Cervetti, appello in favore di occitano, francoprovenzale e francese. E il piemontese?

La consigliera Barbara Ingrid Cervetti

La consigliera Barbara Ingrid Cervetti

Lo scorso 11 aprile Barbara Ingrid Cervetti (barbara.cervetti@cittametropolitana.torino.it), nella sua veste di consigliera metropolitana con delega alla cultura, ha ricevuto presso la sede di Palazzo Cisterna sindaci e operatori culturali del Torinese interessati all’applicazione della farraginosa legge statale n. 482 del 1999, atto normativo adottato dal parlamento (a seguito di datate pressioni internazionali) per dare attuazione formale e organica all’art. 6 della Costituzione repubblicana, ma che nei fatti ha arbitrariamente stabilito quali sono le minoranze linguistiche da tutelare e quali, invece, quelle da abbandonare al proprio destino.

E così, affermando l’impegno della Città metropolitana a collaborare coi territori di riferimento per la promozione dell’occitano, del francoprovenzale e anche del francese, la cui effettiva presenza storica nell’ex provincia di Torino è quantomeno discutibile, ha relazionato sulla programmazione dell’ente locale relativa al 2016, che passerà dal rafforzamento dell’attività degli sportelli linguistici, dalla formazione linguistica indirizzata ai dipendenti pubblici e ai cittadini (conformemente allo spirito della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, il cui iter di ratifica è però ormai fermo al Senato da più di un anno – http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/40627.htm) e da iniziative di promozione come laboratori di lingua, di canto e musicali.

Letterature in lingua madreDal canto loro, i comuni intervenuti hanno esortato a migliorare la sinergia tra le attività culturali e le attività legate all’istruzione; appello prontamente accolto dalla consigliera che, a sua volta, ha annunciato l’invito del ministro per gli affari regionali Enrico Costa (figlio dell’ex ministro berlusconiano Raffaele) all’incombente Salone Internazionale del Libro, in occasione di un confronto sulle letterature in lingua madre, per offrirgli un contributo d’idee finalizzato all’aggiornamento della legge 482: quale miglior occasione per chiedere direttamente a un emissario del governo centrale l’impegno di estendere al piemontese (e magari alle altre lingue regionali che l’ONU considera in pericolo, ma che l’Italia si ostina invece a non riconoscere – http://www.unesco.org/languages-atlas/index.php) la tutela da parte dello Stato, tenendo presente che l’on. Costa, cuneese, nella passata legislatura è stato anche cofirmatario di un’apposita proposta di legge bipartisan in tal senso (http://nuovo.camera.it/126?tab=1&leg=16&idDocumento=3520)?

Sull’argomento la Cervetti, che eppure nel 2012 era stata tra i firmatari del primo ordine del giorno contenente la richiesta di tradurre il sito istituzionale di Palazzo Civico anche in lingua piemontese (http://www.comune.torino.it/consiglio/prg/web/scheda_atto.php?c_argomento=M201204580), ha opposto e continua ad opporre un invalicabile muro di silenzio, mentre a pochi giorni dall’appuntamento – in agenda per sabato 14 maggio – tra i partecipanti e gli interventi attesi all’incontro non v’è alcuna traccia del ministro (http://www.salonelibro.it/it/?option=com_content&view=article&id=14750:letterature-in-lingua-madre-11803&catid=286:2016&Itemid=143): invito declinato o giammai recapitato? Mistero della politica.

Christian Osella
12.5.2016

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