{"id":10282,"date":"2013-02-13T00:46:55","date_gmt":"2013-02-12T23:46:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=10282"},"modified":"2018-04-03T16:47:43","modified_gmt":"2018-04-03T14:47:43","slug":"la-danza-etnica-piemontese-sopravvivenza-ed-attualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=10282","title":{"rendered":"Enzo G. Conti | La danza etnica piemontese: sopravvivenza ed attualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Enzo G. Conti, in &#8220;Storia e folklore nel Monferrato di Giuseppe Ferraro, carpenetese&#8221; (Giornata di Studi in onore di Giuseppe Ferraro &#8211; Carpeneto 27.5.2006); Atti\u00a0a cura di Lucia Barba e Edilio Riccardini, Carpeneto, 2007.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong style=\"font-size: 13px; line-height: 19px; color: #993300;\">Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Apparentemente il tema di questa mia relazione potrebbe sembrare poco o nulla inerente alla figura di Giuseppe Ferraro che \u00e8 unanimemente conosciuto per la sua fondamentale opera demologica sui canti popolari.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ma \u00e8 proprio perch\u00e8 il Ferraro (come del resto anche molti suoi contemporanei, tra cui\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">in primis<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0Costantino Nigra) ha dato minimo rilievo nella sua opera all\u2019aspetto musicale e solo per accenni ha trattato l\u2019argomento delle danze popolari, che ho trovato stimolante sviluppare questo argomento.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ovviamente il mio intento non ha certo la presunzione che questa relazione possa essere assunta a compendio dell\u2019opera del Ferraro, ma solo di stimolo per alcune considerazioni sul significato del ballo tradizionale e\/o etnico.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Vale, secondo me, la pena di domandarsi dunque il perch\u00e8 di alcune scelte del Ferraro, tra cui quella di non riportare mai la musica dei canti raccolti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Penso che egli, in sintonia, come gi\u00e0 detto, con molti Autori a lui vicini come intenti e periodo storico, attribuisse al canto popolare un valore in quanto \u201cpoesia\u201d popolare, slegandolo quindi dal fatto musicale.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Certo che i mezzi tecnici a disposizione dell\u2019epoca non aiutavano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Un conto \u00e8 avere la possibilit\u00e0 di utilizzare un registratore con cui \u201ccatturare\u201d il canto nella sua completezza, come hanno fatto gli etnomusicologi negli ultimi decenni e un conto \u00e8 doverlo trascrivere a mano al momento dell\u2019indagine, \u201cinterpretandone\u201d anche la musica e non solo il testo e adattandolo, nell\u2019immediato, alla trascrizione su pentagramma.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Per farlo sarebbe stata necessaria probabilmente una maggiore motivazione e preparazione \u201cmusicale\u201d, come \u00e8 avvenuto, per esempio, qualche anno dopo nella ricerca attuata da <span style=\"color: #ff0000;\">\u25ba<\/span>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=17861\"><strong>Leone Sinigaglia<\/strong><\/a>, musicista torinese che raccolse molti canti popolari piemontesi al fine di adattarli per il pubblico colto, sulla falsariga del lavoro compiuto da Brahms e Dvo\u0159\u00e1k\u00a0(che il Sinigaglia ammirava e frequentava) e, in modo ancor maggiormente rilevante, da Bart\u00f3k.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Dunque il Ferraro volutamente trascura il fatto musicale, per\u00f2 va detto che, anche se in un breve scritto, l\u2019argomento del ballo popolare appare.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_10299\" aria-describedby=\"caption-attachment-10299\" style=\"width: 336px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-10299 \" style=\"margin: 10px 5px;\" title=\"passo della monferrina\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/passo-della-monferrina.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/passo-della-monferrina.jpg 420w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/passo-della-monferrina-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-10299\" class=\"wp-caption-text\">Passo della monferrina (foto: canalensisbrando.