La festa dell’eroe piemontese Beato Sebastiano Valfré

La Congregazione dell’oratorio di San Filippo Neri di Torino ha l’onore di invitarvi il 30 Gennaio 2018 alle sante messe in onore al nostro Beato Sebastiano VALFRÉ, celebrate presso l’altare dove riposano le sue sante reliquie!

La prima sarà celebrata alle 11 del mattino, accompagnata dal Maestro organista Paolo Tarizzo (seguirà un rinfresco); la seconda alle 18,30, con il coro femminile di San Filippo.


Bastian Valfré da Verdun

Il beato Sebastiano Valfré è un’anticipatore di quella grande stagione di santità che coinvolse il Piemonte nei secoli XVIII e XIX, ove fiorirono figure di santi anche di tipo sociale che onorarono la Chiesa con la loro vita e attività; per citarne alcuni: s. Giuseppe Cafasso, s. Giovanni Bosco, s. Giuseppe Benedetto Cottolengo, santa Maria Mazzarello, ecc.
Nacque a Verduno nel comune di Alba, il 9 marzo 1629 da umile ma religiosa famiglia, a sedici anni si recò a Torino per gli studi filosofici, laureandosi in teologia nel 1650, ordinato sacerdote si trovò nel pieno della questione Valdese del 1686, orientandosi con rettitudine nella situazione che vedeva contrapposti Roma e i Valdesi, con relativi decreti di condanna da parte del Ducato governato da Vittorio Amedeo II e successivo reintegro del Movimento.
Fu un precursore dei tempi moderni riguardo la tolleranza e la comprensione del mondo spirituale ebraico, la tradizione biblica e del dramma di questi immigrati. Divenuto oratoriano della Congregazione Filippina di Torino, iniziò un’opera di mediazione e integrazione fra l’aristocrazia piemontese e la popolazione, sia cittadina sia rurale che viveva una grande povertà, mentre la ricchezza era accentrata nelle mani pochi nobili.
Si fece questuante per il popolo e i possidenti piemontesi e della Savoia accettarono quest’opera e collaborarono efficacemente con i loro beni, la sua opera d’aiuto ai bisognosi smosse anche i ricchi spagnoli e persino olandesi e francesi.
Divenne il padre dei bisognosi e i possidenti facevano a gara nell’affidargli cifre cospicue per i suoi scopi. Altro aspetto della sua carità fu quella della visita agli ammalati, svolta con la collaborazione di un gruppo di giovani oratoriani, specialmente durante l’assedio di Torino del 1706 da parte dei francesi. Fra i feriti aiutati vi fu anche l’eroico Pietro Micca, di cui fu il confessore. Altri campi in cui si dedicò, furono le carceri, gli ospizi, l’assistenza economica a vedove e orfani, l’aiuto ai Valdesi colpiti dagli editti restrittivi.
Fu in ottimi rapporti con la Corte savoiarda che gli permise di attuare le sue iniziative sul campo sociale, e esplicando anche una discreta azione diplomatica, che gli procurò nei secoli successivi un ricordo annuale dai futuri diplomatici della Chiesa che frequentano la prestigiosa Accademia Ecclesiastica a Roma.
Per la sua attività di assistenza spirituale alle truppe savoiarde durante la guerra contro i francesi è stato nominato patrono dei cappellani militari.
Si spense il 30 gennaio 1710 lasciando il rimpianto unanime per l’immensa opera caritatevole svolta e un discreto numero di scritti di ascetica e di sacra predicazione.
Fu beatificato il 15 luglio 1834 da papa Gregorio XVI.

Antonio Borrelli, Santi e Beati

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