{"id":13881,"date":"2012-04-22T22:56:47","date_gmt":"2012-04-22T20:56:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=13881"},"modified":"2018-07-12T22:06:56","modified_gmt":"2018-07-12T20:06:56","slug":"la-distruzione-dei-monumenti-simbolo-la-cappella-della-santa-sindone-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=13881","title":{"rendered":"La distruzione dei monumenti-simbolo: la Cappella della Santa Sindone"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"dom_97a\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/dom_97a.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"130\" \/>Una delle notti pi\u00f9 inquietanti della storia recente del Piemonte \u00e8 quella fra l\u201911 e il 12 aprile 1997, quando a Torino prese fuoco la Cappella della Santa Sindone,1 il Duomo 2 e Palazzo Reale.<br \/>\nNella Cappella, dove si conserva da secoli uno dei pi\u00f9 grandi tesori spirituali dell\u2019umanit\u00e0,3 si stavano ultimando lavori di restauro: circostanza che nella Torino <em>\u201citaliana\u201d<\/em> pu\u00f2 anche essere l\u2019annuncio di un disastro.4 <\/p>\n<p>Le \u201cmisure di sicurezza\u201d furono insignificanti e sarebbero state adeguate al massimo per il restauro di una cascina: nessun sistema antincendio nella Cappella, soltanto un sistema antintrusione e una telecamera; rilevatori di fumo solo a Palazzo Reale.5 L\u2019allarme infatti scatt\u00f2, alle 23,35,6 quando il fumo invase il Palazzo, anche se curiosamente mezz\u2019ora prima era gi\u00e0 squillato il telefono del centralino dei pompieri.7<br \/>\nLa Santa Sindone, nel 1993 provvisoriamente spostata &#8211; causa restauri &#8211; nel coro della cattedrale dietro l\u2019altare maggiore e protetta da una robusta teca di cristallo, rimase in pericolo per ore, minacciata dal possibile crollo della sovrastante struttura in pietra di Frabosa e dai getti d\u2019acqua degli antincendio.<\/p>\n<p>Torino quella notte sment\u00ec una volta di pi\u00f9 \u00a0i soliti \u201cstorici\u201d giornalisti politicizzati che strumentalmente\u00a0la vogliono calvinista, riversandosi in piazza San Giovanni a innalzare suppliche al Cielo. Quattro suore cominciarono il Rosario nel parcheggio, e all\u2019una di notte pregavano tutti. All\u20191 e 35,\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"1997_rogo_sindone_vvff\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/1997_rogo_sindone_vvff1.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"184\" \/>dopo un\u2019ora di colpi di mazza sulla teca8 e malgrado allarmi, crolli fragorosi e la tempesta dei frammenti delle antiche vetrate che esplodevano per il calore (la temperatura super\u00f2 i mille gradi), il pompiere Mario Trematore (il Guillaume Pussod del ventesimo secolo)9 port\u00f2 in salvo la Reliquia, accolto sul sagrato dall\u2019applauso di tremila torinesi trepidanti.10 Dopo fu investito dal crollo del soffitto della Galleria, e rimase miracolosamente illeso.<\/p>\n<p>Il parroco, don Francesco Cavallo, sospir\u00f2: \u00abSe perdevamo questo (il Santo Sudario), perdevamo il Duomo e la citt\u00e0\u00bb.11<br \/>\nL\u2019incendio si estinse, praticamente da solo, dopo le cinque del mattino.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"1997_rogo_sindone\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/1997_rogo_sindone.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"226\" \/>\u00a0Non ci furono vittime; la Sindone, esaminata due giorni dopo in Arcivescovado,12 non sub\u00ec danni. Papa Giovanni Paolo II, in viaggio verso Sarajevo, elogi\u00f2 i pompieri ringraziando Dio,13 e lo stesso fece Torino con una solenne Messa alla Consolata.