{"id":12750,"date":"2013-01-04T20:13:38","date_gmt":"2013-01-04T19:13:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=12750"},"modified":"2018-06-08T13:33:02","modified_gmt":"2018-06-08T11:33:02","slug":"la-lenga-piemonteisa-cronistoria-legislativa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=12750","title":{"rendered":"La lenga piemont\u00e8isa: cronist\u00f2ria legislativa"},"content":{"rendered":"<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"giorn_giorn_set00\" src=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/giorn_giorn_set00.jpg\" alt=\"\" width=\"694\" height=\"216\" \/><\/h2>\n<h5>Il tortuoso cammino<br \/>\nverso il riconoscimento della lingua piemontese<\/h5>\n<p>Fin dai primi decenni del XX Secolo la maestra che, secondo i programmi della scuola di Stato, doveva insegnare agli allievi la lingua italiana era costretta, giocoforza, ad appoggiarsi alla lingua piemontese, che tutti i bambini conoscevano come unica lingua. Questa situazione non era rara ancora negli anni Sessanta.<\/p>\n<p>Durante il fascismo il ministero della cultura popolare (Minculpop) proib\u00ec il piemontese scritto, contro ogni logica e in spregio alla realt\u00e0 piemontofona dei giovani allievi. L&#8217;obiettivo del potere statale (ora come oggi) era la definitiva cancellazione della nostra lingua. Messo fuori legge, il piemontese era perseguitato: per incistare la vergogna di parlare piemontese ai bambini, la loro madrelingua era presentata come &#8220;rozzo dialetto&#8221; fuori dal tempo. Chi veniva sorpreso a parlare in piemontese veniva castigato: bacchettate sulle mani, cartelli al collo, salto della merenda. Implicitamente si riconosceva la diversit\u00e0 linguistica dei Piemontesi, ma questa diversit\u00e0 era (ed \u00e8) presentata come un disvalore.<\/p>\n<p>Dopo la guerra la strategia di assimilazione dei giovani Piemontesi divenne pi\u00f9 subdola: poich\u00e9 mettere fuorilegge la lingua non portava ad alcun risultato (anche durante la dittatura italiana tutti i Piemontesi hanno continuato a parlare in piemontese e a trasmettere la propria lingua alle giovani generazioni) si \u00e8 cercato &#8211; in gran parte riuscendovi &#8211; di fare in modo che fossero\u00a0stesse\u00a0le famiglie piemontesi ad abbandonare &#8220;volontariamente&#8221; la propria lingua (e, conseguentemente, la propria cultura e la propria identit\u00e0) ponendo l&#8217;accento sull&#8217;aspetto sociale e su quello utilitaristico. Scuola e mezzi di comunicazione si prodigarono per indurre la gente ad associare la lingua dei propri padri con\u00a0una povert\u00e0 dalla quale ci si stava allontanando; l&#8217;essenzialit\u00e0 e il buonsenso dei vecchi venivano presentati come indici di arretratezza, ignoranza, rozzezza, povert\u00e0 morale della quale. Per avanzare nella scala sociale (e, soprattutto, per non penalizzare i propri figli), doveva diventare necessario prendere definitivamente le distanze da tutto quanto rappresentava quel mondo, <em>in primis<\/em> la lingua, della quale ci si doveva &#8220;vergognare&#8221;.<\/p>\n<p>In quegli anni quanti genitori, convocati dagli insegnanti, si sono sentiti rimproverare di parlare il &#8220;dialetto&#8221; in casa? Quanti sono stati accusati di penalizzare, con la loro &#8220;ignoranza&#8221;, il futuro dei propri figli? L&#8217;assioma imposto era estremamente semplice: parlare piemontese avrebbe impedito una conoscenza profonda dell&#8217;italiano (\u00e8 stato poi dimostrato come avvenga esattamente il contrario) e avrebbe di conseguenza impedito qualunque riuscita.<br \/>\nQuante famiglie si sono imposte, per amore dei propri figli, di parlare solo italiano (male) in casa? Poche hanno saputo rispondere per le rime a tali arroganti accuse; la maggior parte ha assunto, anche solo inconsciamente, la decisione di &#8220;nascondere&#8221; la propria lingua a\u00a0figli e nipoti, schermandoli da una \u201ccontaminazione\u201d che avrebbe potuto arrecare loro dei danni. Anche quando il piemontese restava la lingua di comunicazione della casa, con i figli si interloquiva in italiano.<\/p>\n<p>Paradossalmente\u00a0dopo il fascismo &#8211; che aveva proibito di scrivere in piemontese &#8211;\u00a0in nome di una \u201crinascita\u201d, soprattutto culturale, \u00a0si imponeva con altrettanta forza addirittura l&#8217;abbandono della lingua parlata.