Emergono le vere ragioni dell’affaire Museo Egizio a Catania

logo comitato ciIn seguito all’incontro in V Commissione del 3 marzo possiamo stilare un primo bilancio dell’azione del Comitato e precisare alcuni elementi importanti.

Il Comitato Museo Egizio patrimonio inalienabile, reso credibile dal successo della petizione (al momento quasi 11.000 firme) e malgrado la censura operata dai media più importanti, ha ottenuto i primi risultati.

1. Il 21 febbraio scorso la Fondazione Museo delle Antichità Egizie è stata costretta a diffondere un comunicato per smentire alcune notizie e affermazioni delle autorità amministrative di Catania apparse sui mezzi di informazione. Ci sfugge come sia possibile che tanti giornali inventino le stesse notizie, ma tant’è.
La Fondazione ha precisato dunque quanto segue.

– Ad oggi non è stato firmato alcun accordo tra la Fondazione stessa e la Città di Catania.
Si ammette pertanto che ciò che veniva dato per sicuro e definitivo il 31 gennaio scorso, non lo era, si trattava di notizie false.

Citiamo, ad esempio
l’ANSA: «Il Museo Egizio di Torino avrà una sezione a Catania»;
“La Sicilia”(11.10.2016): «Museo Egizio a Catania entro il 2017»;
“Mobilita Catania”(29.11.2016): «È ufficiale: ad aprile 2017 aprirà a Catania una sede distaccata del prestigioso Museo Egizio di Torino»;
e l’articolo “Il Museo egizio sbarca a Catania: firmato l’accordo con Torino” pubblicato da “La Repubblica-Palermo”(31.1.2017): «Il Museo Egizio di Torino avrà un sede a Catania: ieri è stato firmato l’accordo nel capoluogo piemontese. […] per sottoscrivere l’accordo quadro finalizzato alla realizzazione di un progetto culturale per l’apertura di una sezione egizia nella città etnea».

– Nel caso di perfezionamento dell’accordo, il trasferimento non supererebbe i 300 pezzi.
Quindi la Fondazione smentisce anche gli articoli che hanno accennato a numeri più rilevanti.

Fra questi citiamo:
“Meridionews”(26.11.2016): «All’interno dell’edificio la giunta promette che troveranno posto i reperti tirati fuori dagli archivi del museo piemontese […] Sul piano scientifico abbiamo individuato cosa si esporrà: circa tremila pezzi, sono tantissimi». […]«Ci siamo – garantisce l’assessore – Ci siamo. Se ne parla nel 2017. […]»;
ed anche “Catania Today”(15.2.2016): «A Torino non c’è posto: Catania ospiterà la ‘succursale’ del Museo Egizio con 17mila reperti – È l’ambiziosa idea dell’amministrazione comunale resa nota dopo un accordo siglato con la direzione dell’istituto piemontese, da anni alle prese con il problema della mancanza di spazi espositivi per i preziosi reperti archeologici».

2. Il 3 marzo il direttore del Museo Egizio, durante un’audizione in Comune a Torino, ha dovuto ulteriormente precisare che i prestiti sarebbero limitati a un periodo di cinque anni (rinnovabili).
Non corrisponderebbe dunque al vero quanto apparso su

“La Stampa”(1.2.2017): «Inizialmente si parla di una collaborazione decennale»,
né quanto riportato da altri mezzi di informazione, come
«Catania, oplà: ecco il Museo egizio. Tutto pronto per l’inaugurazione» (Now in Sicily, 15.2.2016);
«Una filiale del Museo Egizio di Torino a Catania» (Artribune, 15.2.2016);
«La proposta di una sede distaccata sotto l’Etna, entusiasma tutti […] L’annuncio su Rai1 è stato dato dalla presidente della Fondazione di Torino, Evelin Christillin» (Leggimionline, 16.2.2016);
«Museo Egizio a Catania: pieno appoggio di Franceschini» (Catania Notizie, 25.2.2016);
«La sede catanese del Museo egizio di Torino» (Meridionews, 2.3.2016);
«Torino, firmato l’accordo: il Museo Egizio avrà una succursale a Catania con i suoi reperti» (La Repubblica, 31.1.2017);
«Il Museo Egizio di Torino aprirà una sede distaccata a Catania» (Radio Taormina, 2.2.2017) e diversi altri ancora.