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nIl fuoco aveva per\u00f2 infierito per otto ore e fatto scempio di fede, di storia, cultura e identit\u00e0, portando via un irripetibile patrimonio non solo a Torino e al Piemonte, ma a tutto il mondo. Fu colpito un complesso di memorie e di affetti che si legano all\u2019antica cristianit\u00e0, il cuore pi\u00f9 sacro e pi\u00f9 antico;14<em><strong>\u00abcatastrofe per le memorie storiche di Torino\u00bb.<\/strong><\/em>15<\/p>\n<p>Nessuno lo ricorda pi\u00f9, a distanza di tre lustri \u00e8 stato tutto rimosso.<\/p>\n<p><strong>La cupola centrale della Cappella della Santa Sindone, sovrastante l\u2019altare del Sacro Telo, il pi\u00f9 insigne monumento barocco al mondo, opera del padre Guarino Guarini:<\/strong>16 <strong>sparita, con tutti i segni e le allegorie dell\u2019architettura guariniana;<\/strong>17 <strong>rest\u00f2 in piedi soltanto la struttura.<\/strong><br \/>\n<strong> Stucchi, decorazioni, bronzi, balaustre, svaniti per sempre. Pietre e marmi della struttura del timpano e del tamburo portante calcificati in profondit\u00e0; bruciati il colonnato, il coro, l\u2019organo, i tetti; esplosi i finestroni, danneggiati gli archi, lesionate, quando non polverizzate, le colonne. La parte contigua alla Cappella interamente scomparsa.<\/strong><br \/>\n<strong> I quattro mausolei dei grandi sovrani sabaudi Amedeo VIII, Emanuele Filiberto, Carlo Emanuele II e del Principe Tomaso di Savoia-Carignano, gravemente danneggiati: i marmi bianchi diventati rosa, la statua di Carlo Emanuele II in pezzi.<\/strong><br \/>\n<strong> Il torrione ovest, soffitte e ultimo piano di Palazzo Reale, completamente distrutto, le volte crollate. Qui era immagazzinata (e occultata al pubblico, in perenne \u201cattesa di restauro\u201d) addirittura la quadreria di Palazzo Reale: il 60 per cento \u00e8 finito in cenere (un centinaio di preziose tele, seppur danneggiate, sono state tratte in salvo dai pompieri) insieme a tutti i mobili antichi col\u00e0 ammassati, fra i quali il baldacchino del letto della Regina Margherita.<\/strong>18<br \/>\n<strong>Danneggiato l\u2019altare maggiore del Duomo (di Antonio Bertola, fine XVII Secolo) sul quale sono crollate le impalcature dei restauri, rovinati gli arazzi, la tribuna reale, bruciati tutti gli elementi decorativi lignei, tutti i marmi rivolti verso la navata.<\/strong><br \/>\n<strong> Il Palazzo Reale, opera del Castellamonte voluta da Madama Cristina nel Seicento, distrutto per un quinto; danneggiato lo scalone d\u2019onore della reggia; crollata una parte dell\u2019affresco di Rodolfo Morgari sulla volta \u2013 e il restante infradiciato \u2013 e tre cariatidi che erano sulle pareti.<\/strong><br \/>\n<strong> Problemi di stabilit\u00e0 per le strutture di Palazzo Reale, per la manica d\u2019ingresso alla Cappella della Sindone, per il Salone degli Svizzeri, invaso dall\u2019acqua che ha bagnato i grandi affreschi secenteschi dei maestri chieresi Gian Francesco e Antonio Fea.<\/strong>19<br \/>\n<strong>Non ha alcun senso fornire una valutazione materiale dei danni: incalcolabili, perch\u00e9 ci\u00f2 che and\u00f2 distrutto \u00e8 irripetibile.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"palassreal_97\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/palassreal_97.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"248\" \/>Dopo l\u2019incendio tutta una corte di assessori, questori, direttori generali, industriali, sottosegretari, consiglieri, presidenti, soprintendenti, candidati, deputati, eurodeputati, sindaco, prefetto, ministri (tutti italiani o italianizzati) sfil\u00f2 in processione davanti alle rovine annerite e ai giornalisti microfonati \u2013 separati dai torinesi normali da una muraglia di transenne \u2013 e strappandosi i capelli dichiararono che probabilmente era colpa dell\u2019elettricista, del maggiordomo o del destino cinico e baro (che presenta il grande vantaggio di non potere essere processato e condannato) e che si ricostruir\u00e0 tutto com\u2019era prima.