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Infatti in \u201cSpigolature popolari monferrine\u201d, pubblicato in ATP (Archivio per lo studio delle Tradizioni Popolari) nel 1887, scrive:<\/span><br \/>\n<em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u201cSuoni pochi, perch\u00e8 la musica \u00e8 poco coltivata da noi. Ma abbiamo il nostro allegro ballo nazionale, la Monferrina, noto in Italia e fuori, ed altri allegri balli detti la curenta, ir calissun; quest\u2019ultimo \u00e8 ormai antiquato\u201d<\/em><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Ricordo che un altro accenno al ballo denominato\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">monferrina<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0compare in un altro scritto del Ferraro del 1893, pubblicato sempre in ATP dal titolo \u201cL\u2019altalena sarda ed il ballo: La Monferrina\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Dalle ricerche sviluppatesi soprattutto dalla seconda met\u00e0 del Novecento e, altres\u00ec, da alcune pubblicazioni di autori anche precedenti al Ferraro, si desume comunque che la descrizione dell\u2019insigne carpenetese sui balli popolari fosse quantomeno restrittiva.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Solo come pura curiosit\u00e0 e senza alcun valore etnomusicologico vorrei riportare, proprio a proposito della citata monferrina, due citazioni che, a mio avviso, possono essere comunque significative sulla diffusione di tale ballo.<\/span><br \/>\n<em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u201cNon ch\u2019io voglia da lei altro fuorch\u00e9 un paio di monferrine, perch\u00e8 so gi\u00e0 ch\u2019ella \u00e8 doppiamente piagata dall\u2019amore\u201d<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0(Ugo Foscolo, \u201cEpistolario\u201d &#8211; lettere dal 1794 al 1816).<\/span><br \/>\n<em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u201cNelle campagne, sulla porta dei casolari si vedeva il soldato francese intento a cullare il piccino della massaia e quasi ogni sera qualche tamburino improvvisava un ballo, al suono di un violino.<\/em><br \/>\n<em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Poich\u00e9 i soldati, che d\u2019altronde non le conoscevano, non sapevano insegnare alle donne del paese le contraddanze, troppo elucubrate e difficili, erano le donne stesse a guidare i giovani francesi nella monferrina, nel saltarello e in altre danze italiane.\u201d<\/em><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">(Stendhal, \u201cLa Certosa di Parma\u201d, 1838).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong style=\"font-size: 13px; line-height: 19px; color: #993300;\">Definizioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">A questo punto, mi sembra doveroso proporre alcune definizioni, tra le pi\u00f9 accettate, per descrivere cosa si intenda per ballo etnico, tradizionale, popolare; termini, talvolta sovrapponibili, che si prestano spesso ad essere utilizzati in modo impreciso.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">A tale proposito ho estrapolato alcune frasi dell\u2019etnomusicologa Placida Staro, riportate nel capitolo \u201cIl ballo\u201d contenuto nel trattato, curato da Roberto Leydi, \u201cLe tradizioni popolari in Italia\u201d pubblicato nel 1990.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u201cDanza tradizionale \u00e8 quella forma coreutica che ha assunto valore a cadenza di consuetudine all\u2019interno della pratica sociale sviluppandosi in forme proprie del gruppo di appartenenza\u201d<\/em><br \/>\n<em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u201cLa danza etnica \u00e8 la forma coreutica che \u00e8 tratto distintivo ed identificatore della cultura del gruppo etnico di appartenenza, forma che, nella pratica sociale, \u00e8 portatrice di valori simbolici cerimoniali.&#8221;<\/em><br \/>\n<em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u201cNon causa motivi di scandalo, quindi, ritenere danza tradizionale oggi il ballo liscio, perch\u00e8 valzer, polke, mazurke, all\u2019interno di molte comunit\u00e0 sociali, hanno sviluppato modalit\u00e0 stilistiche autonome e rispondono a momenti aggregativi rituali valevoli per l\u2019intero corpo sociale.