Amedeo VIII, il padre degli Stati di Savoia

Gli Stati di Savoia politicamente nascono con il duca Amé (Amedeo) VIII di Savoia.

Nasce a Chambéry il 4 settembre 1383 e sale al potere ancora bambino nel 1391 [1], alla morte prematura del grande Conte Rosso [2], e diviene sovrano autorevole e di rara saggezza, ricordato come le Salomon de son siècle.

Amedeo VIII cerca di mantenere il suo popolo nella pace, che lo ricambia con il suo affetto e ricorda il suo governo come un tempo felice, cosa non facile in quei tempi: Francia e Inghilterra sono in guerra, Carlo VI di Francia (Parigi, 1368-1422) è pazzo, la moglie Ysabeau di Baviera (c.a 1370-1435) intriga con gli Inglesi. La Cristianità è divisa dal Grande Scisma d’Occidente.

Nel 1415 Sigismondo di Lussemburgo (Norimberga 1368 – Znojmo, Moravia 1437), salito al trono del Sacro Romano Impero Germanico, deve dirimere questo disastro universale e si reca in Savoia per ottenere i consigli del salomon Sabaudo. A perenne testimonianza della sua stima per Amedeo erige la Contea di Savoia in Ducato [3], il 19 febbraio 1416. Il 19 febbraio è oggi la Festa Nazionale della Savoia, ricorrenza particolarmente sentita e partecipata.

La nascita del Ducato di Savoia è un avvenimento di capitale importanza che consolida la situazione politica alpina ponendo i Savoia al di sopra di tutti gli altri signori delle Alpi [4]. Sotto il duca Amedeo VIII gli Stati di Savoia prosperano: nel 1401 riconquistano Annecy e il Genevese, nel 1418 si recupera l’appannaggio dei principi d’Acaja e Piemonte e Savoia tornano definitivamente ad essere un solo Stato; nel 1427 vi entra la Signoria di Vercelli (il distretto di Biella c’era già dal 1379), nel 1435 Chivasso, Alba, San Damiano e il Contado Canavese (Marchesato di Ivrea). Si stabilizza il dominio nella Bresse, si acquisisce Domo e l’Ossola. Lo Stato raddoppia il proprio territorio (si estende ora da Nizza e Cuneo ad Aosta, da Martigny al Paese di Vaud, Gex, Ginevra, al Bugey) ed è un’isola di pace in un’Europa travagliata.

Amedeo VIII vuole che lo Stato che la Provvidenza gli ha affidato possa godere di pace e giustizia e che sia curato tutto quanto attiene al culto divino: protegge gli edifici sacri, recupera quelli cadenti [5] e fa costruire la Sainte Chapelle di Chambéry [6].

Amedeo è anche uomo di grande cultura e un appassionato bibliofilo: legge libri devozionali, romanzi cavallereschi, si interessa di storia, medicina, diritto, filosofia, scienza [7], e concede speciali privilegi alla neonata Università di Torino [8].

Nel 1430 Amedeo VIII promulga un corpo di leggi fondamentali, gli Statuta Sabaudiae, instaurando un regime rappresentativo [9], e il 15 agosto del 1424 eleva il Piemonte al rango di principato. Avviene a Thonon (oggi Thonon-les-Bains), non casualmente nel giorno dell’Assunta [10]. Contestualmente il Duca conferisce al nuovo Principato la sua bandiera, sovrapponendo alla Croce di Savoia – d’argento in campo rosso, eventualmente bordata di azzurro – il lambello a tre gocce del medesimo colore. Questa bandiera è ancora oggi l’emblema del Piemonte, ël Drapò [11].

Sull’antico terrain de chasse di famiglia a Ripaille, fra Thonon e Evian, sorgeva il castello del Conte Verde [12], il luogo preferito dalla famiglia ducale [13]. Amedeo ne fa il centro della brillante civiltà della Savoia, allora un importante Stato europeo [14]. Frequentano Ripaille miniaturisti, pittori (Giacomo Jacquerio, Torino, c.a 1375 – 1453), musicisti (Guillaume Dufay, 1397? – Cambrai 1474) [15], scrittori, principi e re.

Vedovo a trentasette anni [16], in Amedeo si acuisce la sete di silenzio e di intimità con Dio [17]. Nel 1432 il vecchio castello diventa un immenso monastero [18], e lì il duca si ritira dal mondo, accompagnato da altri sei signori, celibi o vedovi come lui, e come lui desiderosi di solitudine; i sette formano, nel 1434, l’Ordine religioso e militare di San Maurizio [19].

Felice V antipapa

Ma il mondo, soprattutto quello cristiano, ha ancora bisogno di lui. Il Concilio di Basilea lo elegge papa (o, meglio, antipapa) [20]. Dopo un comprensibile momento di indecisione, Amedeo accetta, con il proposito di riunificare la Chiesa, ed assume il nome di Felice V[21]. In dieci anni raggiunge anche l’obiettivo di porre definitivamente fine al Grande Scisma d’Occidente e, malgrado i riconoscimenti concessigli dal nuovo papa Niccolò V [22] (Sarzana 1397 – Roma 1455), ritorna alla vita di preghiera a Ripaille.

Quando muore, il 7 gennaio 1451, a 68 anni, il nostro popolo comincia a recarsi in pellegrinaggio presso la sua tomba e sviluppa subito la devozione alla sua memoria [23].

