Lo Stato italiano contro la lingua piemontese

Incredibile ricorso del Governo alla Corte Costituzionale

Il Movimento culturale Gioventura Piemontèisa esprime il proprio sconcerto per la decisione del Consiglio dei Ministri che ieri, 12 giugno 2009, ha approvato il ricorso alla Corte costituzionale contro la legge regionale 11/09 sulla tutela della lingua piemontese. Secondo il Governo tale legge, che riconosce espressamente la lingua piemontese e la parifica alle altre lingue minoritarie parlate in Piemonte, sopravanzerebbe le competenze regionali, in quanto il riconoscimento delle lingue spetterebbe unicamente allo Stato centrale.

Si tratta di una decisione arbitraria e lesiva del diritto alla lingua che, come ripetutamente affermato dal diritto internazionale, è parte fondamentale dei Diritti umani.

La scelta di tutelare una lingua spetta al popolo che la parla e alle istituzioni che lo rappresentano: In Piemonte queste, dai Comuni alla Regione, hanno a più riprese e chiaramente riaffermato tale volontà. Il fatto che la Regione Piemonte abbia riconosciuto ulteriormente la lingua piemontese nella propria legislazione non fa che prendere atto della realtà: la lingua piemontese è la lingua minoritaria più parlata in Europa – con oltre 3 milioni di locutori – ed è riconosciuta dagli studiosi delle Università di tutto il mondo, dall’UNESCO e dall’Unione Europea. Essa è standardizzata da tre secoli, assai prima di molte lingue ufficiali, ha prodotto una copiosa letteratura e in lingua piemontese si sono espressi grandi santi, scienziati, industriali, politici e gli stessi “padri della patria”, la stessa che ora vorrebbe disconoscerla.

La decisione del Governo è in contrasto con le precedenti sentenze della stessa Corte Costituzionale al riguardo, là dove viene chiaramente stabilito che l’art. 6 della Costituzione (“La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”) coinvolge “la Repubblica nelle sue varie articolazioni” e che quindi il compito della tutela delle lingue minoritarie spetta non soltanto allo Stato centrale ma alle diverse articolazioni della Repubblica, ognuno nel proprio àmbito (Sentenza n. 375 del 13-25 Luglio 1995).

Ciò che è successo è di una gravità inaudita: viene mortificata una volta di più l’identità del popolo piemontese e l’autonomia delle istituzioni locali, e si manifesta nuovamente un’avversione preconcetta che non trova alcuna giustificazione.

Gioventura Piemontèisa opera da sedici anni per la promozione della lingua piemontese attraverso corsi di formazione, interventi nella scuola e nell’editoria, ed ha elaborato numerose iniziative istituzionali e proposte legislative; il suo obiettivo è il raggiungimento del bilinguismo ufficiale in Piemonte, dove la lingua piemontese (e le altre lingue minoritarie sui territori ove sono parlate) abbia la stessa dignità della lingua di Stato.

Gioventura Piemontèisa esprime pieno appoggio al Presidente della Giunta Regionale e del Consiglio Regionale del Piemonte, che si sono espressi in difesa della lingua piemontese, e si aspetta quindi che la Regione promuova immediatamente un contro-ricorso alla Corte Costituzionale, in opposizione alla decisione assunta dal Governo.

Torino, 13.6.2009

 Intervista del Resior di Gioventura Piemontèisa, Carlo Comoli, a Radio Veronica One del 13 giugno 2009.

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In seguito all’impugnativa del Governo quattordici Consiglieri regionali del PD escono allo scoperto sulla lingua piemontese ed il suo riconoscimento

martedì, 30 giugno 2009

Annunciata la costituzione in giudizio della Giunta nei confronti del governo centrale.

Oggi, 30 giugno 2009, è stato presentato il Progetto di legge regionale n. 629 (Proposta di Legge al Parlamento: Modifiche alla Legge 15.12.1999 n. 482, recante norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche), a firma dei conss. Angela Motta, Marco Travaglini (primi firmatari), Muliere, Pozzi, Larizza, Cattaneo, Bizjak, Pace, Reschigna, Auddino, Rutallo, Rostagno, Ferraris, Turigliatto.
La proposta ricalca il Disegno di legge al Senato n. 1113 presentato dalla Sen. Mirella Giai e sottoscritto da altri dieci Senatori.
I firmatari hanno esposto il progetto insieme a Gioventura Piemontèisa, specificando che esso rimane aperto alla firma dei consiglieri degli altri gruppi; è stato inoltre annunciato che la Regione Piemonte si attiverà quanto prima per costituirsi in giudizio contro l’impugnativa del Governo sul riconoscimento della lingua piemontese.
Il 12 giugno scorso, infatti, il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro Raffaele Fitto, ha impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la legge regionale 11/09, in quanto questa riconosce esplicitamente la lingua piemontese.
È la prima risposta di un Gruppo regionale (il PD) che ha finalmente compreso che la dialettica virtuosa fra soggetti istituzionali e associativi è in grado di portare nel medio-lungo termine a un risultato di salvaguardia e promozione della lingua piemontese al di là di ogni steccato ideologico.
Gioventura Piemontèisa, pur essendo stata critica nel merito della legge regionale 11/09, ritrova in essa quale punto qualificante il riconoscimento esplicito della minoranza linguistica piemontese; l’azione del Governo che non intende riconoscere alla comunità piemontese il diritto allo sviluppo della propria lingua, va contrastata anche attraverso la sinergia fra la presa di coscienza dei soggetti politici istituzionali e le proposte delle forze culturali radicate sul territorio.
La proposta di legge regionale al Parlamento oggi presentata si sintonizza a pieno titolo nel merito con le battaglie che Gioventura Piemontèisa da anni combatte a favore della lingua piemontese.

► Registrazione integrale della conferenza stampa del 29 giugno 2009

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