{"id":1,"date":"2007-04-13T13:58:23","date_gmt":"2007-04-13T11:58:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=1"},"modified":"2007-04-13T13:58:23","modified_gmt":"2007-04-13T11:58:23","slug":"ciao-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=1","title":{"rendered":"Patrimonio linguistico, risorsa del territorio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"manlingue.jpg\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2007\/06\/manlingue-1.jpg\" alt=\"manlingue.jpg\" width=\"180\" height=\"270\" align=\"left\" border=\"1\" hspace=\"6\" vspace=\"3\" \/>Vi sono talune risorse del territorio che subiscono processi di secolarizzazione analoghi ad altri aspetti centrali della dimensione umana. Siamo storicamente fuori tempo massimo per pretendere di fare affermazioni conclusive sulle motivazioni sociologiche che hanno determinato lo \u201cstato dell\u2019arte\u201d. Gli operatori di cultura che agiscono in ambito linguistico devono, con umilt\u00e0, fare un\u2019analisi del proprio ambito di competenza ed affrontare un lavoro certosino di consolidamento che, se non ha velleit\u00e0 di interpretare la deriva linguistica della nostra societ\u00e0, ha comunque il dovere di non cadere nella retorica dell\u2019oblio. La secolarizzazione della societ\u00e0 impone anzitutto una struttura organizzata che mantenga vivo il rito linguistico. Le associazioni culturali che operano nel territorio hanno con tutti i limiti, le parzialit\u00e0 e le divergenze, mantenuto in vita la ritualit\u00e0 linguistica, sforzandosi di promuovere come primaria vocazione il linguaggio delle lingue madri.<br \/>\nNegli ultimi anni, come si \u00e8 detto, altri ambiti altrettanto importanti della dimensione umana sono stati attaccati dalla corrosione degli agenti chimici del tempo. L\u2019aspetto religioso, per esempio, subisce sistematicamente una deformazione liturgica; a questo procedimento d\u2019 impoverimento si sta rispondendo con fermezza nel consolidamento di una posizione che, pur non deflettendo dai principi, tende a mantenersi entro il perimetro della storia.<br \/>\nPer analogia una lingua e soprattutto una lingua cosiddetta\u201dminoritaria deve, in concorso con le altre realt\u00e0 linguistiche, mantenere un piede dentro la storia. L\u2019opzione linguistica viene determinata dall\u2019epicentro della societ\u00e0 che \u00e8 la famiglia, mentre il suo completamento e supporto \u00e8 naturalmente la scuola, dove l\u2019organizzazione associativa pu\u00f2 determinare un\u2019influenza indispensabile.<br \/>\nIn Francia assistiamo da parte di talune associazioni culturali e linguistiche minoritarie ad un fenomeno singolare, ma che assolutamente non pu\u00f2 passare inosservato. Da tempo si grida all\u2019imperialismo linguistico americano e si agisce sulla salvaguardia binaria della lingua per esempio: \u00abfrancese-provenzale\u00bb. Come si legge questa tendenza? Proviamo a fare un\u2019ipotesi: \u00ab Assunto che il pericolo deriva dall\u2019inglese, si risponde non solo con la salvaguardia della lingua regionale (e fin qui tutto bene), ma si vincola questo salvataggio alla difesa linguistica del francese\u00bb.<br \/>\nQuesto \u00e8 il caso dove l\u2019ispirazione associativa influenza negativamente i passaggi precedenti: poich\u00e9 se la famiglia e la scuola agiscono in sintonia a salvaguardia del patrimonio, questo viene per osmosi assorbito dal soggetto linguistico maggioritario.<br \/>\nDi pi\u00f9: mentre si grida al lupo americano, esistono altre lingue gi\u00e0 maggioritarie nel pianeta che hanno una formidabile e globalizzante cinghia di trasmissione economica e, senza andare ovviamente al cinese, \u00e8 prevedibile dalla lingua spagnola un consolidamento maggioritario proprio negli Stati Uniti d\u2019America.<br \/>\nNon si \u00e8 mai visto una minoranza linguistica agire a favore della maggioranza giocando d\u2019azzardo con il suo destino.<br \/>\nL\u2019esempio della Francia non pu\u00f2 essere generalizzato, ma \u00e8 il paradigma di un complesso d\u2019inferiorit\u00e0 che non vorremmo importare ed \u00e8 il risultato di una valutazione errata.<br \/>\nIl patrimonio linguistico \u00e8 il patrimonio del territorio e non \u00e8 materia negoziabile.<br \/>\nPossiamo decidere di pianificare tutto scegliendo la lingua di relazione o la lingua come veicolo europeo o mondiale, ma ci assumeremo la responsabilit\u00e0 di esserci impoveriti. Se vogliamo modellare il nostro linguaggio, il nostro pensiero, la nostra spiritualit\u00e0 all\u2019orientamento delle societ\u00e0 moderne siamo liberi di farlo, ma a quale prezzo?<br \/>\nIl nostro patrimonio linguistico ha gi\u00e0 pagato un prezzo salato, poich\u00e9 la sua museificazione ha copiosamente appagato gli esegeti della \u201cretorica del lamento\u201d.<br \/>\nLa lingua piemontese ovviamente paga la contingenza dei fattori sopraesposti ogni giorno ad un caro prezzo, poich\u00e9 non la s\u2019interpreta come fattore di ricchezza complementare ad un Piemonte che dovrebbe uscire dal cono d\u2019ombra. Anche il mancato riconoscimento della sua lingua \u00e8 stato il travisamento del pensiero di tutto il territorio e su questo tutti sono chiamati a porre rimedio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Roberto Saletta<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono talune risorse del territorio che subiscono processi di secolarizzazione analoghi ad altri aspetti centrali della dimensione umana. 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