40 agn dij «Tre Martelli». La gran mùsica piemontèisa ai 4 ëd Novèmber a Lissandria

Tre Martelli 40 gir 4.11.2017

http://www.tremartelli.it/

Storia sintetica degli inizi del folk revival piemontese

di Enzo G. Conti

Giunti all’approssimarsi della data in cui i Tre Martelli compiranno 40 anni dal loro primo concerto (data che sarà celebrata il 4 novembre 2017 con una festa/concerto al teatro Ambra di Alessandria) ho pensato di fare cosa gradita ripubblicando un breve riassunto sulla nascita e primi sviluppi del folk-revival in Piemonte avendone fatto parte anche noi a pieno titolo.
Ovviamente faccio riferimento alle mie conoscenze e memorie e non pretendo di essere esaustivo. Qualunque apporto, appunto e correzione sarà ben accetta.
Trattando del folk-revival piemontese però non si può prescindere dal ricordarne le basi storiche.
Prima fra tutte l’esperienza dei Cantacronache, gruppo di intellettuali, letterati ed artisti sorto a Torino nel 1957. Il loro repertorio era costituito soprattutto da canzoni sociali, politiche e d’autore ma da molti osservatori sono considerati gli anticipatori del folk-revival piemontese. Del gruppo fecero parte: Sergio Liberovici, Michele L. Straniero, Emilio Jona, Fausto Amodei, Giorgio De Maria, Margot Galante Garrone, Mario Pogliotti. Con essi collaborarono anche Italo Calvino e Umberto Eco. In quel periodo, che molti definiscono come “la prima fase”, l’attenzione era posta quasi esclusivamente al canto e gli strumenti, quando venivano utilizzati, si limitavano alla chitarra e talvolta alla fisarmonica. Altri importanti artisti che al tempo operarono a cavallo tra il folk e la canzone d’autore furono Roberto Balocco, Gipo Farassino ed il gruppo I Cantastorie mentre rimangono fondamentali anche gruppi corali come La Grangia (dal 1954) e il Coro Bajolese (dal 1966) ed esperienze territoriali come Il Gruppo Spontanero di Magliano Alfieri (dal 1963) tra gli unici che si occuparono già allora delle danze locali.
La seconda fase del folk-revival piemontese nasce a metà degli anni settanta sulla spinta del crescente interesse per il folk revival francese e britannico (e in particolare per gruppi come La Bamboche, Lo Bachas, Alan Stivell, Malicorne, Cheftains, Steeleye Span, Fairport Convention, ecc) e a differenza della prima si distingue per una maggiore attenzione nell’utilizzo degli strumenti musicali tradizionali e alle musiche per danza.
Trait d’union tra i due periodi sono indubbiamente due gruppi torinesi i Cantambanchi (operativi dal 1969) e il Cantovivo di Alberto Cesa nati nel 1974 con un repertorio di canti sociali e politici e in seguito passati al folk-revival piemontese (il fondamentale album “Leva la gamba” è del 1979).
Nel 1977 il polo torinese genera altri due gruppi seminali: La Lionetta e I Prinsi Raimund e agli inizi degli ’80 i Burabacio.
Altro polo essenziale fu l’Alessandrino: nel 1977 nascono La Ciapa Rusa e Tre Martelli, nel 1978 il Canzoniere Popolare Tortonese e inoltre, benché originari della cosidetta area delle 4 province (AL-PC-GE-PV) posta solo parzialmente entro i confini piemontesi, è indispensabile citare i Musetta (con Ettore “Bani” Losini) in attività dagli inizi ’70 e i Suonatori delle Quattro Province (con Stefano Valla) dagli inizi degli ’80.
Terzo polo le valli occitane piemontesi. A metà degli anni settanta generano I Sunaires Usitan (con Gianrenzo Dutto e Sergio Berardo) e Li Troubaires de Coumboscuro, in seguito, agli inzi degli ottanta, i Lou Dalfin, gli Artezin, La Sourcino (con Silvio Peron) e il Gruppo di Musica Popolare di Pinerolo che successivamente cambierà il nome in Cantarana.
Ma in tale fecondo periodo nascono nuovi importanti gruppi anche nel resto del Piemonte: l’Astrolabio (canavesani), i Refolè (biellesi), La Sornette (novaresi) e gli astigiani La Ghironda e Archënsiel.
Questa seconda fase, che ha indubbiamente dato indimenticabili risultati artistici e discografici, è attualmente ancora in parte attiva, ma ad essa, da oltre un decennio, si è sovrapposta una terza fase la cui tendenza è data dalla costituzione di molti gruppi musicali quasi esclusivamente specializzati nella riproposta di danze popolari tradizionali di varie estrazioni geografiche tra le quali quelle piemontesi spesso sono solo una parte. Quando avverrà e come sarà la quarta fase?

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