 Storia degli Stati di Savoia

Note:

1. Avendo Amedeo soli otto anni, fino al 1403 il governo fu esercitato dalla nonna Bona di Borbone (1341-1402).
2. Amedeo VII (Vian-a/Avigliana, 1360 – Ripaille 1391); nel 1383 aveva stabilito la capitale a Chambéry e nel 1388 aveva ricevuto la dedizione della Contea di Nizza.
3. Jacques Lovie, Les ducs de Savoie (1416-1713), Chambéry s.d., p. 1.
4. J. Lovie, cit., p. 2.
5. Jussieu, La Sainte Chapelle du Château de Chambéry, p. 15.
6. M. Hudry, J. Châtel, A. Béruard, A. Favre, Découvrir l’histoire de Savoie, Albertville 1998, p. 101.
7. J. Lovie, cit., p. 4.
8. Cfr il sito www.santiebeati.it, Card. Amedeo di Savoia Vescovo di Ginevra, cons. 25.4.2012. L’Università di Torino fu fondata nel 1404 dall’ultimo principe d’Acaja, Ludovico (1402 – 1418).
9. Gino Moretto, Sindone. La Storia: 1416-2000, Leumann 2000, p. 7. Tutta l’organizzazione amministrativa e giudiziaria viene scrupolosamente regolata, ed è bandito il duello giudiziario. Cfr. M. Hudry etc., cit., p. 101.
10. Il primo Principe di Piemonte è il primogenito (Amedeo, 1412-1431, come il padre, il nonno e il bisnonno), e da allora il titolo sarà sempre riservato all’erede al trono.
11. Della Bandiera nazionale piemontese ci è pervenuto perfino l’atto di nascita, scritto in antico francese: «Item leur sera dit par le Mareschal de Montmaieur que affin qui soyt difference d’eux quant ils seront en fait d’armes et soyent cogneux l’ung de l’aultre, veult Monseigneur que Amé de Savoye fi pourte en ses armes et enseigne les armes de Savoye et par difference trois lambeaux d’azur ainsi ques les ont acoustumè de pourter les esnèz filz et le tymbre dessus ses armes sera pareillement que le pourte Monseigneur exceptè par difference trois lambeaux d’azur sur l’armon des éles». La Bandiera del Piemonte è anche stata adottata come bandiera dell’ente Regione Piemonte.
12. M. Hudry etc., cit., p. 101.
13. J. Lovie, cit., p. 4.
14. Sito www.ripaille.fr, consultato l’ultima volta il 25.4.2012.
15. M. Hudry etc., cit., p. 101.
16. Perse la duchessa Maria di Borgogna (Dijon 1386 – Thonon 1422) e tre figli, fra i quali il giovane principe di Piemonte.
17. J. Lovie, cit., pp. 4-5.
18. Un edificio dalla facciata lunga 104 metri protetto da sette torri circolari celanti sette giardini (cfr. J. Lovie, cit., p. 5). Oggi sopravvivono soltanto quattro torri (cfr. M. Hudry etc., cit., p. 101). Il monastero di Ripaille era tenuto dai canonici regolari di Saint-Maurice d’Agaune, direttamente alle dipendenze di Roma.
19. M. Hudry etc., cit., p. 101.
20. La Chiesa, dopo trentanove anni, era appena riuscita a ricomporre il Grande Scisma, ma i suoi disastrosi effetti e la sfiducia continuavano a farsi sentire. Al Concilio di Basilea (1431-1439), convocato per discutere di riforme più che mai opportune, la situazione era di nuovo precipitata e lo Scisma si era rinnovato con l’elezione di un secondo pontefice (cfr. Eamon Duffy, La grande storia dei Papi, Milano 2001, pp. 203-209), e ci era andato di mezzo proprio il santo duca di Savoia (E. Duffy, cit., p. 209) per la sua magnanimità e purezza di vita.
21. G. Moretto, cit., p. 8.
22. Nel 1449 consegnava la sua tiara nelle mani del nuovo pontefice Niccolò V, il quale gli riconosceva la validità dei suoi atti (cfr. J. Lovie, cit., p. 5), il cardinalato di Santa Sabina, il vescovado di Ginevra (cfr. il sito www.santiebeati.it, Card. Amedeo di Savoia Vescovo di Ginevra, cons. 25.4.2012) , la qualità di vicario della Santa Sede in Svizzera, in Savoia (cfr. J. Lovie, cit., p. 5) e a Strasburgo (cfr. il sito www.santiebeati.it, Card. Amedeo di Savoia Vescovo di Ginevra, cons. 25.4.2012) e la facoltà di vestire l’abito pontificio (cfr. G. Moretto, cit., p. 8).
23. Alla sua intercessione furono attribuite alcune guarigioni miracolose – fino a quando la tomba non venne distrutta dai calvinisti bernesi (cfr. il sito www.santiebeati.it, Card. Amedeo di Savoia Vescovo di Ginevra, cons. 25.4.2012). Nel 1576 il duca Emanuele Filiberto (Chambéry 1528 – Turin/Torino 1580) trasferirà le spoglie del primo duca di Savoia nel Duomo di Torino e nel 1835 re Carlo Alberto (Turin/Torino 1798 – Oporto 1849) le farà collocare nel sontuoso mausoleo nella Cappella della Santa Sindone (cfr. G. Moretto, cit., p. 8) – gravemente danneggiato dall’incendio del 1997.
Dovendo dimenticare la storia di Savoia, Ripaille andò in rovina, fino a quando fu acquisita nel 1892 dall’industriale alsaziano Frédéric Engel-Gros che la trasformò in un’opera d’arte totale (cfr. il sito www.ripaille.fr, consultato l’ultima volta il 25.4.2012). In gran parte è oggi proprietà privata della famiglia Necker-Engel, discendenti del ministro delle finanze di Luigi XVI di Francia (cfr. il sito www.ripaille.fr, consultato l’ultima volta il 25.4.2012) e di Madame de Staël. Si dice che una vecchia quercia del giardino sia contemporanea di Amedeo (cfr. M. Hudry etc., cit., p. 101).

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