Përché ‘l piemontèis a scòla? / Perché il piemontese a scuola?

Il piemontese è un patrimonio storico che si accompagna ad una specifica tradizione culturale. Questa tradizione, espressa e valorizzata dalla lingua, viene sempre più apprezzata, soprattutto dalle giovani generazioni. I giovani sono fortemente interessati alla propria identità e alle proprie radici, che permettono loro di riconoscersi come popolo individuale e di partecipare alla formazione di una comunità più grande.
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Inserire il piemontese nelle scuole è molto importante. Prima di tutto, perché si dà l’opportunità di conoscere la lingua propria e autoctona del Piemonte. Un popolo è legato alla propria cultura, che non si riferisce semplicemente alle tradizioni e/o al folklore, ma anche, e ciò è fondamentale, alla lingua.
Una lingua è l’essenza, la struttura stessa, di una cultura. La lingua “contiene” la memoria collettiva di una comunità, i valori e le tradizioni di un popolo. Se una lingua scompare, non è solo un sistema di comunicazione che va perso, poiché essa è il segno distintivo più evidente di ogni cultura.
Il Piemonte ha la fortuna di possedere una lingua propria, ma si deve capire che se essa non viene studiata, se non le si dà l’importanza che merita, scomparirà.
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Il piemontese, per molti secoli, è stata l’unica lingua parlata in Piemonte ed è assai triste vedere che oggi i figli e i nipoti dei Piemontesi non possono più esprimersi nella lingua delle loro radici. Per questo motivo, introdurre nell’insegnamento la lingua regionale darà la possibilità di creare un contatto diretto con la cultura piemontese e, in questo modo, si attiverà il processo di recupero della lingua autoctona. Si assisterà, così, ad una rivalutazione della cultura e delle tradizioni piemontesi.
L’insegnamento è lo strumento più importante e di maggior efficacia per garantire la conoscenza corretta del piemontese, per dare ai bambini e ai ragazzi la libertà e la possibilità di poter parlare sia in italiano che in piemontese; vale a dire, è lo strumento per potere giungere in Piemonte a una situazione di bilinguismo, la quale esiste già in molte regioni europee.
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La lingua non è soltanto il mezzo privilegiato per esprimere la propria diversità culturale: essa è anche l’essenza stessa della letteratura, della poesia e della canzone.
È nostro dovere ricordare (e dimostrare) che una società bilingue arricchisce tutti i membri che la formano.
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Per un bambino imparare il piemontese è divertente.
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Studi autorevoli hanno dimostrato che in certe condizioni – ad esempio in una situazione di contatto linguistico – i bambini sono capaci di imparare la seconda lingua nello stesso modo in cui imparano la madrelingua.
Queste capacità sono state verificate su bambini di famiglie di immigrati nelle dalle scuole bilingui in Francia, Spagna e in diversi paesi del mondo (Canada, Lussemburgo, Italia, eccetera).
Quindi, anche senza considerare motivazioni di carattere psicologico-affettivo (mantenere e salvaguardare la lingua che rappresenta le radici e la storia del Piemonte), l’insegnamento bilingue nella prima età scolare o in età prescolare offre indubbi vantaggi di tipo pratico-cognitivo, predisponendo così il terreno non solo al facile apprendimento di altre lingue, ma anche all’accettazione delle diversità.
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