GIOVENTURA PIEMONTÈISA HA PROMOSSO LA PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE N. 527 PER LE LINGUE STORICHE DEL PIEMONTE.
Tutela, valorizzazione e promozione della conoscenza e dello sviluppo delle lingue storiche del Piemonte: questo è il nome della Proposta di Legge regionale che Gioventura Piemontèisa ha studiato, proposto e messo a disposizione degli Enti locali in modifica della Legge Regionale 10.4.1990 n. 26 (in attuazione dell’Art. 75 dello Statuto Regionale - Esercizio dell’iniziativa degli Enti locali).
Depositata il 25 gennaio di quest’anno dai Comuni di Diano d’Alba (Langhe), Occimiano (Basso Monferrato), Luserna-San Giovanni (Val Pellice), Bairo (Canavese), Grinzane Cavour (Langhe), San Paolo Cervo, Pollone, Quittengo, Graglia e Occhieppo Inferiore (Biella), è stata assegnata alla VI Commissione del Consiglio regionale del Piemonte il 20 Marzo con il numero 527. Gioventura Piemontèisa, promotrice di tale iniziativa legislativa, attraverso la conoscenza delle realtà territoriali e linguistiche del Piemonte, opera affinché vengano adottate delibere in sostegno a questa Proposta di Legge. La risposta del Piemonte, territorialmente eterogenea, ha dimostrato che le proposte di legge di iniziativa popolare, se incentivate, possono tracciare una strada virtuosa in favore delle lingue storiche del Piemonte.
Elenco delle deliberazioni a sostegno della proposta di legge
La Relazione alla Proposta 527
La differenza fra le varie proposte di legge
La lingua: cuore del Piemonte
Opzione zero per la lingua piemontese
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Il 12 Giugno 2008 si è riunita la VI Commissione Permanente del Consiglio Regionale per l’audizione dei Sindaci dei Comuni promotori la Proposta di Legge degli Enti locali n. 527, Tutela, valorizzazione e promozione della conoscenza e dello sviluppo delle lingue storiche del Piemonte.
Nel contesto dell’audizione, il Sindaco di Diano d’Alba, Claudio Cardinale, ha fatto rilevare quanto sia indispensabile per il territorio approntare legislazioni atte al rilancio dello stesso, con ricadute che dall’ambito linguistico coinvolgano anche l’aspetto economico (finora sono 82 i Comuni che hanno aderito alla proposta, rappresentanti oltre duecentomila cittadini). Ha evidenziato, nel vissuto territoriale della sua regione, che anche grazie alla frequentazione dei sempre più numerosi turisti provenienti dall’Italia e dall’estero la prerogativa piemontese, sotto un profilo linguistico, dimostra un grande interesse e che tale proposta di legge, dalla lingua all’economia, va proprio in questa direzione. Il Sindaco di Bairo, Ilario Bolla, ha sottolineato il quadro legislativo europeo al quale la proposta fa riferimento e ha evidenziato che la lingua piemontese, in sinergia con le altre lingue storiche, può far compiere un salto di qualità all’intero “sistema Piemonte”. Ha altresì sottolineato che il suo Comune ha potuto, anche grazie al progetto di legge, trovare nuova ispirazione per esercitare una politica attiva nella tutela e nella promozione della lingua piemontese e nella promozione del territorio. Il Sindaco di Occimiano, Ernesto Berra, ha sottolineato l’impianto della proposta di legge che, pur prendendo atto delle altre proposte su tale argomento, vede finalmente gli Enti locali parte dirigente della politica linguistica del territorio. Ha precisato che la direzione istituzionale della proposta di legge coinvolge le autonomie locali in una politica linguistica atta a conseguire un risultato che non limiti il proprio agire nell’ambito culturale, ma che per osmosi coinvolga tutte le aree tematiche del Piemonte.
La VI Commissione, secondo le norme di legge, ha trasmesso il testo al Consiglio Regionale.
NELLA SEDUTA DEL 31 MARZO 2009 IL CONSIGLIO REGIONALE HA VOTATO L’ORDINE DEL GIORNO DI NON PASSAGGIO AI VOTI N. 1031 PRESENTATO DAI CONSIGLIERI DUTTO, TRAVAGLINI, POZZI, BOETI, BELLION, AUDDINO, GUIDA, NOVERO, TURIGLIATTO. LA VOLONTÀ DEL 12% DEI CITTADINI DEL PIEMONTE (QUASI MEZZO MILIONE DI PERSONE) E DEL 20% DEI COMUNI NON È NEMMENO STATA PRESA IN CONSIDERAZIONE. CIÒ PER APPROVARE IN FRETTA, PRIMA DELLE ELEZIONI, UN TESTO LEGISLATIVO CONCORDATO FRA TUTTI I PARTITI, TOTALMENTE CARENTE SIA DAL PUNTO DI VISTA DEI CONTENUTI SIA DA QUELLO DEL FINANZIAMENTO.