Pensand Patria
Quand ch’a arson-o dantorn lenghe diverse,
mach un-a, tra coste e dzora ‘d tut, a arson-a:
la nòstra.
A së spërfonda ant ij pensé ‘d tante generassion
e a anvlupa nòstra tèra
e a diventa ‘l tèit ëd la ca
dova i vivoma ansema
- fòra, noi i la sentoma mach da ràir -
(trames le gent che as parlo ant j’anviron,
coma ìsole ant ël gran mar
dël lengagi universal ëd l’òm,
i treuvo nen mia onda)
- a son nen chërsùe j’arsorse ‘d mia tèra:
se ‘l lengagi a scorìa an giù
a l’é stàit për artiresse pian da j’avio*
che, pòch për vòlta, a j’ero suvasse -
ël lengagi dij mè Vej a lo cheujo nen
j’àutre gent che a van spiegand:
- «a l’é tròp dfìcil» o «a l’é inùtil!» -
ant la radunansa granda dij pòpoj
noi i parloma nen nòstra lenga.
Nòstra lenga andrinta ‘d chila an pòrta:
a strenz e a duverta nen!
Gropà tra ‘d noi da ‘l lengagi,
noi i spërfondoma ant le radis
spetand ël f rut ëd le madurassion e dj’arnàssite.
Pijàit, parèj, da la blëssa ‘d nòstra lenga
i sentoma gnun ameror
combin che ant ij mërcà dël mond
gnun a cata nòstr pensé
përchè a costo tròp care le paròle.
Ma i vorrìo nen noi, forse, avèj dë scambi pì ancreus?
Un pòpol sarà ant ël cheur ëd sò lengagi
a starà, për generassion ant ël segret
d’un pensé mai capì ant sò profond.
* let dij fium
KAROL WOJTYLA
Poesìe (1939-1978)
Provate a immaginare un mondo in cui tutti parlano una sola lingua, si vestono allo stesso modo - e magari pensano allo stesso modo: non sarebbe piatto e grigio? La cultura di un popolo si identifica nella propria lingua.
I Piemontesi hanno sempre parlato in piemontese, una lingua autonoma e indipendente dall’italiano come dal francese.
Gioventura Piemontèisa vuole contribuire a ridare al Piemonte e ai Piemontesi la dignità e l’orgoglio della propria lingua, che li distingue da tutti e che li rende portatori di una cultura unica e preziosa.
Perché prendere concrete misure per salvare il piemontese e diffonderne l’uso pratico, dal momento che tale idioma non è, almeno a prima vista, una lingua “che serve”? Perché è la lingua propria del Piemonte e la sua conoscenza permette di penetrare l’anima della terra ove si è parlato per secoli, di capirne meglio la storia, la cultura, la gente che ci ha vissuto e ci vive.
Perdere la lingua vuol dire rinunciare al proprio essere e tradire la propria identità. La diversità è una ricchezza e un valore: un mondo che non ammettesse le diversità ucciderebbe sé stesso.
Gioventura Piemontèisa è nata e opera per tenere viva l’identità piemontese, per opporsi alla desertificazione culturale del nostro Paese.
Gioventura Piemontèisa propone la conoscenza della cultura piemontese ai Piemontesi - nella convinzione che essi, senza una cultura propria, non possano dialogare con gli altri popoli - e ai non piemontesi, che devono potere esercitare il diritto/dovere di conoscere la cultura autoctona. In un mondo che si vuole sempre più piccolo e “globalizzato” si avverte un forte bisogno di radici solide: la conoscenza delle proprie radici pone le basi per un confronto proficuo tra le diverse lingue e culture.
Il Movimento Gioventura Piemontèisa.
Si forma nel 1994, e presto diviene un pungolo per istituzioni e associazioni nel campo della promozione della lingua piemontese. Ha lavorato in tutte le province ed anche a livello internazionale. Pur convinto che gli strumenti per la difesa della lingua piemontese dipendano dalla politica, si è sempre mantenuto indipendente. Negli anni le sue attività sono state molteplici, si sono sviluppate in numerosi settori e sono state caratterizzate dall’innovazione e dalla totale libertà di azione; tuttavia il ruolo di Gioventura Piemontèisa si comprende nell’impostazione, per la prima volta, di una pianificazione linguistica piemontese moderna; i risultati del suo lavoro (sovente costato assai caro in termini umani) sono oggi raccolti da tutto il mondo culturale piemontese. Recentemente ha ripreso l’attività legislativa, elaborando proposte di legge sostenendone l’iter, proponendo l’applicazione di norme tralasciate, affrontando l’indifferenza e il boicottaggio di tutti i partiti. In particolare nel 2008 una sua proposta in Regione, volta a fermare il tentativo dei partiti di depotenziare la legge a tutela delle lingue storiche, ha raccolto l’adesione di 183 Comuni.
