Il marcio e corrotto stato italiano vuole imporci l’abolizione della Regione Piemonte

La solita pagliacciata tricolore.

Invece di attribuire competenza alle attuali Regioni si vorrebbe – da Roma! – fare un frullato del tipo “Limonte”, anticamera a una loro soppressione.

Solo la Lombardia resterebbe identica e le uniche regioni a statuto speciale sarebbero Sicilia e Sardegna (i Tirolesi, per dire, sono più brutti).

È l’epilogo di un lungo processo neofascista e nazionalista per eliminare le Regioni, prendendo a scusa le varie inchieste – a volte singolarmente “coordinate”; scusa campata in aria e maliziosa: se guardiamo le “inchieste”, come dicono loro, lo stato italiano andrebbe soppresso.

Non dite che non ve l’avevamo detto:

 11.10.2012: È morta la Regione Piemonte
 4.5.2013: L’Italia vuole far fuori la Regione Piemonte
 18.6.2013: Una Regione senza spina dorsale
 16.8.2013: Verso l’abolizione del Piemonte?
29.11.2013: Occhi aperti: l’Italia vuole abolire la Regione Piemonte 



Dodici Regioni invece di 20, la proposta del Pd
 

Ridurre il numero delle regioni, cambiare confini e spostare Province: è la proposta di legge costituzionale presentata dal deputato Morassut e dal senatore Ranucci. Solo la Lombardia resterebbe identica, e le uniche regioni a statuto speciale sarebbero Sicilia e Sardegna

di Marianna Bruschi | Il Piccolo 16 dicembre 2014 
 
 
Dodici Regioni invece di 20. Pochissime quelle che rimarrebbero uguali. Nessun cambio di confine per la Lombardia, Sicilia e Sardegna resterebbero le uniche a statuto speciale. Per il resto cancellazioni, annessioni, province che si spostano. E’ la proposta di legge costituzionale presentata dal Pd alla Camera e al Senato a firma del deputato Roberto Morassut e del senatore Raffaele Ranucci.
 
La proposta di legge costituzionale. “La nostra è una proposta che affronta il tema della revisione dell’articolo 131 della Costituzione – ha spiegato il deputato Pd – non si toccano le attribuzioni e le competenze delle Regioni, se ne tocca solo il numero e la loro configurazione geografica”. I numeri, appunto. La proposta di legge prevede il passaggio da 20 a 12 Regioni, “con Sicilia e Sardegna che resterebbero le uniche con le prerogative dello statuto speciale”, ha spiegato Morassut. Che non ha nascosto le critiche e le reazioni che ha provocato la sua proposta. “Il dibattito in rete si è già aperto – ha sottolineato – ci sono posizioni favorevoli, altre contrarie perché alcune Regioni verrebbero separate, altre si dissolverebbero. Ma nell’architettura di questo disegno c’è anche qualche elemento di provocazione voluto, perché senza un po’ di pepe la proposta non avrebbe aperto dibattito e fibrillazioni”.
 
“E’ ora di cambiare”. “Le Regioni – hanno concluso i firmatari della proposta – sono nate negli anni Settanta per cercare di dare rappresentanza alle diverse identità italiane. Ma se in una prima fase hanno fatto bene e hanno aiutato la crescita del Paese, in un secondo momento sono diventate protagoniste di fenomeni non positivi della vita pubblica: 15 sono finite sotto inchiesta, 494 sono stati i consiglieri coinvolti, quasi 60 milioni di euro, tutti soldi pubblici, la cifra sulla quale i magistrati stanno ancora indagando. È per questo che ora bisogna cambiare”.
 
Dunque, quali sarebbero le 12 nuove regioni? Così vengono descritte nella proposta di legge. 

    • Regione Alpina: comprende Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.
    • Regione Lombardia: è uguale all’attuale Lombardia.
    • Regione Triveneto: comprende il Trentino Alto-Adige, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.
    • Regione Emilia Romagna: ingloba nell’attuale Emilia Romagna la provincia di Pesaro e Urbino.
    • Regione Appenninica: praticamente l’antica Etruria. Toscana e Umbria, più la provincia di Viterbo.
    • Regione di Roma Capitale: comprende la sola Provincia di Roma.
    • Regione Adriatica: Abruzzo più gran parte delle Marche e metà Molise e un pezzo di Lazio. Cioè tutte le province abruzzesi più le province di Macerata, Ancona, Ascoli, Rieti e Isernia.
    • Regione Tirrenica: Campania più sud Lazio, cioè le province di Latina e Frosinone.
    • Regione del Levante: Puglia più metà Molise e metà Basilicata. Alle cinque province pugliesi si aggiungono quella di Matera e quella di Campobasso.
    • Regione del Ponente: la Calabria più la provincia di Potenza.
    • Regione Sicilia: uguale all’attuale.
    • Regione Sardegna: uguale all’attuale.

Quiz storico: perché i tagliagole giacobini guidati da Napoleone, a fine Settecento, avevano spacchettato tutta l’Italia creando nazioni inesistenti ed eliminando quelle storiche? Risposta: per evitare che, consapevoli della loro storia e della loro passata indipendenza, i popoli della penisola si ribellassero. Non sono io che lo dico, ma ci sono fior di pubblicazioni su esempi simili nella storia.

Ora, secondo voi, perché i criminali che ci governano hanno studiato un capolavoro come questo? Perché disegnare una nuova Itagliaccia, nella quale spariscono anche i nomi delle regioni, sostituiti da termini geografici inoffensivi perché non vogliono dire un bel niente (ripeto, stessa strada aperta dai francesi nel 1799). Temono forse che i popoli italiani, scoglionati all’ennesima potenza, possano rivendicare antiche autonomie?

Come i giacobini sono stati cacciati a calci nel retroschiena dagli austrorussi, e come Napoleone è stato gentilmente bastonato a Waterloo, così anche i nemici della libertà dei popoli che ci governano prima o poi dovranno fare i conti con gli scempi da loro perpetrati. Io spero che questa italia governata da psicopatici fallisca presto, il più presto possibile.

Giòrs Caval (FB 18.12.2014)

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