Una vera discriminazione per i Piemontesi a Torino. Nuovamente sbeffeggiati in Comune

ABBASSA LO SGUARDO E “CHIEDI PER FAVORE”

Tutta la città di Torino è impavesata di bandiere di ogni tipo. L’unica che manca sempre è quella del Piemonte. In spregio alle leggi.

Torino (14.4.2015) – Si è tenuta in Comune oggi pomeriggio l’audizione alla conferenza dei capigruppo dei promotori, aderenti a Gioventura Piemontèisa, della raccolta di firme per il ripristino della bandiera piemontese fuori dagli edifici pubblici (uffici comunali, circoscrizioni, scuole), l’esposizione del simbolo storico dei Piemontesi prevista dalla Legge Regionale 15/2004, ripetutamente violata dall’amministrazione comunale.

L’audizione è stata preceduta dalla fuga della maggior parte dei capigruppo politici ed è stata accolta da alcuni sorrisini di compatimento nei confronti dei portavoce di Gioventura Piemontèisa, fatto che non ha potuto che indisporre la delegazione. Alcuni esponenti hanno dovuto far rimarcare l’anormalità del fatto che i cittadini debbano promuovere raccolte di firme quando l’amministrazione viola le leggi, mentre ciò non accade quando è il cittadino a doversi adeguare alle normative.

Colpiti sul vivo, alcuni dei capigruppo superstiti si sono sentiti chiamati in causa. Il capogruppo di SEL Curto si è sentito autorizzato addirittura a rimarcare come i tempi siano cambiati, e che ora a Torino siano i Piemontesi a dovere chiedere al Comune il favore di non lasciare dimenticare i simboli storici del Piemonte.
Una gravissima affermazione che ha sottolineato una volta di più come il Comune di Torino sia ormai un Ente totalmente estraneo ai Piemontesi.

In ogni caso la conferenza dei capigruppo di un Comune con le spalle al muro, perché scoperto a violare sistematicamente la legge sull’esposizione della bandiera piemontese, non ha potuto che decidere di avviare la questione alla risoluzione attraverso una lettera alla Giunta.

La registrazione integrale:

conferensa capgrup Comun-a ‘d Turin – 14 d’avril 2015

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