<\/p>\n<p>Per cancellare definitivamente l&#8217;identit\u00e0 piemontese si pianificarono le &#8220;migrazioni interne&#8221; (un fenomeno applicato in diverse regioni europee). Se i primi arrivati finirono con l&#8217;integrarsi alla cultura locale imparando anche la lingua &#8211; come sempre era avvenuto nella storia &#8211; successivamente, quando l&#8217;immigrazione fu resa massiccia, i nuovi venuti, ghettizzati in quartieri dove potevano sentirsi &#8220;maggioranza&#8221;, si resero impermeabili ai costumi locali. In presenza degli immigrati l&#8217;esprimersi in una lingua che risultava incomprensibile venne presentato addirittura come disdicevole, e l&#8217;insistere con il piemontese (strada maestra per una perfetta integrazione &#8211; che, in realt\u00e0, non si voleva avvenisse) fu subdolamente associato al &#8220;razzismo&#8221; (!). Una montatura mediatica (alcuni giornalisti prepararono un cartello con su scritto &#8220;non si affitta a meridionali&#8221; e ne pubblicarono la fotografia) complet\u00f2 l&#8217;opera, diffondendo una &#8220;leggenda nera&#8221; ancora ricordata oggi.<\/p>\n<p>Nel 1964, alla morte di <strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=3428\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pinin Pac\u00f2t<\/a><\/strong>, colui che pi\u00f9 contribu\u00ec a difendere la lingua e la cultura piemontese dal tentativo di &#8220;folclorizzazione&#8221;, il necrologio che ne cur\u00f2 Giorgio B\u00e0rberi Squarotti (in un momento storico che vedeva il piemontese normalmente parlato in tutto il Piemonte) era tutto un programma e un auspicio. L&#8217;illustre cattedratico constatava come questa dipartita giungesse \u00abproprio quando la dissoluzione del dialetto (sic!)\u00a0come parlato \u00e8 arrivata a un punto estremo che par preludere alla riduzione di esso a pochi relitti galleggianti qua e l\u00e0, sulla compattezza (sic!) dell&#8217;italiano\u00bb. La metafora dei &#8220;relitti galleggianti&#8221; in ambienti accademici giunse fino ai primi anni Duemila, quasi come fosse stata la &#8220;velina&#8221; suggeritrice delle strategie mediatiche. Vertone, De Mauro, Salvadori, V\u00e0ttimo, Beccaria e diversi altri esponenti di una certa intelligentsija autoreferenziale periodicamente si incaricarono di suonare la campana a morto per il piemontese dalle colonne dei giornali, pronti a rimbeccare &#8220;scientificamente&#8221; qualsiasi iniziativa venisse intrapresa per rinfrescargli la vitalit\u00e0.<\/p>\n<p>Proprio in quel <strong>1964 <\/strong>fu <strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=3611\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tavo Burat<\/a><\/strong> a proporre l&#8217;insegnamento della lingua piemontese a scuola, conscio che la catena che si voleva spezzare con le nuove generazioni avrebbe dovuto rinsaldarsi proprio a partire da queste.<\/p>\n<p>Nel <strong>1970 <\/strong>l&#8217;istituzione delle Regioni (con ventiquattro anni di ritardo&#8230;) lascia sperare in prospettive di decentramento culturale. Nel maggio di quell&#8217;anno l&#8217;<strong>A.I.D.L.C.M.<\/strong>(<em>Association Internationale pour la D\u00e9fense des Langues et des Cultures Menac\u00e9es<\/em>), organismo del quale lo stesso Tavo Burat \u00e8 referente per la repubblica italiana, rilancia<strong> un appello<\/strong> per l&#8217;introduzione dell&#8217;insegnamento della lingua e della cultura piemontese nelle scuole del Piemonte. L&#8217;appello, che contempla la richiesta del riconoscimento dello\u00a0<strong>status\u00a0ufficiale di lingua al piemontese<\/strong>\u00a0e l\u2019applicazione di una\u00a0<strong>normativa per la sua tutela\u00a0e il suo sviluppo<\/strong>,\u00a0viene recepito in Piemonte con gran seriet\u00e0, e 27 Associazioni lo sottoscrivono. Fra queste vi \u00e8\u00a0<em>La lenga piemont\u00e8isa ant le sc\u00f2le<\/em>, presieduta da <strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=3122\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Camillo Brero<\/a><\/strong>, il quale ha recentemente scritto una moderna grammatica della lingua piemontese (1967) ed ha cominciato la propria attivit\u00e0 nelle scuole, approntando i primi mezzi