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">[Aggiunta del relatore: un esempio in Piemonte di tale situazione potrebbe essere quello del ballo liscio praticato nelle vallate appenniniche della cosiddetta \u201carea delle quattro province\u201d, i cui passi si distinguono in maniera netta da quelli eseguiti comunemente nel liscio di origine romagnola].<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u201cTradizionali o etnici non possono essere invece definiti, bench\u00e9 popolari, i vari balli di moda di importazione americana o sudamericana, poich\u00e9 la loro pratica \u00e8 limitata di volta in volta a gruppi circoscritti, per et\u00e0, condizioni socio-economiche e status sociale\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">A questa ripartizione, che la Staro utilizza riferendosi allo stato attuale delle cose, io aggiungerei, in una visione invece maggiormente \u201cstorica\u201d, un\u2019altra categoria, cio\u00e8 quella delle danze \u201cdi sala\u201d che venivano praticate un tempo soprattutto dalle classi borghesi e dalla piccola nobilt\u00e0 (ci riferiamo a quelli ben documentati in Piemonte a partire dal \u2018700 fino agli inizi del \u2018900).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Tali balli talvolta erano importati da altre zone geografiche europee attingendo anche dal repertorio popolare ed interagendo con esso in continui scambi e subendo anche, come succede oggi, gli alti e bassi della moda.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">In questi casi le danze potevano essere composte da musicisti pi\u00f9 o meno colti (in senso musicale) ed il materiale coreografico era quasi sempre adattato o reinventato da veri e propri \u201cmaestri\u201d di danza, ma la base \u201cpopolare\u201d spesso rimaneva esplicita.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_10297\" aria-describedby=\"caption-attachment-10297\" style=\"width: 336px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-10297 \" style=\"margin: 10px 5px;\" title=\"brando\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/brando.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/brando.jpg 420w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/brando-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-10297\" class=\"wp-caption-text\">Il brando (foto: canalensisbrando.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong style=\"font-size: 13px; line-height: 19px; color: #993300;\">La ricerca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">La ricerca etnomusicologica \u201csul campo\u201d e d\u2019archivio svolta dall\u2019Associazione Culturale\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Trata Birata<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0inizia nel 1977 e riguarda l\u2019intero territorio piemontese, con particolare riguardo all\u2019area del Basso Piemonte, mentre minore \u00e8 stato il suo impegno diretto in altre aree (ad esempio le vallate occitane) dove ricercatori locali avevano gi\u00e0 intrapreso in precedenza una circostanziata documentazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">La scopo primario \u00e8, fin dagli inizi, quello di potere arrivare a raccogliere ed archiviare in modo organico e comparativo il patrimonio etnomusicologico piemontese con la maggiore completezza possibile, in modo scientifico, privo di preconcetti e di fini secondari.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Gli strumenti utilizzati per la ricerca \u201csul campo\u201d sono stati vari tipi di registratori audio associati in seguito a diversi modelli di videocamere.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_10298\" aria-describedby=\"caption-attachment-10298\" style=\"width: 378px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-10298 \" style=\"margin: 10px 5px;\" title=\"corenton\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/corenton.jpg\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/corenton.jpg 420w, https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/corenton-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-10298\" class=\"wp-caption-text\">Il corenton (foto: canalensisbrando.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; line-height: 19px; color: #993300;\">Le danze in Piemonte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Questo elenco, che non pretende di essere esaustivo, offre comunque un\u2019immagine piuttosto completa delle danze finora documentate in Piemonte.