19 luglio 1747: quando all’Assietta i Piemontesi divennero «bogia nen»

La battaglia contrappose il regno di Francia a quello di Piemonte-Sardegna. Fu una vittoria dei difensori

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Il 19 luglio 1747, al sommo del colle dell’Assietta, nacque il grande mito del Piemonte guerriero. O, meglio, si confermò l’eroismo di Pietro Micca e di Vittorio Amedeo II, con la battaglia del 1706; eppure, se il grande assedio di Torino mise in campo forze e uomini di mezza Europa (davanti alle mura della capitale sabauda c’erano francesi, tedeschi, spagnoli, italiani, oltre a naturalmente ai piemontesi) all’Assietta le forze in campo erano solo due: Francia e Piemonte, eterni nemici che si fronteggiavano su un terreno disagevole, difficile da raggiungere e al “limite”. Il pianoro dell’Assietta, a circa 2500 metri di quota, non era certamente un campo di battaglia tradizionale: per eserciti che, ancora a pieno XVIII Secolo, erano abituati a combattere in due grandi blocchi che si fronteggiavano in linea, uno contro l’altro, necessitando di ampi spazi per manovrare, il brullo altopiano dell’Assietta era destinato a mettere a dura prova uomini e mezzi.

Fu, per certi versi, una battaglia moderna, di “trincea”, nella quale i sabaudi si difesero dagli assalti dei nemici grazie alle scarne difese che avevano realizzato sul crinale dell’Assietta, fortificato alla meno peggio già dal 1745.

Sappiamo chi ebbe la meglio: i piemontesi vinsero grazie non solo alla conoscenza del terreno, ma anche per la eroica resistenza da “bogia nen” che Giovan Battista Cacherano di Bricherasio, conte di San Sebastiano, ordinò ai suoi uomini: proprio qui, secondo la leggenda, nacque il termine “bogia nen”, metonimia per indicare il popolo piemontese tout court.

L’ordine portò alla vittoria. I piemontesi non si mossero: dopo cinque ore di assalti, i francesi desistettero, lasciando circa 5mila morti sulla cresta dell’Assietta, spazzata dal vento; i difensori ebbero appena duecento vittime.

La battaglia dell’Assietta segnò un punto di svolta nella Guerra di Successione d’Austria, nel cui contesto si svolse: Carlo Emanuele III e Luigi XV siglarono l’anno successivo la pace, nell’ampio contesto del trattato di Acquisgrana.

Questo scontro d’armi, così cruento e così “eroico”, è ancora oggi ricordato con una grande rievocazione storica che si svolge all’Assietta, nei luoghi cruciali della battaglia, ogni anno. Il 19 luglio, dopo la celebrazione della Messa in lingua piemontese, si svolgerà la rievocazione dello scontro, grazie ai rievocatori del gruppo storico Pietro Micca.

(Il Bicerin)

Bataja dl'Assieta 2016

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