didattici e dedicandosi anche alla formazione degli insegnanti. Ancora prima \u00e8 <strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=12728\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sergio Hertel<\/a><\/strong> ad approntare due abbecedari per l&#8217;insegnamento della lingua ai pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<p>Da questo appello prende forma la prima <strong>proposta di legge regionale<\/strong> in materia,\u00a0la N. 41, presentata il <strong>14.9.1972<\/strong> da Corrado Calsolaro con i consiglieri Fonio, Nesi, Simonelli e Viglione &#8211; che verr\u00e0 identificata come <strong>proposta Calsolaro<\/strong>. Essa prevede:\u00a0<em>\u00abLa Regione istituisce corsi di preparazione e di perfezionamento per l&#8217;insegnamento della lingua e della cultura piemontese\u00bb<\/em>; <em>\u00abI corsi sono tenuti da docenti riconosciuti idonei da una Commissione [&#8230;]\u00bb; \u00abL&#8217;iscrizione ai corsi \u00e8 gratuita ed \u00e8 aperta a tutti coloro che siano in possesso dei titoli richiesti per l&#8217;abilitazione all&#8217;insegnamento\u00bb<\/em>. Mai una legge regionale piemontese sulle lingue minoritarie risulter\u00e0 cos\u00ec avanzata come questa ipotesi del 1972.<\/p>\n<p><strong>La proposta viene &#8220;insabbiata&#8221; fino alla scadenza della legislatura<\/strong>: non andr\u00e0 in discussione malgrado numerosi appelli, mozioni, lettere aperte provenienti da studiosi ed esperti di tutto il mondo e dall&#8217;universo piemontese.<\/p>\n<p>La medesima proposta di legge viene <strong>ripresentata il 22.12.1975<\/strong>,\u00a0(la N. 54 firmata da Calsolaro, Bellomo, Robaldo e Benzi); questa volta il Consiglio Regionale la approva in pochi mesi. <strong>Interviene quindi il Commissario prefettizio del governo centrale<\/strong>, <strong>che la respinge<\/strong>, suscitando un&#8217;ondata di proteste in tutte le organizzazioni piemontesi.<\/p>\n<p>La proposta <strong>viene ripresentata tale e quale una terza volta<\/strong>, e<strong> il Consiglio Regionale torna ad approvarla il 21.12.1978<\/strong>. Ancora una volta il commissario governativo<strong> <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=13157\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">si oppone<\/a><\/strong> alla Legge piemontese.<br \/>\nQuesto &#8220;braccio di ferro&#8221; avrebbe meritato una rottura, almeno ideale e culturale, tra l&#8217;Italia e il Piemonte, facendo crescere fra i Piemontesi la coscienza di non essere tollerati in Italia nel caso volessero mantenere la propria lingua e la propria cultura. Tanto pi\u00f9 che da tutta Europa furono parecchi gli attestati di solidariet\u00e0 che giunsero al Popolo Piemontese.<\/p>\n<p>La Regione, tuttavia, non ne ebbe il coraggio e modific\u00f2 la proposta di legge secondo le direttive giunte da Roma. Il 24.5.1979 (<strong>nove anni dopo la presentazione della <em>proposta Calsolaro!<\/em><\/strong>) viene approvata la Legge Regionale 30\/79, una legge inutile e &#8220;assistenziale&#8221; che nulla riconosce all&#8217;identit\u00e0 piemontese e, oltretutto, stanzia piccoli contributi &#8220;a pioggia&#8221; dividendo il fronte delle associazioni, che cos\u00ec si legano mani e piedi alla politica regionale. Ovviamente in questo caso il commissario prefettizio non ha nulla da eccepire.<br \/>\nGli scarsissimi risultati di questa\u00a0\u201clegge-ponte\u201d sono sistematicamente vanificati da ripetute campagne di stampa contrarie, tentativi di dividere il movimento piemontesista, prese di posizione contrarie da parte di Enti statali (ad esempio l\u2019Anas contro la toponomastica).<\/p>\n<p>Nel <strong>1990 <\/strong>la Regione approva una nuova Legge sulla tutela del patrimonio linguistico, la <strong>Tapparo-Nerviani<\/strong> (<strong><a href=\"http:\/\/arianna.consiglioregionale.piemonte.it\/ariaint\/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&amp;TIPODOC=LEGGI&amp;LEGGEANNO=1990&amp;LEGGE=026\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legge Regionale 26\/90<\/a><\/strong>), che nel corso del suo iter \u00e8 stata snaturata dai compromessi con alcuni gruppi antipiemontesi. \u00a0La &#8220;Legge 26&#8221; &#8211; che non riconosce affatto la lingua piemontese &#8211; resta inapplicata al 90% e viene in gran parte neutralizzata dalla volont\u00e0 di &#8220;pilotare&#8221; i contributi pi\u00f9 sostanzioni ad associazioni &#8220;amiche&#8221;, pur garantendo un piccolo contributo a tutti.