<\/p>\n<p>I torinesi dietro la muraglia di transenne, che avevano passato la notte in strada, non si lasciarono infinocchiare, dimostrando un buonsenso che solitamente dimenticano a casa il giorno delle elezioni:<em>\u00abSono ipotesi assurde\u00bb; \u00abuna spiegazione di comodo: la solita risposta all\u2019italiana, dove non si riesce mai a venire a capo delle responsabilit\u00e0\u00bb; \u00abinsabbieranno tutto\u00bb.<\/em>20<br \/>\nLa Cnn inform\u00f2 tutto il mondo, e qualcuno cominci\u00f2 a capire cos\u2019era successo veramente.<em>\u00abVergogna.<\/em>\u2013 ebbe a dire Alberto Arbasino\u00a021 <em>\u2013 In Italia, per\u00f2, le cose vanno cos\u00ec. Anche a Venezia ci furono segnali premonitori.<\/em>22\u00a0<em>[&#8230;] Ma le autorit\u00e0 [&#8230;] non fecero nulla\u00bb.<\/em>Rincar\u00f2 Giulio Einaudi:23\u00a0<em>\u00abCi si accorge solo dopo di quanto si sarebbe dovuto fare. Vengono le alluvioni, gli incendi, crollano i palazzi. Si sapeva gi\u00e0 tutto prima e non si \u00e8 fatto nulla. La cappella del Guarini \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella della citt\u00e0 e <strong>adesso anche quel monumento paga la maledizione del nostro paese<\/strong>\u00bb.<\/em><br \/>\n\u00a0<br \/>\nLa gente comune si rese anche conto che anche le cartoline, come i giornali, raccontano bugie: il monumento pi\u00f9 importante e simbolico di Torino non era la massonica Mole Antonelliana, ma quel capolavoro di fede e di arditezza architettonica che era la Cappella della Sindone. Per la seconda volta (la prima fu quando i rivoluzionari francesi atterrarono il <em>Gioanet<\/em>, la Torre di San Gregorio) la capitale piemontese perdeva il simbolo principale della propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>Al sollievo per il nuovo salvataggio della Sindone dalle fiamme si un\u00ec il rammarico da parte dei cristiani di tutto il mondo per l\u2019inestimabile tesoro perduto. I piemontesi, da Vercelli ad Alessandria a Novara, aderirono a sottoscrizioni per l\u2019immediata ricostruzione.\u00a0I credenti non hanno dubbi che il Sacro Telo testimone della Risurrezione sia perseguitato dalle fiamme e che ne esca sempre e comunque illeso;24 ma tutti, credenti e non, si scandalizzano di come la Sindone di Torino in quell\u2019aprile 1997 si trovasse in pratica <strong>nel retro di una cucina<\/strong> dove si preparavano i manicaretti che dovevano soddisfare i palati dei ricchi e dei potenti invitati alla corte del sindaco Castellani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13899\" aria-describedby=\"caption-attachment-13899\" style=\"width: 383px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"quadreria_1870\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/quadreria_1870.jpg\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"299\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13899\" class=\"wp-caption-text\">La Quadreria di Palazzo Reale nel 1870<\/figcaption><\/figure>\n<p>S\u00ec: la sera prima dell\u2019incendio a Palazzo Reale c\u2019era una <em>cena di corte<\/em> \u2013 pardon: di gala \u2013 in onore del segretario dell\u2019Onu Kofi Annan, con tanto di cucine elettriche volanti installate proprio vicino alla cupola e sei riscaldatori d\u2019aria nel Salone delle Guardie Svizzere e nella Galleria.25 L\u2019incendio fu infatti scoperto verso le 23 dagli uomini del servizio ristorazione che, sentendo odore di fumo, spalancarono la porta fra la Galleria e la Cappella e videro le fiamme.26 Non c\u2019erano forse a Torino ottimi ristoranti dove portare Kofi Annan e gli ospiti del sindaco (che si presentarono in trenta pi\u00f9 del previsto) senza dover \u201ccampeggiare\u201d a Palazzo? A chi venne questa bella idea da <em>parvenu<\/em>?