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Va letto tenendo conto che:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">&#8211; non vengono riportate tutte le varianti della stessa danza (per esempio nella sola Val Varaita esistono molte varianti della\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">courento<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0a seconda delle localit\u00e0 e talvolta anche nello stesso paese)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">&#8211; il fatto che due danze abbiano la stessa denominazione spesso, dal punto di vista coreografico e musicale, non significa che abbiano una qualche correlazione se riferite a localit\u00e0 differenti (per esempio la\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">giga<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0della Val Po non ha quasi affinit\u00e0 con la\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">giga<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0dij Botej, n\u00e9 questa ne ha con le gighe dell\u2019 \u201darea delle quattro province\u201d)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">&#8211; sono state riportate sia danze documentate solo musicalmente, cio\u00e8 ormai prive della memoria coreografica (ad esempio la maggioranza delle monferrine, il\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">baligordin<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0di Roccagrimalda, le danze del carnevale di Ivrea) sia danze ricordate solo coreograficamente ma prive della musica corrispondente (ad esempio il\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Moulinet<\/em><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">\u00a0della val Varaita, le danze degli Spadonari della Val di Susa)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">&#8211; la grafia usata cerca di rispettare le varie grafie comunemente in uso nel territorio piemontese per esprimere le varie parlate locali\u00a0<\/span><em style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">[su questo sito \u00e8 stata adottata, per la lingua piemontese, la grafia storica, n.d.c.]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Danze etniche e tradizionali diffuse nella quasi la totalit\u00e0 del territorio Piemontese:<\/strong><\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">monferrina (monfrin-a, monferina, monfrin\u00f2ta)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">curenta (corenta, correnta)<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Danze etniche e tradizionali legate ad aree specifiche:<\/strong><\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Val Varaita:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">gigo, courento, countradanso, bour\u00e9o, tresso, tour, rigoulet, guihouno, cadrio, pountarelo, baletas, camaigro, courento doubio, calissoun, asus-ain, tolo, couste\u00f2les, rigoudin, gamaoucho, troumpezo, moulinet, balet, mesquio<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Val Vermenagna:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">courenta, balet<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Val Maira:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">courento dla Rocho<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Val Po:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">giga, bour\u00e9a<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Valli Germanasca, San Martin e Chisone:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">courento, boureo, spouzino, spouzin, badouaezo, countrodanso, rigoudoun,\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">lou bal da Sabbre (danza rituale degli Spadonari a Fenestrelle)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Valli di Lanzo:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">courenda, courenda dei sette salti, br\u00e0ndou (branlu)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Valli appenniniche dell\u2019area detta \u201cdelle quattro province\u201d (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza):\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">monferrina, alessandrina, giga a due, giga a quattro, perigurdino, piana, bisagna, sestrina,\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">p\u00f2vra dona<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Roero, Langhe, Monferrato e alcune aree limitrofe:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">brando (sbrando), monferrina, borea (bor\u00e8ja), corenta, corenton<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Roccagrimalda:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">corenta dij Botej;\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">danze rituali del Carnevale: lachera, giga, calisson, baligordin (poligordin)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Val Vigezzo:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">monfrina;\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">danze rituali del Carnevale: matuzin\u00e0a, bal dol Trapula<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Val di Susa (Giaglione, San Giorgio, Venaus):\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">danze degli Spadonari<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Ivrea:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">danze rituali del Carnevale: diana, monferrina, pifferata<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Danze \u201cdi sala\u201d documentate in raccolte a stampa o manoscritte:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">monferrina (monferina), alessandrina, piemontese, giga, perigurdino, perigoldino, contradanza (contraddanza), quadriglia, gal\u00f2p, pachiottina, allemanda, borea, corrente, scottish (schottisch, scozzese), inglese, forlana (furlana), gavotta, valz, valzer, polka, mazurka<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Danze in uso in Piemonte (a partire dalla fine del XVIII secolo) di documentata provenienza extrapiemontese:\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">valzer, polca (polka), mazurca (mazurka), scottish (schottisch, scotis)<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong style=\"text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px; color: #993300;\">Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aa.Vv. &#8211; Dizionario Enciclopedico della Musica e dei Musicisti (Torino, 1984)<br \/>\nAa.Vv. &#8211; Rivista Opera Nazionale Dopolavoro &#8220;Costumi, musica, danze e feste popolari italiane&#8221; ed. OND (Roma, 1935)<br \/>\nArbeau Thoinot &#8211; Orchesographie et traict\u00e8 en forme de dialogue (Francia, 1588)<br \/>\nArma Edme\u00e8 &#8211; \u201cMonferrine \u00e0 trois\u201d in \u201cVoyez comme on danse le monde\u201d (Paris, 1946)<br \/>\nBalma M. &#8211; Strumenti musicali popolari in valle d&#8217;Orba &#8211; in Riv. INDICE IV (1979)<br \/>\nBalma, Bonnafous, Ferrari, Messori, Zanocco &#8211; Giacomo Jacmon Sala. Suoni e voci delle quattro province (Udine, 2004)<br \/>\nBarolo Agostino &#8211; Folklore monferrino (Torino, 1930)<br \/>\nBenaduce, De Benedetti, Morteo &#8211; Spettacolo e spettacolarit\u00e0 tra Langhe e Roeri (Cuneo, 1981)<br \/>\nBertelli Arturo &#8211; Vecchio Piemonte. Storia, leggenda, folclore (Piacenza, 1971)<br \/>\nBragaglia Anton Giulio \u2013 Le danze popolari italiane &#8211; ediz. ENAL (Roma, 1950)<br \/>\nBuffa Domenico &#8211; Canti popolari, raccolti da Domenico Buffa (Torino, 1979)<br \/>\nCanziani Estella &#8211; Piedmont (London, 1913)<br \/>\nCarpitella Diego &#8211; Ritmi e melodie di danze popolari in Italia &#8211; in RIVISTA S. CECILIA (Roma, 1956)<br \/>\nCastelli Franco &#8211; Ballate d&#8217;amore e d&#8217;ironia. Canti della tradizione popolare alessandrina (Alessandria, 1984)<br \/>\nCastelli Franco &#8211; Cultura popolare valenzana. (Alessandria, 1982)<br \/>\nCastelli Franco &#8211; La danza contro il tiranno. Leggenda, storia e memoria della Lachera di Rocca Grimalda (Ovada, 1995)<br \/>\nColli G. &#8211; Monferrato, soc. ed int. (Torino, 1960)<br \/>\nCornoldi Antonio &#8211; La monferrina, la curenta e il curentun &#8211; in LARES, III e IV (Firenze, 1971)<br \/>\nCornoldi Antonio &#8211; Le danze popolari italiane e la loro ricostruzione coreografica (Napoli, 1954)<br \/>\nD\u2019Aronco Gianfranco &#8211; Storia della danza popolare e d\u2019arte (Tolmezzo, 1962)<br \/>\nD&#8217;Ancona Alessandro &#8211; I canti popolari del Piemonte &#8211; in &#8220;Saggi di letteratura popolare&#8221; (Livorno, 1913)<br \/>\nDe Bousqu\u00ecer Jan P\u00e8ire e Maurizio Padovan &#8211; Juzep Da&#8217; Rous. Violinista della Val Varaita. Vita e repertorio &#8211; supplemento alla riv. &#8220;Nouvel Temp&#8221; (Verzuolo, 1988)<br \/>\nDe Fiori Mario e Morello Carlo &#8211; Il ballo. Manuale completo dei balli di etichetta e di famiglia. (Firenze, 1899)<br \/>\nDe Pizzol S. &#8211; Viva en ser