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Attualità

19.5.2010 - La Corte Costituzionale nega il riconoscimento al piemontese

COMUNICATO STAMPA

La Corte Costituzionale nega il riconoscimento della lingua piemontese.

Gioventura Piemontèisa: «Il piemontese è l’essenza della nostra identità.
La Regione e i Parlamentari piemontesi si prendano le proprie responsabilità
per fare acquisire alla Regione le competenze necessarie»

La bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge regionale del Piemonte che riconosceva la lingua piemontese rappresenta un’aperta violazione dei diritti umani dei Piemontesi (sanciti tra l’altro dalla Convenzione Europea delle Lingue Regionali e Minoritarie e dalla Dichiarazione Universale sui Diritti Linguistici).

Il piemontese è riconosciuto come “lingua” dall’Unione Europea e dall’Unesco. Le sue caratteristiche tipologiche lo staccano nettamente dall’italiano (assai di più di quanto il portoghese non sia diverso dallo spagnolo) e ciò è stato riconosciuto in più occasioni negli anni dai più eminenti linguisti delle Università di tutto il mondo.

Il mancato riconoscimento del valore della lingua dei Piemontesi avviene perché, a detta della Corte Costituzionale, “eccede dalla competenza regionale” attribuendo alla lingua piemontese un valore “non solo culturale”. Viene quindi rifiutato il principio stesso che le lingue minoritarie possano essere impiegate come lingue veicolari, relegandole ad un ruolo subalterno di semplici “custodi della memoria” (in aperta contraddizione con tutte le direttive europee al riguardo, con il diritto internazionale e con la volontà dei Piemontesi, chiaramente emersa anche dal recente sondaggio IRES del 2007: il 75% delle famiglie si è dichiarata favorevole all’insegnamento scolastico del piemontese).

Questa ennesima discriminazione e questo nuovo schiaffo morale al popolo piemontese si configura come una decisione meramente “politica”, volta a minorizzare e folclorizzare l’identità dei Piemontesi per nasconderla ed assimilarla ad altri modelli ad essa estranei.

Gioventura Piemontèisa, Movimento per l’Identità della Minoranza Linguistica Piemontese – attivo da 17 anni nell’organizzazione di corsi di lingua per adulti e nelle scuole, anche per conto della Regione Piemonte – contesta il principio che debba essere lo Stato centrale a dettare legge sul riconoscimento delle lingue parlate sul territorio. Tale diritto deve spettare alla Regione, e il fatto di avere negato il valore di lingua al piemontese con motivazioni a nostro giudizio pretestuose, sposta il problema del suo riconoscimento su un piano squisitamente politico: forse gli estensori della sentenza non si sono resi pienamente conto che con questa si è sancito che i Piemontesi, per vedere riconosciuti i propri sacrosanti diritti linguistici, devono necessariamente ottenere lo Statuto speciale per la propria Regione. Infatti solo dove vige il regime di autonomia speciale (Aosta, Bolzano) le minoranze linguistiche vengono effettivamente tutelate.

Gioventura Piemontèisa auspica e si impegna per una nuova presa di coscienza da parte del Consiglio Regionale e dei Parlamentari piemontesi, affinché essi, al di là degli schieramenti, vogliano impegnarsi per fare assumere in tempi brevi alla Regione Piemonte le competenze in materia che le spettano in base ai trattati internazionali.

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30 Giugno 2009, in seguito all’impugnativa del Governo quattordici Consiglieri regionali del PD escono allo scoperto sulla lingua piemontese ed il suo riconoscimento - Annunciata la costituzione in giudizio della Giunta Regionale nei confronti del governo centrale.

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Incredibile ricorso del Governo alla corte Costituzionale (13.6.2009)

Il Movimento culturale Gioventura Piemontèisa esprime il proprio sconcerto per la decisione del Consiglio dei Ministri che ieri, 12 giugno 2009, ha approvato il ricorso alla Corte costituzionale contro la legge regionale 11/09 sulla tutela della lingua piemontese. Secondo il Governo tale legge, che riconosce espressamente la lingua piemontese e la parifica alle altre lingue minoritarie parlate in Piemonte, sopravanzerebbe le competenze regionali, in quanto il riconoscimento delle lingue spetterebbe unicamente allo Stato centrale.
Si tratta di una decisione arbitraria e lesiva del diritto alla lingua che, come ripetutamente affermato dal diritto internazionale, è parte fondamentale dei Diritti umani.

La scelta di tutelare una lingua spetta al popolo che la parla e alle istituzioni che lo rappresentano: In Piemonte queste, dai Comuni alla Regione, hanno a più riprese e chiaramente riaffermato tale volontà. Il fatto che la Regione Piemonte abbia riconosciuto ulteriormente la lingua piemontese nella propria legislazione non fa che prendere atto della realtà: la lingua piemontese è la lingua minoritaria più parlata in Europa - con oltre 3 milioni di locutori - ed è riconosciuta dagli studiosi delle Università di tutto il mondo, dall’UNESCO e dall’Unione Europea. Essa è standardizzata da tre secoli, assai prima di molte lingue ufficiali, ha prodotto una copiosa letteratura e in lingua piemontese si sono espressi grandi santi, scienziati, industriali, politici e gli stessi “padri della patria”, la stessa che ora vorrebbe disconoscerla.

La decisione del Governo è in contrasto con le precedenti sentenze della stessa Corte Costituzionale al riguardo, là dove viene chiaramente stabilito che l’art. 6 della Costituzione (“La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”) coinvolge “la Repubblica nelle sue varie articolazioni” e che quindi il compito della tutela delle lingue minoritarie spetta non soltanto allo Stato centrale ma alle diverse articolazioni della Repubblica, ognuno nel proprio àmbito (Sentenza n. 375 del 13-25 Luglio 1995).

Ciò che è successo è di una gravità inaudita: viene mortificata una volta di più l’identità del popolo piemontese e l’autonomia delle istituzioni locali, e si manifesta nuovamente un’avversione preconcetta che non trova alcuna giustificazione.

Gioventura Piemontèisa opera da sedici anni per la promozione della lingua piemontese attraverso corsi di formazione, interventi nella scuola e nell’editoria, ed ha elaborato numerose iniziative istituzionali e proposte legislative; il suo obiettivo è il raggiungimento del bilinguismo ufficiale in Piemonte, dove la lingua piemontese (e le altre lingue minoritarie sui territori ove sono parlate) abbia la stessa dignità della lingua di Stato.

Gioventura Piemontèisa esprime pieno appoggio al Presidente della Giunta Regionale e del Consiglio Regionale del Piemonte, che si sono espressi in difesa della lingua piemontese, e si aspetta quindi che la Regione promuova immediatamente un contro-ricorso alla Corte Costituzionale, in opposizione alla decisione assunta dal Governo.

Torino, 13.6.2009