<br \/>\n\u00a0<br \/>\nReboanti luoghi comuni sui giornali: <em>riscatto, la citt\u00e0 che sapr\u00e0 reagire, il recupero dell\u2019antico splendore il pi\u00f9 in fretta possibile<\/em>; e lacrime di coccodrillo di politici e intellettuali italiani e ex-piemontesi italianizzati, con anche qualche dichiarazione di cattivo gusto. <em>\u00abL\u2019amarissima realt\u00e0 \u2013\u00a0<\/em>scrivevano Fruttero e Lucentini in quei giorni27 <em>\u2013 \u00e8 che non siamo pi\u00f9 capaci di conservare niente che non si trovi nel nostro raggio immediato di consumazione. [&#8230;] una delle cupole pi\u00f9 belle del mondo l\u2019abbiamo lasciata andare in fumo in una notte\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ventiquattr\u2019ore dopo il disastro il Cardinale di Torino Saldarini scrisse:\u00a0<em>\u00abIl fuoco distruttore, i gravissimi danni materiali a monumenti di fede e di arte, rappresenta [&#8230;] per tutti noi torinesi \u2013 e per tutto il mondo che in queste ore ha guardato a Torino \u2013 una prova, un richiamo, una grazia. Una prova della nostra fede e, anche, della nostra capacit\u00e0, come credenti e come cittadini, di essere \u201cattaccati\u201d a quei tesori che stanno alle radici della nostra cultura e del nostro vivere associato. Quelle fiamme sono anche un richiamo: un richiamo preciso alla responsabilit\u00e0 che tutti noi abbiamo di difendere e tutelare il patrimonio religioso, artistico, storico cos\u00ec intimamente legato a tutta la nostra esperienza, di Chiesa, e di citt\u00e0\u00bb.<\/em>28<\/p>\n<p>Da bravi giallisti, Fruttero e Lucentini rivelarono subito il nome della colpevole:29\u00a0<em>\u00ab&#8230;l\u2019incenerimento del capolavoro di Guarini colpisce (ancora una volta!) la famosa \u201cimmagine\u201d dell\u2019Italia, di cui tanto si blatera in questi mesi. \u00c8 l\u2019immagine sempre pi\u00f9 <strong>penosa, disfatta, discinta<\/strong>, di un Paese in mano a inetti pasticcioni, del tutto immeritevoli di possedere tanti incredibili tesori d\u2019arte, di storia, di devozione\u00bb.<\/em><br \/>\nAccuse precise anche da parte del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello: <strong>il colpevole \u00e8 lo Stato<\/strong>, incapace di mettere in pratica le misure di sicurezza.30 Tanto pi\u00f9 che, denunci\u00f2 Guariniello, il viceprimoministro Veltroni in autunno\u00a0<strong>aveva esonerato dall\u2019applicazione della legge sulla sicurezza musei, archivi, biblioteche, aree archeologiche e scuole pubbliche!<\/strong>31\u00a0Il procuratore si domand\u00f2 anche se fosse giusto che i nostri figli frequentassero simili scuole, e cos\u00ec fu anche profeta.32<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"interior\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/interior.gif\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"237\" \/>Contro lo Stato italiano si espresse con veemenza perfino il comando dei pompieri di Torino: nel 1824, quando nacque il corpo, c\u2019erano di turno sessanta uomini; in quella notte del 1997, con una citt\u00e0 grande quasi dieci volte tanto, dieci in meno.33 Gi\u00e0 \u2013 aggiungiamo noi \u2013 ma nel 1824 il Piemonte era uno Stato sovrano.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>Se in Italia le cose vanno cos\u00ec, l&#8217;unica soluzione per i Piemontesi \u2013 che italiani non sono \u2013 \u00e8 semplice: togliersi dall\u2019Italia, da quella maledizione evocata da Giulio Einaudi.<\/strong>34<br \/>\n\u00a0<br \/>\nDopo molti anni, come previsto e prevedibile, \u00e8 finito tutto all\u2019italiana.