl marchese di Monferrato rientr\u00f2 trionfante in Asti, dove venne acclamato governatore. 9<\/p>\n<figure id=\"attachment_13963\" aria-describedby=\"caption-attachment-13963\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"gamnari_ancheuj\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/gamnari_ancheuj1.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"323\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13963\" class=\"wp-caption-text\">Quanto resta, stretto fra le case, dell&#8217;irriconoscibile \u00abGamnari\u00bb<br \/>(foto da Carlo Smeriglio, Santena: da villaggio a citt\u00e0).<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli angioini subirono un colpo durissimo e la loro influenza in Piemonte non si riprese pi\u00f9; dopo la vittoria del Gamenario le citt\u00e0 piemontesi si ribellarono una dopo l\u2019altra, cacciando i podest\u00e0 e dichiarando l\u2019indipendenza. Nuovamente sconfitti presso le rovine di Pollentia,10 poco a poco dovettero abbandonare il Piemonte.<\/p>\n<p>Giacomo d\u2019Acaja e Amedeo VI di Savoia, approfittando della situazione, occuparono Chieri e Cherasco.11 Nel giugno del \u201947 Alba resistette diciotto giorni all\u2019assedio dei Monferrini, degli Astesi e dei Milanesi, infine capitol\u00f2.12 I Visconti si presero Alessandria, il Monferrato ottenne Alba, Bra, Acqui, Ivrea, Valenza e, nel &#8217;48, Cuneo.<\/p>\n<p>Per ricordare la vittoria e ringraziare San Giorgio il marchese fece erigere una chiesa in suo onore fuori Porta Santa Caterina ad Asti, aperta al culto gi\u00e0 entro l\u2019anno.13<br \/>\n\u00a0<br \/>\nL\u2019eco della battaglia fu grande, e se ne parl\u00f2 per molto tempo; nei racconti e nelle vij\u00e0, il numero dei morti ascese da 450 a trentamila (e gli storici ci credettero a lungo).14<br \/>\n\u00a0<br \/>\nLa vittoria di Gamenario fu eternata da un anonimo cantore, forse astese, che scrisse il poema epico <a href=\"http:\/\/www.rialfri.eu\/rialfriPHP\/public\/testo\/testo\/codice\/battagliaGamenario.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La Bataille de Gamenario<\/em><\/a>: 692 versi redatti (per sottolineare l\u2019\u00abitalianit\u00e0\u00bb\u00a0del Piemonte&#8230;) in antico francese.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nIn tempi a noi pi\u00f9 vicini si \u00e8 arrivati perfino a meravigliarsi di come un autore <em>&#8220;italiano&#8221;<\/em> possedesse cos\u00ec bene la lingua d\u2019o\u00efl al punto da non utilizzare&#8230; italianismi (potenza dell&#8217;indottrinamento &#8211; sic!), nonch\u00e9 di come alcune famiglie ghibelline di Asti portassero motti in francese sulle proprie insegne&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Epilogo.<\/em> La fortezza di Gamenario sarebbe un luogo importantissimo per l\u2019identit\u00e0 del Piemonte\u2026 se esistesse ancora. La <em>Domus Gamenaria<\/em> della carta topografica di Chieri del 1366, riportata anche nel <em>Theatrum Pedemontii et Sabaudiae<\/em> del 1726, sopravvisse, guarda caso, fino alla met\u00e0 dell\u2019Ottocento.<br \/>\nPoi spar\u00ec, non siamo ancora riusciti a capire come e il perch\u00e9.<\/p>\n<p>Anche la chiesa di San Giorgio fuori porta S. Caterina, di l\u00e0 del Borbore che ricordava la vittoria, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, n\u00e9 si sa quando sia stata demolita.<\/p>\n<p>\u25c4\u00a0<a href=\"..\/?page_id=13699\">Storia <\/a><a href=\"..\/?page_id=13699\">degli Stati di\u00a0<\/a><a href=\"..\/?page_id=13699\">Savoia<\/a><br \/>\n\u00a0<br \/>\n<em><strong>Note<\/strong><\/em><br \/>\n1. Per tutta la storia del Piemonte-Savoia Santena ha fatto parte del Comune di Chieri; \u00e8 diventato Comune autonomo solo il 1.1.1879.<br \/>\n2. Erano detti <em>guelfi<\/em> coloro che conducevano la lotta contro l\u2019Impero per l\u2019indipendenza dei Comuni, e <em>ghibellini<\/em> quelli che sostenevano l\u2019Impero per consolidare i propri interessi e domin\u00ee. Come oggi, queste forze politiche rappresentavano anche le fazioni che, all\u2019interno dei Comuni, difendevano i propri interessi e combattevano per il dominio del Comune stesso. Queste lotte proseguiranno per secoli, al punto che nel Cinquecento Emanuele Filiberto giunger\u00e0 a proibire perfino l\u2019utilizzo delle parole <em>guelfo<\/em> e <em>ghibellino<\/em>.<br \/>\n3. Carlo Smeriglio, <em>Santena: da villaggio a citt\u00e0<\/em>, Santena 2006, p. 56.<br \/>\n4. Lodovico Vergano, <em>Storia di Asti<\/em>, Asti 1951; Cavallermaggiore 1990, pp. 35-36.<br \/>\n5. L. Vergano, <em>Storia di Asti, cit,<\/em> p. 37.<br \/>\n6. C. Smeriglio, <em>Santena: da villaggio a citt\u00e0, cit.<\/em>, p. 58.<br \/>\n7. Domenico Testa, <em>Storia del Monferrato<\/em>, Asti 1996, pp. 153-156.<br \/>\n8. \u00abCavalieri di Roma (latini), coraggio!\u00bb<br \/>\n9. L. Vergano, <em>Storia di Asti, cit<\/em>, p. 38.<br \/>\n10. L. Vergano, <em>Storia di Asti, cit,<\/em> p. 39.<br \/>\n11. L. Vergano, <em>Storia di Asti, cit<\/em>, p. 39.<br \/>\n12. L. Vergano, <em>Storia di Asti, cit,<\/em> p. 39.<br \/>\n13. G. Bosio,<em> Storia della Chiesa di Asti,<\/em> Asti 1834, p. 114.<br \/>\n14. Il numero dei morti nella battaglia di Gamenario \u00e8 rivelato da una lettera del marchese Giovanni II di Monferrato ai signori di Mantova, rinvenuta nel 1909 dallo storico Ferdinando Gabotto. Cfr. D. Testa, <em>Storia del Monferrato, cit.<\/em>, p. 156.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo nome non dir\u00e0 nulla a molti, ce ne spiace, ma non \u00e8 colpa loro: la storia del Piemonte precedente l\u2019Ottocento \u2013 cio\u00e8 prima dell\u2019Italia \u2013 &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=13954\"> <span class=\"screen-reader-text\">22 Aprile 1345. 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