I corsi di lingua.
Da oltre un decennio il Movimento organizza corsi di lingua piemontese in diverse località, in tutte le province e su vari livelli di preparazione. Tali corsi (circa 200), il più delle volte organizzati per conto della Regione Piemonte e quindi gratuiti, forniscono la preparazione necessaria per gestire i programmi di insegnamento nelle scuole. Gli insegnanti, in seguito ad esame, vengono accolti nell’Albo degli Insegnanti di Lingua Piemontese, istituito nel 1999 e attualmente unica struttura operativa nel settore. Oggi la maggior parte degli insegnanti di piemontese, la cui attività è stata per la prima volta strutturata e regolamentata e la cui professionalità è stata riconosciuta, si è formata ai corsi di Gioventura Piemontèisa.
ARBUT: l’attività nelle scuole.
Gioventura Piemontèisa ha organizzato e sistematizzato, a partire dal 1999, le lezioni di piemontese nelle scuole, dando applicazione ad una norma di legge volutamente ignorata fino ad allora. L’ideazione del Programma ARBUT ha consentito ai nostri insegnanti di intervenire in questi anni in quasi un migliaio di classi di ogni ordine e grado, con lezioni periodiche di lingua e cultura piemontese, sviluppando un nuovo canale di trasmissione della lingua - dopo la parziale abdicazione delle famiglie. ARBUT è stato sostenuto dalla Regione Piemonte, salvo una sospensione di due anni in seguito all’intervento di alcuni politici contrari, durante i quali il Movimento ha garantito la continuità didattica con risorse proprie. L’adesione ad ARBUT è gratuita e comprensiva degli interventi degli insegnanti ausiliari e della fornitura dei mezzi didattici.
I mezzi didattici.
Quali supporti all’attività didattica è stata elaborata una serie di strumenti per l’insegnamento della lingua piemontese nei vari ordini di scuola.
Gioventura Piemontèisa ha pubblicato ad oggi 24 libri didattici e una serie di cartelloni: un vero e proprio settore nuovo dell’editoria piemontese. Tali pubblicazioni sono state riconosciute innovative ed efficaci al punto da essere imitate, e non soltanto in ambito piemontese.
L’attività editoriale.
Per fare fronte al calo delle novità editoriali in piemontese Gioventura Piemontèisa ha promosso la pubblicazione, oltre che di testi didattici, di opere letterarie e teatrali (di nuova produzione accanto ad altre ingiustamente dimenticate), di CD musicali, di testi storici e di saggi su diversi aspetti dell’identità piemontese. Oggi il suo catalogo comprende una settantina di titoli, quasi tutti in lingua piemontese.
Nei locali Nei locali sociali di Torino è ubicata la Biblioteca Piemontèisa ‘d Lenga e ‘d Literatura “Anin Molin Pradel Rabino” për lë studi dle problemàtiche dle lenghe minorisà, dedicata alla compianta scrittrice piemontese e dove, come specificato dal nome, è in consultazione gran parte del corpus letterario piemontese e numerosi testi di politica linguistica, oltre ad una fornita emeroteca.
L’attività pubblicistica è nuovamente in espansione: accanto al periodico Gioventura Piemontèisa - che recentemente è tornato ad uscire con regolarità - ad una rivista di lingua e letteratura piemontese e ad un’altra di Storia, è prevista l’uscita di altri periodici tematici e l’implementazione di nuove attività di informazione telematica.
ISCRIZIONE
La quota associativa per il 2009 è di 20 Euro.
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Per contatti: Gioventura Piemontèisa Via San Secondo 7, bis - 10128 Turin Tel. e Fax +39 0117640228 e-mail: giovpiem@yahoo.it