<\/p>\n<p>La crescita della sensibilit\u00e0 verso le lingue naturali, portatrici di culture e identit\u00e0 originali, a livello legislativo sfocia, dopo diverse Raccomandazioni internazionali, nell\u2019approvazione della\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/docs\/carta_europea.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Carta Europea delle Lingue Regionali o Minoritarie<\/a><\/strong> (Consiglio d\u2019Europa, <strong>1992<\/strong>). Tale documento, elevato a Convenzione, chiede agli Stati membri l\u2019applicazione di specifiche\u00a0<strong>misure per la protezione e la promozione<\/strong> di tali lingue, in particolare il loro <strong>pieno\u00a0riconoscimento<\/strong>, la\u00a0<strong>promozione dell\u2019uso scritto<\/strong>, l\u2019<strong>insegnamento nella scuola e nell\u2019universit\u00e0<\/strong>, l\u2019<strong>abolizione delle discriminazioni<\/strong> volte a scoraggiarne l\u2019utilizzo (ad esempio, tramite la riduzione a una visione macchiettistica sui mezzi di comunicazione), l\u2019<strong>adozione della toponomastica tradizionale<\/strong>, l\u2019utilizzo non soltanto nell\u2019ambito culturale (ad esempio, anche in quello dell&#8217;<strong>informazione<\/strong>).<\/p>\n<p>Frattanto <strong>il piemontese era gi\u00e0 stato giuridicamente riconosciuto\u00a0\u201clingua\u201d dal\u00a0Consiglio d\u2019Europa<\/strong> (nel 1981) <strong>e dall\u2019UNESCO<\/strong>. Lo stesso Comitato intergovernativo della Convenzione dell\u2019UNESCO per il Patrimonio immateriale dell\u2019Umanit\u00e0, nell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/convenzione_diversita.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ottobre 2005<\/a><\/strong>\u00a0ha poi riconosciuto alle lingue locali il diritto ad essere impiegate nelle scuole, nelle universit\u00e0 e nei media, in quanto espressione delle diverse comunit\u00e0 e strumento di coesione sociale.<\/p>\n<p>Nel\u00a0<strong>1997\u00a0<\/strong>viene presentata una proposta di <strong>modifica alla legge regionale<\/strong> in vigore (Rosso, Dutto, Farassino, Bellingeri); malgrado i nuovi compromessi e alcuni tentativi per snaturarla, la versione approvata (<strong><a href=\"http:\/\/arianna.consiglioregionale.piemonte.it\/ariaint\/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&amp;TIPODOC=LEGGI&amp;LEGGEANNO=1997&amp;LEGGE=037\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legge Regionale 37\/97<\/a><\/strong>)\u00a0che va a integrare la L.R. 26\/90 <strong>d\u00e0 un\u00a0riconoscimento normativo alla lingua piemontese<\/strong>.<br \/>\nMalgrado un provvisorio rifinanziamento, l&#8217;applicazione della legge cos\u00ec modificata non si discosta dal sistema precedente; in particolare si segnala la mancanza di criteri univoci e il largo spazio lasciato alla discrezione dei dirigenti della Regione, fatto che nei primi anni provoca tensioni anche forti con le associazioni (<em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em> ricorre al TAR).<\/p>\n<p>Nel <strong>1998<\/strong>, dietro forti pressioni internazionali,\u00a0il parlamento italiano inizia la discussione di un disegno di legge per conformarsi a quanto richiesto dagli organi comunitari, vale a dire dare attuazione alla\u00a0Convenzione Europea delle Lingue Regionali o Minoritarie. La proposta &#8211; che pare ispirata da una lobby di minoranze autonomitatesi &#8220;di serie A&#8221; &#8211; elenca le lingue che sarebbero &#8220;degne&#8221; di tutela; fra queste la lingua piemontese non \u00e8 contemplata.<\/p>\n<p>Il 17.6.1998 il provvedimento unificato che <strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=12912\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">discrimina la lingua piemontese<\/a> <\/strong>\u00e8 approvato dalla Camera.<\/p>\n<p>Al Senato viene presentato (primo firmatario Sen. Giancarlo Tapparo) un disegno di legge che ricomprende anche la lingua piemontese (<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Tapparo-3426-1998.pdf\">N. 3426<\/a><\/strong>).