<\/p>\n<p>Del <em>recupero dell\u2019antico splendore il pi\u00f9 in fretta possibile<\/em> nessuno parl\u00f2 o scrisse pi\u00f9. Anzi, nel 2010 erano ancora l\u00ec a discutere se restituirla al culto come era nata o se lasciarla cos\u00ec com\u2019era ora,35 come un\u2019opera di <em>arte contemporanea.<\/em><br \/>\n\u00a0<br \/>\nLa Cappella \u00e8 chiusa dal 1993. Architetti e ingegneri hanno accuratamente nascosto i propri studi e rilievi.36 Il restauro sar\u00e0 un\u2019impresa titanica; basti pensare che la cava di Frabosa Soprana, dalla quale provenivano le pietre originali e che dovranno in qualche modo essere sostituite perch\u00e9 danneggiate, fu chiusa gi\u00e0 alla fine del Seicento. La prima impresa che vinse l\u2019appalto era (ovviamente) di Napoli e fu sollevata dall&#8217;incarico perch\u00e9 non si rivel\u00f2 all\u2019altezza di un lavoro tanto complesso e delicato.37 Fra annunci, contenziosi, disegni scomparsi, intoppi burocratici e manifesta incapacit\u00e0, <strong>tutto \u00e8 italianamente fermo, incerto, inefficiente, senza risultati, senza cambiamenti.\u00abInsabbieranno tutto\u00bb<\/strong>: risuonano le parole sconsolate di quella signora dietro le transenne, dopo l\u2019incendio.38 Chi ancora ricorda, <strong>aspetta da un giorno all\u2019altro il crollo definitivo<\/strong>. Mancano ancora i fondi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13895\" aria-describedby=\"caption-attachment-13895\" style=\"width: 384px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"duomo 1934\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/duomo-1934.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"274\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13895\" class=\"wp-caption-text\">Il Duomo di Torino nel 1934<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>L\u2019Italia continua a farla da padrona sulle memorie della storia dei Piemontesi e dei Savoiesi, e \u2013 nel susseguirsi delle sue \u201crepubbliche\u201d \u2013 \u00e8 sempre pi\u00f9 <em>penosa, disfatta, discinta<\/em>. <\/strong>Nel 1997 era\u00a0<em>governata da inetti pasticcioni, del tutto immeritevoli di possedere tanti incredibili tesori d\u2019arte, di storia, di devozione.<\/em> Dopo tutti questi anni \u00e8 ancora peggio.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nLa quadreria: mentre le tele andate in fumo erano stipate nelle soffitte di Palazzo Reale in attesa di restauro, in altri musei, in sontuose e luminose sale espositive regolarmente <strong>disertate <\/strong>dai visitatori, erano ben visibili centinaia di \u201copere\u201d di <em>arte contemporanea<\/em>, esposte a suon di milioni di euro pagati dai Piemontesi.<br \/>\nQuell\u2019anno una mostra di queste, allestita a Carignano, pubblicava addirittura la fotografia muta del rogo del Duomo sul volantino: per certa \u201ccultura\u201d cinque mesi erano bastati a trasformare l\u2019incendio in un\u2019 \u201cinstallazione inattesa\u201d e in un veicolo pubblicitario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u25ba <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=12705\"><strong>12 d\u2019avril d\u00ebl 1997: La d\u00ebstrussion \u00ebd la Capela d\u00ebl Sant Sudari a Turin | \u00cbl silensi dla v\u00ebrgogna<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\u25c4\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=13699\">Storia degli Stati di Savoia<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<br \/>\n<em><strong>Note:<\/strong><\/em><\/p>\n<p>1. Un filmato \u00e8\u00a0visibile sul sito: www.sindone.org (consultato il 30.4.2012).<br \/>\n2.\u00a0La prima pietra della Cattedrale di San Giovanni di Torino fu posta da Bianca di Monferrato, vedova del duca Carlo I, il 21 luglio 1491, di fronte alle tre chiese paleocristiane preesistenti (San Salvare, San Giovanni e Santa Maria de Dompno) che saranno abbattute l\u2019anno dopo\u00a0\u2013 e delle quali restano visibili\u00a0i\u00a0resti della\u00a0pavimentazione.