cher! Tradizioni popolari del territorio Poirinese (Torino, 1981)<br \/>\nFalconi Bernardo &#8211; Recueil General de touts sortes de Danses\u2026: musica da ballo a Fossano in un manoscritto del primo Ottocento &#8211; in &#8220;Tradizione popolare e linguaggio colto nell&#8217;Ottocento e Nocecento musicale piemontese&#8221; Atti del Convegno, Alessandria, 15-16 aprile 1997 (Torino, 1999)<br \/>\nFerraro Giuseppe &#8211; Canti popolari piemontesi ed emiliani &#8211; (Milano, 1977)<br \/>\nFerraro Giuseppe &#8211; L&#8217;altalena sarda ed il ballo: La Monferrina &#8211; in ATP, Vol XII (Palermo, 1893)<br \/>\nFerraro Giuseppe &#8211; Spigolature popolari monferrine &#8211; in ATP, vol VI (Palermo, 1887)<br \/>\nGalanti Bianca Maria \u2013 Dances of Italy \u2013 n\u00b0 14 della collana\u201dHanbooks of European National Dances\u201d a cura di Violet Alford (Londra, 1954)<br \/>\nGalanti Bianca Maria &#8211; La danza della spada in Italia (Roma, 1942)<br \/>\nGavina P. &#8211; Il ballo. Storia della danza (Milano, 1898)<br \/>\nGrasso Giuliano &#8211; Un repertorio piemontese di monferrine manoscritte dell&#8217;Ottocento &#8211; in &#8220;Tradizione popolare e linguaggio colto nell&#8217;Ottocento e Nocecento musicale piemontese&#8221; Atti del Convegno, Alessandria, 15-16 aprile 1997 (Torino, 1999)<br \/>\nGrasso Giuliano &#8211; Vecchi balli per violino di area lombarda. Fonti scritte e tradizione popolare (Soresina, 2002)<br \/>\nGuizzi Febo &#8211; Gli strumenti della musica popolare in Italia (Lucca, 2002)<br \/>\nGuizzi Febo &#8211; Materiali sulla piva e sulla musa (Como, 1981)<br \/>\nLancellotti A. &#8211; Feste tradizionali (Milano, 1951)<br \/>\nLeydi Roberto &#8211; I canti popolari italiani (Milano, 1973)<br \/>\nLeydi Roberto &#8211; La zampogna in Europa (Como, 1979)<br \/>\nLeydi Roberto (a cura di) &#8211; Cant\u00e8 bergera. La ballata piemontese dal repertorio di Teresa Viarengo (Vigevano, 1995)<br \/>\nLeydi Roberto (a cura di) &#8211; Canti e musiche popolari &#8211; nella collana &#8220;Le tradizioni popolari in Italia&#8221; (Bergamo, 1990)<br \/>\nLeydi Roberto (a cura di) &#8211; Canzoni popolari del Piemonte. La raccolta inedita di Leone Sinigaglia (Vigevano, 1998)<br \/>\nMastrigli Leopoldo &#8211; Le danze storiche dei secoli XVI, XVII, XVIII (Torino, 1889)<br \/>\nNaik Raviart &#8211; Aspects de la danse dans le salons parisiens sous le Consulat et L&#8217;Empire. 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Musiche e danze della Valli Cluuzoun e Sanmartin (Cavour, 1985)<br \/>\nPratella F.B. &#8211; Saggio di gridi, canzoni, cori e danze del popolo italiano (Bologna, 1911)<br \/>\nPronvenzal D. &#8211; Usanze e feste del popolo italiano (Bologna, 1912)<br \/>\nSantiano Annalisa e Pistone Maurizio &#8211; Musiche e Musicanti in Alta Val Sangone (Torino, 1988)<br \/>\nSinigaglia Leone &#8211; Vecchie canzoni popolari del Piemonte, 6 fascicoli (Lipsia, 1912-22)<br \/>\nSinigaglia Leone &#8211; Ventiquattro vecchie canzoni popolari del Piemonte (Milano, 1956)<br \/>\nSordi Italo (a cura di) &#8211; L&#8217;albero del canto (Pavia, 1985)<br \/>\nTafuri Andrea &#8211; La vita musicale in Alessandria (Alessandria, 1968)<br \/>\nToschi Paolo &#8211; Danze popolari italiane, in Riv. &#8220;Le vie d&#8217;Italia&#8221; LVI (1950)<br \/>\nToschi Paolo &#8211; Il Folklore (Roma, 1951)<br \/>\nUngarelli Gaspare &#8211; Le vecchie danze ancora in uso nella provincia bolognese (Roma, 1894)<br \/>\nVidossi Giuseppe &#8211; La danza degli spadonari a Venaus in Val di Susa &#8211; in LARES, VII (1936)<br \/>\nVigliermo Amerigo &#8211; Canti e tradizioni popolari. Indagine sul Canavese (Ivrea, 1974)<br \/>\nVivanti A. &#8211; Canti popolari in Monferrato, Pasqua, le &#8220;ova&#8221;, la &#8220;Passione&#8221; (Acqui, 1954)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.tremartelli.it\/laricerca2.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trata Birata \/ Tre Martelli<\/a>, che ringraziamo per l&#8217;autorizzazione<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Enzo G. Conti, in &#8220;Storia e folklore nel Monferrato di Giuseppe Ferraro, carpenetese&#8221; (Giornata di Studi in onore di Giuseppe Ferraro &#8211; Carpeneto 27.5.2006); Atti\u00a0a cura &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=10282\"> <span class=\"screen-reader-text\">Enzo G. 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