<\/p>\n<p>Inizia da parte di <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em> e della <em>Consulta p\u00ebr la Lenga Piemont\u00e8isa<\/em> una grande opera di sensibilizzazione che per\u00f2 si scontra con una volont\u00e0 prevaricatrice trasversale (dalla quale non si esime la maggioranza dei parlamentari eletti in Piemonte &#8211; che la <em>Consulta<\/em> incontra pi\u00f9 volte insieme alle autorit\u00e0 <strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=12899\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">regionali<\/a><\/strong>) contro la quale nulla ottengono i pochi coraggiosi parlamentari che vi si oppongono.<\/p>\n<p>Lo stesso Consiglio Regionale del Piemonte approva diversi ordini del giorno (scritti da <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em>\u00a0e della\u00a0<em>Consulta<\/em>) per evitare la palese discriminazione che si va attuando \u00a0(n. 799 del 18 giugno 1998, n. <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=12906\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>812<\/strong> <\/a>dell&#8217;8 luglio <strong>1998<\/strong> &#8211; dove si parla apertamente di\u00a0&#8220;violazione dei diritti del popolo piemontese&#8221;, n. 1077 del 12 ottobre <strong>1999<\/strong>). Infine, l&#8217;<strong>O.d.G. n. 1118 del 15 dicembre 1999<\/strong>, approvato all&#8217;unanimit\u00e0 in concomitanza con l&#8217;approvazione della discriminatoria legge statale,<strong> riconosce al piemontese lo status di \u00ablingua regionale del Piemonte<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=12996\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00abParli in piemontese? Sei incivile!\u00bb<\/a><\/strong><\/p>\n<div>A fine\u00a0<strong>1999\u00a0<\/strong>il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=12652\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parlamento<\/a> <\/strong>italiano approva una\u00a0<strong>legge<\/strong> parziale che riconosce e d\u00e0 una qualche\u00a0tutela alle lingue regionali e minoritarie (<strong><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/parlam\/leggi\/99482l.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legge 482\/99<\/a><\/strong>), nella quale, per\u00f2, se ne individuano soltanto 12. In Piemonte \u00e8 riconosciuto il\u00a0francoprovenzale, l\u2019occitano e il\u00a0tedesco walser; paradossalmente \u2013 malgrado le forti prese di posizione del Consiglio Regionale del Piemonte, l\u2019azione del movimento piemontesista, l\u2019impegno di alcuni parlamentari (in primis Giancarlo Tapparo) e le sollecitazioni di molti organismi internazionali \u2013<strong>\u00a0il piemontese ne \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=10900\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">escluso<\/a><\/strong>. La Regione Piemonte definisce l\u2019accaduto un \u201cennesimo affronto\u201d ai Piemontesi, ma nonostante molte promesse l\u2019argomento non viene pi\u00f9 affrontato.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>In quello stesso 1999 viene istituito l&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=2648\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Albo Ufficiale dei Docenti di Lingua Piemontese<\/a><\/strong>, per sanare una situazione di anarchia nell&#8217;ambito della formazione e dell&#8217;insegnamento. Istituito dalla Consulta per la Lenga Piemont\u00e8isa, \u00e8 da allora gestito ininterrottamente da <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em>. Un analogo tentativo, messo in piedi dalla Regione Piemonte senza nemmeno consultare i responsabili dell&#8217;Albo, non andr\u00e0 oltre la conferenza stampa di presentazione.<\/p>\n<p>L&#8217;insegnamento della lingua piemontese nelle scuole che ne facevano richiesta era stato portato avanti a partire dagli anni Ottanta dall&#8217;<strong>A.C.L.O.P.S.<\/strong>\u00a0(<em>Associassion p\u00ebr la Coltura Local Piemont\u00e8isa ant le Sc\u00f2le<\/em>), istituito da Camillo Brero con un gruppo di insegnanti elementari. La <strong>formazione continua<\/strong> portata avanti dal prof. Brero e l&#8217;impegno volontario di tante maestre e maestri ha dato la possibilit\u00e0 a un gran numero di bambini e ragazzi di entrare in contatto con l&#8217;identit\u00e0 piemontese.