<br \/>\n3.\u00a0Dichiarazione di Ernesto Olivero. Cfr G. Favro, G. Padovani,\u00a0<em>La Sindone, simbolo di tutti<\/em>, su La Stampa del 13.4.1997.<br \/>\n4. Citiamo a mo&#8217; di esempio, restando a Torino, il Palazzo degli Stemmi di <em>Contr\u00e0 &#8216;d P\u00f2<\/em> e il Teatro Regio.<br \/>\n5. Angelo Conti,\u00a0<em>Duomo, due piste per un disastro<\/em>, su La Stampa del 13.4.1997.<br \/>\n6. Angelo Conti,\u00a0<em>Duomo, due piste per un disastro<\/em>, <em>cit<\/em>.<br \/>\n7.\u00a0Angelo Conti,\u00a0<em>Duomo, due piste per un disastro<\/em>,\u00a0<em>cit<\/em>.<br \/>\n8. M. Accossato,\u00a0<em>\u00abHo sfidato l\u2019inferno per fede\u00bb<\/em>, su La Stampa del 13.4.1997.<br \/>\n9 Il fabbro Guillaume Pussod, due frati francescani e il consigliere ducale Philippe\u00a0Lambert furono quelli che, a rischio della vita, salvarono la Sacra Reliquia dall\u2019incendio della Sainte-Chapelle di Chamb\u00e9ry nella notte fra il 3 e il 4 dicembre 1532.<br \/>\n10. Angelo Conti,\u00a0<em>Duomo, due piste per un disastro<\/em>,\u00a0<em>cit<\/em>.<br \/>\n11.\u00a0Ore 23,\u00a035: inferno nel cuore di Torino, su La Stampa del 12.4.1997.<br \/>\n12. Gino Moretto,\u00a0<em>Sindone. La Storia: 1416-2000<\/em>, Leumann 2000, p. 82.<br \/>\n13. Marco Tosatti,\u00a0<em>Grazie Dio per averla salvata<\/em>, su La Stampa del 13.4.1997.<br \/>\n14. Dichiarazione del prof. Franco Bolgiani, docente di Storia del Cristianesimo a Torino. Cfr G. Favro, G. Padovani,\u00a0<em>La Sindone, simbolo di tutti, cit.<\/em><br \/>\n15. Dichiarazione del direttore del Centro internazionale di Sindonologia, Pierluigi Baima Bollone. Cfr G. Favro, G. Padovani,\u00a0<em>La Sindone, simbolo di tutti, cit.<\/em><br \/>\n16. Guarino Guarini (1624-1683), padre teatino e architetto fra i maggiori dell\u2019epoca, era nato a Modena nel 1624. Lavor\u00f2 in Piemonte dal 1666 al 1690 (Chiesa Reale di San Lorenzo, Palazzo Carignano, rifacimento del Reale Castello di Racunis\/Racconigi e altre opere oggi perdute). Oltre che architetto e scienziato fu teologo, filosofo, letterato, matematico, astronomo.<br \/>\n17. Cfr.\u00a0Maurizio Lupo,\u00a0<em>Una ferita che non si pu\u00f2\u00a0rimarginare<\/em>, su La Stampa del 13.4.1997.\u00a0Il soprintendente Lino Malara dichiar\u00f2:\u00a0<strong><em>\u00abPer quanto si possa lavorare la cappella non potr\u00e0\u00a0mai ritornare quello che era\u00bb.<\/em><\/strong><br \/>\n18. Maurizio Lupo,\u00a0<em>Una ferita che non si pu\u00f2\u00a0rimarginare<\/em>, <em>cit.<\/em><br \/>\n19. Maurizio Lupo,\u00a0<em>Una ferita che non si pu\u00f2\u00a0rimarginare<\/em>,\u00a0<em>cit.<\/em><br \/>\n20. Cfr. Gianni Armand-Pilon,\u00a0<em>Non parlate di incidente<\/em>, su La Stampa del 13.4.1997.<br \/>\n21.\u00a0r.cri.,\u00a0<em>Un disastro annunciato<\/em>, su La Stampa del 13.4.1997.<br \/>\n22. Arbasino fa riferimento alle voci preoccupate che circolarono qualche settimana prima dell\u2019incendio che distrusse completamente il teatro La Fenice il 29 gennaio 1996.<br \/>\n23. r.cri.,\u00a0<em>Un disastro annunciato<\/em>,\u00a0<em>cit.<\/em><br \/>\n24. Si ricordano l\u2019incendio di Chamb\u00e9ry del 1532 e l\u2019incendio del 1811, quando il padiglione ligneo utilizzato per l\u2019esposizione della Sindone fu arso a causa dei fuochi d\u2019artificio sparati per festeggiare la nascita del figlio di Napoleone, il\u00a0re di Roma\u00a0(sic!). Cfr.\u00a0Giorgio Tessiore, Rodolfo Filipello,\u00a0<em>\u00cbl Sant Sudari. Da Gerusalem a Turin an bataja contra\u00a0\u2018l feu<\/em>, Turin 2009, p. 107.<br \/>\n25. Angelo Conti,\u00a0<em>Duomo, due piste per un disastro<\/em>,\u00a0<em>cit<\/em>.