Infatti è noto a tutti che un allestimento di cinque anni non può essere definito “filiale”, “sede distaccata”, “succursale” o “museo”.

3. Durante la medesima audizione del 3 marzo il Comune di Torino, attraverso l’assessore León, ha dichiarato pieno e incondizionato appoggio a qualsiasi azione della Fondazione che gestisce il Museo Egizio, manifestando il suo parere favorevole, in continuità con l’amministrazione precedente.
La prima richiesta avanzata dal Comitato alla sindaca e all’assessore, affinché il Comune prendesse posizione, risale allo scorso 10 febbraio. Per un mese le legittime richieste dei cittadini non hanno avuto risposta; ora si è riusciti a capire come la pensano. Anche questa è un’altra piccola vittoria.

4. Il 28 febbraio il Comitato ha presentato formale richiesta presso la Soprintendenza per avere accesso agli atti relativi al regolamento sui diritti d’uso sui beni mobili ed immobili conferiti dal Ministero alla Fondazione e le dichiarazioni di interesse culturale sulla collezione archeologica.

boton petission c5. Il 2 marzo il Comitato ha ricevuto una diffida legale da parte della Fondazione che intima, tra l’altro, a cessare la petizione e a modificare il proprio nome eliminando i termini “Museo Egizio”!
In tale documento viene affermato esplicitamente il motivo di tale operazione di trasferimento di reperti da Torino a Catania: «Le motivazioni […] non dipendono certo dalla mancanza di spazi espositivi nel territorio piemontese bensì dalla volontà di radicare le collezioni del Museo Egizio su tutto il territorio italiano».
Tutto ciò si potrebbe interpretare come un primo passo verso una redistribuzione della collezione che trova sede nel Museo Egizio di Torino in diverse sedi in tutta Italia e un pericoloso precedente che potrebbe venire seguito da altre istituzioni culturali piemontesi, portando a un progressivo depauperamento del patrimonio del nostro territorio.
Si aggiunge inoltre che la scelta ricadrebbe propro sulla Sicilia «quale area che più ha dialogato con la sponda sud del Mediterraneo». Seguendo questa stessa strana logica, Torino potrebbe allora ambire a condividere parte del Louvre.

6. I mezzi di informazione hanno anche scritto che il giorno della stipula dell’accordo definitivo tra la Fondazione e il Comune di Catania sarebbe il prossimo 10 marzo.
Sollecitati apertamente durante la Commissione del 2 marzo a fornire spiegazioni riguardo a questo appuntamento, gli interessati non hanno risposto.

Il “Comitato Museo Egizio patrimonio inalienabile” ha già ribadito la propria contrarietà al trasferimento di reperti del Museo Egizio se non dietro garanzie esaurienti che i prestiti, in quanto tali, avverranno esclusivamente per mostre itineranti i cui termini siano chiaramente specificati e correttamente comunicati ai cittadini.
Ancora un grazie di cuore a quanti sostengono questa battaglia.

4.3.2017

Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile, Torino
http://egizioinalienabile.blogspot.it
Facebook: “Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile”
egizio.torino@yahoo.com

Contro "lo scippo dell'Egizio", un comitato recentemente costituitosi ha già raccolto 3.500 firme online e oggi è di piantone di fronte al Museo a Torino, 25 febbraio 2017. Obiettivo, sensibilizzare i visitatori e raccogliere altre firme per bloccare il progetto del prestito di alcune migliaia di pezzi a Catania, dove il Ministero dei Beni Culturali, la Fondazione Museo Egizio e il Comune punterebbero a creare una sorta di sede distaccata del museo torinese. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Contro “lo scippo dell’Egizio”, un comitato recentemente costituitosi ha già raccolto 3.500 firme online e oggi è di piantone di fronte al Museo a Torino, 25 febbraio 2017. Obiettivo, sensibilizzare i visitatori e raccogliere altre firme per bloccare il progetto del prestito di alcune migliaia di pezzi a Catania, dove il Ministero dei Beni Culturali, la Fondazione Museo Egizio e il Comune punterebbero a creare una sorta di sede distaccata del museo torinese.
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

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