<br \/>\nCon l&#8217;anno scolastico <strong>2000\/2001<\/strong> &#8211; dopo qualche classe sperimentale l&#8217;anno precedente &#8211; l&#8217;insegnamento della lingua piemontese entra ufficialmente nelle scuole (<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=3290\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Progetto ARBUT<\/a><\/strong>) con il finanziamento della Regione, coinvolgendo diverse associazioni (fra le quali <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em> &#8211; ideatrice e realizzatrice del progetto sull&#8217;esempio di quanto realizzato da Camillo Brero &#8211; e la stessa A.C.L.O.P.S.). Non si tratta della traduzione di una precisa volont\u00e0 politica dell&#8217;Ente, piuttosto di una forzatura politico-legislativa messa in atto da <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em> nei confronti della Regione Piemonte. Ne segu\u00ec una reazione che nel corso dell&#8217;anno successivo raggiunse l&#8217;obiettivo di spaccare il movimento piemontesista, di frenare l&#8217;attivit\u00e0 della\u00a0<em>Consulta per la Lenga Piemont\u00e8isa<\/em> e di minare la stessa esistenza di <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em>, che sub\u00ec una violenta campagna denigratoria e di delegittimazione, perse alcuni dirigenti (minacciati) e venne diffidata pubblicamente dall&#8217;assessore Giampiero Leo mediante una lettera inviata alle scuole.<br \/>\nIl progetto dell&#8217;insegnamento della lingua piemontese prosegu\u00ec spaccato fra diverse associazioni (<em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em> perse ogni sostegno per due anni, e fu costretta a difendere la paternit\u00e0 del Progetto con l&#8217;aiuto coraggioso di insegnanti volontari), ma la Regione Piemonte non si assunse alcuna responsabilit\u00e0 in merito, non gest\u00ec in alcun modo il progetto scorporandolo e delegandolo fino a cinque soggetti diversi, riducendo gradualmente il proprio sostegno, fino ad <strong>azzerarlo con il 2011<\/strong>.<\/p>\n<p>Fra il 2006 e il 2007 <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em> viene contattata dai ricercatori dell&#8217;IRES Piemonte; nel novembre 2007 viene pubblicato il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/docs\/ires_quaderno_113.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto IRES Piemonte Quaderno 113<\/a><\/strong>. <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em> ne \u00e8 come al solito censurata, ma il Rapporto conferma quanto sta affermando da anni:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=204\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>la lingua piemontese e ancora parlata da due milioni di persone e compresa da altre 1.140.000<\/strong>.<\/a><\/p>\n<p>Nel <strong>2005<\/strong> in Regione vengono presentate sei proposte di legge per riformare la legge in vigore sul patrimonio linguistico. Bench\u00e9 esse siano puramente strumentali, l&#8217;Ente sta effettivamente considerando (per quali\u00a0imput\u00a0da Roma?) di &#8220;<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=12843\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>aggiornare la propria legislazione<\/strong><\/a>\u00a0in materia di minoranze linguistiche per \u201cuniformarla\u201d alla legge dello Stato &#8211; vale a dire alla L. 482 che estromette la lingua piemontese!<\/p>\n<\/div>\n<div>Nel <strong>2006\u00a0<\/strong><em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em>\u00a0lancia un nuovo allarme e\u00a0&#8211; grazie al decisivo apporto del dott. Roberto Saletta &#8211; torna a riconsiderare l&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">opzione\u00a0legislativa<\/a><\/strong>.\u00a0Il Movimento promuove il rilancio del\u00a0<em>Comit\u00e0 p\u00ebr l\u2019Arconossiment e\u00a0l\u2019Ufissialisassion dla Lenga Piemont\u00e8isa<\/em> &#8211;\u00a0che si riunisce a Diano d&#8217;Alba &#8211; ma i suoi appelli cadono nel vuoto. Mentre la Regione unifica le diverse proposte di legge presentate, <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em>\u00a0elabora il testo di una legge regionale alternativa (<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=2439\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">progetto di legge 527<\/a><\/strong>), che propone all\u2019approvazione dei Comuni per la sua presentazione come\u00a0progetto di legge di iniziativa degli Enti locali. Si tratta del tentativo di scongiurare la sostituzione di una Legge Regionale (la 26\/90 &#8211; che andrebbe solo applicata per intero) con un <strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/46-4-la-legge-la-facciamo-noi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">provvedimento peggiorativo<\/a><\/strong>.