<br \/>\n26. f.cor,\u00a0<em>Cos\u00ec\u00a0ho salvato la\u00a0teca dal fuoco<\/em>, su La Stampa del 12.4.1997.<br \/>\n27. Carlo Fruttero, Franco Lucentini,\u00a0<em>La vergogna di chi non riesce a difendere il suo passato<\/em>, su La Stampa del 13.4.1997.<br \/>\n28.\u00a0Card. Giovanni Saldarini,\u00a0<em>Disgrazia terribile ma \u00e8\u00a0un segno di fede<\/em>, su La Stampa del\u00a013.4.2012.<br \/>\n29. Carlo Fruttero, Franco Lucentini,\u00a0<em>La vergogna di chi non riesce a difendere il suo passato, cit.<\/em><br \/>\n30. M. Accossato, N. Pietropinto,\u00a0<em>Guariniello: colpevole lo Stato<\/em>, su La Stampa del 13.4.2012.<br \/>\n31. M. Accossato, N. Pietropinto,\u00a0<em>Guariniello:\u00a0colpevole lo Stato, cit.<\/em><br \/>\n32. Il 21 novembre 2008 croller\u00e0 il controsoffitto in un&#8217;aula del liceo \u00abDarwin\u00bb (sic!) di Rivoli, uccidendo uno studente.<br \/>\n33. M. Accossato, N. Pietropinto,\u00a0<em>Guariniello:\u00a0colpevole lo Stato, cit.<\/em><br \/>\n34.<strong>\u00a0<\/strong><strong>Quello stesso 13 aprile il Movimento\u00a0Gioventura Piemont\u00e8isa\u00a0denunci\u00f2\u00a0come lo Stato italiano, proprietario del complesso andato a fuoco, non fosse pi\u00f9\u00a0moralmente autorizzato ad occuparsi dei beni culturali piemontesi\u00a0\u2013 memorie storiche sopravvissute ai secoli e parte fondamentale dell\u2019identit\u00e0\u00a0del Piemonte\u00a0\u2013 avendo\u00a0<em>\u00abdefinitiv<em>amente<\/em> dimostrato di essere incapace a gestirli\u00bb<\/em>,\u00a0e richiam\u00f2\u00a0le pi\u00f9\u00a0attive organizzazioni culturali al <em>\u00ab<\/em><em>dovere di assumere una chiara posizione per informare l\u2019opinione pubblica sulle vere cause del disastro e per pretendere dalle istituzioni una svolta nella politica di gestione dei beni culturali in Piemonte\u00bb<\/em>. In poche parole: i beni culturali piemontesi siano gestiti dai piemontesi, non da Roma. Il comunicato venne censurato.<\/strong><br \/>\n35. Cfr.\u00a0<em>S.Sindone, il cantiere di restauro e riabilitazione della cappella<\/em>, La Stampa, 9.4.2010, sulla pagina internet: www3.lastampa.it\/torino\/sezioni\/ostensione\/ articolo\/lstp\/184132\/ (consultato il 30.4.2012).<br \/>\n36. Cfr. P. Griseri, M. Paglieri,\u00a0<em>Cappella della Sindone ricorsi, scandali e misteri<\/em>, su\u00a0La Repubblica\u00a0del 28.3.2012.<br \/>\n37. Cfr.<em>\u00a0<\/em><em>La cappella della Sindone? Sar\u00e0\u00a0pronta nel Tremila<\/em>, su La Repubblica del 17.3.2012.<br \/>\n38 Cfr. Gianni Armand-Pilon,\u00a0<em>Non parlate di incidente, cit.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle notti pi\u00f9 inquietanti della storia recente del Piemonte \u00e8 quella fra l\u201911 e il 12 aprile 1997, quando a Torino prese fuoco la Cappella &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=13881\"> <span class=\"screen-reader-text\">La distruzione dei monumenti-simbolo: la Cappella della Santa Sindone<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13887,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[74,45],"tags":[],"class_list":["post-13881","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-el-piemont-a-toch","category-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13881","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13881"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13881\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34605,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13881\/revisions\/34605"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/13887"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13881"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13881"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13881"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}