<br \/>\n<strong>Oltre\u00a0200 Comuni di tutto il Piemonte sostengono con forza <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=1670\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019iniziativa<\/a><\/strong>. Il 12.6.2008 i Sindaci dei Comuni capofila vengono <strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=2268\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ascoltati<\/a> <\/strong>dalla Commissione regionale.<br \/>\nCaso unico nella storia dell&#8217;Ente, un progetto di legge con un\u00a0tale\u00a0sostegno non viene nemmeno preso in considerazione, ma &#8220;archiviato&#8221; come &#8220;superato&#8221;!<\/div>\n<div>Il 31.3.2009 il Consiglio Regionale, invece,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=221\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>approva<\/strong> <\/a>il\u00a0provvedimento bi-partisan\u00a0(<strong><a href=\"http:\/\/arianna.consiglioregionale.piemonte.it\/ariaint\/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&amp;TIPODOC=LEGGI&amp;LEGGEANNO=2009&amp;LEGGE=011\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legge Regionale 11\/09<\/a><\/strong>), un testo alquanto disordinato e,\u00a0un netto passo indietro rispetto alla Legge 26\/90 e,\u00a0<em>de facto<\/em>, inapplicabile; l&#8217;unico aspetto positivo della nuova legge regionale \u00e8 che, tuttavia, parifica la lingua piemontese\u00a0alle altre lingue minoritarie del Piemonte gi\u00e0 riconosciute dalla legge statale 482\/99.Ma il 12 giugno 2009 il Consiglio dei Ministri\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=1944\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">impugna<\/a>\u00a0<\/strong>la legge piemontese ricorrendo alla\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=2811\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte costituzionale<\/a><\/strong>\u00a0proprio sulla questione del riconoscimento della lingua piemontese, con il pretesto che il riconoscimento delle lingue parlate sul territorio spetterebbe in via esclusiva allo Stato centrale.<br \/>\nLa\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=2489\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sentenza<\/a><\/strong> della Corte Costituzionale (<strong>n. 170 del 13.5.2010<\/strong>) \u00e8 di una gravit\u00e0 inaudita che ha dell&#8217;incredibile: dalla legge regionale\u00a0<strong>vengono stralciate unicamente\u00a0le parole \u201clingua piemontese\u201d<\/strong> che, in aperta contraddizione con gli specialisti di tutto il mondo, i giudici definiscono \u201c<em>una variante della lingua italiana<\/em>\u201d. La sentenza, inoltre, <strong>contesta l\u2019attribuzione al piemontese di un valore \u201cnon solo culturale\u201d<\/strong>; quindi non soltanto mortifica una volta di pi\u00f9 l\u2019identit\u00e0 del popolo piemontese e l\u2019autonomia delle sue istituzioni, ma addirittura viene rifiutato il principio stesso che le lingue minoritarie possano essere impiegate come lingue veicolari, relegandole a un ruolo subalterno di semplici \u201c<em>custodi della memoria<\/em>\u201d (in aperta contraddizione con tutte le direttive europee al riguardo, con il diritto internazionale e con la volont\u00e0 manifestata a pi\u00f9 riprese dei Piemontesi). <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em> <strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=1130\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">definisce<\/a> <\/strong>l\u2019accaduto \u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=1130\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un\u2019aperta\u00a0<\/a><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=1130\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">violazione<\/a><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=1130\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> dei diritti umani dei Piemontesi<\/a>, sanciti tra l\u2019altro dalla <a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/wp-content\/uploads\/docs\/dichiarazione_diritti_linguistici.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dichiarazione Universale sui Diritti Linguistici<\/a><\/strong>\u201d.Il <strong>26 ottobre 2010<\/strong> <em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em> organizza una\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=1290\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">manifestazione<\/a><\/strong> di protesta di fronte al Consiglio Regionale del Piemonte per sollecitare l\u2019immediata discussione delle proposte di legge in materia di lingua piemontese che sono depositate, ma che non vengono mai discusse: una (<strong><a href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?p=2498\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">progetto di legge 8\/10<\/a><\/strong>, Angela Motta e altri) per dare una legislazione regionale efficace alle lingue del Piemonte e un\u2019altra (<strong><a href=\"http:\/\/arianna.consiglioregionale.piemonte.it\/ariaint\/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&amp;TIPODOC=TESTOPDL&amp;FASEITER=PRESENTAZIONE&amp;PDL=90010\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">progetto di legge 10\/10<\/a><\/strong>, Angela Motta e altri) per chiedere al Parlamento italiano (basandosi sull\u2019interpretazione delle leggi vigenti) l\u2019introduzione del piemontese nell\u2019elenco delle lingue minoritarie riconosciute dalla L. 482\/99. La manifestazione si conclude con la consegna di una\u00a0<strong>proposta di ordine del giorno ai capigruppo<\/strong>; l\u2019ordine del giorno viene depositato il 17 novembre, ma seguir\u00e0 la stessa sorte delle proposte di legge e non verr\u00e0\u00a0<strong>mai\u00a0calendarizzato<\/strong>.Frattanto si manifestano gli esiti di una volont\u00e0 politica che ormai appare chiara. Come accennato sopra, nel <strong>2010\/2011<\/strong> gli operatori delle lingue minoritarie perdono ogni sostegno da parte dell\u2019Ente; i\u00a0<strong>corsi<\/strong> e gli\u00a0<strong>interventi nelle scuole<\/strong> vengono\u00a0<strong>pi\u00f9 che dimezzati e, l&#8217;anno successivo, azzerati<\/strong>. Si concretizza lo smantellamento del settore regionale dedicato alla promozione delle lingue minoritarie, gi\u00e0 iniziato con la messa \u201cin esaurimento\u201d dell\u2019ufficio dal lontano 2001 (un giornale defin\u00ec i settori in esaurimento come \u201cdestinati a sparire in poco tempo, o ad essere incorporati altrove\u201d) e il suo progressivo accorpamento con altre generiche attivit\u00e0 di promozione culturale.<\/p>\n<\/div>\n<div>Il <strong>5 febbraio 2011\u00a0<\/strong><em>Gioventura Piemont\u00e8isa<\/em>\u00a0lancia la petizione popolare \u00abPiemont\u00e8is Ufissial\u00bb, alla quale aderiscono altre 18 organizzazioni.\u00a0Vengono raccolte\u00a013.000 firme in meno di quattro mesi per sollecitare la discussione in Regione delle proposte di legge. In seguito all\u2019iniziativa l\u201911 luglio il Consiglio Regionale approva all\u2019unanimit\u00e0 la proposta di legge al Parlamento per la modifica della Legge 482\/99 attraverso l\u2019inserimento della lingua piemontese.<br \/>\n&#8211;<br \/>\nLa legislatura a Roma si conclude senza che nessuno dei disegni di legge nel frattempo presentati venga calendarizzato.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tortuoso cammino verso il riconoscimento della lingua piemontese Fin dai primi decenni del XX Secolo la maestra che, secondo i programmi della scuola di Stato, &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/?page_id=12750\"> <span class=\"screen-reader-text\">La lenga piemont\u00e8isa: cronist\u00f2ria legislativa<\/span> Leggi tutto \u00bb<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":34129,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-12750","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12750"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34128,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12750\/revisions\/34128"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioventurapiemonteisa.net\/2020\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}